SIMON BECKETT.

I SUSSURRI DELLA MORTE.


Traduzione di: Andrea Silvestri.
2008.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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ALCUNE PERSONE NASCONO CATTIVE. Una nuova indagine di David Hunter. ROMANZO
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All'interno del bungalow, la vittima giace nuda, supina su un tavolo, legata mani e piedi, con evidenti
ferite d'arma da taglio, inferte quando, forse, era ancora in vita. La temperatura all'interno dell'edificio
supera i 43 gradi. Una sedia davanti al corpo fa pensare che l'assassino abbia assistito allo spettacolo
degli ultimi attimi di vita della vittima. Ma un particolare risulta incoerente: l'avanzato stato di
decomposizione del corpo induce a pensare che il decesso sia avvenuto da almeno 6 giorni. Eppure il
bungalow risulta affittato solo da 4 giorni. Le uniche impronte sulla scena, inoltre, risalgono a un certo
Dexter, morto sei mesi prima. Almeno cos registra l'anagrafe.  chiaro che l'assassino non solo  molto
astuto e non lascia tracce; non solo  molto cattivo;  anche, scientificamente, molto preparato.
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Dopo La chimica della morte e Scritto nelle ossa, continua la saga di David Hunter.
Stavolta lo scenario  la Body Farm di Knoxville, nel Tennessee, l'unico laboratorio al mondo dove si
utilizzano autentici cadaveri umani per studiarne il processo di decomposizione all'aperto. E stavolta
Hunter conduce l'indagine con il suo maestro, Tom Lieberman. Insieme affrontano una nuova,
sconcertante avventura nel regno del male e della scienza.
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Ai miei genitori, Sheila e Frank Beckett.
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1. La pelle
L'organo pi grande del corpo umano  anche quello pi trascurato.
In un adulto di stazza media, esso consiste in un ottavo dell'intera massa corporea e copre una
superficie di circa due metri quadrati. La struttura della pelle  un'opera d'arte, un nido di cellule,
capillari, ghiandole e nervi che regola e, al tempo stesso, protegge. Rappresenta la nostra interfaccia con
il mondo esterno, la barriera su cui termina la nostra individualit - il nostro s.
E qualcosa di tale individualit sopravvive alla morte.
Quando sopraggiunge il decesso, gli enzimi che la vita aveva tenuto sotto controllo si scatenano.
Divorano le pareti cellulari, provocando la fuoriuscita dei liquidi contenuti. Il fluido sale in superficie,
accumulandosi al di sotto degli strati cutanei e causandone l'allentamento. La pelle e il corpo, che fino a
quel momento erano parti integranti di un tutto, cominciano a disgiungersi.
Si formano vesciche. Intere aree della pelle iniziano a staccarsi, separandosi dal corpo come un
cappotto sgradito in un giorno d'estate.
Ma, seppur morta e ridotta a uno scarto, la pelle conserva tracce della sua precedente identit. Pu
avere ancora una storia da raccontare - e pu custodire qualche segreto.
Ammesso che si sappia come osservarla.
Earl Bateman giaceva sulla schiena, col viso rivolto verso il sole. Sopra di lui, gli uccelli volteggiavano
nel cielo del Tennessee, azzurro e perfettamente limpido, a parte la scia di un jet che si disperdeva
lentamente. A Earl era sempre piaciuto il sole.
Amava il pizzicore sulla pelle dopo una lunga giornata di pesca, amava la sua capacit di conferire un
nuovo aspetto a qualunque cosa sulla quale si posasse. In Tennessee non mancava certo il sole, ma Earl
era originario di Chicago, i cui freddi inverni avevano lasciato un gelo permanente nelle sue ossa.
Quando si era trasferito a Memphis, negli anni settanta, aveva trovato l'umidit palustre molto pi
gradevole delle strade ventose della sua citt natale. Naturalmente, essendo un dentista con uno studio
modesto, una giovane moglie e due bambini da mantenere, non passava al sole e all'aria aperta tutto il
tempo che avrebbe voluto. Nonostante ci, era tutt'intorno a lui. Gli piaceva persino l'afa delle estati
del Tennessee, quando la brezza gli ricordava un abito di flanella, e passava le serate nel caldo
soffocante dell'angusto appartamento che Kate e lui dividevano con i figlioletti.
Da quel tempo lontano, le cose erano cambiate. Il lavoro era andato a gonfie vele, e l'appartamento
aveva da tempo ceduto il posto a sistemazioni di volta in volta migliori. Due anni prima, Kate e lui si
erano trasferiti in una nuova casa con cinque camere da letto in un quartiere residenziale, con un grande
prato rigoglioso sul quale una nidiata sempre pi numerosa di nipoti poteva giocare senza alcun
pericolo, mentre i raggi del sole del primo mattino si scomponevano in arcobaleni in miniatura nei
sottili getti dell'impianto di annaffiamento.
Si trovava proprio sul prato, e imprecava madido di sudore, sforzandosi di tagliare un ramo secco dal
vecchio e grande laburno, quando gli era venuto l'infarto. Aveva lasciato la sega intrappolata nel legno
dell'albero ed era riuscito a fare qualche passo traballante verso casa, prima che il dolore lo facesse
stramazzare al suolo.
Sull'ambulanza, con una maschera d'ossigeno fissata sul volto, aveva tenuto stretta la mano di Kate,
tentando di sorridere per rassicurarla. In ospedale c'era stato il consueto balletto convulso del personale
medico, le siringhe scartate freneticamente e i bip delle macchine. Era stato un sollievo quando infine
avevano taciuto. Poco tempo dopo, firmati i moduli necessari ed espletate le inevitabili formalit
burocratiche che ci accompagnano dalla nascita, Earl era uscito dall'ospedale.
Adesso era disteso nel sole primaverile. Nudo, giaceva su una bassa struttura di legno sollevata rispetto
al tappeto di erba prativa e foglie. Era l da una settimana: un tempo sufficiente perch la carne si
spappolasse, lasciando intravedere le ossa e le cartilagini sotto la pelle mummificata. Qualche ciocca di
capelli era ancora attaccata alla parte posteriore del cranio, le cui orbite vuote fissavano il cielo ceruleo.
Finii le mie misurazioni e uscii dalla gabbia di rete metallica che proteggeva il cadavere del dentista dagli
uccelli e dai roditori.
Mi asciugai il sudore dalla fronte. Era tardo pomeriggio e faceva molto caldo, nonostante fossimo solo
all'inizio della primavera. Quell'anno se la stava prendendo comoda, e i germogli erano ancora gonfi e
pesanti. Nel giro di due settimane avrebbero offerto uno spettacolo straordinario ma, per il momento,
le betulle e gli aceri del Tennessee custodivano ancora gelosamente i propri rami nuovi, quasi riluttanti a
concedergli la libert di svilupparsi.
Il fianco della collina su cui mi trovavo non era particolarmente degno di nota. Pur essendo abbastanza
panoramico, non era spettacolare quanto le imponenti creste delle Smoky Mountains che si ergevano in
lontananza. Comunque era un aspetto completamente diverso della natura a colpire chiunque venisse
qui. Cadaveri umani, in vari stadi di decomposizione, giacevano tutt'intorno: nel sottobosco, in pieno
sole o all'ombra, i pi recenti ancora gonfi dei gas della decomposizione, i pi vecchi ridotti a carni
essiccate. Alcuni erano nascosti alla vista, sepolti sottoterra o nel bagagliaio di un'auto. Altri, come
quello che avevo appena finito di esaminare, erano riparati da schermi di maglia metallica o reticolati,
esposti in una sorta di macabra installazione artistica. Solo che il fine di questo luogo era molto pi
serio. E decisamente meno accessibile al pubblico.
Riposi la mia attrezzatura e il bloc-notes nella sacca, flettendo la mano irrigidita. Un sottile tratto bianco
correva lungo il palmo, l dove la carne era stata incisa fino all'osso, dividendo in due parti la linea della
vita. Un simbolo calzante, dal momento che il coltello che l'anno prima aveva quasi posto fine alla mia
esistenza l'aveva anche cambiata.
Mi raddrizzai, mettendomi la sacca in spalla. Sollevando quel peso, avvertii una lievissima fitta allo
stomaco. La cicatrice sotto le costole era guarita del tutto, e nel giro di un mese o due avrei potuto
interrompere gli antibiotici che avevo preso costantemente negli ultimi nove mesi. Sarei rimasto
vulnerabile alle infezioni per il resto della vita, ma mi consideravo fortunato per aver perso solo una
parte dell'intestino, oltre alla milza.
Mi riusciva pi difficile accettare la perdita delle altre cose cui avevo dovuto rinunciare.
Lasciando il dentista alla sua lenta decomposizione, passai accanto a un corpo parzialmente celato dai
cespugli, annerito e gonfio, e proseguii lungo lo stretto sentiero di terra che serpeggiava tra gli alberi.
Una giovane donna di colore con un camice chirurgico grigio era china su un cadavere seminascosto
dall'ombra del tronco di un albero caduto. Con un paio di pinzette ne estraeva i vermi che si
contorcevano, depositandoli a uno a uno in barattolini dal coperchio a vite.
Ciao, Alana, dissi.
Lei alz lo sguardo e mi sorrise, con le pinzette sospese in aria. Ciao, David.
Tom  da queste parti?
L'ultima volta che l'ho visto era gi alle piattaforme. Attento a dove metti i piedi, mi grid dietro.
C' un procuratore distrettuale, laggi nello spiazzo erboso.
Le feci cenno di aver capito e continuai a scendere lungo il sentiero. Correva parallelo a un alto
reticolato che circondava quell'ettaro di bosco. La recinzione era sormontata dal filo spinato e protetta
da una seconda barriera in legno. L'unico accesso era rappresentato da un grande cancello, al quale era
appeso un cartello che recava una scritta in lettere nere. Recitava: Centro di Antropologia Forense, sebbene
fosse noto con un altro nome, meno formale.
La maggior parte della gente lo chiamava semplicemente Body Farm, la Fattoria dei Corpi.
Una settimana prima, ero nell'atrio piastrellato del mio appartamento di Londra, con le valigie pronte ai
miei piedi. Un soave canto di uccelli risuonava nel pallore dell'alba primaverile.
Scorsi la lista mentale di cose da controllare, pur sapendo di averlo gi fatto. Finestre chiuse,
corrispondenza trattenuta all'ufficio postale, boiler spento. Mi sentivo nervoso e a disagio.
Non era il primo viaggio che facevo, ma questa volta c'era qualcosa di diverso.
Al mio ritorno, non ci sarebbe stato nessuno ad aspettarmi.
Il taxi era in ritardo, ma avevo tempo in abbondanza per prendere il volo. Nonostante ci, mi ritrovai a
controllare ansiosamente l'ora. A pochi passi da dove mi trovavo, le piastrelle vittoriane bianche e nere
del pavimento attirarono la mia attenzione.
Distolsi lo sguardo, ma non prima che quel motivo bicolore provocasse la consueta associazione nella
mia mente. Il sangue era stato lavato da tempo dalla zona vicino alla porta d'ingresso e dal muro sopra
di essa. L'intero atrio era stato ritinteggiato mentre ero ancora in ospedale. Non c'era nulla di concreto a
ricordarmi ci che era avvenuto l l'anno prima.
Ma, d'un tratto, fui colto da un senso di claustrofobia. Portai le valigie fuori, attento a non fare sforzi
che interessassero lo stomaco. Il taxi accost mentre chiudevo la porta d'ingresso con un risoluto tunc
che aveva qualcosa di definitivo. Mi allontanai senza voltarmi e raggiunsi l'auto dal motore
scoppiettante che esalava una nuvola di gas di scarico.
Mi feci portare solo alla stazione della metropolitana pi vicina, e presi la linea da Piccadilly a
Heathrow. Non era ancora l'ora di punta del mattino, ma nel vagone c'era comunque gente, che evitava
di incrociare lo sguardo con la tipica indifferenza londinese.
Non vedo l'ora di partire, pensai, con entusiasmo. Era la seconda volta in vita mia che sentivo il
bisogno di andarmene da Londra. A differenza della prima, quando ero fuggito con l'esistenza in
frantumi dopo la morte di mia moglie e mia figlia, sapevo che sarei tornato. Comunque avevo bisogno
di restar lontano per un po' di tempo, di frapporre una distanza tra me e gli eventi recenti. Inoltre, non
lavoravo da mesi. Speravo che questo viaggio mi avrebbe aiutato a tornare alla normalit.
E a scoprire se ero ancora in grado di svolgere il mio lavoro.
Non c'era posto migliore dove accertarsene. Fino a poco prima, il Centro del Tennessee era stato
l'unico laboratorio al mondo in cui gli antropologi forensi usassero autentici cadaveri umani per studiare
il processo di decomposizione all'aperto, annotando gli indizi che avrebbero permesso di determinare
come e quando si fosse verificato il decesso. Ora un centro simile era stato aperto nel North Carolina, e
il progetto di un altro in Texas era stato abbandonato soltanto per i timori degli abitanti del circondario
riguardo agli avvoltoi. Avevo sentito parlare di una struttura analoga da realizzarsi in India.
Ma a prescindere da quante body farms potessero esserci, agli occhi della maggioranza delle persone il
centro di ricerca del Tennessee era ancora la Body Farm. Si trovava a Knoxville e dipendeva dal Centro
di Antropologia Forense dell'Universit del Tennessee, dove avevo avuto la fortuna di studiare all'inizio
della carriera. In qualsiasi caso, erano passati diversi anni dalla mia ultima visita. Troppi, come mi aveva
detto Tom Lieberman, il direttore del Centro che era stato un mio insegnante.
Mentre sedevo nella sala partenze di Heathrow, osservando la lenta e silenziosa danza dei velivoli
attraverso la grande vetrata di cristallo, mi chiesi che effetto mi avrebbe fatto tornarvi.
Dopo esser stato dimesso dall'ospedale, durante i mesi di dolorosa convalescenza - e i suoi strascichi
ancor pi dolorosi -, la prospettiva di quel viaggio di un mese era stato qualcosa da attendere con ansia:
un nuovo inizio di cui avevo un terribile bisogno.
Ora che ero finalmente in partenza, mi chiedevo se le speranze che avevo riposto in esso non fossero
eccessive.
Feci uno scalo di due ore a Chicago, prima di prendere la coincidenza per Knoxville, dove la coda di
una violenta perturbazione brontolava ancora mentre l'aereo era in fase di atterraggio.
Presto le nubi cominciarono a diradarsi e, quando recuperai il bagaglio, il sole stava iniziando a fare
capolino. Mentre andavo a prendere l'auto a noleggio, trassi un profondo respiro, godendomi l'umidit
dell'aria, per me inconsueta. Le strade fumigavano, emanando un pungente odore d'asfalto bagnato.
Sullo sfondo, cumulonembi nerastri che si ritiravano lentamente; la pioggia donava ai verdi della
campagna intorno all'autostrada un'abbacinante intensit.
Mentre mi avvicinavo alla citt, il mio umore si risollev.
Funzioner.
Adesso, neanche una settimana dopo, non ne ero pi molto sicuro. Seguii il sentiero che costeggiava
una radura su cui sorgeva un alto treppiede di legno, che faceva venire in mente la nuda intelaiatura di
un tepee. Un cadavere giaceva su una piattaforma sottostante, in attesa di venir sollevato e pesato.
Abbandonando il sentiero - e ricordando l'avvertimento di Alana -, attraversai lo spiazzo diretto verso il
punto in cui erano stati posizionati vari blocchi rettangolari di cemento, che risultavano aspramente
geometrici in quello scenario silvestre. In essi erano stati inumati resti umani, nel contesto di un
esperimento teso a valutare l'efficacia di particolari radar per la localizzazione sotterranea dei cadaveri.
Una figura alta e dinoccolata, in pantaloni cachi di cotone e cappello mimetico floscio, era inginocchiata
qualche metro pi in l, intenta a esaminare con aria corrucciata il manometro attaccato a un tubo che
sporgeva dal terreno.
Come va? chiesi.
Non sollev lo sguardo, scrutandomi attraverso la montatura metallica degli occhiali, mentre spingeva
delicatamente il manometro con un dito. Si sarebbe detto che non fosse difficile cogliere un odore
cos forte, no? disse, a mo' di risposta.
Le vocali larghe tradivano il fatto che era originario della East Coast molto pi della pronuncia
strascicata, tipicamente sudista, del Tennessee. Da quando lo conoscevo, Tom Lieberman non aveva
mai smesso di cercare il proprio Santo Graal, analizzando i gas prodotti dalla decomposizione molecola
dopo molecola, per identificare l'odore della putrefazione. Chiunque avesse avuto un topo morto sotto
l'assito poteva testimoniarne l'esistenza, ed era qualcosa che perdurava ben dopo che i sensi umani
avevano smesso di percepirlo. Si potevano addestrare i cani a fiutare un cadavere sepolto da anni. Tom
teorizzava la possibilit di sviluppare un sensore in grado di fare all'incirca la medesima cosa, rendendo
infinitamente pi semplice la localizzazione e il recupero dei cadaveri. Ma, come sempre accade, la
teoria e la pratica erano due cose profondamente diverse.
Si alz in piedi, con un grugnito che poteva essere tanto di delusione quanto di soddisfazione. Bene,
ho finito, disse, facendo una smorfia, mentre le articolazioni delle sue ginocchia scrocchiavano.
Sto andando a pranzo in mensa. Vieni?
Mi rivolse un sorriso pensoso, mentre riponeva l'attrezzatura.
Oggi non posso. Mary mi ha preparato dei tramezzini. Pollo e germogli di soia, o qualcosa di
altrettanto sano e disgustoso.
Ah, prima che me ne dimentichi, sei invitato a cena questo fine-settimana. Si  messa in testa che tu
devi fare un pasto come si deve. Una smorfia. Hai bisogno di mangiare bene, tu; a me, devono
bastare insalata e altre verdure crude. Non c' giustizia.
Sorrisi. La moglie di Tom era un'ottima cuoca, e lui lo sapeva.
Dille che non vedo l'ora. Vuoi una mano con l'attrezzatura? gli chiesi, mentre si metteva la grossa
borsa di tela a tracolla.
No, non preoccuparti.
Sapevo che non voleva costringermi a fare sforzi. Ma mentre camminavamo lentamente verso il
cancello, notai che ansimava per la fatica. Quando ci eravamo conosciuti, Tom aveva gi passato da
molto i cinquant'anni, e si era mostrato felice di fornire ogni incoraggiamento possibile a un
antropologo forense inglese alle prime armi. Era trascorso pi tempo di quanto non mi andasse di
ricordare, e gli anni avevano lasciato il segno.
Ci aspettiamo che le persone restino come le ricordiamo, ma naturalmente non  mai cos.
Ciononostante, quando ci rincontrammo rimasi scioccato nel constatare quanto Tom fosse cambiato.
Non aveva ancora annunciato le proprie dimissioni da direttore del Centro di Antropologia Forense,
ma tutti sapevano che probabilmente le avrebbe date entro la fine dell'anno. Due settimane prima, il
giornale di Knoxville aveva persino pubblicato un servizio su di lui che sembrava pi un addio che
un'intervista.
Tom aveva ancora il portamento del giocatore di basket che era stato in giovinezza, ma l'inclemenza del
tempo aveva conferito un aspetto macilento al suo fisico, gi piuttosto smilzo.
Le guance incavate, insieme all'indietreggiamento dell'attaccatura dei capelli, gli conferivano un'aria
ascetica che sembrava tradire una fragilit preoccupante.
Ma lo scintillio nei suoi occhi era rimasto immutato, cos come il suo humour e la fede nella natura
umana, che neppure una vita passata a setacciarne il lato pi oscuro aveva intaccato.
Nemmeno tu sei rimasto indenne al passare del tempo, pensai, ricordando l'orribile striatura nella carne sotto la
mia camicia.
La station-wagon di Tom era nel parcheggio adiacente al Centro. Giunti al cancello, ci fermammo,
togliendoci i guanti di protezione e le soprascarpe. Superata quella barriera, nulla lasciava intuire che
cosa ci fosse al di l di essa. Gli alberi oltre la recinzione sembravano banali e innocui mentre
ondeggiavano nella brezza tiepida, con i rami che risvegliandosi alla vita si tingevano di sfumature verdi.
Dopo essere usciti, estrassi dalla tasca il cellulare e lo riaccesi.
Sebbene nessuna regola ne proibisse l'uso, mi metteva a disagio disturbare la pace e il silenzio che
regnavano oltre la recinzione con qualche telefonata. Non che ne aspettassi, comunque.
Le persone che avrebbero potuto contattarmi sapevano che non ero in Inghilterra, e quella che pi
avrei voluto sentire non mi avrebbe chiamato.
Misi via il telefono mentre Tom apriva il bagagliaio e faceva scivolare la sua borsa in fondo a esso. Finse
di non avere il fiato grosso - e io di non accorgermene.
Ti do un passaggio fino alla mensa?
No, grazie. Preferisco fare due passi. Ho bisogno di tenermi in esercizio.
Una disciplina ammirevole. Mi fai vergognare. Si interruppe, sentendo lo squillo del telefono. Lo tir
fuori e diede un'occhiata al display. Scusa, devo rispondere.
Lasciandolo alla sua telefonata, attraversai il parcheggio.
Pur trovandosi all'interno del campus del polo medico dell'Universit del Tennessee, il Centro era
indipendente. Celato da boschetti, apparteneva a un mondo differente. Gli edifici moderni e gli spazi
verdi dell'ospedale - degni di un grande parco - pullulavano di pazienti, studenti e personale medico.
Un'infermiera rideva insieme a un giovane in jeans su una panchina; una madre sgridava il figlio in
lacrime; un uomo d'affari era impegnato in un'animata discussione al cellulare. Quando ero andato l
per la prima volta, il contrasto tra la silenziosa decomposizione oltre il cancello e l'affaccendata
quotidianit al di fuori di esso mi era sembrata difficile da accettare. Adesso me ne accorgevo a
malapena.
Possiamo abituarci praticamente a qualunque cosa, col tempo.
Trottai su per una scalinata e mi avviai lungo il sentiero che portava alla mensa, notando con una certa
soddisfazione che il respiro non si era fatto affannoso. Non ero andato lontano quando sentii dei rapidi
passi alle mie spalle.
David, aspetta!
Mi voltai. Un uomo si stava affrettando sul sentiero: aveva all'incirca la mia et e altezza. Paul Avery era
uno degli astri nascenti del Centro, ed era opinione corrente che sarebbe stato il successore di Tom.
Specializzato in biologia scheletrica, possedeva una cultura enciclopedica, e le sue grandi mani con le
dita tozze avevano la medesima perizia di quelle di un chirurgo.
Stai andando a pranzo? mi chiese, mettendosi al passo con me. I suoi capelli ricci erano di un nero
metallico, e un'ombra di barba gli scuriva il mento. Ti spiace se vengo con te?
Certo che no. Come sta Sam?
Bene. Stamattina si  incontrata con Mary per fare un giro dei negozi per l'infanzia. Sar un brutto
colpo per la carta di credito.
Sorrisi. Non conoscevo Paul prima di partire per questo viaggio, ma sia lui che la moglie incinta si erano
adoperati enormemente per organizzare la mia permanenza. Lei era quasi al termine della prima
gravidanza, e mentre Paul fece del proprio meglio per apparire distaccato, Sam non tent neppure di
dissimulare l'eccitazione.
 stata una fortuna che ti abbia visto, prosegu. Uno dei miei dottorandi si  fidanzato, e stasera
andremo in centro a festeggiare.
Una cosa tranquilla: cena e un paio di drink. Perch non vieni anche tu?
Esitai. Ero grato dell'invito, ma la prospettiva di uscire con un gruppo di estranei non mi attirava.
Verr Sam, e anche Alana, quindi ci sar qualcuno che conosci, aggiunse Paul, notando la mia
riluttanza. Su, dai, sar divertente.
Non riuscivo a trovare una ragione per rifiutare l'invito.
Be' allora va bene. Grazie.
Dalla strada giunse il clacson di un'auto. Quando ci voltammo, vedemmo la station-wagon di Tom che
accostava al marciapiede. Abbass il finestrino e ci fece cenno di avvicinarci.
Ho appena ricevuto una telefonata dal TBI, l'Ufficio Investigativo dello stato del Tennessee. Hanno
trovato un cadavere in un bungalow di montagna, vicino a Gatlinburg. Potrebbe uscirne qualcosa di
interessante. Se non sei occupato, Paul, potresti accompagnarmi e dare un'occhiata.
Paul scosse il capo. Mi dispiace, ma sono occupato per tutto il pomeriggio. Forse potrebbe darti una
mano uno dei nostri specializzandi.
S, potrebbe. Tom si volse verso di me, con uno sfavillio d'eccitazione negli occhi. Sapevo
cos'avrebbe detto ancor prima che aprisse bocca. E tu cosa mi dici, David? Te la senti di fare un po' di
lavoro sul campo?
2
La superstrada che usciva da Knoxville era intasata da un traffico lento. Sebbene fosse l'inizio della
primavera, in auto faceva abbastanza caldo da render necessario l'uso del climatizzatore.
Tom aveva programmato il navigatore satellitare affinch ci guidasse quando fossimo stati sulle
montagne; per il momento, non avevamo quasi bisogno delle sue indicazioni.
Canticchiava a bocca chiusa mentre guidava: una cosa che avevo imparato a interpretare come un segno
di trepidazione.
Nonostante il macabro realismo del Centro, le persone che avevano donato il proprio corpo a esso
erano morte per cause naturali. In questo caso, per, era diverso.
Adesso si faceva sul serio.
E cos pare che sia un delitto? Omicidio, mi corressi mentalmente.
Era molto probabile, altrimenti il TBI non sarebbe stato coinvolto. Si trattava di una versione statale
dell'FBI, e Tom ne era consulente stabile. Se la chiamata era arrivata da loro, invece che da un
dipartimento di polizia locale, quasi certamente la faccenda era seria.
Tom non distolse lo sguardo dalla strada. Si direbbe di s.
Non mi hanno spiegato granch ma, a quanto sembra, il corpo  in pessime condizioni.
Stavo cominciando a sentirmi inspiegabilmente nervoso.
Non sar un problema, se ti accompagno?
Tom parve sorpreso. E perch mai? Spesso porto qualcuno che mi dia una mano.
Intendevo dire perch sono inglese. Per andare l, avevo dovuto sbrigare la solita trafila
burocratica relativa ai visti e ai permessi di lavoro, ma non avevo previsto un'eventualit simile.
Non ero sicuro di essere il benvenuto in un'indagine ufficiale.
Tom fece spallucce. Non vedo perch dovrebbe essere un problema. Non  certo una questione di
sicurezza nazionale - e, se ce ne sar bisogno, garantir io per te. Oppure potresti cucirti la bocca e
sperare che non notino il tuo accento.
Sorridendo, allung la mano per accendere il lettore cd.
Tom ascoltava la musica come altri fumano una sigaretta o bevono un whisky: sostenendo che li aiuta a
schiarirsi le idee e a concentrarsi. La sua droga preferita era il jazz degli anni cinquanta e sessanta, e
ormai avevo ascoltato la mezza dozzina di album che teneva in auto abbastanza spesso da riconoscerne
la maggior parte.
Sospir e si abbandon nel sedile, mentre un pezzo di Jimmy Smith pulsava negli altoparlanti.
Osservai il paesaggio del Tennessee che scivolava via all'esterno del finestrino. Le Smoky Mountains si
ergevano davanti a noi, avvolte in una bruma dalle sfumature blu da cui traevano il loro nome. I pendii
coperti di foreste si stendevano all'orizzonte, un oceano verde e ondulato in stridente contrasto con
l'animazione affaristica delle varie attivit commerciali che ci circondavano. Bar, negozi e fast-food che
ostentavano efficienza fiancheggiavano l'autostrada, e il cielo al di sopra di essi appariva come un
intrico di cavi elettrici e fili del telegrafo.
Londra e l'Inghilterra sembravano lontanissime. Venire qui era un modo per ritrovare il mordente e
risolvere alcune delle questioni che mi tormentavano la mente. Sapevo che al mio ritorno avrei dovuto
prendere delle decisioni importanti. Il contratto a tempo determinato con l'universit di Londra era
scaduto durante la mia convalescenza; mi era stato proposto un incarico permanente, ma avevo anche
ricevuto un'offerta dal Dipartimento di Antropologia Forense di uno dei pi prestigiosi atenei scozzesi.
Ero stato inoltre contattato dal Gruppo di Consulenza in Ricerche Forensi, un organismo
multidisciplinare che aiutava le forze di polizia a localizzare i cadaveri. Tutte proposte molto invitanti, e
avrei dovuto saltare dalla gioia, ma nessuna di esse riusciva a scatenare il mio entusiasmo. Avevo
pensato che, tornando qui, la situazione potesse cambiare.
Ma per il momento non era stato cos.
Sospirai, sfregandomi con il pollice la cicatrice sul palmo della mano, senza neppure accorgermene.
Tutto a posto? mi chiese Tom, lanciandomi un'occhiata.
Richiusi le dita sulla cicatrice. S.
Accett quella risposta senza commentare. Nella sacca ci sono i miei tramezzini. Mi rivolse un
sorriso ironico. Spero che ti piacciano i germogli di soia.
Mentre ci avvicinavamo alle montagne, la campagna si fece sempre pi fitta di boschi. Attraversammo
Pigeon Forge, una vivace localit di villeggiatura i cui bar e trattorie si inseguivano lungo la superstrada.
Passammo accanto a un ristorante a tema in perfetto stile Frontiera del West - c'erano persino dei
tronchi di plastica. Dopo qualche chilometro, arrivammo a Gatlinburg, una citt turistica la cui
atmosfera carnevalesca sembrava quasi sobria al confronto. Era sorta ai piedi delle montagne, e sebbene
i suoi motel e i suoi negozi tentassero in ogni modo di attirare l'attenzione, non potevano competere
con la grandiosit naturale che si ergeva alle loro spalle.
Quando ce la lasciammo dietro, entrammo in un altro mondo.
Scoscesi pendii coperti da folte foreste si strinsero su di noi, immergendoci nell'ombra mentre la strada
li attraversava serpeggiando. Le Smoky Mountains, che fanno parte della grande catena degli Appalachi,
si estendono per duecentomila ettari a cavallo del confine tra Tennessee e North Carolina. Erano state
dichiarate parco nazionale ma, guardando fuori dal finestrino, pensai che la natura se ne infischia
allegramente di simili definizioni. Ancor oggi, questa regione selvaggia  stata a malapena scalfita
dall'uomo. Arrivando da un'isola affollata come la Gran Bretagna, era impossibile non sentirsi
profondamente umili al cospetto della maestosit di quelle montagne.
Adesso il traffico si era diradato. L, nel giro di qualche settimana ci sarebbe stata molta pi gente, ma
eravamo ancora in primavera e capitava di rado di incrociare un'altra auto. Dopo qualche chilometro,
Tom svolt in una strada secondaria, col fondo di ghiaia e pi stretta.
Non dovrebbe mancare molto Controll il display del navigatore satellitare montato sul cruscotto,
poi sbirci davanti a s. Ah, eccoci.
Accanto a uno stretto viottolo, c'era un cartello con scritto:
Bungalow Schroeder, nn. 5-13. Tom lo imbocc, e il cambio automatico parve lamentarsi flebilmente
mentre l'auto affrontava la salita. Ben distanziati gli uni dagli altri, scorsi i tetti arrotondati dei bungalow
sullo sfondo degli alberi.
Veicoli della polizia e auto senza contrassegni - immaginai che appartenessero al TBI - erano
parcheggiati lungo i cigli della stradina davanti a noi. Mentre ci avvicinavamo, un agente in uniforme si
affrett a sbarrarci il passo; teneva una mano poggiata delicatamente sulla pistola riposta nella fondina
alla cintura.
Tom si ferm e abbass il finestrino, ma l'agente non gli diede il tempo di parlare.
Signore, non pu venire quass. Dovr fare marcia indietro e andarsene.
L'accento era del profondo Sud pi puro, la sua cortesia un'arma implacabile e irriducibile.
Okay. Pu dire a Dan Gardner che  arrivato Tom Lieberman?
L'agente in uniforme si allontan di qualche passo e parl alla radio. Ci che sent dovette rassicurarlo.
Va bene. Parcheggi qui, insieme a tutti gli altri veicoli.
Tom fece come gli era stato detto. Mentre posteggiava, il vago nervosismo che avevo provato per tutto
il viaggio si trasform in un netto disagio. Mi dissi che qualche crampo allo stomaco poteva essere
comprensibile: ero ancora arrugginito per la convalescenza, e non avevo previsto di lavorare a un vero
caso di omicidio. Comunque sapevo che questo non giustificava del tutto la mia agitazione.
Sei sicuro che non ci siano problemi per la mia presenza? chiesi a Tom. Non vorrei pestare i piedi a
nessuno.
Lui non sembrava impensierito. Non preoccuparti. Se qualcuno fa qualche domanda, tu sei con me.
Scendemmo dall'auto. Dopo la citt, l'aria sembrava fresca e profumata, ricca degli odori di fiori
selvatici e terriccio. La luce del tardo pomeriggio spioveva screziata attraverso i rami, facendo
risplendere i verdi germogli come grossi smeraldi. A questa altitudine, e all'ombra degli alberi, il freddo
risultava piuttosto fastidioso, e questo rese l'apparizione dell'uomo che ci veniva incontro ancor pi
bizzarra. Indossava un completo e una cravatta, ma teneva la giacca sul braccio, e la camicia azzurro
pallido appariva scura di sudore. Mentre stringeva la mano a Tom, notai il suo volto arrossato.
Grazie per essere venuto, Tom. Temevo che fossi ancora in vacanza.
Non pi. Tom e Mary erano tornati dalla Florida la settimana prima del mio arrivo. Tom mi aveva
detto di non essersi mai annoiato tanto in vita sua. Dan, vorrei presentarti il dottor David Hunter.  in
visita al Centro. Ho pensato che non sarebbe stato un problema, se mi avesse accompagnato.
Non l'aveva formulata come una domanda. L'uomo si volt verso di me. Avrei detto che si avvicinava
ai sessant'anni; aveva il volto indurito, segnato dalle preoccupazioni e solcato da profonde rughe. I
capelli brizzolati erano tagliati corti, con la scriminatura di lato che sembrava tracciata con un righello.
Mi porse la mano. La forza della sua stretta rappresentava quasi una sfida; aveva la pelle del palmo
secca e callosa.
Daniel Gardner, vicecomandante degli agenti speciali. Piacere di conoscerla.
Immaginai che la carica fosse equivalente a quella di viceispettore.
Parlava con il timbro nasale, rapido e asciutto del Tennessee; i suoi modi gioviali rischiavano di trarre in
inganno.
Gli occhi apparivano penetranti e indagatori. Sospendere il giudizio.
Allora, cos'abbiamo qui? chiese Tom, infilando un braccio nel bagagliaio per prendere la borsa.
Aspetta, ci penso io, dissi, sollevandola. Cicatrice o no, ero in condizioni migliori di Tom.
L'agente del TBI cominci a risalire il viottolo che conduceva nel bosco. Il corpo  in uno dei
bungalow. Il gestore del complesso l'ha trovato questa mattina.
 sicuramente omicidio?
Oh, s.
Non si dilung. Tom gli rivolse uno sguardo incuriosito, ma non insist.
Abbiamo trovato un portafogli da uomo con carte di credito e patente, ma non siamo in grado di
stabilire con certezza se appartengano alla vittima. Il corpo  troppo conciato perch le fotografie siano
di una qualche utilit.
Avete idea di quanto tempo possa esser rimasto nel bungalow? domandai, senza riflettere.
Gardner corrug la fronte - e io ricordai a me stesso che ero l solo per aiutare Tom. Spero che voi
siate in grado di dirmelo, rispose l'agente del TBI, rivolgendosi pi a Tom che a me.
Il medico legale  ancora qui, ma non  riuscito a raccontarci granch.
Chi  il medico legale? Scott? chiese Tom.
No, Hicks.
Ah.
Il tono con cui Tom pronunci il nome era ricco di sottintesi, nessuno dei quali elogiativo. Ma in quel
momento ero pi preoccupato per la fatica con la quale si inerpicava lungo il sentiero.
Solo un attimo, dissi. Posai a terra la valigetta e finsi di allacciarmi uno scarponcino. Gardner parve
irritato. Risollevato, Tom fece qualche respiro profondo, ostentando il gesto di pulirsi gli occhiali. Fiss
la camicia scurita dal sudore del poliziotto.
Spero che non ti dia fastidio se te lo chiedo, Dan, ma stai bene? Mi sembri Be', un po'
febbricitante.
Gardner abbass lo sguardo verso la camicia umida, come se non se ne fosse accorto fino a
quell'istante. Diciamo semplicemente che l dentro si crepa di caldo. Ve ne accorgerete.
Ci rimettemmo in cammino. Il viottolo si appian, mentre il bosco si apriva rivelando una piccola
radura erbosa percorsa da un sentiero di ghiaia invaso dalla malerba. Da questo si diramavano altri
camminamenti, ciascuno dei quali conduceva a un bungalow seminascosto dagli alberi. Quello verso cui
eravamo diretti si trovava sul margine pi lontano della radura, ben distanziato dagli altri. Era piccolo,
con l'esterno rivestito di travi scolorite dagli elementi. Sul sentiero che conduceva alla porta era stato
teso un nastro di color giallo vivo con la scritta: Scena del crimine. Non oltrepassare in nitide lettere
maiuscole nere; intorno e al di l di esso ferveva la consueta attivit investigativa.
Era la prima scena del crimine che ispezionassi negli Stati Uniti. Per molti aspetti, appariva identica a
quelle cui ero abituato, ma le sottili differenze le conferivano un qualcosa di irreale.
Vicino al bungalow c'era un gruppo di agenti della Scientifica del TBI, in camice bianco e con i volti
arrossati, impegnati a bere avidamente dalle loro bottiglie d'acqua. Gardner ci accompagn da una
donna vestita di un tailleur elegante che stava parlando con un uomo sovrappeso, la cui testa calva
luccicava come un uovo sodo. Era totalmente glabro, privo persino di ciglia e sopracciglia. Ci gli dava
un'aria da neonato e, al tempo stesso, vagamente da rettile.
Mentre ci avvicinavamo, si volt verso di noi: nel vedere Tom, la sua bocca sottile si schiuse in un
sorriso. Privo di umorismo.
Mi chiedevo quando ti saresti fatto vedere, Lieberman.
Appena ho ricevuto la telefonata, Donald, disse Tom, affabilmente.
Mi stupisce che ce ne sia stato bisogno. L'odore si doveva sentire fino a Knoxville.
Ridacchi, per nulla turbato dal fatto che nessun altro aveva trovato divertente la battuta. Immaginai
che fosse Hicks, il medico legale cui aveva accennato Gardner. La giovane donna con cui stava
parlando aveva una corporatura esile, ma compatta e atletica come quella di una ginnasta. Il suo
contegno quasi militaresco risultava accentuato dalla giacca e dalla gonna blu notte, e dai capelli scuri
tagliati corti. Non portava trucco, ma non ne aveva bisogno. Solo la bocca tradiva la sua distaccata
compostezza: carnose e arcuate, le labbra lasciavano trasparire una sensualit che il resto della persona
sembrava sforzarsi di negare.
I suoi occhi grigi si posarono fugacemente su di me, privi di espressione, ma freddamente indagatori.
Sulla leggera abbronzatura del volto, il bianco delle cornee splendeva di salute.
Gardner si occup rapidamente delle presentazioni. Tom, lei  Diane Jacobsen.  appena entrata
nell'Unit Indagini sul Campo. Questo  il suo primo caso di omicidio. Le ho parlato molto bene di te e
del Centro, quindi vedi di non deludermi.
Lei porse la mano, apparentemente impassibile nei confronti dello sforzo umoristico di Gardner.
Rispose solo con l'ombra di un sorriso a quello caloroso che le rivolse Tom. Non riuscivo a capire se
fosse riservata di carattere o si stesse semplicemente sforzando di mostrarsi professionale.
La bocca di Hicks si contrasse, irritata, mentre guardava Tom. Quando si accorse che lo stavo
osservando, protese il mento verso di me.
E questo chi ? disse, come se non fossi stato l.
Sono David Hunter, risposi, anche se la domanda non era stata rivolta a me. Per qualche ragione,
intuii che non era il caso di porgere la mano.
Per qualche tempo, David lavorer con noi al Centro. Ha gentilmente accettato di aiutarmi, disse
Tom. Affermare che lavoravo con loro era forse eccessivo, ma non avevo intenzione di soffermarmi su
quella bugia pietosa.
 inglese? domand Hicks, notando il mio accento. Sentii il volto avvampare, mentre il freddo
sguardo di Diane Jacobsen si posava di nuovo su di me. Adesso lasci venire i turisti, Gardner?
Sapevo che la mia presenza avrebbe potuto far saltare la mosca al naso a qualcuno, proprio come quella
di uno straniero in un'indagine inglese, tuttavia il suo atteggiamento era davvero seccante. Ricordando a
me stesso di essere ospite di Tom, mi rimangiai la replica che mi stava affiorando sulle labbra.
Anche Gardner non sembrava affatto contento. Tom per replic.
Sono stato io a invitare il dottor Hunter.  uno dei pi eminenti antropologi forensi inglesi.
Hicks sbuff, incredulo. Vuoi dire che qui non ne abbiamo?
Intendo dire che ho grande stima delle sue competenze, rispose Tom, con disinvoltura. Ora, per,
mi piacerebbe cominciare col lavoro.
Hicks si strinse nelle spalle con esagerata cortesia. Prego.
Credimi, in questo caso sei davvero il benvenuto.
S'incammin impettito verso le auto parcheggiate. Lasciando i due agenti del TBI fuori dal bungalow,
Tom e io ci dirigemmo verso un tavolo poggiato su cavalietti, sopra il quale erano state poste alcune
scatole con tute, guanti, soprascarpe e mascherine usa-e-getta. Attesi che non potessero pi sentirci.
Ascolta, Tom, forse non  stata una buona idea. Aspetto in auto.
Lui sorrise. Non far caso a Hicks. Lavora all'obitorio del polo medico dell'Universit e, di tanto in
tanto, ci incrociamo.
Non sopporta di esser subordinato a noi in casi come questo. In qualche modo, per gelosia
professionale, ma soprattutto perch  uno stronzo.
Sapevo che stava cercando di risollevarmi il morale, tuttavia mi sentivo ancora a disagio. Ero abituato a
frequentare le scene del crimine, ma mi rendevo conto - con fastidio - di essere un estraneo in questa.
Non so cominciai a dire.
Non  un problema, David. Mi stai facendo un favore. Sul serio.
Cedetti, ma i miei dubbi rimasero. Sapevo che avrei dovuto essere grato a Tom, perch pochi esperti
forensi inglesi avevano l'opportunit di lavorare su una scena del crimine negli Stati Uniti. Ma, per
qualche ragione, mi sentivo pi nervoso che mai. Non potevo neppure dare la colpa all'ostilit di Hicks:
in passato, avevo sopportato situazioni ben peggiori. No, il problema ero io. A un certo punto, negli
ultimi mesi, mi sembrava di aver perduto la sicurezza in me stesso, insieme a tutto il resto.
Su, dominati. Non puoi deludere Tom.
Gardner ci raggiunse al tavolo dei vestimenti mentre strappavamo le buste di plastica delle tute.
Forse  meglio se restate in mutande. L dentro fa piuttosto caldo.
Tom sbuff. Non mi spoglio in pubblico dai tempi della scuola. Non ho intenzione di ricominciare
adesso.
Gardner si strinse nelle spalle. Poi non dire che non ti avevo avvertito.
Non possedevo il senso del pudore di Tom, ma seguii comunque il suo esempio. Mi sentivo gi
abbastanza a disagio, anche senza restare in boxer davanti a tutti. Inoltre era ancora primavera, e il sole
stava gi cominciando a tramontare. Come poteva fare tanto caldo in quel bungalow?
Gardner frug nelle scatole, finch non trov un vasetto di mentolo. Se ne spalm uno spesso strato
sotto il naso, poi lo offr a Tom.
Ne avrai bisogno.
Tom declin l'offerta. No, grazie. Il mio olfatto non  pi quello di una volta.
Gardner mi porse il vasetto in silenzio. Di solito, non lo usavo neppure io. Come Tom, non mi era
estraneo l'odore della decomposizione e, dopo aver passato l'ultima settimana al Centro, mi ero di
nuovo abituato perfettamente a esso. Accettai comunque l'offerta, applicandomi la vaselina all'essenza
di mentolo sopra il labbro superiore. I miei occhi cominciarono immediatamente a lacrimare per i
vapori pungenti. Trassi un profondo respiro, cercando di calmare i nervi scossi. Cosa diavolo c' che non
va? Ti stai comportando come se fosse la prima volta.
Mentre aspettavo che Tom finisse di prepararsi, sentii il sole che mi scaldava la schiena. Basso e
abbacinante, sfiorava le cime degli alberi durante la sua lenta discesa verso la sera. Ricordai a me stesso
che il mattino dopo sarebbe sorto ancora, qualunque cosa fosse accaduta l dentro.
Tom chiuse la cerniera della tuta e mi sorrise amabilmente.
Vediamo cos'abbiamo qui.
Infilandoci i guanti di lattice, risalimmo il sentiero invaso dalla vegetazione fino al bungalow.
3
La porta del bungalow era chiusa. Gardner si ferm davanti a essa. Aveva lasciato la giacca vicino alle
scatole delle tute, e si era infilato un paio di guanti e le soprascarpe di plastica. Adesso indoss una
mascherina chirurgica bianca. Gli vidi trarre un profondo respiro, prima di aprire la porta ed entrare
insieme a noi.
Ho visto corpi umani in quasi tutti gli stati postmortem. So quanto sono nauseanti gli odori delle
diverse fasi della putrefazione - sono persino in grado di distinguerli. Ho visto corpi carbonizzati, o
ridotti a una melma saponosa dopo settimane sott'acqua. In nessun caso  piacevole, ma  una parte
inevitabile del mio lavoro, e una cosa alla quale ho finito per abituarmi.
Tuttavia non mi ero mai imbattuto in qualcosa di simile. Il fetore era quasi tangibile. Sembrava che il
lezzo dolciastro e nauseante di formaggio avariato tipico della carne in decomposizione fosse stato
distillato e concentrato: penetr oltre lo strato di mentolo che mi ero spalmato sotto il naso come se
non esistesse.
Il bungalow era invaso dalle mosche, che turbinavano eccitate intorno a noi - comunque erano un
fastidio trascurabile rispetto al caldo.
L'interno del bungalow era simile a una sauna.
Tom fece una smorfia. Buon Dio
Te l'avevo detto di restare in mutande, comment Gardner.
L'ambiente era piccolo e ammobiliato sommariamente.
Quando eravamo entrati, alcuni membri della squadra della Scientifica avevano interrotto le loro attivit
per squadrarci. Le tapparelle erano state alzate per permettere alla luce del sole di penetrare dalle due
finestre ai lati della porta. Il pavimento era formato da assi dipinte di nero, coperte da tappeti alquanto
frusti.
Un paio di polverose corna di cervo campeggiavano sulla parete sopra il camino; addossati al muro
perpendicolare c'erano il lavandino, i fornelli e il frigorifero. Il resto dei mobili - televisore, divano e
poltrone - era stato spostato verso le pareti, lasciando sgombro il centro della stanza, a parte un piccolo
tavolo.
Il corpo giaceva su di esso.
Era nudo, supino, con le braccia e le gambe divaricate che ricadevano oltre i bordi del tavolo. In origine
gonfio di gas, il busto ricordava uno zaino esploso dopo esser stato riempito all'inverosimile.
I vermi sgocciolavano sul pavimento, in tale quantit da sembrare latte in ebollizione. Accanto al tavolo
c'era una stufa elettrica, con le resistenze gialle che scintillavano.
Mentre guardavo, una larva cadde su una di esse e si dissolse in uno sfrigolio di grasso.
Completava la scena una sedia dallo schienale rigido, posta proprio accanto alla testa della vittima.
Sembrava assolutamente innocua, finch non ci si domandava perch fosse l.
Qualcuno aveva voluto osservare da buona posizione quel che stava facendo.
Nessuno di noi si era spinto molto al di l della soglia. Persino Tom sembrava sconcertato.
 esattamente come l'abbiamo trovato, disse Gardner.
Ho pensato che volessi rilevare tu stesso la temperatura.
Fu una frase che lo fece salire di una tacca nella mia considerazione.
La temperatura era un fattore importante per stabilire il tempo trascorso dal decesso, ma pochi tra gli
ispettori che avevo incontrato ci avrebbero pensato. Nonostante ci, in questa particolare occasione,
avrei quasi sperato che fosse meno scrupoloso. La combinazione di calore e fetore era quasi
intollerabile.
Tom annu con aria assente, lo sguardo fisso sul cadavere.
Ti va di fare gli onori di casa, David?
Posai la sua borsa su alcune assi sgombre del pavimento e la aprii. In qualche modo, Tom aveva ancora
la stessa attrezzatura malconcia di quando l'avevo conosciuto, molto vissuta e riposta ordinatamente.
Comunque, sebbene fosse un tradizionalista, si rendeva conto dei vantaggi offerti dalle nuove
tecnologie.
Aveva conservato il suo vecchio termometro a mercurio, un elegante strumento in vetro soffiato e
acciaio bulinato, ma accanto a esso notai un modello digitale. Lo estrassi, lo accesi e osservai la rapida
avanzata dei numeri sul display.
Quanto si fermano i tuoi? chiese Tom a Gardner, lanciando un'occhiata alle figure vestite di bianco
che lavoravano nella stanza.
Ancora un po'. Ma qui dentro fa troppo caldo perch possano resistere a lungo. Un agente  gi
svenuto.
Tom si stava chinando sul cadavere, facendo attenzione a evitare il sangue rappreso sul pavimento. Si
sistem gli occhiali per vedere meglio. Abbiamo gi la temperatura, David?
Controllai il display digitale. Avevo cominciato a sudare.
43,5 gradi.
Allora adesso possiamo spegnere quel dannato affare? chiese uno della Scientifica. Era un omone,
con lo stomaco prominente che gli tendeva il davanti della tuta. Quel poco del suo volto che si
intravedeva sotto la mascherina chirurgica appariva rosso e sudato.
Lanciai uno sguardo a Tom per una conferma. Annu.
Potete anche aprire le finestre. Facciamo entrare un po' d'aria.
Sia ringraziato il cielo, borbott l'omone, andando a spegnere la stufa elettrica. Mentre il bagliore
delle resistenze sfumava, spalanc le finestre. Quando l'aria fresca invase il bungalow si udirono sospiri
e mormorii di sollievo.
Raggiunsi Tom, che fissava il cadavere con uno sguardo profondamente assorto.
Gardner non aveva esagerato: non c'era alcun dubbio sul fatto che si trattasse di un omicidio. Le
membra della vittima erano state fatte scivolare oltre le due estremit del tavolo e assicurate alle gambe
di legno con nastro da pacchi. La pelle era tesa come un tamburo e aveva la tinta del cuoio vecchio, ma
ci non costituiva un indizio riguardo all'origine della vittima.
La pelle chiara si scurisce dopo il decesso, mentre quella scura tende a schiarirsi, rendendo sfumata la
distinzione tra i colori e le etnie. Pi significativi erano gli squarci - peraltro assai evidenti.
 naturale che la pelle si spacchi mentre il corpo si decompone e si gonfia a causa dei gas, ma qui non
c'era niente di naturale. Il sangue rappreso incrostava il piano del tavolo intorno al corpo e anneriva il
tappeto sotto di esso. Doveva provenire da una o pi ferite aperte, il che suggeriva che le lesioni
all'epidermide fossero state inferte - almeno in parte - mentre la vittima era ancora viva. Forse questo
spiegava anche la grande quantit di larve di mosca carnaria, dato che l'insetto depone le uova in
qualunque apertura trovi.
Comunque, anche tenendo conto di ci, non ricordavo di aver mai visto cos tante larve in un solo
corpo. Da vicino, il puzzo d'ammoniaca era intollerabile. Avevano colonizzato gli occhi, il naso, la
bocca e i genitali, rendendo inidentificabile il sesso della vittima. Ora non riuscivo a staccare lo sguardo
dal loro ribollire nello squarcio aperto sopra la cintola, che faceva muovere la pelle intorno a esso come
se fosse viva. La mia mano raggiunse involontariamente la cicatrice che mi attraversava lo stomaco.
David? Tutto bene? mi chiese Tom, a bassa voce.
Distolsi lo sguardo. S, risposi, e cominciai a estrarre le provette per i campioni dalla borsa.
Sentivo i suoi occhi fissi su di me. Ma non volle insistere, voltandosi invece verso Gardner. Cosa
sappiamo?
Non molto. La voce di Gardner era smorzata dalla mascherina che indossava. Chiunque sia il
responsabile,  stato piuttosto metodico. Nessuna impronta sulle tracce di sangue, quindi l'assassino ne
sapeva abbastanza da badare a dove metteva i piedi. Il bungalow  stato affittato gioved scorso a un
certo Terry Loomis. Non possediamo nessuna descrizione fisica.
La prenotazione e il pagamento con carta di credito sono stati effettuati telefonicamente. Voce
maschile, inflessione locale, e la richiesta di lasciargli la chiave sotto lo zerbino davanti alla porta del
bungalow. Ha detto che sarebbe arrivato a tarda ora.
Comodo, disse Tom.
Molto. Qui non sembrano preoccuparsi troppo delle formalit burocratiche, fintantoch vengono
pagati. Il bungalow doveva essere liberato stamane ma, dato che non gli  stata restituita la chiave, il
gestore ha deciso di venire a controllare che non mancasse niente. In considerazione del posto, non si
capisce perch fosse preoccupato, aggiunse, guardandosi intorno.
Ma Tom non gli stava prestando la minima attenzione. Il bungalow  stato affittato gioved scorso? Sei
sicuro?
Questo  quanto ci ha detto il responsabile del complesso.
La data corrisponde sia al registro che alle ricevute di pagamento della carta di credito.
Tom aggrott le sopracciglia. Non  possibile.  solo cinque giorni fa.
Stavo pensando la stessa cosa. Lo stato di decomposizione era troppo avanzato per un periodo di
tempo cos breve. La carne stava gi mostrando la consistenza del formaggio: cominciava a fermentare
e a disgregarsi, mentre la pelle incartapecorita scivolava via come un abito spiegazzato. La stufa elettrica
doveva aver accelerato il processo, ma ci non bastava a spiegare l'enorme attivit larvale. Anche col
caldo e l'umidit dell'estate del Tennessee - ed eravamo solo in primavera -, ci sarebbero voluti almeno
sette giorni per arrivare a un simile disfacimento.
Le porte e le finestre erano chiuse, quando  stato trovato? chiesi a Gardner, senza riflettere. Alla
faccia dello starsene zitti e tranquilli.
Storse le labbra per il disappunto, ma rispose. Le porte, a chiave; e le persiane, sprangate.
Scacciai le mosche dal viso. Si potrebbe pensare che ormai ci avessi fatto l'abitudine, ma non era cos.
Una notevole attivit di insetti, per una stanza chiusa, dissi a Tom.
Lui annu. Usando le pinzette, estrasse con estrema cautela una larva dal corpo e la sollev alla luce per
esaminarla. Che ne dici di questa?
Mi avvicinai per dare un'occhiata. Le mosche attraversano tre stadi larvali, detti instar, nel corso dei quali
la larva diventa sempre pi grande.
Terzo instar, affermai. Questo significava che doveva avere almeno sei giorni, se non qualcuno in
pi.
Tom annu, lasciando cadere la larva in un vasetto di formaldeide.
E alcune hanno gi cominciato la trasformazione in pupa. Questo sembrerebbe indicare che sono
passati sei o sette giorni dal decesso.
Di certo, non cinque, dissi. Di nuovo, avevo posato involontariamente la mano sullo stomaco.
Avanti, concentrati. Mi sforzai di riflettere su quanto stavo osservando. Si pu ipotizzare che sia stato
ucciso altrove e trasportato qui dopo il decesso.
Tom esit. Vidi due delle figure biancovestite scambiarsi un'occhiata: mi resi immediatamente conto del
mio errore. Mi sentii avvampare. Tra tutte le sciocchezze
Non ci sarebbe stato bisogno di legare le braccia e le gambe al tavolo, se la vittima fosse stata gi
morta, disse il corpulento agente della Scientifica, guardandomi in modo strano.
Magari in Inghilterra i cadaveri sono pi arzilli che qui, soggiunse Gardner, impassibile.
Ci fu uno scroscio di risate. Mi sentivo bruciare in viso, ma non c'era nulla che potessi dire per
migliorare la situazione. Idiota.
Qual  il tuo problema?
Tom richiuse il coperchio del vasetto, col volto studiatamente impassibile. Pensi che questo Loomis
sia la vittima o l'assassino? chiese a Gardner.
Be', nel portafogli rinvenuto c'erano la patente e le carte di credito di Loomis. E pi di sessanta dollari
in contanti. Abbiamo fatto un controllo: trentasei anni, bianco, impiegato in una compagnia di
assicurazioni di Knoxville. Celibe, vive da solo, e non si presenta al lavoro da diversi giorni.
La porta del bungalow si apr ed entr Diane Jacobsen. Come Gardner, indossava le soprascarpe e i
guanti, ma riusciva a far sembrare quelle cose quasi eleganti. Non si era messa la mascherina, e mentre
si avvicinava al vicecomandante impallid.
Quindi, a meno che l'assassino abbia affittato il bungalow a nome suo e lasciato premurosamente la
patente affinch la trovassimo, con ogni probabilit questo  Loomis. O un altro uomo di cui non
sappiamo nulla, disse Tom.
Questo  pi o meno tutto, comment Gardner. Si interruppe quando un agente apparve sulla soglia.
Signore, c' qualcuno che chiede di vederla.
Torno subito, disse Gardner a Tom, prima di uscire.
La Jacobsen rimase nel bungalow. Aveva ancora il volto pallido; con un gesto risoluto, mise le braccia
conserte, come se ci l'aiutasse a dominare le sue debolezze.
Come fate a sapere che  un uomo? chiese. I suoi occhi guizzarono automaticamente verso la
frenetica attivit intorno all'inguine della vittima; li distolse quasi subito. Non vedo nulla che possa
confermarlo.
Il suo accento non era marcato come altri che avevo sentito, ma risultava abbastanza forte perch
capissi che era di quella zona. Guardai Tom: era totalmente assorbito dal cadavere. O almeno fingeva di
esserlo.
Be', a parte la stazza cominciai a dire.
Non tutte le donne sono piccole.
No, ma poche sono cos alte. E anche una donna robusta avrebbe una struttura ossea pi delicata, in
particolare quella dell'area craniale. ȅ
So cos' il cranio.
Dio, com'era scontrosa. Stavo per dire che  un ottimo indicatore del sesso, dissi, completando il
pensiero.
Protese il mento, caparbia, ma non fece altri commenti.
Tom, che stava esaminando la bocca spalancata, si raddrizz.
David, vieni a dare un'occhiata.
Mentre mi avvicinavo, si fece da parte. Dal volto della vittima era sparito gran parte del tessuto molle; le
cavit degli occhi e del naso ribollivano di larve. Le radici dei denti erano quasi completamente
scoperte, e dove un tempo c'erano state le gengive, il bianco giallognolo della materia aveva assunto una
sfumatura rossiccia.
Denti rosa, commentai.
Ti era mai capitato di vederli? chiese Tom.
Un paio di volte. Non era accaduto spesso. E non in una situazione come questa.
Diane Jacobsen era rimasta ad ascoltarci. Denti rosa?
 un fenomeno provocato dall'emoglobina del sangue che viene costretta a penetrare nella materia
dentale, le spiegai.
Conferisce una sfumatura rosa sotto lo smalto. Capita di osservare denti rosa negli annegati che sono
rimasti sott'acqua per un certo tempo, giacch tendono a galleggiare a testa in gi.
Per qualche ragione, non credo che ci troviamo di fronte a un annegato, disse Gardner, rientrando
con passo pesante nel bungalow.
Era accompagnato da un altro uomo. Anche il nuovo arrivato indossava soprascarpe e guanti, tuttavia
non ebbi l'impressione che fosse un agente della polizia locale o del TBI. Doveva avere circa
quarantacinque anni; non era propriamente grassoccio, ma aveva un'aria florida. Indossava pantaloni
cachi e una giacca leggera di pelle scamosciata; le guance paffute erano coperte da una peluria cui non
mancava molto per poter esser definita barba.
Ma quel look apparentemente informale aveva qualcosa di studiato, come se fosse stato ripreso dai
modelli delle pubblicit di una rivista. Gli abiti erano di taglio raffinato e costoso; la camicia, aperta di
un bottone di troppo. E, come i capelli, la barbetta risultava leggermente troppo uniforme per non
essere curata con attenzione.
Quando entr nel bungalow, trasudava sicurezza. Il suo sorriso non vacill neppure un istante mentre
osservava il cadavere legato al tavolo.
Gardner aveva rinunciato alla mascherina, forse per riguardo verso il nuovo arrivato, che non la
indossava. Professor Irving, non credo che conosca Tom Lieberman, giusto?
Il nuovo arrivato indirizz un sorriso a Tom. No, purtroppo le nostre strade non si sono ancora
incrociate. Mi scuser se non le stringo la mano. Mostr i guanti con un gesto teatrale.
Il professor Irving  un profiler criminale che ha collaborato con il TBI in varie indagini, spieg
Gardner. Volevamo una prospettiva psicologica della faccenda.
Irving fece una smorfia per sminuirsi. In realt, preferisco definirmi un 'analista comportamentale'. Ma
non ho intenzione di mettermi a sottilizzare sui titoli.
L'hai appena fatto. Mi imposi di non prendermela con lui.
Il sorriso di Tom era totalmente inespressivo, tuttavia mi parve di cogliervi una certa freddezza. Felice
di conoscerla, professor Irving. Questo  il mio amico e collega David Hunter, aggiunse, supplendo
all'omissione di Gardner.
Il cenno che Irving mi rivolse fu abbastanza cortese, ma era evidente che sullo schermo del suo radar
non apparivo neppure.
La sua attenzione si stava gi rivolgendo a Diane Jacobsen; il suo sorriso si allarg.
Non credo di aver capito il suo nome.
Diane Jacobsen. Mentre faceva un passo in avanti, sembr molto nervosa; la freddezza ostentata in
precedenza forse l'aveva abbandonata.  un piacere conoscerla, professor Irving.
Ho letto molti dei suoi lavori.
Il sorriso di Irving si allarg ulteriormente. Non potei fare a meno di notare i denti molto bianchi e
regolari Spero che abbiano incontrato la sua approvazione. E la prego, mi chiami 'Alex'.
Diane ha studiato psicologia, prima di entrare nel TBI, intervenne Gardner.
Le sopracciglia del profiler si sollevarono. Davvero? Allora dovr prestare ancor pi attenzione a non
fare gaffe. Non le diede un buffetto affettuoso sul capo, ma ci manc poco. Un'espressione disgustata
prese il posto del sorriso, mentre osservava il cadavere.
Ha visto giorni decisamente migliori, no? disse, arricciando il naso. Potrei avere dell'altro mentolo,
per favore?
La richiesta non era rivolta a nessuno in particolare. Dopo un istante, un'addetta della Scientifica usc di
malavoglia a prenderglielo. Tirandosi le dita, Irving ascolt senza commentare Gardner che lo
ragguagliava sul caso. Quando l'agente torn, il profiler prese la confezione di mentolo senza ringraziare,
se ne spalm uno strato sopra il labbro superiore e le restitu il vasetto.
Lei abbass lo sguardo verso il barattolino, prima di riprenderlo.
Non faccia complimenti.
Se Irving si accorse del sarcasmo, non lo lasci trapelare.
Tom mi lanci un'occhiata divertita mentre prendeva un'altra provetta per i campioni dalla borsa e si
voltava di nuovo verso il cadavere.
Preferirei che aspettaste che abbia finito.
Irving parl senza guardarlo, dando per scontato che tutti i presenti non vedessero l'ora di esaudire i
suoi desideri. Notai un lampo d'irritazione negli occhi di Tom, e per un attimo pensai che avrebbe
replicato. Ma, prima che potesse farlo, un improvviso spasmo attravers il suo volto. Spar tanto
rapidamente da farmi venire il sospetto di essermelo immaginato, se non fosse stato per il pallore che si
lasci dietro.
Vado a prendere una boccata d'aria fresca. Qui dentro si crepa di caldo.
Si diresse verso la porta con passo malfermo. Feci per seguirlo, ma mi ferm scuotendo il capo.
Non c' bisogno che venga anche tu. Appena il professor Irving avr finito, puoi cominciare a scattare
le foto. Vado solo a bere un po' d'acqua.
Ci sono delle bottiglie in fresco nel frigo portatile vicino ai tavoli, gli disse Gardner.
Lo guardai allontanarsi con una certa apprensione: ma era chiaro che Tom non voleva fare troppe
scene. Nessun altro sembrava aver notato che c'era qualcosa che non andava. Dava le spalle ai presenti,
tranne che a Irving e a me. Il professore sembrava incurante di tutto. Rimase in piedi con la mano sul
mento mentre Gardner ricominciava a spiegargli la situazione, fissando attentamente il cadavere sul
tavolo. Quando l'agente del TBI fin, non si mosse e non disse nulla: rest immobile in quella posa di
profonda riflessione. La parola d'ordine  'posa'.
Mi dissi di non esser troppo severo.
Avete capito che  un serial, no?
Gardner assunse un'aria afflitta. Non ne siamo certi.
Il sorriso di Irving stillava condiscendenza. Oh, credo proprio di s. Guardate il modo in cui il corpo 
stato sistemato.
Esibito come in previsione del momento in cui l'avremmo trovato.
Spogliato, legato e, con ogni probabilit, torturato. E con il volto rivolto verso l'alto. Non c' traccia di
vergogna o pentimento, nessun tentativo di coprire gli occhi della vittima o di girarla a faccia in gi.
Ogni elemento palesa un calcolo e un piacere. Era contento di quanto aveva fatto: ha voluto che lo
vedessimo esattamente cos.
Gardner accolse la notizia con rassegnazione. Doveva averlo gi capito. Quindi l'assassino  un
uomo?
Naturalmente, sogghign Irving, come se l'altro avesse fatto una battuta. Al di l di qualunque
ulteriore considerazione, risulta evidente che la vittima era un uomo prestante. Lei crede che una donna
sarebbe in grado di fare una cosa simile?
La sorprenderebbe sapere di cosa  capace una donna. Sentii la cicatrice che cominciava a prudermi.
Bisogna cercare qualcuno con un'enorme arroganza, un soggetto estremamente prepotente, prosegu
Irving. L'assassino doveva sapere che il corpo sarebbe stato trovato alla fine del periodo in cui aveva
affittato il bungalow. Buon Dio, ha lasciato persino il portafogli con la patente della vittima. No, non
pu trattarsi di un caso isolato. Il nostro amico ha appena cominciato.
La prospettiva non pareva dispiacergli.
Il portafogli potrebbe non appartenere alla vittima, disse Gardner, con scarsa convinzione.
Ma non c' dubbio che lo sia. L'assassino ha programmato ogni cosa con enorme attenzione per
dimenticarsi il proprio.
Scommetto che ha persino prenotato personalmente il bungalow.
Non  capitato qui per caso, decidendo sul momento di ucciderne l'occupante.  tutto troppo ben
progettato, troppo ben orchestrato. No, ha prenotato a nome della vittima, e poi l'ha portata qui. In un
posticino isolato, sicuramente identificato in precedenza, dove avrebbe potuto torturarla a piacimento.
Come fa a essere sicuro del fatto che la vittima  stata torturata? chiese la Jacobsen. Era la prima
volta che apriva bocca da quando Irving l'aveva trattata con condiscendenza.
Sembrava che il professore si stesse divertendo. Altrimenti perch legarla al tavolo? Non era solo
immobilizzata: era inchiodata.
L'assassino voleva prendersela comoda, godersela.
Immagino che sia impossibile determinare l'eventuale presenza di depositi di sperma o trovare le prove
di una violenza sessuale, giusto?
Mi ci volle un attimo per capire che quest'ultima domanda era rivolta a me. S, visto che il corpo  in
uno stato di decomposizione cos avanzato.
Peccato. Lo disse come se avesse dovuto rinunciare a un invito a cena. Nonostante ci, a giudicare
dalla quantit di sangue sul pavimento,  evidente che le ferite sono state inferte mentre la vittima era
ancora in vita. Di certo, considero la mutilazione genitale estremamente significativa.
Gli risposi istintivamente. Pu non essere cos. Le mosche carnarie depongono le uova intorno a
qualunque apertura del corpo, inguine compreso. L'attivit degli insetti non implica che l ci fosse una
ferita. Sar necessario un esame approfondito per stabilirlo.
Davvero? Il sorriso di Irving si era spento. In qualsiasi caso, mi conceder che il sangue deve
provenire da qualcosa.
O quella roba sotto il tavolo  solo caff versato?
Stavo proprio accennando al fatto che cominciai a dire, ma Irving non mi stava pi ascoltando.
Serrai rabbiosamente le labbra, mentre si voltava verso Gardner e Diane Jacobsen.
Come dicevo, abbiamo una vittima nuda e legata:  stata immobilizzata e, con ogni probabilit,
mutilata. La domanda : le ferite sono state il risultato di un accesso d'ira post-coitale, o di una tensione
sessuale frustrata? In altre parole, sono state inferte perch l'ha fatto o perch non l'ha fatto?
Le sue parole furono accolte dal silenzio generale. Persino la squadra della Scientifica aveva interrotto il
lavoro per ascoltarlo.
Pensa che la motivazione sia sessuale? chiese Diane Jacobsen, dopo un istante.
Irving si finse sorpreso. Sentii consolidarsi l'antipatia che provavo nei suoi confronti.
Scusate. Pensavo che ci risultasse evidente dal fatto che la vittima  stata lasciata nuda. Ecco perch
la ferita  importante.
Abbiamo a che fare con qualcuno che nega la propria sessualit, oppure che se ne vergogna, e sfoga il
disprezzo che prova per se stesso sulla vittima. In ogni caso, non  dichiaratamente omosessuale.
Potrebbe essere un uomo sposato, un 'pilastro' della societ. Magari  addirittura qualcuno che si vanta
delle proprie conquiste femminili. Tutto ci  opera di un individuo che odia quello che , e che ha
sublimato il disgusto verso se stesso nell'aggressione contro la vittima.
Il volto della Jacobsen era privo d'espressione. Mi sembrava che avesse detto che l'assassino 
orgoglioso di quello che ha fatto. Che non esiste nemmeno una traccia di vergogna o pentimento.
Riguardo all'omicidio in se stesso, no.  un soggetto che tambureggia sul proprio petto, cercando di
convincere tutti - compreso se stesso - di quanto sia grande e forte. Ma il motivo per cui ha commesso
questo abominio  tutt'altra cosa.  di questo che si vergogna.
Potrebbero esserci altre ragioni per cui la vittima  nuda, disse Diane Jacobsen. Magari  una forma
di umiliazione, o un modo per esercitare il controllo.
In ogni caso, il controllo  riconducibile al sesso, disse Irving, con un sorriso che cominciava ad
apparire piuttosto forzato.
Anche se sono rari, i serial-killer gay esistono. E, a quanto posso vedere,  molto probabile che
abbiamo a che fare proprio con uno di essi.
La Jacobsen non aveva nessuna intenzione di fare marcia indietro. Non sappiamo abbastanza delle
motivazioni dell'assassino per
Mi perdoni, ma la sua esperienza nelle indagini su serialkiller  cos vasta? Il sorriso di Irving era
gelido.
No, ma
Allora mi potrebbe risparmiare queste considerazioni psicologiche d'accatto.
Adesso era scomparsa anche la parvenza di un sorriso. Diane Jacobsen non replic, ma le chiazze
gemelle che apparvero sulle sue guance la tradirono. Provai un moto di simpatia nei suoi confronti. Per
quanto schietta, non se l'era meritato.
Un silenzio imbarazzato era sceso sulla stanza. Gardner lo spezz. Cosa mi dice della vittima? Pensa
che l'assassino la conoscesse?
Forse s. O forse no. Irving sembrava aver perduto ogni interesse. Si stava tirando il colletto della
camicia, con il volto paffuto arrossato e imperlato di sudore. Il bungalow si era leggermente rinfrescato
dopo l'apertura delle finestre, ma c'era ancora un caldo soffocante. Qui ho finito. Mi servir una copia
del rapporto e delle fotografie della Scientifica, oltre a qualunque altra informazione abbiate sulla
vittima.
Si gir verso Diane Jacobsen, con quello che immaginava fosse un sorriso seducente. Spero che la
nostra piccola divergenza d'opinioni non le abbia dato fastidio. Magari potremmo affrontare
l'argomento nei dettagli bevendo qualcosa.
La Jacobsen non rispose ma, dal modo in cui lo guard, pensai che Irving avrebbe fatto meglio a non
contare su quell'evenienza.
Se intendeva sedurla, il profiler stava perdendo il proprio tempo.
L'atmosfera nel bungalow si fece pi distesa quando Irving usc. Andai a prendere la macchina
fotografica nella borsa di Tom. Una regola fondamentale era quella di scattare personalmente le foto del
cadavere, a prescindere da quante ne fossero state gi prese sulla scena del crimine. Ma prima che
potessi cominciare, giunse il grido di uno degli agenti.
Credo di aver trovato qualcosa.
Era stato l'omone a parlare. Era inginocchiato sul pavimento accanto al divano, e si sforzava di
allungare una mano sotto di esso. Recuper un piccolo cilindro grigio metallico: lo teneva con
sorprendente delicatezza tra le dita inguantate.
Cos'? chiese Gardner, avvicinandosi a lui.
Sembra il contenitore di una pellicola, disse, quasi senza fiato per lo sforzo. Per una macchina
fotografica da 35 millimetri.
Deve esser rotolato fin qui sotto.
Lanciai un'occhiata alla macchina fotografica che tenevo in mano. Digitale, come quelle che la maggior
parte degli investigatori forensi usano oggi.
C' ancora qualcuno che usa la pellicola? chiese l'agente che era andata a prendere il mentolo per
Irving.
Solo gli irriducibili e i puristi, rispose l'omone. Mio cugino non ci rinuncerebbe per niente al
mondo.
Si occupa di foto di moda come te, Jerry? gli chiese l'addetta della Scientifica, suscitando una risata.
Ma il volto di Gardner non si scompose. C' qualcosa dentro?
L'agente corpulento tolse il coperchio. No, solo aria. Aspetti un secondo
Mise il cilindro luccicante sotto la luce, e lo osserv con gli occhi socchiusi.
Allora? lo incalz Gardner.
Nonostante la mascherina che gli copriva il volto, vidi il grosso agente di nome Jerry che sorrideva.
Agit il contenitore della pellicola.
Non le posso offrire nessuna fotografia. Ma che ne dice di una bella impronta digitale?
Il sole stava tramontando mentre tornavo a Knoxville con Tom. La strada si snodava tra pendii ripidi e
ricoperti di alberi che schermavano l'ultima luce: era quasi buio, sebbene il cielo in alto fosse ancora
azzurro. Quando Tom accese i fari, all'improvviso la notte si strinse su di noi.
Sei silenzioso, disse, dopo un po'.
Stavo solo pensando.
Questo l'avevo intuito.
Quando era tornato nel bungalow, avevo notato con sollievo che il suo stato era migliorato. Il resto del
lavoro era filato abbastanza liscio. Avevamo fotografato e disegnato la posizione del corpo, oltre a
prendere dei campioni di tessuto. Analizzando gli amminoacidi e gli acidi grassi volatili rilasciati dalla
disgregazione delle cellule, saremmo riusciti a stabilire il momento del decesso con un margine d'errore
di dodici ore. Per il momento, ogni elemento sembrava indicare che la vittima era deceduta almeno sei
giorni prima - e molto probabilmente sette.
Tuttavia, sulla base delle informazioni di Gardner, il bungalow era occupato solo da cinque: c'era
qualcosa che non tornava e, anche se avevo perso la fiducia nelle mie capacit, avevo una certezza.
La natura non mente.
Mi resi conto che Tom stava aspettando una risposta. Non mi sono propriamente coperto di gloria,
lass, vero?
Non essere troppo severo con te stesso. Tutti commettono degli errori.
Non cos grossolani. Ho fatto la figura del dilettante. Non ho riflettuto.
Andiamo, David, non  niente di grave. Inoltre, avevi ragione tu. C' qualcosa di strano nella
tempistica. Magari la vittima era gi morta quando  stata portata nel bungalow.  possibile che il corpo
sia stato legato al tavolo per dare l'impressione che fosse stato ucciso l.
Anche se mi sarebbe piaciuto crederci, non mi sembrava verosimile.
Questo significherebbe che lo scenario del crimine  una sorta di messinscena, compreso il sangue sul
pavimento. E chiunque sia abbastanza abile da renderlo in modo cos convincente, deve anche sapere
che non ci pu ingannare a lungo. Di conseguenza, che senso avrebbe?
Tom non aveva una risposta. La strada procedeva tra silenziose mura d'alberi, i cui rami si stagliavano
scheletrici nella luce dei fari.
Cosa ne pensi della teoria di Irving? mi chiese, dopo qualche momento.
Riguardo al fatto che pu essere l'inizio di una serie di omicidi o che la motivazione  sessuale?
Entrambe le cose.
Potrebbe aver ragione sul fatto che si tratta di un serialkiller, dissi. La maggior parte degli assassini
tentano di nascondere i propri delitti, occultando il corpo delle vittime, invece di lasciarlo in bella
mostra. Sembra che questo omicida sia di un genere completamente diverso, con un programma del
tutto differente.
E riguardo al resto?
Non lo so. Sono certo che Irving sia un ottimo professionista, ma Mi strinsi nelle spalle. Be', mi 
sembrato troppo ansioso di saltare alle conclusioni. Mi  parso che abbia visto ci che voleva vedere,
piuttosto che quello che c'era realmente.
La gente che non capisce le metodiche del nostro lavoro potrebbe dire la stessa cosa di noi.
Almeno le nostre pratiche si basano su prove concrete. Irving mi ha dato la sensazione di fare solo
grandi speculazioni.
Stai dicendo che non dai mai ascolto al tuo istinto, vero?
Lo posso anche ascoltare, ma non gli permetterei mai di trascurare i fatti. E neppure tu.
Sorrise. Mi sembra di ricordare che abbiamo gi affrontato questa discussione. E no naturalmente
non sto dicendo che dovremmo affidarci pesantemente all'istinto. Usato con giudizio, per,  un altro
strumento nelle nostre mani. Il cervello  un organo misterioso: a volte, stabilisce dei collegamenti dei
quali non siamo consci. Hai un ottimo intuito, David. Dovresti imparare a fidartene di pi.
Dopo la cantonata che avevo preso nel bungalow era l'ultima cosa che desideravo fare. Ma non avevo
neppure intenzione di lasciare che quel dialogo si trasformasse in una discussione su di me.
L'approccio di Irving  totalmente soggettivo. Sembrava fin troppo desideroso di avere a che fare con
un assassino che reprime la propria omosessualit - qualcosa di affascinante e sensazionale. Ho avuto
l'impressione che stesse gi pensando al suo nuovo articolo.
Tom scoppi a ridere. Vuoi dire al nuovo libro. Un paio d'anni fa,  riuscito a entrare nella classifica
dei best-seller, e da allora  diventato il beniamino di tutte le televisioni che possono permettersi il suo
gettone. Quell'uomo  un vanesio inverecondo ma, a essere onesti, ha ottenuto dei risultati molto
buoni.
E scommetto che sono gli unici di cui si sente parlare.
Gli occhiali di Tom furono illuminati da un riflesso, mentre si girava per lanciarmi un'occhiata. In
questo periodo, sei molto cinico.
Sono solo stanco. Non farci caso.
Tom si volt di nuovo verso la strada. Intuii la domanda che stava per farmi. Non sono affari miei, ma
cos' successo con la tua ragazza? Jenny, mi sembra. Non ho voluto parlarne prima, ma
 finita.
Quelle parole suonavano definitive, e forse erano piuttosto eccessive per la situazione venutasi a creare
tra di noi.
Per quello che ti  successo?
Anche per quello. E per altre cose. Perch metti sempre il lavoro al primo posto. Perch hai rischiato di farti
ammazzare.
Perch lei non aveva pi voglia di restare a casa a chiedersi se sarebbe capitato di nuovo.
Mi dispiace, disse Tom.
Annuii, guardando fisso davanti a me, impietrito.
L'indicatore di direzione ticchett mentre svoltava su un'altra strada, che sembrava ancora pi buia della
precedente.
Allora, da quanto tempo hai problemi al cuore? gli chiesi.
Tom non disse nulla per un istante, poi sbuff. Mi dimentico sempre dei tuoi dannati studi di
medicina.
Cos', angina?
Cos dicono. Comunque sto bene, non  niente di grave.
A me, invece, era sembrato piuttosto grave, quel pomeriggio.
Ripensai alle numerose volte che era stato costretto a fermarsi per riprendere fiato da quando ero
arrivato. Avrei dovuto accorgermene prima. Se non fossi stato cos perso nei miei problemi, forse ci
sarei riuscito.
Dovresti stare un po' tranquillo, non inerpicarti sulle colline, dissi.
Non ho intenzione di concedermi alcun vizio, replic, irritato.
Sto prendendo dei farmaci, la situazione  sotto controllo.
Non gli credetti, ma sapevo quando dovevo lasciar perdere.
Proseguimmo in silenzio per un po', entrambi consapevoli di ci che avevamo taciuto. L'abitacolo della
station-wagon fu illuminato dalla luce accecante dei fari dell'auto che ci seguiva.
Allora, cosa ne dici di darmi una mano a esaminare il corpo, domani? mi chiese Tom.
Il cadavere sarebbe stato portato all'obitorio del polo medico dell'Universit del Tennessee. Il Centro di
Antropologia Forense aveva i propri laboratori - nella bizzarra sede dello stadio Neyland di Knoxville -,
ma venivano utilizzati pi per la ricerca che per le indagini sugli omicidi. Il TBI aveva a disposizione
anche una struttura a Nashville ma, in questo caso, la morgue del polo medico sarebbe risultata pi
comoda. In circostanze normali, avrei colto al volo l'opportunit di aiutare Tom, ma in quel momento
esitai.
Non sono sicuro di essere all'altezza.
Stronzate, disse Tom, in un tono brusco, insolito per lui.
Sospir. Senti, David, gli ultimi tempi sono stati duri per te, lo so. Ma sei venuto qui per rimetterti in
sesto, e non mi viene in mente un modo migliore di questo.
E cosa mi dici di Gardner?
A volte, Dan si mostra un po' aggressivo con le persone che non conosce, tuttavia  un individuo che
apprezza il talento.
Inoltre, non ho bisogno del suo permesso per farmi aiutare da qualcuno. Di solito, lo chiedo a uno dei
miei allievi, ma questa volta preferirei te. Sempre che tu voglia lavorare con me, naturalmente
Non sapevo cosa volevo: comunque non potevo certo rifiutare la sua offerta. Se sei sicuro, allora
grazie.
Soddisfatto, rivolse di nuovo la propria attenzione alla strada davanti a s. Improvvisamente, l'abitacolo
fu invaso dalla luce: l'auto alle nostre spalle stava riducendo la distanza. Tom socchiuse gli occhi,
abbagliato dal riflesso dei fari nello specchietto.
Erano solo a qualche metro, cos alti e potenti da far pensare a un pick-up o a un furgone.
Tom schiocc la lingua, irritato. Cosa diavolo sta facendo quest'idiota?
Rallent, accostando al ciglio della strada per lasciar passare l'altro veicolo. Ma anche questi rallent,
restando pressoch incollato al nostro paraurti.
Come preferisci: io ti avevo dato un'opportunit, mormor Tom, accelerando.
I fari ci seguirono subito, tenendosi appena dietro la stationwagon.
Mi voltai, cercando di vedere chi ci stesse tallonando.
Ma il bagliore rendeva invisibile tutto ci che si trovava al di l del lunotto posteriore, impedendomi di
scorgerlo.
Con uno stridio di gomme, all'improvviso i fari scartarono di lato. Scorsi di sfuggita un pick-up
dall'assetto alto, i cui finestrini sembravano specchi neri mentre ci superava rombando.
La station-wagon ondeggi nella sua scia prima che sparisse davanti a noi, con i fanali posteriori che
scivolavano rapidamente nell'oscurit.
Dannato bifolco, borbott Tom.
Allung una mano verso lo stereo, e le morbide note di Chet Baker ci accompagnarono mentre
tornavamo alla civilt.
4
Tom mi lasci davanti all'ospedale, dove avevo parcheggiato l'auto. Stabilimmo di incontrarci la mattina
successiva all'obitorio.
Quando si allontan, tornai volentieri in albergo. Non desideravo che farmi una doccia, mangiare
qualcosa e poi tentare di dormire.
Che era quel che avevo fatto pressoch ogni sera.
Ero quasi arrivato alla mia stanza, quando mi ricordai l'impegno assunto con Paul. Controllai l'orologio
e vidi che mi restava meno di un'ora prima che passasse a prendermi.
Mi lasciai cadere sul letto con un gemito. Non avevo nessuna voglia di stare in compagnia. Avevo perso
l'abitudine di socializzare, e l'ultima cosa che mi andava era quella di scambiare frasi di circostanza con
una serie di sconosciuti. Ero tentato di chiamare Paul adducendo una qualche scusa, ma non mi riusciva
di trovarne una plausibile. Inoltre sarebbe stato scortese rifiutare quel gesto di ospitalit.
Andiamo, Hunter, fai uno sforzo. Dio non voglia che ti diverta.
Scesi dal letto a malincuore. Avevo appena il tempo per una doccia, cos mi affrettai a spogliarmi e a
infilarmi nel box, regolando il getto dell'acqua al massimo. La cicatrice sul mio stomaco aveva un'aria
estranea e bizzarra, come se non fosse veramente parte di me. Anche se l'orribile striscia di pelle rosa
non era pi particolarmente fragile e sensibile, il contatto con essa continuava a non piacermi.
Immaginavo che, col tempo, mi sarei abituato alla sua presenza ma, per il momento, non c'ero ancora
riuscito.
Rivolsi la faccia al getto pungente, respirando profondamente l'aria densa di vapore per scacciare
l'improvviso affiorare del ricordo. Il manico del coltello che sporgeva dalle mie costole, la sensazione di calore
appiccicoso del sangue che formava una pozza sulle piastrelle bianche e nere Scossi la testa come un cane,
tentando di scacciare quell'immagine sgradita. Ero stato fortunato. Grace Strachan era una delle donne
pi belle che avessi mai incontrato. E anche la pi pericolosa, responsabile della morte di almeno
mezza dozzina di persone. Se Jenny non mi avesse trovato in tempo, sarei andato a incrementare quel
bilancio: sebbene sapessi che avrei dovuto ringraziare di essere ancora vivo, faticavo a lasciarmi
quell'esperienza alle spalle.
Soprattutto perch Grace girava ancora l fuori.
La polizia mi aveva assicurato che la sua cattura era solo una questione di tempo, che era troppo
instabile per conservare a lungo la libert. Ma Grace era una donna ricca, animata da un desiderio di
vendetta tanto irrazionale quanto letale. Non si sarebbe lasciata prendere facilmente. Comunque, non
ero il suo unico bersaglio. Aveva gi tentato di uccidere una giovane madre e sua figlia, e ci le era stato
impedito soltanto con il sacrificio di un'altra vita. Da quando Grace mi aveva aggredito, Ellen e Anna
McLeod avevano vissuto sotto falso nome, protette dalla polizia. Anche se sarebbero state pi difficili
da rintracciare di un antropologo forense che compariva sull'elenco del telefono, la verit era che
nessuno di noi avrebbe vissuto al sicuro finch Grace non fosse stata catturata.
Non era facile convivere con questa consapevolezza: in particolar modo, perch portavo sul mio corpo
una cicatrice che mi ricordava continuamente quanto fosse andata vicino a uccidermi.
Aumentai la temperatura del getto della doccia fino al limite della sopportazione, lasciando che l'acqua
lavasse via le mie preoccupazioni. Gocciolante, mi asciugai sfregandomi finch la pelle non si arross;
poi mi vestii e mi precipitai dabbasso. La doccia calda mi aveva rimesso abbastanza in sesto ma, mentre
scendevo nella lobby dell'albergo, continuavo a non essere entusiasta della serata che mi aspettava. Paul
era gi l, intento a scarabocchiare su un piccolo bloc-notes mentre mi attendeva su un divano.
Scusa,  molto che aspetti? gli chiesi.
Si alz, infilandosi il notes nella tasca posteriore dei pantaloni.
Sono appena arrivato. Sam  in auto.
Aveva parcheggiato sull'altro lato della strada. Una bella donna di poco pi di trent'anni era seduta al
posto del passeggero.
Aveva i capelli lunghi e biondissimi, e si volt verso di me mentre mi accomodavo sul sedile posteriore,
tenendosi una mano sul pancione.
Ehi, David,  un piacere rivederti.
Anche per me, replicai, ed ero sincero. Non sono molte le persone con cui ti senti immediatamente a
tuo agio, e Sam era una di queste. Mi sembrava di conoscerla da anni. Come stai?
Be', mi duole la schiena e mi fanno male i piedi E del resto non voglio neanche parlare. Ma, a parte
questo, non posso lamentarmi. Sorrise, affinch capissi che non diceva sul serio.
Sam era una delle poche donne cos fortunate da risultare belle anche in gravidanza. Scoppiava di salute
e, nonostante tutti i disagi che il suo stato comportava, era evidente che si stava godendo ogni istante di
quell'esperienza.
Ultimamente la creatura si  messa a fare le bizze, disse Paul, immettendosi nel traffico. Continuo a
ripetere a Sam che si tratta di un segno infallibile del fatto che sia una femmina, ma lei si rifiuta di
ascoltarmi.
Nessuno dei due aveva voluto sapere il sesso del nascituro.
Sam mi disse che avrebbe rovinato la sorpresa. Comunque, le bambine non sono cos turbolente.  un
maschio.
Scommetto una cassa di birra che ti sbagli.
Una cassa di birra? Niente di meglio? Si appell a me.
David, che razza di scommessa  per una donna incinta?
Mi sembra piuttosto astuta. Lui finisce per bere anche se perde.
Ehi, in teoria dovresti stare dalla mia parte, protest Paul.
David  una persona di buon senso, replic Sam, riducendolo al silenzio.
Udendo i loro motteggi, cominciai a sentirmi pi disteso.
Anche se era stupendo essere testimone della loro felicit, provai un moto di invidia, quasi
impercettibile. Quando Paul parcheggi, mi dispiacque che fossimo arrivati.
Eravamo nella citt vecchia: un tempo, quello era stato il cuore industriale di Knoxville. C'erano ancora
alcune fabbriche e qualche magazzino, ma la zona aveva subito una piacevole trasformazione: le
industrie avevano ceduto il posto a bar, ristoranti e complessi residenziali. Paul aveva parcheggiato a
poca distanza dalla griglieria in cui avremmo incontrato il resto della compagnia: un vecchio edificio in
mattoni, il cui ambiente cavernoso adesso era invaso da tavoli e musica dal vivo. Era affollato, e
dovemmo farci largo fino a un consistente gruppo seduto vicino a una finestra. I boccali da birra mezzo
vuoti dimostravano che quei tizi erano l da un po' di tempo; per un attimo esitai, pentendomi di esser
venuto.
Poi mi fecero spazio al tavolo, e fu troppo tardi. Seguirono le presentazioni - dimenticai i nomi un
attimo dopo averli sentiti.
A parte Paul e Sam, l'unica persona che riconobbi fu Alana, l'antropologa forense che quella mattina, al
Centro, mi aveva spiegato dove trovare Tom. Era con un uomo robusto: immaginai che fosse suo
marito. Gli altri erano insegnanti o allievi che non conoscevo.
Devi provare la birra, David, disse Paul, sporgendosi oltre Sam per guardarmi. Questo posto ha un
microbirrificio.  fantastica.
Erano mesi che quasi non toccavo alcool, ma adesso capii di averne bisogno. Era una birra scura che
veniva servita freddissima, e aveva un sapore straordinario. Ne tracannai met boccale in un fiato; poi
posai il bicchiere con un sospiro.
Pare che ne avessi proprio bisogno, disse Alana, seduta di fronte a me. Una giornataccia, eh?
Qualcosa del genere, convenni.
Anch'io ne ho avuta qualcuna.
Sollev ironicamente il boccale per un brindisi. Presi un altro sorso di birra, cominciando a rilassarmi.
L'atmosfera al tavolo era informale e amichevole, e mi unii senza difficolt alle conversazioni. Quando
arriv il cibo, mi avventai su di esso.
Avevo ordinato una bistecca e un'insalata, ma fu solo in quel momento che mi resi conto di quanto
appetito avessi.
Ti piace, eh?
Sam mi stava sorridendo da dietro il suo bicchiere di acqua minerale. Annuii, intento a deglutire un
boccone di carne.
 cos evidente?
Ah-ha.  la prima volta che ti vedo rilassato. Dovresti farlo pi spesso.
Risi. Non sono cattivo.
Oh, soltanto troppo sulle tue. Il suo sorriso era affettuoso.
So che sei venuto qui per sistemare alcune faccende. Ma non esiste nessuna legge che ti impedisca di
divertirti, di tanto in tanto. Sei tra amici.
Abbassai lo sguardo, pi commosso di quanto non fossi disposto ad ammettere. Lo so. Grazie.
Si mosse sulla sedia, facendo una smorfia mentre si poneva una mano sulla pancia.
Tutto bene? le chiesi.
Lei fece un sorriso forzato. Lui  un po' agitato.
Lui?
Lui, disse risolutamente, lanciando un'occhiata a Paul.
Senza dubbio.
I piatti furono portati via mentre ordinavamo il dolce e altre bevande. Chiesi un caff, sapendo che se
avessi bevuto ancora una birra, la mattina dopo me ne sarei pentito. Mi appoggiai allo schienale della
sedia, godendomi la lieve ebbrezza e il senso di benessere.
E poi il mio buonumore si disintegr.
All'improvviso, mi parve di cogliere un effluvio di muschio, leggermente speziato e inconfondibile. Un
attimo dopo era svanito, perso tra gli olezzi pi forti del cibo e della birra: tuttavia sapevo di non
essermelo immaginato. Il ricordo mi pervase come una scossa elettrica. Per un istante, ero di nuovo
sulle piastrelle del pavimento nell'ingresso di casa mia, dove l'odore metallico del sangue si mescolava a
una fragranza pi delicata e sensuale.
Il profumo di Grace Strachan.
 qui. Mi raddrizzai di scatto sulla sedia, guardandomi affannosamente intorno. Nel ristorante regnava
una confusione di suoni e colori. Osservai i volti, alla ricerca disperata di un indizio rivelatore, di
un'imperfezione nel travestimento. Dev'essere qui, da qualche parte. Ma dove?
Caff?
Fissai con sguardo assente la cameriera che era apparsa al mio fianco. Era nella tarda adolescenza, e
leggermente sovrappeso.
Il suo profumo sovrast gli odori del cibo e delle bevande: un muschio da quattro soldi, pesante e
nauseabondo. Da vicino, non aveva niente a che spartire con la raffinata fragranza usata da Grace
Strachan.
Tuttavia era abbastanza simile da ingannarmi per un istante.
Ha ordinato un caff? insistette la cameriera, lanciandomi un'occhiata diffidente.
S, grazie Scusi.
Pos la tazza sul tavolo e se ne and. Avvertivo un formicolio alle braccia e alle gambe: brividi dovuti al
calo di adrenalina.
Mi resi conto di avere la mano premuta con enorme forza sulla cicatrice, al punto da farmi male. Idiota.
Come se Grace avesse potuto seguirti La consapevolezza di quanto avessi i nervi tesi, persino l, mi lasciava
l'amaro in bocca. Tentai di impormi di rilassarmi, ma il mio cuore batteva all'impazzata.
D'un tratto, mi parve che in quella sala mancasse l'aria. Il rumore e gli odori erano insopportabili.
David? Sam mi stava guardando con una certa preoccupazione.
Sei pallido come un lenzuolo. Stai bene?
Sono solo un po' stanco. Vorrei tornare in albergo. Dovevo assolutamente uscire. Cominciai a
frugare nel portafogli, estraendo delle banconote senza vedere il loro valore.
Aspetta, ti accompagniamo.
No! Le misi la mano sul braccio, prima che potesse voltarsi verso Paul. Per favore. Non c'
problema, sul serio.
Sicuro?
Mi imposi di sorridere. Certo.
Non era affatto convinta, ma io stavo gi allontanando la sedia dal tavolo, lasciando cadere una
manciata di banconote senza sapere se quei soldi fossero sufficienti. Paul e gli altri erano impegnati in
una conversazione: non mi fermai per vedere se qualcun altro si fosse accorto che ero in procinto di
andarmene.
Mi precipitai verso l'uscita, sforzandomi per non mettermi a correre. Arrivato in strada, inspirai
profondamente la fresca aria primaverile, ma non mi fermai neppure allora. Continuai a camminare,
senza sapere dove fossi diretto: era qualcosa che non mi importava, volevo solo tenermi in movimento.
Scesi dal marciapiede, ma vi ritornai sopra quando un clacson assordante suon alla mia sinistra.
Incespicai sull'asfalto mentre un tram sferragliava a pochi centimetri da me: i finestrini erano schizzi di
luce nell'oscurit. Quando fu passato, mi affrettai ad attraversare la strada, imboccando delle vie a caso.
Erano passati anni dall'ultima volta che ero stato a Knoxville, e non avevo idea di dove mi trovassi, e
ancor meno di dove fossi diretto.
Ma non mi importava.
Rallentai solo quando, davanti a me, scorsi la distesa d'oscurit al di l dei lampioni. Avvertii la presenza
del fiume ancor prima di vederlo: un'umidit nell'aria che finalmente mi fece riacquistare coscienza.
Mentre mi appoggiavo alla balaustra, mi accorsi di essere madido di sudore. I ponti che congiungevano
le sponde fiancheggiate dagli alberi erano archi scheletrici nell'oscurit, punteggiati di luci. Sotto di essi,
il Tennessee scorreva placido, proprio come aveva fatto per migliaia di anni.
E probabilmente avrebbe continuato a fare per altre migliaia.
Cosa diavolo c' che non va? Te ne scappi terrorizzato soltanto per un profumo da quattro soldi. Comunque ero
troppo stremato per provare vergogna. Mi sentivo pi solo di quanto mi fossi mai sentito in tutta la mia
vita, e tirai fuori il cellulare e feci scorrere la rubrica. Il nome e il numero di Jenny lampeggiarono sul
display. Tenni il pollice sospeso sul pulsante di chiamata: morivo dalla voglia di parlarle, di sentire la sua
voce.
Ma in Inghilterra erano le prime ore del mattino e, anche se le avessi telefonato, cosa le avrei detto?
Ci eravamo gi detti tutto.
Che ora ?
Trasalii, sentendo una voce accanto a me. Ero in una zona buia tra i lampioni, e dell'uomo non riuscii a
distinguere che il bagliore rossastro della sigaretta. In ritardo, mi resi conto che la strada era deserta.
Idiota. Tutta questa strada solo per farti picchiare e derubare
Dieci e mezzo, dissi, irrigidendomi in attesa dell'aggressione.
Ma lui mi rivolse soltanto un rapido cenno di ringraziamento e si allontan, sparendo nell'oscurit oltre
il lampione successivo.
Rabbrividii, e non solo per il freddo umido che arrivava dal fiume.
Le rassicuranti luci gialle di un taxi si stavano avvicinando su quella strada solitaria. Dopo avergli fatto
segno di fermarsi, chiesi di essere portato in albergo.
Il gatto  il tuo primo ricordo.
Ce ne devono essere altri prima, lo sai. Ma nessuno altrettanto vivido. Nessuno che ti capiti di
riesumare e rivivere tanto spesso. Cos reale che ancora adesso riesci a sentire il sole sulla nuca, a vedere
la tua ombra sul suolo davanti a te, mentre ti chini.
Il terreno  morbido e facile da rivoltare. Stai usando un pezzo di legno preso dalla staccionata, un
frammento della palizzata bianca che sta cominciando a diventare molle e a marcire.
Minaccia di rompersi, ma non devi scavare molto.
Non  in profondit.
Prima senti l'odore. Un tanfo nauseante e dolciastro che, al tempo stesso,  familiare e diverso da tutti
gli odori che tu abbia mai sentito. Ti fermi per qualche momento, annusando il terriccio umido - sei
nervoso, ma soprattutto eccitato. Sai che non dovresti farlo, ma la curiosit  troppo grande. Anche
allora avevi delle domande: davvero tante domande. Ma nessuna risposta.
Il legno colpisce qualcosa, appena riprendi a scavare. Una diversa consistenza del suolo. Cominci a
grattar via l'ultimo strato di terra, notando che l'odore si  fatto pi forte. Alla fine, la vedi: una scatola
da scarpe di cartone, con i lati fradici.
La scatola accenna a lacerarsi quando tenti di sollevarla, umida e incurvata dal peso del contenuto. Ti
affretti a posarla.
Le dita si muovono goffe e ti trasmettono una sensazione strana mentre stringi il coperchio, con il petto
oppresso. Sei spaventato, ma l'eccitazione vince facilmente la paura.
Adagio, togli il coperchio della scatola di scarpe.
Il gatto  un immondo mucchietto fulvo. Gli occhi socchiusi sono pallidi e spenti, come palloncini
sgonfi dopo una festa.
Insetti strisciano tra il pelo, scarafaggi che rifuggono dalla luce del sole. Resti a guardare, rapito, mentre
un grasso verme si contrae e si avvolge a spirale, sgusciando dall'orecchio. Dopo aver preso il bastone,
pungoli il gatto. Non succede niente. Lo pungoli di nuovo, con maggior forza. Ancora niente. Una
parola si forma nella tua mente: una che hai gi sentito, ma che fino a questo momento non hai
veramente compreso.
Morto.
Ricordi com'era il gatto. Un maschio grasso, con un caratteraccio, tutto soffi e unghie. Adesso non 
pi niente. Com' possibile che l'animale che ricordi sia diventato questa massa di pelo marcescente? La
domanda occupa tutta la tua mente: troppo grande perch possa contenerla. Ti chini, avvicinandoti
ulteriormente, come se potessi trovare la risposta aguzzando la vista
e, d'un tratto, vieni strappato via. Il volto del vicino di casa  contratto dall'ira, ma c' anche qualcosa
che non riconosci.
Solo anni dopo, lo identificherai come disgusto.
Cosa diavolo stai? Oh, brutto schifoso!
Ci sono altre urla, l e pi tardi, a casa. Non provi neppure a spiegare quello che hai fatto, perch non
comprendi te stesso.
Ma n le parole irate n la punizione cancellano il ricordo di ci che hai visto. O di ci che hai provato -
e che continui a provare adesso: una sensazione annidata alla bocca dello stomaco.
Un senso di immensa meraviglia, e una curiosit bruciante, insaziabile.
Hai cinque anni. Ed  cos che comincia.
5
Tutto parve rallentare mentre il coltello calava verso di me.
Mi sforzai di afferrarlo: in qualsiasi caso, mi stavo muovendo in ritardo. La lama scivol tra le mie mani,
squarciandomi il palmo e le dita fino all'osso. Sentivo la calda umidit del sangue che mi impiastricciava
le dita; le mie gambe cedevano. Si form una pozza sulle piastrelle bianche e nere, mentre mi
afflosciavo con le spalle al muro, lordandomi il davanti della camicia.
Abbassai lo sguardo e vidi il manico del coltello che sporgeva oscenamente dal mio stomaco; aprii la
bocca per gridare
No!
Mi rizzai di scatto, boccheggiante. Sentivo il sangue che mi inzuppava, caldo e umido. Mi strappai di
dosso le lenzuola, cercando di vedere il mio stomaco al fioco chiarore della luna.
Ma la pelle era intatta. Non c'era nessun coltello, nessuna traccia di sangue. Solo il luccichio del sudore
appiccicoso, e il segno arrossato della cicatrice appena sotto le costole.
Cristo. Mi afflosciai, risollevato, riconoscendo la stanza d'albergo e vedendo che ero solo.
Soltanto un sogno.
Il ritmo del cuore stava cominciando a tornare a valori normali; il battito che mi pulsava nelle orecchie
iniziava a scemare.
Gettai le gambe oltre il bordo del letto e mi misi seduto; tremavo. L'orologio sul comodino segnava le
cinque e trenta.
La sveglia era programmata per le sei e mezzo: anche se avessi voluto riprendere sonno, non ne sarebbe
valsa la pena.
Mi alzai, ancora intorpidito, e accesi la luce. Iniziavo a pentirmi di aver accettato di aiutare Tom a
esaminare il cadavere ritrovato nel bungalow. Doccia e colazione. Poi tutto sembrer migliore.
Passai un quarto d'ora a fare gli esercizi per rafforzare gli addominali; poi entrai in bagno e aprii la
doccia. Rivolsi il volto al getto caldo, lasciando che gli aghi d'acqua spazzassero via gli strascichi
dell'incubo.
Quando uscii dal bagno, le ultime vestigia del sonno erano state lavate via. Nella stanza c'era un
bollitore per il caff: lo accesi insieme al portatile. In Inghilterra era tarda mattinata, e controllai le
e-mail sorseggiando il caff. Nessuna era urgente: mi occupai di quelle pi importanti e posticipai la
risposta delle altre a pi tardi.
Al piano terra, il ristorante era gi aperto: ero l'unico cliente.
Trascurai le cialde e le frittelle, optando per toast e uova strapazzate.
All'ingresso nella sala, ero piuttosto affamato, ma appena mi sedetti davanti al vassoio il cibo mi parve
troppo, e non riuscii a mangiarne nemmeno la met. Avevo un nodo allo stomaco, anche se non capivo
perch. Dovevo semplicemente aiutare Tom in una cosa che avevo fatto infinite volte, e in circostanze
ben peggiori.
Ma il fatto di ripetermelo non cambi le cose.
Quando uscii, stava sorgendo il sole. Anche se il parcheggio era ancora immerso nella penombra, il blu
profondo del cielo si stava rischiarando, investito dal bagliore dorato dell'orizzonte.
L'auto che avevo noleggiato era una Ford, e le sottili differenze nella guida mi ricordarono, insieme al
cambio automatico, che mi trovavo in un altro paese. Nonostante l'ora, le strade erano gi affollate. Era
un bel mattino. Sebbene Knoxville fosse densamente popolata, questa parte del Tennessee orientale
risultava ancora dominata da una vegetazione lussureggiante.
Dal sole primaverile non promanava il calore appiccicaticcio dell'estate piena, e in quel momento della
giornata l'aria, non ancora insudiciata dagli scarichi delle auto, conservava una freschezza splendida.
Per arrivare al polo medico dell'Universit del Tennessee bastavano venti minuti. L'obitorio era situato
in una zona diversa del campus rispetto al Centro, ma grazie alle precedenti visite sapevo come
raggiungerlo.
L'uomo seduto alla reception dell'obitorio era talmente corpulento da far sembrare la scrivania un
giocattolo infantile. Era cos in carne da dar l'impressione di essere quasi privo di ossa: il cinturino
dell'orologio penetrava nel polso come in un impasto per il pane. Mentre gli spiegavo chi ero, notai che
il respiro gli usciva dalle labbra in un sibilo adenoideo.
Sala autoptica numero 5. Oltre quella porta, in fondo al corridoio. La sua voce suonava stranamente
acuta per una corporatura cos imponente. Mi porse un pass elettronico con un sorriso da cherubino.
Non pu sbagliare.
Feci scivolare il pass sul rilevatore accanto alla porta ed entrai nell'obitorio. Mi accolse il familiare shock
olfattivo di formaldeide, candeggina e disinfettante. Tom era gi nella sala rivestita di piastrelle;
indossava un camice chirurgico e un grembiule di gomma. Su una panca era poggiato un lettore cd
portatile, dal quale proveniva un brano di sola batteria che non riconobbi.
Insieme a lui c'era un altro uomo, vestito allo stesso modo, intento a lavare con un tubo flessibile il
corpo disteso sul tavolo di alluminio, per rimuovere gli insetti e le larve di mosca carnaria.
Buongiorno, disse Tom, con una certa vivacit, mentre la porta si chiudeva alle mie spalle.
Accennai con il capo al lettore cd. Buddy Rich?
Neanche per sogno. Louie Belson. Tom si raddrizz dalla cavit gocciolante del torace. Sei in
anticipo.
Non quanto te.
Volevo fare le radiografie del corpo e mandare quelle relative alla dentatura al TBI. Indic l'uomo pi
giovane che stava ancora lavando il corpo. David, questo  Kyle, uno degli assistenti dell'obitorio. Mi
sono fatto aiutare da lui in attesa del tuo arrivo, ma non dirlo a Hicks.
Gli assistenti dell'obitorio erano alle dipendenze del medico legale, il che significava che tecnicamente il
capo di Kyle era Hicks. Avevo dimenticato che il suo quartier generale era qui, e non invidiavo le
persone che dovevano lavorare per lui.
Non che Kyle sembrasse turbato dalla faccenda. Era alto, con un'ossatura possente, a un passo dal
poter essere definito paffuto. La sua piacevole faccia di luna piena mi rivolse un sorriso raggiante da
sotto la zazzera disordinata.
Ciao, mi disse, alzando una mano inguantata.
Ci aiuter anche una delle mie studentesse, prosegu Tom.
Non c' bisogno di essere in tre, ma le avevo promesso che mi avrebbe dato una mano nella prossima
necroscopia.
Se non c' bisogno di me Ce ne sar, eccome. Vorr dire che finiremo prima. Il sorriso di Tom
mi fece capire che non me la sarei cavata cos facilmente.
Il camice e il resto dell'armamentario sono nello spogliatoio in corridoio.
Avevo uno spogliatoio tutto per me. Dopo aver riposto i miei vestiti in un armadietto, mi infilai il
camice chirurgico e un grembiule di gomma. Ci che ci accingevamo a fare era probabilmente la parte
pi macabra del nostro mestiere - e sicuramente una delle pi sporche. Per i risultati del test del DNA
bisognava aspettare anche otto settimane, e le impronte digitali fornivano un'identit solo se quelle della
vittima erano conservate in qualche archivio. Tuttavia, anche nel caso di corpi in avanzato stato di
decomposizione - come questo -, era possibile scoprire l'identit del soggetto - e, a volte, anche la causa
del decesso - dallo scheletro. Prima di poter operare, per, era necessario rimuovere qualunque traccia
di tessuto molle.
Non si trattava di un lavoro gradevole.
Quando tornai verso la sala delle autopsie, mi fermai davanti alla porta. Sentivo Tom che canticchiava
su un pezzo jazz sopra al rumore dell'acqua corrente. E se commettessi un altro errore?
Se non fossi pi in grado di fare questo mestiere?
Ma non potevo permettermi simili pensieri. Aprii la porta ed entrai. Kyle aveva finito di lavare il corpo.
Sgocciolanti, le spoglie del defunto luccicavano come se fossero state verniciate.
Tom era accanto a un carrello con gli strumenti chirurgici.
Mentre lo raggiungevo, prese un paio di forbici per tessuti e avvicin la potente luce sopra il cadavere.
Bene, cominciamo.
Il mio primo cadavere l'avevo visto da studente. Era una giovane donna - venticinque o ventisei anni al
massimo -, morta in un incendio domestico. Era stata asfissiata dal fumo, ma il suo corpo era rimasto
illeso dalle fiamme. Giaceva su un freddo tavolo, sotto la luce potente e rivelatrice della camera
mortuaria.
I suoi occhi erano socchiusi - fessure di un bianco opaco che si aprivano tra le palpebre -, e la punta
della lingua sporgeva in modo quasi impercettibile dalle labbra esangui. A colpirmi fu la sua immobilit.
Era pietrificata e immutabile, come in una fotografia. Qualunque cosa avesse fatto, qualunque cosa
fosse stata o avesse sperato di diventare, era svanita. Per sempre.
Quella presa di coscienza mi colp come un colpo fisico.
Sapevo che, per quanto avessi lavorato, per quanto avessi imparato, ci sarebbe sempre stato un mistero
che non avrei potuto risolvere. Ma, negli anni successivi, ci non fece che accrescere la mia
determinazione nell'affrontare i vari enigmi che entravano nel mio raggio d'azione.
E poi accadde che Kara e Alice, mia moglie e la nostra figlia di sei anni, morirono in un incidente
automobilistico. E, d'un tratto, la questione smise di essere puramente accademica.
Per un certo tempo, tornai alla mia originaria professione di medico, credendo di trovare un po' di pace
- se non delle risposte.
Ma mi ero illuso. Come Jenny e io scoprimmo a nostre spese, non potevo sfuggire al mio lavoro. Era
ci che facevo, ci che ero. O almeno cos avevo pensato, finch non mi ero ritrovato con un coltello
conficcato nello stomaco.
Adesso non ero pi sicuro di niente.
Tentai di scacciare i miei dubbi mentre lavoravo sui resti della vittima. Dopo aver raccolto i campioni di
tessuto e di fluidi da inviare al laboratorio, usai un bisturi per separare meticolosamente i muscoli, le
cartilagini e gli organi interni, strappando letteralmente le ultime vestigia di umanit dal cadavere.
Chiunque fosse, era un soggetto corpulento. Avremmo dovuto compiere misurazioni pi accurate dello
scheletro, ma era alto almeno un metro e ottantacinque, e con le ossa massicce.
Non doveva esser stato facile sopraffarlo.
Lavorammo in un silenzio quasi assoluto, con Tom che canticchiava all'unisono con un cd di Dinah
Washington, mentre Kyle riavvolgeva il tubo flessibile e si occupava di pulire la vasca in cui si erano
depositati gli insetti e gli altri detriti del corpo sciacquati via dal cadavere. Stavo cominciando a
perdermi nel lavoro quando la porta della sala autoptica si spalanc di colpo.
Era Hicks.
Buongiorno, Donald, lo salut affabilmente Tom. A cosa dobbiamo questo piacere?
Il medico legale non si prese il disturbo di rispondere. La cupola della sua zucca pelata luccic sotto le
potenti luci mentre fissava torvamente Kyle.
Che diavolo stai facendo qui, Webster? Ti stavo cercando.
Kyle avvamp. Stavo solo
Ha quasi finito, interloqu Tom, in tono conciliatorio.
Gli ho chiesto di darmi una mano. Ho promesso a Dan Gardner un rapporto preliminare non appena
possibile. A meno che tu non abbia qualche obiezione.
Anche se fosse stato cos, Hicks non l'avrebbe ammesso. Di nuovo, indirizz il proprio malumore
verso Kyle. Questa mattina devo fare un'autopsia. La sala  pronta?
Ehm, no, ma ho chiesto a Jason di
Avevo chiesto a te, non a Jason! Sono certo che il dottor Lieberman e il suo assistente riusciranno a
cavarsela da soli, mentre tu ti occupi di quello per cui sei pagato.
Mi ci vollero un paio di secondi per rendermi conto che si riferiva a me. Tom fece un debole sorriso.
Sono certo che ci riusciremo.
Hicks sbuff, deluso per essere stato privato della possibilit di sfogarsi con una lite. Voglio che tutto
sia pronto nel giro di mezz'ora, Webster. Non deludermi.
Sar cos, signore. Mi dispiace disse Kyle. Ma il medico legale gli aveva gi voltato le spalle. La
porta si richiuse dietro di lui.
Sono sicuro che ora ci sentiremo tutti meglio, disse Tom, nel silenzio generale. Scusa, Kyle, non
volevo metterti nei guai.
Il giovane sorrise, anche se aveva ancora le guance paonazze.
Non c' problema. Ma il dottor Hicks ha ragione, adesso dovrei proprio
Prima che potesse terminare la frase, la porta si apr di colpo.
Per un attimo, pensai che Hicks fosse tornato, ma anzich il medico legale apparve una giovane donna
dall'aria agitata.
Immaginai che fosse l'allieva che, come Tom aveva preannunciato, ci avrebbe aiutato. Aveva poco pi
di vent'anni e indossava una maglietta di un rosa sbiadito e un paio di pantaloni cargo frusti: entrambi
gli indumenti aderivano al suo fisico massiccio. I capelli ossigenati erano tenuti vagamente in ordine da
un cerchietto a pois rosso e bianco; gli occhiali tondi le conferivano un'aria simpaticamente stupefatta.
Avrebbero dovuto essere inconciliabili con le sferette e gli anelli d'acciaio che le costellavano orecchie,
naso e sopracciglia ma, per qualche strana ragione, non era cos. Superata la sorpresa iniziale, ci si
accorgeva che quell'assortimento di piercing, probabilmente molto doloroso da porre in opera, le
donava.
Le sue parole proruppero in un fiotto inarrestabile, ancor prima che la porta si fosse richiusa alle sue
spalle.
Dio, non posso credere di essere arrivata in ritardo! Sono uscita presto per potermi fermare al Centro e
dare un'occhiata a un mio progetto; poi ho perso completamente la nozione del tempo! Mi dispiace
davvero, dottor Lieberman.
Be', adesso sei qui, disse Tom. Summer, non credo che tu conosca David Hunter.  inglese, ma
non fargliene una colpa.
E questo  Kyle. Ha presidiato il fortino in attesa del tuo arrivo.
Un sorriso stupefatto si diffuse sul volto di Kyle. Piacere di conoscerti.
Ciao, disse raggiante Summer, rivelando un apparecchio ortodontico. Lanci un'occhiata al cadavere:
mostrava pi interesse che raccapriccio. Per la maggior parte della gente sarebbe stata una vista
scioccante, ma la frequentazione del Centro preparava a realt cos macabre. Mi sono persa qualcosa?
No,  sempre morto, la rassicur Tom. Sai dove trovare tutto, se ti vuoi cambiare.
Certo. Si volt per uscire, urtando con la borsa un carrello in acciaio inossidabile ingombro di
strumenti. Scusate, disse, prima di sparire oltre la porta.
Sulla sala delle autopsie scese un silenzio sbalordito. Tom accenn un sorriso. Summer  il nostro
terremoto in carica.
Me ne sono accorto, replicai.
Kyle stava ancora fissando la porta con un'espressione traumatizzata. Tom mi rivolse uno sguardo
divertito, prima di schiarirsi la gola.
Kyle, e i campioni?
Cosa? L'assistente parve sgomento, come se avesse dimenticato dove li aveva messi.
Sono pronti per l'invio al laboratorio?
Ah, certo. Sicuro, nessun problema.
Con un'ultima occhiata speranzosa alla porta, Kyle raccolse i campioni e usc.
Credo che si possa affermare che la nostra Summer ha trovato un ammiratore, disse ironicamente
Tom. Si gir di nuovo verso il tavolo e, d'un tratto, fece una smorfia, sfregandosi lo sterno, come se
non riuscisse a respirare.
Tutto bene? gli chiesi.
Non  niente. Hicks farebbe venire l'acidit di stomaco a chiunque.
Il suo colorito, per, non era affatto incoraggiante. Allung la mano verso il carrello con gli strumenti e
ansim per il dolore.
Tom
Sto bene, dannazione! Alz la mano, come per tenermi lontano; poi trasform il suo gesto in un atto
di scusa.  tutto a posto, sul serio.
Non gli credetti. Stai lavorando da prima che arrivassi.
Perch non fai una pausa?
Perch non ho tempo, rispose, irritato. Ho promesso a Dan un rapporto preliminare in tempi
rapidi.
E lo avr. Summer e io possiamo finire di rimuovere i tessuti molli.
Annu, contrariato. Magari solo qualche minuto
Lo guardai uscire, stupito dalla fragilit che tradiva. Non era mai stato un uomo fisicamente imponente,
ma adesso sembrava che le sue carni si stessero sciogliendo. Sta diventando vecchio.
Era una realt della vita. Eppure questo non rendeva pi facile la sua accettazione.
Il cd di Tom era finito, e aveva lasciato la sala delle autopsie nel silenzio. Sentii il telefono squillare
nell'ufficio principale.
Nessuno rispose - e, alla fine, smise di suonare.
Mi voltai di nuovo verso i resti della vittima. Lo scheletro era quasi completamente scarnificato: non
restava che rimuovere i residui di tessuto molle facendolo bollire nella soluzione detergente. Dal
momento che non era facile immergere l'intera ossatura in un recipiente, bisognava affrontare un lavoro
raccapricciante.
Lo smembramento.
Il cranio, il bacino, le braccia e le gambe dovevano venir separati: era un'operazione che richiedeva sia
un'estrema attenzione sia una notevole forza. Qualunque danno subito dalle ossa andava
scrupolosamente registrato, in modo da non confonderlo con i traumi patiti prima del decesso. Avevo
cominciato a rimuovere il teschio, fendendo meticolosamente la cartilagine tra la seconda e la terza
vertebra cervicale, quando Summer rientr.
Con il camice e il grembiule sembrava perfettamente conforme all'ambiente dell'obitorio, a parte i
piercing al naso e alle orecchie. I capelli ossigenati erano nascosti dalla cuffia chirurgica.
Dov' il dottor Lieberman? mi chiese.
 dovuto uscire. Non mi dilungai. Tom non avrebbe certo voluto che uno dei suoi studenti sapesse
della malattia.
Summer accett la mia reticenza. Vuole che cominci con la soluzione detergente?
Non ero sicuro del modo in cui Tom intendesse procedere, ma mi sembrava una buona idea.
Cominciammo a riempire i grossi recipienti in acciaio inossidabile con la soluzione detergente, prima di
metterli a scaldare sui fornelli. Anche se la poderosa cappa aspirante risucchiava gran parte del vapore e
delle esalazioni, la combinazione di candeggina e tessuto molle sottoposto a bollitura originava un
odore che ricordava in maniera sconcertante quello scaturito dall'incrocio tra una lavanderia e un
pessimo ristorante.
E cos sei inglese? mi domand Summer, con voce tranquilla, mentre eravamo impegnati in
quell'ingrato compito.
Esatto.
Perch sei capitato qui?
 solo un viaggio di studio.
Non avete centri di ricerca in Inghilterra?
S, ma non avanzati come i vostri.
Certo, questo  fantastico. I suoi grandi occhi mi scrutarono da dietro le lenti. Laggi, com' il
lavoro dell'antropologo forense?
Freddo e umido, di solito.
Lei si mise a ridere. A parte questo c' qualche differenza?
Non avevo una gran voglia di parlare, ma lei stava solo cercando di mostrarsi amichevole. Be',
fondamentalmente  la stessa cosa, anche se c' qualche differenza. Non abbiamo tutti i vostri
organismi di controllo. Per uno straniero, la quantit di verificatori indipendenti e di dipartimenti di
polizia, oltre alle agenzie statali e federali che operavano negli Stati Uniti, era sconcertante. Ma la
principale differenza  il clima. A meno che sia un'estate estremamente capricciosa, non accade mai di
trovarci con cadaveri rinsecchiti. Ci sono molte pi probabilit che la decomposizione risenta
dell'umidit, con una maggior incidenza di muffe e fanghiglia.
Lei fece una smorfia. Che schifo! Non hai mai pensato di trasferirti?
Mio malgrado dovetti ridere. Per lavorare nel Sun Belt, nel caldo meridione degli USA, vuoi dire? No,
credo proprio di no. Ma adesso avevamo parlato abbastanza di me. E cosa mi dici di te? Quali sono i
tuoi progetti?
Summer si lanci in una vivace descrizione della sua vita fino a quel momento, delle sue ambizioni per
il futuro e di come stesse lavorando in un bar di Knoxville per racimolare i soldi necessari a comprarsi
un'auto. Non interloquii granch, felice di lasciarla proseguire nel suo monologo. Il fiume di parole non
rallent il suo corso e sort un effetto rilassante su di me cosicch, quando Tom torn, fui sorpreso nel
constatare che erano passate quasi due ore.
Vedo che abbiamo fatto progressi, disse, in tono d'approvazione, avvicinandosi al tavolo.
 stato abbastanza semplice. Davanti a Summer, non gli domandai come si sentisse, tuttavia notai
che stava meglio. Aspett che lei tornasse ai recipienti che gorgogliavano sui fornelli, poi mi prese da
parte.
Mi dispiace essermi assentato per cos tanto tempo: ho parlato con Dan Gardner. C' stato uno
sviluppo interessante. Negli archivi, non ci sono impronte digitali di Terry Loomis, il tizio del quale 
stato trovato il portafogli nel bungalow: di conseguenza, non si pu ancora dire con certezza che si
tratti di lui. Accenn ai resti sul tavolo. Comunque sono arrivati i risultati dell'impronta sul
contenitore di pellicola. Appartiene a Willis Dexter, un meccanico di Sevierville, di trentasei anni.
Sevierville era una cittadina non lontana da Gatlinburg, a una trentina di chilometri dal bungalow in cui
era stato ritrovato il cadavere. Niente male, no?
Cos sembrerebbe, convenne Tom. Hanno rintracciato molte altre impronte di Dexter nel
bungalow. Una delle quali su una ricevuta di una settimana prima della carta di credito rinvenuta nel
portafogli di Loomis.
Tutto questo suggeriva che Terry Loomis fosse la vittima e William Dexter il suo assassino. Ma c'era
qualcosa di strano nel tono di Tom: compresi che la faccenda non era cos semplice.
Allora l'hanno arrestato?
Tom si tolse gli occhiali e li pul con un fazzoletto di carta - aveva un sorriso enigmatico sulle labbra.
Be',  questo il problema.
Pare che Willis Dexter sia morto in un incidente d'auto sei mesi fa.
Non  possibile, dissi. O le impronte digitali non appartenevano a lui, o avevano erroneamente
indicato il suo nome sul certificato di morte.
Eppure Tom si rimise gli occhiali.  per questo che domani, come prima cosa, dovremo esumare
la salma nella sua tomba.
Hai nove anni quando vedi il tuo primo cadavere. Indossi il vestito della festa e vieni accompagnato in
una stanza, nella quale le sedie di legno sono state disposte davanti a una bara scintillante.  appoggiata
su cavalletti coperti da un consunto velluto nero. A un angolo, un cordone rosso sangue risulta
allentato.
Vieni distratto dal modo in cui si  attorcigliato fino a formare un otto quasi perfetto, cosicch arrivi
quasi davanti alla bara prima che ti passi per la mente di guardare la salma.
In essa giace tuo nonno. Sembra diverso. In qualche modo, il suo volto pare di cera, e ha le guance
incavate, come quando dimenticava di mettersi la dentiera. Gli occhi sono chiusi: anche questi hanno
qualcosa di strano.
Ti fermi di colpo, sentendo una stretta nel petto. Una mano ti preme la schiena, spingendoti avanti.
Avanti, da' un'occhiata.
Riconosci la voce della zia. Ma non avevi bisogno di incoraggiamento per avvicinarti. Tiri su col naso,
guadagnandoti un fugace scappellotto sulla testa.
Il fazzoletto! sibila la zia. Per una volta, per, non ti stavi liberando il naso eternamente colante. Stavi
solo cercando di scoprire quali altri sentori potessero nascondersi sotto il profumo sparso a piene mani
e l'odore delle candele.
Perch ha gli occhi chiusi? chiedi.
Perch  con il Signore, risponde la zia. Non sembra in pace?  come se stesse dormendo.
Ma a te non pare affatto addormentato. Ci che  nella bara sembra che non sia mai stato vivo. Seguiti
a fissarlo, cercando di capire esattamente cosa ci sia di diverso, finch vieni trascinato via.
Negli anni successivi, il ricordo della salma del nonno non manca mai di portare con s lo stesso
sconcerto, la medesima sensazione di qualcosa che comprime il petto.  uno dei tuoi ricordi
fondamentali. Ma  solo a diciassette anni che si verifica l'evento che ti cambier la vita.
Sei seduto su una panchina, a leggere durante l'intervallo per il pranzo. Il libro  una traduzione della Summa
Theologiae di Tommaso d'Aquino sottratta alla biblioteca.  pesante e piuttosto discutibile, naturalmente, ma offre
alcuni elementi interessanti.
L'esistenza di una cosa e la sua essenza sono distinte: questa frase ti piace, quasi quanto
l'affermazione di Kierkegaard secondo cui la morte  la luce nella quale le grandi passioni, sia buone
sia cattive, diventano trasparenti.
Si contraddicono tutti a vicenda, e nessuno dei teologi e dei filosofi che hai letto offre risposte
esaustive. Tuttavia si avvicinano al nocciolo del problema pi quanto non facciano le pose da saccenti
di Camus e Sartre, che nascondono la propria ignoranza dietro stilemi narrativi. Ti senti gi troppo
vecchio per loro, e ti rendi conto che stai per diventare troppo maturo per l'Aquinate e gli altri. In
effetti, sei vicino a pensare che non troverai la risposta nei libri. Ma cos'altro c'?
Nell'ultimo periodo, a casa hai sentito bisbigliare sui soldi necessari per mandarti all'universit. La cosa
non ti preoccupa.
Da qualche parte si troveranno. Da anni, sai di essere speciale, di essere destinato a qualcosa di grande.
 scritto.
Ma in questo momento leggi, mastichi e inghiotti meccanicamente i tramezzini del pranzo - senza
gustarli, senza provare alcun piacere. Il cibo  carburante, niente di pi. L'ultima operazione ha risolto il
problema di quel naso colante che ti ha rovinato l'infanzia, ma a un prezzo. Ormai il tuo olfatto  quasi
completamente dissolto, riducendo tutti i cibi  tranne quelli pi speziati - all'insipidezza della
bambagia.
Mentre finisci il tramezzino insapore, metti via il libro. Ti sei appena alzato dalla panchina quando uno
stridio di freni  seguito da un tonfo sordo. Alzi gli occhi e vedi una donna nell'aria: per un istante
sembra sospesa, prima di schiantarsi sul terreno in un groviglio di membra, quasi ai tuoi piedi. Giace
disarticolata sulla schiena, con il volto rivolto verso il cielo.
Per un attimo, i suoi occhi incontrano i tuoi - spalancati e sbalorditi.
In essi non c' n paura n dolore: solo sorpresa. Sorpresa e qualcos'altro.
Conoscenza.
Poi gli occhi si spengono e capisci che, qualunque sia stata la forza che animava la donna, adesso 
sparita. Ci che giace ai tuoi piedi  un sacco di carne e ossa rotte, niente di pi.
Intontito, resti immobile mentre altre persone si affollano intorno al corpo, spingendoti da parte finch
quel mucchio pulsante non ti viene nascosto alla vista. Non importa. Hai gi veduto ci che dovevi
vedere.
Resti sveglio per tutta la notte, tentando di ricordare ogni particolare. Ti senti in affanno, scosso, a un
passo da un segreto immenso. Sai di aver potuto vedere uno scorcio di qualcosa di straordinaria
importanza - quotidiano e, al tempo stesso, profondo. Solo che per qualche ragione sovrannaturale, il
volto della donna, quegli occhi che per un attimo sembravano essersi impressi a fuoco nei tuoi, adesso
ti evita, facendoti quasi impazzire. In questo caso, la memoria non risulta all'altezza del compito - non
pi di quanto lo fosse quando hai fissato la bara del nonno.  troppo soggettiva, troppo inaffidabile.
Qualcosa di cos importante esige un approccio pi scientifico.
Pi durevole.
Il giorno dopo, ritirando i risparmi per l'universit fino all'ultimo centesimo, acquisti la prima macchina
fotografica.
6
L'alba era soltanto una pallida striscia all'orizzonte quando partimmo alla volta del cimitero. Il cielo era
ancora scuro, ma le stelle stavano lentamente scomparendo man mano che il nuovo giorno le
sorprendeva. Il paesaggio su entrambi i lati della superstrada cominciava a delinearsi, emergendo
dall'oscurit come una fotografia nella vasca di sviluppo. Oltre i negozi e i fast-food, la severa mole
delle montagne si ergeva come per sottolineare la fragilit della facciata creata dall'uomo.
Tom guidava in silenzio. Per una volta, non aveva messo uno dei suoi cd jazz: non ero sicuro se ci
dipendesse dall'ora antelucana o dal suo umore. Era venuto a prendermi in albergo ma, dopo un pallido
sorriso, non aveva detto molto. Nessuno rivela il meglio di s a quell'ora, tuttavia sul suo volto c'era un
grigiore che non sembrava aver niente a che fare con la carenza di sonno.
Probabilmente neanche tu sei una rosa. Ero rimasto a rigirarmi nel letto fino alle prime ore di quella notte,
angosciato da ci che mi aspettava. Comunque non era la mia prima esumazione, n sicuramente la
peggiore. Anni prima avevo lavorato in una fossa comune bosniaca, nella quale erano state sepolte
intere famiglie. Ora non ci attendeva niente del genere, e sapevo che Tom mi stava facendo un favore
chiedendomi di aiutarlo.
In teoria, avrei dovuto mostrarmi entusiasta per la possibilit di prender parte a un'indagine negli Stati
Uniti.
E allora perch non era cos?
L dove un tempo mi sentivo sicuro e tranquillo, ora non c'erano che dubbi. La mia energia e la
concentrazione che solitamente davo per scontate, sembrava che fossero stillate da me sul pavimento
dell'ingresso del mio appartamento l'anno prima.
E se mi sentivo cos adesso, cosa avrei provato al ritorno in Inghilterra, lavorando a un'indagine per
conto mio?
In verit, non lo sapevo.
A est, mentre Tom usciva dalla superstrada, l'orizzonte era striato d'oro. Ci stavamo dirigendo verso i
sobborghi alla periferia orientale di Knoxville, una zona che non conoscevo. Era un quartiere povero,
formato da case dall'intonaco scrostato, con i giardini invasi dalla vegetazione e pieni di ciarpame.
Illuminati dai fari, gli occhi di un gatto luccicarono: interruppe il suo pasto nel canaletto di scolo per
fissarci torvo quando gli passammo accanto.
Ormai non manca molto, disse Tom, rompendo il silenzio.
Dopo circa un chilometro e mezzo, le case cominciarono a cedere il posto alla boscaglia; poco pi tardi,
arrivammo al cimitero.
Era nascosto alla vista della strada dai pini e da un muro di mattoni alto e slavato. Sul voltone sopra il
cancello, una scritta in ferro battuto recitava: Cimitero e Impresa di Pompe Funebri Steeple Hill. Era
sormontato da un angelo stilizzato, con il capo devotamente chino. Nonostante la penombra, vidi che il
metallo era arrugginito e la vernice scrostata.
Superammo il cancello aperto. Schiere di lapidi sfilarono su entrambi i lati, quasi tutte coperte dalla
vegetazione e trascurate; risaltavano sul cupo e opprimente sfondo dei pini. Davanti a me, riuscii a
distinguere i contorni di quella che, un tempo, doveva essere stata la sede delle pompe funebri: un
edificio basso, dall'aspetto industriale, sormontato da un tozzo campanile.
Di lato, un gruppo di auto parcheggiate ci annunci la nostra destinazione. Accostammo e scendemmo
dalla macchina. Mi infilai le mani nelle tasche, rabbrividendo nel gelo del primo mattino. Mentre ci
dirigevamo verso il fulcro delle attivit, la bruma indugiava sull'erba resa argentea dalla rugiada.
Intorno alla tomba erano stati disposti dei paraventi ma, a quell'ora, non c'era comunque nessuno che
avrebbe potuto curiosare.
Una piccola escavatrice scoppiettava e vibrava sollevando l'ennesimo mucchio di terra, da cui caddero
alcune zolle, prima di depositarlo su un cumulo. L'aria odorava di terriccio e di gas di scarico; la tomba,
quasi completamente svuotata, sembrava una ferita aperta nel tappeto erboso.
Gardner e Diane Jacobsen erano al centro di un gruppetto di agenti e operai in attesa; la benna rimosse
un'altra cucchiaiata di terra. Poco discosto da loro, c'era Hicks. La testa pelata del medico legale
spuntava da un impermeabile troppo grande, che rendeva la somiglianza con una tartaruga assai
evidente. La sua presenza era pressoch una formalit, dato che l'esame del corpo sarebbe stato quasi
certamente affidato a Tom.
Dal suo volto traspariva chiaramente che non era affatto contento di ci.
Accanto a lui c'era un altro uomo. Era alto e vestito elegantemente, con un cappotto di cammello e un
completo scuro.
Osservava i progressi dell'escavatrice con un'espressione che poteva essere sia di indifferenza sia di
noia. Quando si accorse della nostra presenza parve farsi pi attento e, mentre ci avvicinavamo, tenne
lo sguardo fisso su Tom.
Tom, disse Gardner. Sotto gli occhi spiritati dell'agente del TBI risaltavano delle borse livide. Invece
la Jacobsen aveva un'aria riposata, come se avesse alle spalle nove ore di sonno indisturbato; portava un
impeccabile impermeabile con la cintura.
Tom sorrise, ma non disse nulla. Per quanto lieve fosse il pendio che conduceva sulla collinetta, vidi
che la breve camminata dall'auto l'aveva lasciato quasi senza fiato. Hicks gli lanci un'occhiata astiosa e
non rivolse alcun saluto. Ignorandomi, tir fuori dalla tasca un fazzoletto sudicio e si soffi
rumorosamente il naso.
Gardner accenn all'uomo slanciato con il cappotto di cammello.
Lui  Eliot York. Il proprietario di Steeple Hill. Ci ha aiutato a organizzare l'esumazione.
 sempre un piacere darvi una mano. York si affrett a stringere la mano a Tom. Dottor
Lieberman,  un onore
Una zaffata della sua acqua di colonia riusc a farsi strada anche attraverso i gas di scarico
dell'escavatrice. Gli avrei dato poco meno di cinquant'anni, ma era difficile stabilire la sua et con
certezza. Era un uomo corpulento, ben pasciuto, con quel genere di lineamenti lisci e privi di rughe che
sembrano soltanto farsi pi pesanti invece di invecchiare. I capelli scuri, per, avevano l'aria di essere
tinti e, quando si volt, notai che erano stati pettinati con cura per nascondere una chierica.
Non potei non accorgermi della rapidit con cui Tom ritrasse la mano prima di presentarmi. Questo 
un mio collega, il dottor Hunter.  in visita dall'Inghilterra.
York mi rivolse un saluto di circostanza. Da vicino, notai che i polsi del suo cappotto di cammello
erano lisi e sfilacciati; a quanto potevo intravedere, mi sembr che anche il suo completo nero avesse
bisogno di una lavanderia. A giudicare dai graffi e dalle ciocche imbrattate di sangue delle basette pareva
che si fosse fatto la barba di fretta, o forse con un rasoio poco affilato. E pure quell'acqua di colonia
talmente forte da far lacrimare gli occhi non poteva celare l'alito di sigaretta - e, ovviamente, le macchie
di nicotina sulle dita.
Si volt di nuovo verso Tom, prima di liberare la mia mano dalla sua stretta. Ho sentito parlare molto
del suo lavoro, dottor Lieberman. E del suo Centro, naturalmente.
La ringrazio, ma non  esattamente il 'mio' Centro.
S, certo. Ma  comunque un motivo di vanto per il Tennessee. Fece un sorriso viscido. Non che
voglia paragonare la mia ehm, vocazione alla sua, tuttavia nel mio piccolo mi piace pensare di star
compiendo un servizio pubblico. Non troppo piacevole, ma pur sempre necessario.
Il sorriso di Tom non vacill neppure un istante. Certo. E cos  stato lei a occuparsi di questa
sepoltura?
York chin il capo. Abbiamo avuto questo onore, signore, anche se temo di non ricordare molto di
questa in particolare.
Capisce, ne effettuiamo talmente tante. La Steeple Hill fornisce un servizio completo di onoranze
funebri, incluse la cremazione e l'inumazione in questo splendido scenario. Accenn ai terreni
trascurati come se fossero un parco magnifico. Mio padre ha fondato questa azienda nel 1958, e da
allora non abbiamo mai smesso di porci al servizio delle famiglie colpite da un lutto. Il nostro motto 
'Dignit e consolazione', e mi piace pensare di esser riuscito a dimostrarlo coi fatti.
Questa imbonitura incontr un silenzio imbarazzato. Tom parve sollevato dall'intervento di Gardner.
Non dovrebbe mancare molto. Ci siamo quasi, disse. Il sorriso di York svan per la delusione di
veder scemare l'attenzione di Tom.
Come per confermare la frase di Gardner, l'escavatrice deposit un ultimo mucchio di terriccio sul
cumulo e fece retromarcia con un tossicchio del tubo di scappamento. Un uomo dall'aria stanca -
immaginai che fosse l'ufficiale sanitario - rivolse un cenno a uno degli operai. Con indosso una tuta e
una maschera protettiva, questi avanz e spruzz una soluzione disinfettante sulla fossa aperta. Non
sempre le malattie si annullano con la morte del loro ospite. Oltre ai batteri che prosperano sulla carne
in decomposizione, gli agenti patogeni dell'epatite, dell'AIDS e della tubercolosi possono essere
trasmessi dai defunti ai vivi.
Un operaio con mascherina e tuta cal una scaletta nella tomba e fin di liberare la bara con una pala.
Quando fiss le cinghie per issarla dalla fossa, il cielo si era schiarito fino a diventare di un azzurro
pallido, e la foresta di pini gettava lunghe ombre sull'erba. L'uomo risal dalla buca, e insieme ai colleghi
cominci a estrarre la cassa in una macabra inversione del funerale.
La forma incrostata di terra umida emerse lentamente, spargendo zolle intorno. Gli uomini la posarono
sulle assi che erano state sistemate accanto alla fossa e indietreggiarono rapidamente.
Dannazione! Quanto puzza! borbott uno di loro.
Aveva ragione. Anche dal punto in cui eravamo, il fetore della putrefazione appestava l'aria del mattino.
Arricciando il naso, Gardner si avvicin e si chin per esaminare la bara.
Il coperchio si  spaccato, disse, indicando una crepa sotto la terra incrostata. Non sembra che sia
stata forzata:  solo il legno che pare molto delicato.
Quello  il miglior pino americano!  una bara assolutamente robusta! strepit York. Nessuno vi fece
caso.
Tom si chin sulla cassa, fiutando. Avete detto che  stato sepolto sei mesi fa? chiese a Gardner.
Esatto. Perch?
Tom non rispose. Strano. Cosa ne pensi, David?
Cercai di non tradire il mio imbarazzo, mentre tutti gli occhi si spostavano su di me. Non dovrebbe
puzzare cos, dissi, controvoglia. Non dopo soli sei mesi.
Nel caso non ve ne siate accorti, la bara non  esattamente a tenuta stagna, disse Hicks. Con una
crepa del genere, cosa vi aspettavate?
Sperai che Tom rispondesse, ma sembrava assorto nell'esame della bara. Era comunque coperta da
quasi due metri di terra. Nel sottosuolo, il processo di decomposizione  molto pi lento che in
superficie.
Non stavo parlando con lei. Comunque la ringrazio di avermelo fatto notare, disse Hicks,
trasudando sarcasmo. Sono certo che, essendo inglese, lei conosce alla perfezione le condizioni
climatiche del Tennessee.
Tom si raddrizz dalla bara. In effetti, David ha ragione.
Anche con la cassa crepata, l'odore non dovrebbe essere cos forte.
Il medico legale lo fiss torvamente. Allora perch non diamo un'occhiata? Fece un brusco cenno
agli operai. Apritela.
Qui? domand Tom, sorpreso. Di solito, si sarebbe dovuto trasportare la bara all'obitorio, prima di
aprirla.
Sembr che Hicks aspettasse soltanto questo momento. La bara  gi crepata. Se il corpo  davvero
decomposto come dite, preferirei saperlo subito. Ho gi sprecato abbastanza tempo.
Conoscevo a sufficienza Tom per notare la sua disapprovazione dal leggero torcimento delle labbra: in
qualsiasi caso, non disse nulla. Finch non gli veniva affidato ufficialmente, il cadavere ricadeva sotto la
responsabilit di Hicks.
Diane Jacobsen non era comunque d'accordo. Signore, non crede che sarebbe meglio aspettare?
disse a Hicks, mentre questi indicava a un operaio di aprire la bara.
Il medico legale le rivolse un sorriso da rapace. Sta mettendo in discussione la mia autorit?
Oh, per l'amor del cielo, Donald, apri quel dannato affare, se sei comunque deciso a farlo, intervenne
Gardner.
Dopo aver guardato un'ultima volta in cagnesco la Jacobsen, Hicks rivolse un cenno all'operaio in piedi
accanto a lui con un avvitatore elettrico tra le mani. Un gemito acuto ruppe il silenzio, mentre una delle
viti della bara veniva tolta. Lanciai un'occhiata a Diane Jacobsen, ma dal suo volto non traspariva alcuna
emozione. Dovette accorgersi del mio sguardo, perch i suoi occhi grigi incrociarono fugacemente i
miei. Per un istante, scorsi la sua rabbia; poi distolse subito lo sguardo.
Quando l'ultima vite venne tolta, un collega aiut il primo operaio a sollevare il coperchio. Era
deformato, e oppose una certa resistenza prima che fosse possibile toglierlo.
Ges Cristo! esclam uno degli uomini, voltando la testa rapidamente.
Il fetore proveniente dalla bara era insopportabile: una concentrazione disgustosamente dolciastra di
putredine. Gli operai si affrettarono ad allontanarsi.
Andai accanto a Tom per dare un'occhiata.
Un sudicio lenzuolo bianco copriva gran parte dei resti, offrendo alla vista solo il cranio. La maggior
parte dei capelli erano caduti: non restava che qualche rada ciocca aggrappata a esso come una ragnatela
sbrindellata. Il corpo stava decomponendosi: la carne sembrava essersi sciolta sulle ossa man mano che
i batteri avevano provocato la liquefazione del tessuto molle.
Nell'ambiente chiuso della bara, i fluidi non avevano avuto la possibilit di evaporare. Quel liquido,
conosciuto anche con il nome di liquor della bara, era nero e viscoso, e aveva macchiato il lenzuolo
funebre che ricopriva il cadavere.
Hicks diede un'occhiata all'interno. Congratulazioni, Lieberman.
Questo  tutto tuo.
Senza voltarsi, si avvi verso le auto parcheggiate. Gardner stava guardando disgustato il raccapricciante
contenuto della bara: aveva un fazzoletto premuto sulla bocca e sul naso, nel vano tentativo di
difendersi da quel fetore.
 normale?
No, disse Tom, lanciando un'occhiata furibonda a Hicks.
Gardner si volt verso York. Ha idea di come sia potuto succedere?
Il volto del proprietario dell'impresa di pompe funebri appariva color porpora. No, naturalmente! E
mi offende l'insinuazione che potrebbe essere altrimenti! Io non c'entro niente! La Steeple Hill non pu
essere ritenuta responsabile di ci che accade a una bara dopo la sepoltura!
Per qualche ragione, non ne dubitavo. Gardner rivolse un cenno agli operai. Coprite quel povero
disgraziato. Portiamolo all'obitorio.
Poich avevo osservato con attenzione il macabro contenuto della bara, dissi: Tom, guarda il cranio.
Stava ancora fissando il medico legale che si allontanava.
Dopo avermi rivolto uno sguardo interrogativo, esaud la mia richiesta. Vidi la sua espressione
cambiare.
Questo non ti piacer, Dan.
Cosa? Invece di rispondere, Tom si limit a fissare insistentemente York e gli operai. Gardner si
volt verso di loro.
Potete scusarci un attimo, signori?
Gli operai si avvicinarono all'escavatrice e cominciarono ad accendersi le sigarette. York mise le braccia
conserte.
Questo  il mio cimitero. Io non vado da nessuna parte.
Le narici di Gardner si dilatarono mentre sospirava. Signor York
Ho il pieno diritto di sapere cosa sta succedendo!
Stiamo ancora cercando di stabilirlo. Adesso, se non le dispiace
Ma York non aveva ancora finito. Punt un dito contro Gardner.
Le ho offerto ogni collaborazione possibile! E non ho intenzione di prendermi la colpa di tutto
questo! Voglio che sia messo a verbale che la Steeple Hill non  in alcun modo responsabile!
Responsabile di cosa? Adesso il tono di Gardner era minacciosamente mansueto.
Di qualunque cosa! Di questo! York fece un cenno furibondo in direzione della bara. Questa 
un'impresa rispettabile.
Non ho agito scorrettamente!
Allora non ha niente di cui preoccuparsi. Grazie per il suo aiuto, signor York. Tra poco, qualcuno
verr a farle qualche domanda.
York trasse un respiro profondo, prima di ricominciare a protestare, ma l'agente del TBI lo costrinse ad
abbassare lo sguardo con un'occhiata torva. Chiudendo rabbiosamente la bocca, l'impresario delle
pompe funebri si allontan a grandi passi. Gardner lo guard mentre se ne andava con l'espressione
meditabonda che un gatto potrebbe riservare a un uccello; poi si volt verso Tom.
Allora?
Hai detto che era un maschio di razza bianca?
Esatto. Willis Dexter, meccanico, di trentasei anni, morto in un incidente d'auto. Andiamo, Tom,
cos'hai visto?
Tom fece un sorriso ironico.  stato David a scoprirlo. Lascer che sia lui a darti la notizia.
Grazie mille. Mi girai di nuovo verso la bara, sentendo gli sguardi di Gardner e della Jacobsen fissi su di
me. Date un'occhiata al naso, dissi. Il tessuto molle si era staccato dopo la putrefazione, lasciando un
buco triangolare orlato da brandelli di cartilagine. Osservate sul fondo della cavit nasale, dove questa
si congiunge all'osso che sostiene i denti superiori? Dovrebbe esserci una sporgenza, un aguzzo rilievo
osseo. Ma non c': la cavit si fonde perfettamente con l'osso sottostante. Anche nella forma del naso
esiste qualcosa di sospetto. Il ponte  basso e largo, e l'apertura nasale troppo grande.
Gardner imprec sottovoce. Ne sei sicuro? chiese, rivolgendosi pi a Tom che a me.
Temo di s. Tom fece schioccare la lingua, infastidito.
L'avrei notato anch'io, se avessi guardato con sufficiente attenzione.
Una qualunque di queste caratteristiche craniali rappresenterebbe un'indicazione pressoch decisiva
riguardo alla razza d'appartenenza. Assommate, non lasciano dubbi.
Dubbi su cosa? chiese Diane Jacobsen, smarrita.
Gardner trasse un sospiro carico d'ira. La sporgenza ossea cui ha fatto riferimento il dottor Hunter 
una caratteristica craniale della razza bianca. In questo tizio non esiste.
La Jacobsen aggrott le sopracciglia mentre assimilava l'informazione.
Volete dire che  di colore? Credevo che Willis Dexter fosse bianco.
Esatto. Gardner fulmin con lo sguardo il corpo nella bara, come se in qualche modo l'avesse deluso.
Questo non  Willis Dexter.
7
Alto e splendente, il sole risultava accecante sul vetro e sulla vernice degli altri veicoli che percorrevano
la superstrada. Sebbene non fosse ancora mezzogiorno, l'aria sopra l'asfalto era increspata dal calore e
dai gas di scarico. Davanti a noi, il traffico aveva rallentato fino a passo d'uomo, intasandosi intorno ai
lampeggianti dei mezzi di soccorso che bloccavano una corsia.
Una Lexus era piazzata di traverso sulla carreggiata, intatta e lucente nella parte posteriore, ma con il
davanti ridotto a un caos di lamiere accartocciate. A una certa distanza c'era quella che un tempo era
stata una motocicletta. Adesso era soltanto un contorto ammasso di elementi del motore, cromature e
gomme.
La superficie della strada intorno a essa era macchiata da quello che poteva essere olio - ma che
probabilmente era qualcosa di diverso.
Mentre la superavamo ad andatura di lumaca, seguendo le indicazioni di un agente con un'espressione
impassibile, vidi una folla accalcata sul ponte che sovrastava la superstrada, sporta oltre la ringhiera per
guardare a bocca aperta lo spettacolo gi in basso. Poi ce la lasciammo alle spalle, e il traffico riprese il
consueto ritmo, come se non fosse accaduto nulla.
Sulla via del ritorno dal cimitero, Tom sembrava esser tornato se stesso. Baluginava una scintilla nei
suoi occhi, e capii che gli ultimi sviluppi avevano risvegliato la sua curiosit.
Prima le impronte digitali trovate su una scena del crimine che appartenevano a un morto; poi il corpo
sbagliato nella tomba.
Un enigma del genere era musica per le sue orecchie.
A questo punto, la denuncia di morte di Willis Dexter risulta piuttosto prematura, no? riflett a voce
alta, con le dita che tamburellavano sul volante al ritmo del brano di Dizzy Gillespie suonato dal lettore
cd. Mettere in scena la propria morte fornisce un alibi fantastico, se riesci a tenerlo in piedi.
Richiamai i miei pensieri dalle remote distanze in cui si erano avventurati. Allora, chi pensi che sia
finito nella bara? Un'altra vittima?
Non ho intenzione di saltare alle conclusioni finch non avremo appurato le cause della morte,
tuttavia mi pare un'ipotesi plausibile. Non si pu escludere che qualcuno delle onoranze funebri abbia
scambiato i cadaveri per errore, ma in questo caso non sembra molto probabile. No, per quanto mi
dispiaccia ammetterlo, credo che Irving avesse ragione sul fatto che si tratta di un serial-killer. Mi
lanci un'occhiata. Cosa?
Niente.
Sorrise. Saresti un pessimo attore, David.
In circostanze normali, avrei gradito un confronto e una comune strategia con Tom, ma negli ultimi
tempi mi sentivo impegnato solo in una dietrologia personale. Probabilmente sono soltanto un po'
sospettoso. Ma non ti sembra troppo scontato che l'impronta digitale sul contenitore della pellicola
conduca dritto a un'altra vittima?
Tom si strinse nelle spalle. I criminali commettono errori come le persone normali.
Quindi credi che Willis Dexter possa essere ancora vivo?
Pensi che sia l'assassino?
Tu che ne dici?
Credo di essermi dimenticato quanto ti diverta fare l'avvocato del diavolo.
Tom scoppi a ridere. Sto solo esplorando le varie possibilit.
Per la cronaca, concordo con te: mi sembra tutto troppo liscio per essere vero. Comunque, Dan
Gardner non  uno stupido.
Sar forse un tipo difficile, ma sono felice che sia lui a occuparsi del caso.
Non nutrivo una particolare simpatia per Gardner, ma Tom non era facile agli elogi. Cosa ne pensi di
York? gli chiesi.
A parte il fatto che, dopo avergli stretto la mano, mi  venuta immediatamente voglia di lavarmela,
non sono sicuro di niente. Parve pensieroso. Non  certo una bella pubblicit per l'impresa di pompe
funebri, tuttavia non mi sembrava troppo preoccupato per l'esumazione. Almeno fino a quando non ha
visto le condizioni della bara. Credo che dovr rispondere a qualche domanda imbarazzante, per
dubito che avrebbe mostrato tutto quel distacco se avesse saputo cosa avremmo trovato.
Nonostante ci,  difficile immaginare che la sostituzione di cadavere sia avvenuta senza che qualcuno
delle pompe funebri ne fosse al corrente.
Tom annu. Pressoch impossibile. Ma, per il momento, preferirei sospendere il giudizio su York. Si
interruppe per mettere la freccia prima di cambiare corsia, superando una roulotte che procedeva lenta.
A proposito, ottimo lavoro! Non avevo prestato attenzione alla cavit nasale.
L'avresti notata, se non fossi stato infuriato con Hicks.
Arrabbiarsi con Hicks  un rischio professionale. Ormai dovrei averci fatto il callo. Quando vide la
mia espressione, il suo sorriso svan. Insomma, sputa il rospo. Cos' che ti tormenta?
Non avevo intenzione di tirar fuori quella faccenda, tuttavia non c'era motivo di aspettare ancora prima
di affrontarla. Non penso che venire qui sia stata una buona idea. Ti sono grato per quello che hai
fatto, ma Be', guardiamo in faccia la realt: non sta funzionando. Credo che, per me, la cosa migliore
sarebbe quella di tornare in Inghilterra.
Fino a quel momento, non mi ero neppure accorto di aver gi preso una decisione. Ma adesso mi parve
che tutti i miei dubbi si fossero cristallizzati, costringendomi ad accettare ci che avevo tentato di
nascondere persino a me stesso. Una parte di me, per, rimase sconcertata da quell'ammissione,
sapendo che aveva qualcosa di irrevocabile. Se me ne fossi andato in quel momento, non avrei soltanto
abbreviato il viaggio.
Significava gettare la spugna.
Tom rimase in silenzio per qualche momento. Non dipende solo da quello che  successo ieri nel
bungalow, vero?
In parte anche da quello, ma non solo. Mi strinsi nelle spalle, sforzandomi di trovare le parole giuste.
Sento che  stato un errore. Non lo so, forse  troppo presto.
La tua ferita  guarita, no?
Non intendevo questo.
Lo so. Sospir. Posso essere sincero?
Annuii - non mi fidavo della mia voce.
In passato, hai gi provato a fuggire, e non ha funzionato.
Cosa ti fa credere che questa volta andr meglio?
Sentii le guance avvampare. Fuggire? Era cos che la vedeva?
Se ti riferisci a quanto  accaduto dopo la morte di Kara e Alice, allora hai ragione: s, credo di essere
scappato, dissi, con voce aspra. Ma adesso  diverso.  come se mancasse qualcosa, anche se non so
cosa.
Quindi  una perdita di sicurezza.
Se vuoi, s.
Allora te lo chieder di nuovo: in che modo potr esserti d'aiuto una fuga?
Ora toccava a me restare in silenzio.
Tom non distolse lo sguardo dalla strada. Non penso di insultarti facendoti una sorta di paternale,
David. Se sei veramente convinto che sia la cosa migliore per te, allora vattene. Credo che te ne
pentirai, ma  una tua scelta. Prima, per, puoi farmi un favore?
Certo.
Tom si sistem gli occhiali. Non l'ho ancora detto a nessuno, a parte Mary e Paul. Ma, alla fine
dell'estate, andr in pensione.
Lo guardai, sorpreso. Pensavo che avrebbe aspettato la fine dell'anno. Per motivi di salute?
Diciamo semplicemente che l'ho promesso a Mary. Comunque, tu sei stato uno dei miei allievi
migliori, e questa  la nostra ultima occasione di lavorare insieme. Se decidessi di fermarti ancora una
settimana, lo considererei un grande favore.
Rimasi in silenzio per qualche istante, ammirando l'astuzia con cui mi aveva chiuso in trappola. Ci
sono cascato in pieno, eh?
Sorrise. S, proprio cos. Adesso non puoi certo tradire la parola data a un vecchio.
Non potei fare a meno di ridere. Stranamente, mi sentii pi leggero di quanto non accadesse da tempo.
Allora siamo d'accordo.
Una settimana.
Tom annu, soddisfatto. Tamburell le dita a tempo con il suono della tromba proveniente dagli
altoparlanti.
Allora, cosa ne pensi della nuova assistente di Dan?
Guardai fuori dal finestrino. Diane Jacobsen? Mi sembra piuttosto sveglia.
Mmm. Le sue dita continuarono a tracciare un delicato tatuaggio sul volante. Attraente, non ti
pare?
S, credo di s. Tom non disse nulla. Sentii il volto avvampare.
Cosa?
Niente, rispose, sogghignando.
Tom aveva chiamato l'obitorio per avvertire dell'imminente arrivo dei resti esumati. Avrebbero dovuto
essere esaminati in una sala autoptica diversa da quella in cui c'era il corpo ritrovato nel bungalow, per
evitare una contaminazione. Una simile eventualit rischiava di invalidare ogni incidente probatorio
dopo la cattura dell'assassino.
Ammesso che ci avvenisse.
Quando arrivammo, Kyle stava parlando con altri due assistenti in corridoio. Interruppe la
conversazione per accompagnarci nella sala che aveva preparato, lanciando occhiate oltre le nostre
spalle, come se si aspettasse - o forse sperasse - che ci fosse qualcun altro. Quando cap che eravamo
soli, parve abbattuto.
Oggi viene anche Summer?
Il tentativo di ostentare indifferenza fall miseramente.
Oh, credo che far un salto pi tardi, gli disse Tom.
Bene. Ero solo curioso.
Tom rimase impassibile fino a quando Kyle non usc dalla sala delle autopsie. Dev'essere la
primavera, disse, con un sorriso. Fa impazzire gli ormoni a tutti quanti.
La bara proveniente da Steeple Hill arriv proprio quando finimmo di infilarci il camice e il grembiule
di gomma. Era stata trasportata in un contenitore di alluminio: una bara all'interno di un'altra - come
matrioske russe. Come prima cosa, il corpo doveva venir sottoposto a un esame radiografico, e cos
Kyle lo spinse nella sala delle radiografie su un carrello.
Vi serve una mano?
No, grazie, ce la caviamo da soli.
Tom dissi. Prima di poter radiografarli, i resti dovevano venir sollevati dalla bara. La
decomposizione aveva ridotto la massa corporea, ma non volevo che facesse sforzi.
Sospir, esasperato, intuendo le mie preoccupazioni. Possiamo aspettare che arrivi Summer. Ho gi
messo nei pasticci Kyle una volta.
Oh, non c' problema. Martin e Jason possono coprirmi.
Kyle aveva drizzato le orecchie, sentendo menzionare Summer.
Fece un timido sorriso. Inoltre, adesso il dottor Hicks non  qui.
Tom accett a malincuore. Be', allora va bene. Puoi aiutare David a sollevare il corpo, quando
l'avremo fotografato. Proprio in quell'istante, il suo cellulare squill. Guard il display.
 Dan. Dovrei proprio rispondere.
Mentre Tom usciva nel corridoio per parlare con Gardner, Kyle e io ci dedicammo ai ganci che
bloccavano il coperchio del contenitore d'alluminio.
E cos sei inglese, eh? mi chiese. Di Londra?
S.
Wow. Com' l'Europa?
Mi presi un momento per pensare a come rispondere mentre lottavo con un gancio particolarmente
tenace. Be',  davvero molto varia.
Sul serio? Un giorno, mi piacerebbe andarci. Vedere la Torre Eiffel monumenti del genere. Ho
viaggiato negli Stati Uniti, ma ho sempre sognato di andare all'estero.
Dovresti farlo.
Con quello che guadagno, non posso permettermelo. Sorrise mestamente. Allora Summer
diventer un'antropologa forense come il dottor Lieberman?
Immagino che abbia questa intenzione.
Riprese ad armeggiare coi ganci, cercando di ostentare indifferenza.
E ci significa che rester nel Tennessee?
Perch non glielo chiedi?
Mi rivolse uno sguardo terrorizzato. Poi si affrett ad abbassare gli occhi. Oh, no, non potrei mai! Ero
solo curioso.
Mi sforzai di non sorridere. In ogni caso, credo che rester qui per un po'.
Capisco.
Annu energicamente; poi si concentr sul lavoro. La sua timidezza era qualcosa di penoso a vedersi.
Non sapevo se Summer avrebbe apprezzato le sue attenzioni, ma speravo che Kyle trovasse il coraggio
di scoprirlo.
Stavamo per sollevare il coperchio del contenitore di alluminio, quando Tom rientr. Con
un'espressione stizzita sul volto.
Non disturbatevi. Dan vuole che, per il momento, si eviti di toccare il corpo. A quanto pare, Alex
Irving desidera vederlo in loco.
Perch? Potevo capire che il profiler avesse voluto osservare il cadavere della prima vittima nel
bungalow, ma questo giaceva da tempo in una bara. Non avevo idea di cosa sperasse di scoprire
vedendolo l dentro, piuttosto che limitandosi a studiare le nostre fotografie.
Chiss? Irritato, Tom sospir. Hicks e Irving in una mattina.
Dio, questa sta diventando una giornata infernale. Ovviamente tu non mi hai sentito, Kyle.
L'assistente sorrise. No, signore. Posso fare qualcos'altro?
No, per il momento. Ti chiamo appena arriva Irving. Mi hanno assicurato che non ci metter molto.
Di certo, avremmo dovuto sapere che Irving non era il tipo di persona che si preoccupa se qualcuno lo
sta aspettando. Pass mezz'ora, poi un'ora - e non ci aveva ancora degnato della sua presenza. Tom e io
ci tenemmo occupati sciacquando e asciugando le spoglie ritrovate nel bungalow, che erano rimaste
immerse per tutta la notte nella soluzione detergente. Erano passate quasi due ore quando il profiler
entr, senza bussare, nella sala delle autopsie. Indossava una costosa giacca di camoscio su una camicia
bianca; la sua barba era poco pi di un'ombra scura sulle guance paffute e lungo il morbido profilo della
mascella.
Con lui c'era una ragazza: era molto carina e non aveva pi di diciannove o vent'anni. Gli stava
appiccicata, come in cerca di protezione.
Ci concesse un sorriso insincero. Dottor Lieberman, dottor Dovetti accontentarmi di un vago
cenno nella mia direzione.
Immagino che Dan Gardner vi abbia avvertito del mio arrivo.
Tom non restitu la cortesia del sorriso. S, ci ha avvertito.
Ha anche detto che sarebbe arrivato presto.
Irving alz le mani in segno di ironica resa, accompagnando il gesto con quello che probabilmente
riteneva un sorriso disarmante.
Mea culpa. Stavo per rilasciare un'intervista televisiva, che andr in onda domani, quando Gardner mi
ha chiamato, e ho fatto tardi. Sapete come vanno queste cose.
L'espressione di Tom diceva che lo sapeva molto bene. Fiss la ragazza. E lei ?
Irving pos una mano sulla spalla della giovane, come per rivendicarne la propriet. Lei  Ah,
Stacie. Una delle mie allieve. Sta scrivendo una tesi sul mio lavoro.
Dev'essere molto interessante, disse Tom. Ma temo che dovr aspettare fuori.
Il profiler agit la mano, come per respingere briosamente l'idea. Non c' problema. L'ho preparata a
quello che si ritrover davanti.
Nonostante ci, devo insistere.
Il sorriso di Irving risult leggermente forzato quando tent di sostenere lo sguardo di Tom. Le ho
detto che poteva venire con me.
Non avrebbe dovuto. Questo  un obitorio, non una sala conferenze. Mi dispiace, aggiunse Tom, in
tono pi benevolo, rivolto alla giovane.
Irving rimase a fissarlo per un istante, poi indirizz alla ragazza un sorriso rammaricato. Sembra che
sia stato messo in minoranza, Stacie. Sarai costretta ad aspettare in auto.
La giovane si affrett a uscire, con la testa china per l'imbarazzo.
Mi dispiacque per lei, ma Irving avrebbe dovuto avere il buonsenso di non portarla senza aver ottenuto
il preventivo benestare di Tom. Il sorriso del profiler scomparve appena la porta si chiuse alle sue spalle.
 una delle mie allieve pi dotate. Se avessi pensato che mi avrebbe potuto mettere in una simile
situazione, non l'avrei portata.
Ne sono certo. Comunque non spettava a lei decidere. Il tono di Tom non ammetteva repliche - fine
della discussione.
David, ti dispiacerebbe far venire Kyle nella sala delle radiografie?
Io mostro al dottor Irving dov' lo spogliatoio.
Non  necessario. Non ho intenzione di toccare alcunch.
Adesso i modi del profiler erano gelidi.
Forse no. Ma siamo molto pignoli su questo genere di cose.
Inoltre, non vorrei mai che si macchiasse la giacca.
Irving abbass per un attimo lo sguardo sulla sua costosa giacca di camoscio. Ah. Be', forse ha
ragione
Mentre uscivo, Tom mi rivolse un fugace sorriso. Quando riuscii infine a scovare Kyle, Tom e Irving si
trovavano gi nella sala radiologica, nella quale il corpo esumato era ancora in attesa di esser sottoposto
agli esami. Erano in piedi in silenzio ai lati del contenitore d'alluminio con la bara.
Irving aveva indossato un camice sopra i vestiti. Mentre Kyle e io cominciavamo a sollevare il
coperchio del contenitore, mostrava un'aria tormentata e continuava a massaggiarsi entrambe le ali del
naso con il pollice e l'indice inguantati.
Spero che non ci voglia molto. Ho una rinite, e l'aria condizionata mi fa Dio!
Quando il coperchio alzato lasci trapelare il fetore, indietreggi bruscamente, unendo le mani a coppa
sul naso. Dovetti per ammettere che si riprese rapidamente, abbassando le mani e avvicinandosi al
contenitore mentre aprivamo la bara.
ȅ Ehm,  normale?
La condizione del corpo, intende? Tom si strinse nelle spalle. Dipende dal significato che si d al
termine 'normale'.
La decomposizione  quella tipica di un corpo sotterrato. Ma non di uno che  stato sepolto solo sei
mesi fa.
Devo presumere che lei ha una spiegazione?
Non ancora.
Irving si sforz di mostrarsi sorpreso. Allora, abbiamo due cadaveri, e misteriosamente lo stato di
decomposizione di entrambi  pi avanzato di quanto non dovrebbe essere. Credo che in ci si possa
ravvisare uno schema ricorrente. E mi sembra anche di capire che questo non sia il legittimo occupante
della tomba.
Cos pare. Questo  un uomo di colore. Willis Dexter era bianco.
Forse qualcuno delle onoranze funebri ha portato il daltonismo alle estreme conseguenze, mormor
Irving. Accenn al sudicio lenzuolo di cotone che copriva tutto il corpo, tranne la testa. Si pu?
Solo un attimo. David, ti spiace scattare qualche foto?
Presi alcune istantanee del cadavere con la macchina fotografica di Tom, che poi accenn a Kyle di
togliere il lenzuolo.
L'assistente dell'obitorio afferr cautamente il lenzuolo funebre sudicio. I fluidi rilasciati dalla
decomposizione l'avevano fatto aderire al corpo, cosicch se ne stacc solo a fatica. Quando vide quel
che si celava sotto di esso, si ferm, lanciando uno sguardo incerto a Tom.
Il cadavere era nudo.
Oh, indubbiamente c' uno schema ricorrente, disse Irving, con un'aria quasi divertita.
Tom annu in direzione di Kyle. Va' avanti.
L'assistente scost il resto del lenzuolo. Irving studi il corpo, carezzandosi la barba. A me parve una
posa artificiosa, ma forse ero prevenuto.
Be', accantonando per il momento l'aspetto che riguarda la mancanza di vestiti, risultano evidenti alcune
cose, asser. Il corpo  stato sistemato con cura. Le mani incrociate sul petto nel modo
convenzionale; le gambe distese secondo i canoni di una normale sepoltura. La qual cosa ovviamente
non era. Il cadavere  stato trattato con palese rispetto, il che rappresenta una netta differenza rispetto
alla prima vittima. Nonostante ci, tutto questo non fa che rendere la vita pi interessante, non vi
pare?
Non la loro. Notai che l'atteggiamento di Irving irritava anche Tom. Il corpo che abbiamo ritrovato nel
bungalow non era quello della prima vittima.
Prego?
Ammesso che questa persona sia stata uccisa - cosa che non possiamo affermare con certezza fino a
quando non avremo scoperto le cause della morte -, allora  stata ammazzata molto prima dell'uomo
trovato ieri, disse Tom. Chiunque fosse, lui  morto per primo.
Riconosco di aver torto, disse Irving, con un sorriso vitreo.
Ma ci non fa che confermare la mia teoria. Esiste un'evidente progressione. E se questo Dexter ha
inscenato la propria morte sei mesi fa - come sembra probabile -, si tratta di un fatto altamente
simbolico. Inizialmente ho pensato che l'assassino potesse negare la propria sessualit, sublimando nella
violenza i suoi impulsi sessuali repressi. Ma questo fornisce un punto di vista completamente diverso.
La prima vittima  stata avvolta in un lenzuolo e sepolta - quasi che la vergogna l'abbia costretto a
nasconderla. Adesso, sei mesi dopo, il cadavere del bungalow viene lasciato in bella vista, affinch il
mondo intero lo possa ammirare. Sta gridando: 'Guardatemi! Guardate che cosa ho fatto!' Dopo aver
'seppellito' la sua antica personalit, in qualche maniera l'assassino ora esce allo scoperto, rivelando la
propria sessualit. E tenendo conto delle notevoli differenze nel 'trattamento' delle due vittime, non mi
sorprenderebbe che nel frattempo ce ne siano state altre, di cui non sappiamo nulla.
La prospettiva parve entusiasmarlo.
Quindi lei pensa ancora che si tratti di omicidi gay? gli domand Tom.
Quasi certamente. Tutto questo non fa che confermarlo.
Sembra molto sicuro. Non avevo intenzione di immischiarmi, ma i modi di Irving mi innervosivano.
Abbiamo due cadaveri nudi, entrambi di sesso maschile:  qualcosa che sembra confermare la mia
idea, non vi pare?
A volte, i cadaveri vengono trasportati nudi dall'obitorio.
Se non c' qualche famigliare a fornire i vestiti, vengono sepolti cos.
E allora la nudit di questo secondo corpo  soltanto una coincidenza? Una teoria interessante. Mi
degn di un sorriso condiscendente. Allora forse sapr spiegarci perch l'impronta digitale che Dexter
ha lasciato sul contenitore della pellicola risulta unta di olio per neonati?
Alla mia sorpresa fece eco quella che si dipinse sul volto di Tom. Irving si finse costernato.
Oh, mi dispiace, Gardner non ha accennato alla cosa? Non c'era ragione di farlo, immagino. Ma, a
meno che l'assassino abbia un debole per le lozioni idratanti, mi viene in mente solo una ragione per cui
avrebbe dovuto usare dell'olio per neonati nel bungalow.
Fece una pausa, aspettando che la frecciata colpisse, prima di proseguire.
In ogni caso, una motivazione sessuale spiegherebbe anche i diversi profili razziali delle vittime - il
denominatore comune non  il colore della pelle, ma il fatto che sono uomini. No, senza dubbio
abbiamo a che fare con un predatore sessuale, e data la significativa assenza di Willis Dexter dalla
propria tomba, direi che  un candidato piuttosto verosimile.
Stando a quanto mi ha detto Dan, non mi risulta che Dexter avesse precedenti penali o fosse stato
coinvolto in episodi violenti in passato, disse Tom.
Irving si concesse un sorriso compiaciuto. I predatori veramente scaltri non ne hanno mai. Agiscono
nascosti, spesso sono considerati rispettabili 'pilastri' della comunit, finch non commettono un errore
o decidono di uscire allo scoperto. Il narcisismo patologico non  un tratto infrequente tra i serialkiller.
Si stancano di tenere la fiaccola sotto il moggio e scelgono di mostrare i muscoli in pubblico.
Fortunatamente, quasi tutti finiscono per incespicare nella propria vanit. Come in questo caso.
Con un gesto teatrale, Irving accenn al cadavere nella bara.
Ormai aveva adottato un tono quasi professorale, come se Tom e io fossimo una coppia di studenti
non particolarmente brillanti.
Tenendo conto del problema logistico presentato dallo scambio dei cadaveri, Dexter non pu aver
agito senza l'aiuto di qualcuno delle pompe funebri, prosegu, senza incertezze.
O Dexter lavorava l - e questo non sembra molto probabile, in considerazione dei suoi trascorsi di
meccanico o roba simile -, oppure ha un complice. Un amante, magari.  anche possibile che agiscano
in coppia: uno dominante e l'altro sottomesso.
E questo sarebbe davvero interessante.
Affascinante, mormor Tom.
Irving gli lanci un'occhiata tagliente, come se solo allora cominciasse a sospettare che le sue deduzioni
fossero perle destinate ai porci. Ma l'ingresso di Summer ci priv di altre intuizioni illuminanti che
avrebbe potuto dispensarci.
La giovane entr nella sala radiologica, ma si ferm quando ci vide in piedi intorno alla bara. Oh,
scusate, devo aspettare fuori?
A me non d alcun fastidio, disse Irving, indirizzandole un ampio sorriso. Anche se naturalmente
dovr rimettermi al giudizio del dottor Lieberman, che ha delle opinioni molto chiare sulla necessit di
proteggere gli studenti dalle realt della vita.
Tom ignor il sarcasmo. Summer  una delle mie allieve del corso di specializzazione. Ci sta dando
una mano.
Naturalmente. Il sorriso di Irving si fece ancora pi largo mentre adocchiava le sferette e gli anelli
che decoravano il viso di Summer. Sa, sono sempre stato affascinato dalla body art.
Una volta, ho addirittura pensato di farmi tatuare ma, nel mio campo, questo genere di cose non 
particolarmente ben visto.
In qualsiasi caso, amo l'aspetto pagano del piercing, l'idea del primitivo moderno.  davvero piacevole
constatare l'esistenza di un simile individualismo ai nostri tempi.
Summer avvamp - di piacere, pi che di imbarazzo. Grazie.
Non  il caso di ringraziarmi. Irving fece appello a tutto il suo charme. Ho un paio di libri sulla
body art primitiva che forse potrebbero interessarla. Magari
Se  tutto, professor Irving, qui dobbiamo cominciare a lavorare, lo interruppe Tom.
Dietro al sorriso di Irving, per un attimo balen l'irritazione.
Naturalmente.  stato un piacere conoscerla, signorina
Summer.
Irving esib di nuovo un sorriso a trentadue denti. Un nome solare, direi.
Sfilandosi i guanti, si guard intorno in cerca di un posto dove posarli. Non riuscendo a scovarne uno,
li porse a Kyle. Il giovane assistente dell'obitorio parve sbalordito, ma li accett docilmente.
Dopo aver rivolto un ultimo sorriso a Summer, Irving usc.
Quando la porta si chiuse, la sala piomb nel silenzio. Il volto di Summer mostrava ancora le fossette
del sorriso; le guance apparivano imporporate sotto i capelli ossigenati. Kyle sembrava mortificato: i
guanti del profiler gli penzolavano da una mano.
Tom si schiar la gola. Be', forse adesso possiamo procedere.
Mentre scattavo altre fotografie ai resti, usc per chiamare Gardner. Una squadra della Scientifica
avrebbe dovuto esaminare la bara, ma ci sarebbe avvenuto soltanto dopo la rimozione del corpo. Il
fatto che fosse nudo probabilmente non avrebbe mutato la procedura, tuttavia era giusto che Tom se
ne assicurasse parlando con l'agente del TBI.
Kyle indugi nella sala delle radiografie, anche se non c'era pi motivo che rimanesse. Ma, vedendo il
modo in cui guardava Summer, non ebbi la forza di dirgli che non avevamo pi bisogno di lui. La sua
espressione mi fece pensare a un cucciolo preso a calci.
Tom non rimase fuori a lungo. Quando torn, i suoi modi risultarono pi bruschi. Dan dice di
proseguire. Tiriamo fuori il corpo.
Feci per avvicinarmi al contenitore, ma Tom mi ferm.
Kyle, ti dispiacerebbe dare una mano a Summer?
Io? Il volto dell'assistente s'imporpor. Le lanci una rapida occhiata. Oh ehm, certo. Nessun
problema.
Tom mi strizz l'occhio mentre Kyle raggiungeva Summer accanto al contenitore di alluminio.
Non dovresti avere l'arco e le frecce? sussurrai, mentre si preparavano a sollevare il corpo.
A volte bisogna dare una spinta a questo genere di cose. Il suo sorriso scomparve. Dan vuole
accelerare i tempi. In circostanze normali, mi dedicherei a questi resti soltanto dopo aver finito di
lavorare su quelli trovati nel bungalow, ma data la situazione
Risuon un'improvvisa esclamazione. Ci voltammo, e vedemmo Kyle in piedi accanto alla bara, con lo
sguardo fisso su una delle mani inguantate.
Cos' successo? gli chiese Tom, avvicinandosi.
Qualcosa mi ha punto. Quando ho preso il corpo.
 penetrato sottopelle?
Non saprei
Aspetta, fammi vedere, dissi.
Indossava un paio di robusti guanti di gomma - quelli per i lavori pesanti - che arrivavano quasi fino al
gomito. Sebbene fossero coperti dai fluidi del corpo in decomposizione, il buco frastagliato sul palmo
risultava chiaramente visibile.
Non  niente, sul serio disse Kyle.
Non gli diedi ascolto, e gli tolsi il guanto. La mano di Kyle appariva raggrinzita e pallida, per essere
rimasta priva d'aria sotto la gomma. Al centro del palmo c'era una macchia scura di sangue.
Mettila sotto l'acqua. C' una cassetta di pronto soccorso? chiesi.
Dovrebbe essercene una nella sala delle autopsie. Summer, potresti andare a prenderla, per cortesia?
disse Tom.
Kyle lasci che lo accompagnassi al lavandino. Gli misi la mano sotto il forte getto di acqua fredda, che
sciacqu via il sangue. La ferita era minuscola - poco pi che una puntura di spillo. Ma questo non la
rendeva meno pericolosa.
Tutto a posto? mi chiese, mentre Summer tornava con la cassetta del pronto soccorso.
Se hai fatto tutte le vaccinazioni, sono certo che non avrai problemi, replicai, cercando di infondere
in quelle parole tutta la sicurezza di cui disponevo. Hai fatto tutte le vaccinazioni?
Annu, guardandomi preoccupato mentre tamponavo la ferita con un antisettico. Tom si era avvicinato
alla bara.
Dove hai toccato il corpo?
Ehm, sulla spalla. Quella destra.
Tom si chin per dare un'occhiata pi da vicino, ma non tocc il corpo. C' qualcosa, l. Summer, mi
passi le pinzette?
Si abbass e afferr l'oggetto che era rimasto conficcato nella carne putrefatta. Fu sufficiente una
trazione delicata per liberarlo.
Cos'? chiese Kyle.
L'espressione di Tom era volutamente neutra. Sembra un ago ipodermico.
Un ago? esclam Summer. Oh, mio Dio, si  ferito con un ago che era su quel
Tom le lanci un'occhiata furibonda. Tutti, per, stavamo pensando la stessa cosa. Lavorando
all'obitorio, Kyle doveva essere immune ad alcune delle malattie trasmesse dai cadaveri, ma ce n'erano
altre contro le quali non esisteva alcuna protezione.
In circostanze normali, un soggetto opportunamente curato non avrebbe corso grossi rischi.
A meno che non avesse una qualche ferita aperta.
Sono sicuro che non c' niente di cui preoccuparsi ma, in ogni caso, sarebbe meglio andare al pronto
soccorso, disse Tom, apparentemente calmo. Perch non vai a cambiarti? Io ti aspetto fuori.
Kyle era sbiancato. No, io sto bene, sul serio
Ne sono certo. Comunque  meglio fare un controllo, tanto per essere sicuri. Il suo tono non
ammetteva repliche. Con aria stravolta, Kyle fece come gli aveva detto. Tom aspett che la porta si
fosse chiusa alle sue spalle. Summer, sei assolutamente sicura di non aver toccato niente?
Lei annu pi volte, pallidissima. Non ne ho avuto la possibilit.
Stavo per aiutare Kyle a sollevare il corpo quando
Dio, andr tutto bene?
Tom non rispose. Forse  il caso che ti cambi anche tu, Summer. Ti avvertir, se avr ancora bisogno
di te.
La ragazza acconsent senza discutere. Mentre usciva, Tom ripose l'ago in un vasetto per campioni.
Vuoi che accompagni io Kyle? gli chiesi.
No, la responsabilit  mia. Nel frattempo, puoi continuare con gli altri resti. Voglio che nessuno si
avvicini alla bara finch non avr radiografato personalmente il corpo.
Non l'avevo mai visto cos abbattuto. Era possibile che l'ago ipodermico si fosse conficcato nel
cadavere per caso, ma non sembrava molto probabile. Non sapevo cosa fosse pi inquietante: l'idea che
l'ago fosse stato introdotto deliberatamente nel corpo, o ci che questo comportava.
Ossia che qualcuno avesse previsto che il cadavere sarebbe stato esumato.
La tua prima volta  stata con una donna. Aveva pi del doppio della tua et ed era ubriaca. L'avevi
vista in un bar: era cos stordita dall'alcool che riusciva a malapena a star dritta. Scivolava e ondeggiava
sullo sgabello, gonfia e congestionata, col volto scarno e arrossato, la sigaretta che bruciava fino alla
punta delle dita chiazzata di tabacco. Quando aveva rovesciato il capo all'indietro, sghignazzando
sguaiatamente verso lo schermo televisivo che tremolava sopra il bancone, la sua risata catarrosa ti era
sembrata il richiamo di una sirena.
L'avevi desiderata immediatamente.
L'avevi osservata dall'altra parte della sala, volgendole le spalle, ma senza mai staccare gli occhi dal suo
riflesso nello specchio. Avvolta nel fumo della sigaretta, aveva avvicinato quasi tutti gli uomini nel bar,
cingendoli con un braccio in un ebbro allettamento. Li eri irritato a ogni gesto, mentre la gelosia ti
bruciava le budella come acido. Ma ogni volta il braccio era stato scrollato via, le avances respinte
sdegnosamente. Lei tornava sempre barcollante al proprio sgabello, reclamando sonoramente un altro
drink per annegare la delusione. E il tuo nervosismo cresceva, perch sapevi che quella sarebbe stata la
notte giusta.
Era destino.
Avevi atteso il tuo momento, temporeggiando finch non ebbe quasi esaurito la pazienza del barista.
Eri sgusciato fuori senza farti notare, mentre lei continuava a inveire, alternando oscenit a
implorazioni piagnucolose. Appena fuori, avevi alzato il bavero, affrettandoti a raggiungere il vano di
una porta vicina. Era autunno, e una bruma piovosa velava le strade, ammantando i lampioni di
penombre gialle.
Non avresti potuto pretendere una notte migliore.
Aveva impiegato pi tempo di quanto ti aspettassi prima di apparire. Avevi atteso, tremante per il
freddo e l'adrenalina, con il nervosismo che cominciava a intaccare la pregustazione di ci che ti
apprestavi a compiere. Ma avevi tenuto duro. Avevi gi rimandato troppe volte. Se non l'avessi fatto
allora, avevi il terrore di non farlo mai pi.
Poi l'avevi vista emergere barcollando dal bar, mentre tentava di infilarsi un soprabito troppo leggero
per la stagione.
Era passata davanti al vano della porta, senza accorgersi di te.
Ti eri affrettato a seguirla, col cuore che tamburellava un contrappunto sincopato ai tuoi passi, mentre
la tallonavi lungo le strade deserte.
Quando vedesti il bagliore dell'insegna di un bar che si avvicinava, capisti che era arrivato il momento.
La raggiungesti, mettendoti al passo con lei. Avevi intenzione di dirle qualcosa, ma la tua lingua si era
come inceppata. Nonostante ci, lei ti aveva reso tutto facile, sbirciandoti con una sorpresa annebbiata,
prima che la bocca troppo rossa si schiudesse in un riso roco da fumatrice.
Ehi, bellezza, che ne dici di offrire qualcosa da bere a una ragazza?
Avevi un furgone parcheggiato a qualche isolato di distanza, ma provavi un desiderio immediato e
irrefrenabile. Quando giungesti all'altezza delle scure fauci di un vicolo, la spingesti dentro, estraendo il
coltello con mano tremante.
Dopodich era stato tutto un brancolare maldestro e confuso, la rapida penetrazione seguita da un fiotto di liquido. Era
finito troppo in fretta, finito ancor prima di cominciare. Eri rimasto in piedi sopra di lei, ansante, mentre l'eccitazione
cominciava a trasformarsi in qualcosa di grigio e piatto. Tutto qui?  davvero tutto qui?
Eri corso via dal vicolo, inseguito dal disgusto e dalla delusione.
Soltanto pi tardi, quando la tua mente aveva cominciato a schiarirsi, ti eri ritrovato ad analizzare dove
avevi sbagliato.
Eri stato troppo impaziente, troppo precipitoso. Queste erano cose che andavano fatte lentamente: andavano assaporate.
Come avresti potuto sperare di imparare qualcosa, altrimenti?
La fretta ti aveva impedito di estrarre la macchina fotografica da sotto il cappotto. E quanto al
coltello, pensasti, ricordando la repentinit della cosa
No, il coltello non era affatto adeguato.
Da allora, ne hai fatta di strada. Hai affinato la tua tecnica, perfezionando il mestiere fino a trasformarlo
in una forma d'arte. Adesso sai esattamente ci che vuoi, e cosa devi fare per ottenerlo. E ripensi a quel
maldestro tentativo nel vicolo quasi con tenerezza.  stata la tua prima volta - e le prime volte sono
sempre un disastro.
 con la pratica che si raggiunge la perfezione.
8
Tredici?
Gardner prese un vasetto per campioni dalla schiera disposta sul carrello di acciaio inossidabile e lo
sollev per osservarne il contenuto. Come tutti gli altri, racchiudeva un ago ipodermico estratto dal
corpo esumato: un esile frammento metallico incrostato di sostanza scura.
Ne abbiamo trovati altri dodici, disse Tom. La sua voce e il suo aspetto tradivano chiaramente la
tensione accumulata per i fatti di quella giornata. La maggior parte erano conficcati nel tessuto molle
delle braccia, delle gambe e delle spalle, dove era pi probabile che facesse presa chi avrebbe cercato di
spostare i resti.
Gardner pos il vasetto, e sui lineamenti che rivelavano una profonda stanchezza per la vita apparvero
delle tracce di ripugnanza.
Era da solo, e io mi stavo sforzando di ignorare la delusione provata nel constatare che Diane Jacobsen
non era con lui. Eravamo in una sala autoptica inutilizzata, dove Tom e io avevamo portato i resti dopo
averli radiografati. Gli aghi ipodermici erano apparsi come linee chiare e sottili che risaltavano contro i
grigi e i neri. Aveva insistito per estrarli personalmente, declinando la mia offerta d'aiuto. Se avesse
potuto sollevare il cadavere dalla bara da solo, l'avrebbe fatto. Prima di permettere che uno di noi lo
toccasse, lo controll scrupolosamente con un metal-detector portatile.
Dopo quello che era successo a Kyle, non aveva intenzione di correre alcun rischio.
L'assistente era stato rimandato a casa al termine di un intero pomeriggio trascorso al pronto soccorso.
Era stato imbottito di antibiotici ad ampio spettro, ma nessuno di essi n qualsiasi altro prodotto
sarebbe stato efficace contro certi agenti patogeni che l'ago poteva aver introdotto nel suo fluido
sanguigno. I risultati di alcuni esami sarebbero stati disponibili nel giro di qualche giorno, ma altri
avrebbero richiesto molto pi tempo.
Ci sarebbero voluti mesi prima che sapesse con certezza se era stato infettato o no.
Gli aghi sono stati sistemati con la punta rivolta verso l'esterno, in modo da assicurarsi che chiunque
avesse maneggiato il corpo ne sarebbe stato trafitto, prosegu Tom, col volto contratto da un senso di
colpevolezza.  tutta colpa mia. Non avrei mai dovuto lasciare che qualcun altro toccasse i resti.
Non hai alcuna colpa, dissi. Non potevi immaginare quello che sarebbe successo.
Gardner mi lanci un'occhiata, per farmi capire che continuava a non essere contento della mia
presenza - in qualsiasi caso, non diede voce ai suoi pensieri. Tom aveva gi messo in chiaro che riteneva
che avessi ogni diritto di stare l, sottolineando il fatto che avrei potuto benissimo essere io a ferirmi.
Se Tom non si fosse impietosito per Kyle, probabilmente sarebbe andata cos.
La colpa  di una sola persona: cio, di chi ha architettato tutto questo, chiunque sia, disse Gardner.
 stata un'autentica fortuna che nessun altro si sia fatto male.
Prova a dirlo a Kyle. Tom fiss i vasetti per campioni; aveva gli occhi pesti per la fatica. Ti sei gi
fatto un'idea su chi possa essere il cadavere nella bara?
Gli occhi di Gardner guizzarono verso il corpo steso sul tavolo di alluminio. L'avevamo lavato
scrupolosamente con il tubo flessibile, sciacquando via gran parte dei fluidi della decomposizione prima
che Tom rimuovesse gli aghi. Adesso il puzzo non risultava intenso come all'apertura della bara,
tuttavia aleggiava ancora nella sala.
Stiamo lavorando per scoprirlo.
Qualcuno delle pompe funebri deve sapere qualcosa! protest Tom. Cosa dice York in proposito?
Lo stiamo ancora interrogando.
Interrogando? Buon Dio, Dan, a parte il fatto che nella fossa c'era la persona sbagliata, qualcuno ha
conficcato in quel corpo tredici aghi ipodermici mentre era a Steeple Hill! Come diavolo  potuto
accadere senza che York ne sapesse niente?
L'espressione dell'agente del TBI si fece pi dura. Non lo so, Tom.  per questo che lo stiamo
interrogando.
Tom trasse un profondo respiro. Scusa.  stata una giornata lunga.
Non ci pensare. Gardner sembrava pentito della reticenza di qualche momento prima. Mentre si
appoggiava al banco di lavoro alle sue spalle, sfregandosi la nuca, la tensione che pervadeva la stanza si
stemper. La potente luce sospesa sopra di lui parve sbiancare quel poco di colore che restava sul suo
volto.
York sostiene di aver assunto un certo Dwight Chambers circa otto mesi fa. A suo dire, questo tizio
era un autentico dono del cielo: lavorava duro, smaniava per imparare il mestiere, non imprecava se gli
capitava di dover fare qualche straordinario.
Poi, un giorno, non si  presentato al lavoro - e York dice di non averlo pi visto. Insiste sul fatto che 
stato Chambers a occuparsi del funerale di Willis Dexter, preparando il corpo e sigillando la bara.
E tu gli credi?
Gardner fece un sorriso a fior di labbra. Non credo a nessuno, lo sai. York  un uomo pieno di
preoccupazioni, ma non penso che ci dipenda dagli omicidi. Steeple Hill  un casino.
Ecco perch si  mostrato cos disposto ad aiutarci: sperava che, se fosse stato accomodante,
l'avremmo lasciato in pace. A quanto pare, sono anni che lotta per restare a galla. Cercando di
risparmiare, ingaggiando lavoratori occasionali per contenere le spese. Niente tasse, niente
assicurazione, niente domande. La cattiva notizia  che non esiste alcuna documentazione su chi ha
lavorato l.
C' qualche prova del fatto che questo Dwight Chambers sia veramente esistito? Fu solo dopo aver
parlato che ricordai come la mia presenza fosse a malapena tollerata. Gardner aveva l'aria di non voler
rispondere, ma Tom si impose.
 una domanda legittima, Dan.
Gardner sospir. I dipendenti dell'impresa di pompe funebri vanno e vengono cos spesso che
Chambers sarebbe solo uno tra tanti. Non  stato facile trovare qualcuno che abbia lavorato l
abbastanza a lungo da averlo conosciuto, tuttavia ci sono due persone che sostengono di ricordarlo. La
loro descrizione  piuttosto vaga, ma combacia con quella di York. Bianco, capelli neri, tra i venticinque
e i quarant'anni.
Corrisponde alla descrizione di Willis Dexter? chiesi.
Corrisponde a quella di met degli uomini del Tennessee.
Soprappensiero, raddrizz una scatola di vetrini da microscopio in modo che fosse parallela al bordo
del banco di lavoro. Accortosi di quello che stava facendo, si ferm e mise le braccia conserte.
Comunque stiamo valutando la possibilit che Dexter e Chambers siano la stessa persona - e che
Dexter fosse abbastanza astuto da occuparsi del proprio funerale e da inscenare la propria morte.
Stando al rapporto autoptico,  morto per un violento trauma cranico quando la sua macchina ha
centrato un albero. Nessun altro veicolo  rimasto coinvolto nell'incidente, e nel suo organismo c'era
una quantit d'alcool sufficiente ad ammazzare un cavallo. Si  semplicemente ritenuto che avesse perso
il controllo dell'auto.
Ma? pungol Tom.
Ma l'auto si  incendiata. Il corpo  stato identificato solo grazie ad alcuni effetti personali. Quindi 
possibile che un'autopsia di routine abbia trascurato le caratteristiche razziali. E Dexter non aveva
famigliari, quindi il funerale  stato una semplice formalit.
Non sarebbe stata la prima volta che l'incendio di un'auto veniva utilizzato per mascherare l'identit di
un cadavere. Ma c'erano ulteriori aspetti che non quadravano.
Evidentemente Tom ne era convinto. Guard il corpo disteso sul tavolo. A quanto ho visto finora,
non mi sembra affatto carbonizzato. Tu cosa ne pensi, David?
No, non sembra. Anche se la decomposizione avrebbe potuto celare parzialmente le evidenze del
fuoco, il corpo non mostrava alcun segno di calore intenso. Le membra non erano ritratte nella
cosiddetta guardia bassa da pugile, tipica delle morti per combustione. D'accordo, era possibile che
fossero state raddrizzate con la forza pi tardi ma, in questo caso, mi sarei aspettato di trovare qualche
indizio che lo confermasse.
Allora forse ha subito soltanto delle ustioni superficiali, ed  rimasta bruciacchiata solo la pelle, disse
Gardner. Di certo, Willis Dexter  ancora introvabile e, finch non avremo le prove della sua morte,
lui sar il principale indiziato.
Parlai senza pensare. Non  plausibile che sia Dexter.
Prego?
Va' avanti. Adesso  troppo tardi per cambiare idea. Se Dexter voleva che tutti lo credessero morto, perch
non ha fatto in modo che il corpo venisse cremato, anzich sepolto? Perch prendersi tutto quel
disturbo e poi lasciare nella bara un corpo che chiaramente non era il suo?
Gardner aveva un'espressione impietrita. Pu aver pensato che non avesse importanza, visto che era
bruciato nell'incidente automobilistico. Se non fosse stato per l'impronta rinvenuta nel bungalow,
nessuno se ne sarebbe accorto.
Ma chi ha piazzato gli aghi nel corpo, evidentemente si aspettava - voleva - che venisse esumato.
Mi studi, come se stesse decidendo se rispondermi o cacciarmi.
Me ne rendo conto. E nel caso se lo stia chiedendo, ci  anche venuto in mente che l'impronta pu
essere stata lasciata di proposito. Forse  un'azione dello stesso Dexter, o forse  sepolto in un'altra
tomba a Steeple Hill, e qualcuno conserva la sua mano nel freezer. Ma finch non facciamo chiarezza,
continuer a essere un sospetto. Le sta bene, dottor Hunter?
Non dissi nulla. Sentii i muscoli del volto irrigidirsi.
David sta solo cercando di dare una mano, Dan, disse Tom. Per qualche ragione, questa frase
peggior la situazione.
Ne sono certo. L'espressione di Gardner poteva avere un'infinit di significati. Fece per andarsene;
poi si ferm, rivolgendosi a Tom come se io non ci fossi. Un'altra cosa. Le radiografie del corpo
ritrovato nel bungalow coincidono con quelle presenti nelle cartelle cliniche fornite dal dentista di Terry
Loomis. Non saremo Scotland Yard, ma almeno abbiamo identificato una delle vittime.
Mentre si avviava alla porta, indirizz un cenno del capo a Tom.
Mi faccio sentire.
La giornata volgeva al termine quando riprendemmo il lavoro.
Eravamo tremendamente indietro, e il fatto che fossimo rimasti soltanto in due non migliorava le cose.
Dopo quello che era capitato a Kyle, Tom non aveva nessuna intenzione di permettere a Summer di
aiutarci.
Forse sto solo chiudendo la stalla dopo che i buoi sono scappati, ma  ancora una studentessa. Non
voglio altri pesi sulla coscienza, disse. Mi guard gravemente da sopra gli occhiali.
Se vuoi tirarti indietro, ti capisco.
Cosa ne  stato dell''ultima occasione di lavorare insieme- '? replicai scherzosamente.
Il tentativo di risollevargli l'umore fall. Si massaggi lo sterno con il polso, fermandosi quando si rese
conto che lo stavo guardando. Allora non conoscevo la situazione nella quale ti stavo cacciando.
Non sei stato tu a 'cacciarmi' in questa faccenda. Mi sono offerto spontaneamente.
Tom si tolse gli occhiali e cominci a pulirli. Non mi guard.
Solo perch ti ho pregato di farlo. Forse sarebbe stato meglio se avessi chiesto a Paul o a qualcun altro
di darmi una mano.
L'intensit del mio disappunto mi sorprese. Ho la certezza che Gardner sarebbe pi contento.
Questa frase riusc almeno a strappargli un sorriso. Dan non ha niente contro di te. Semplicemente, gli
piace attenersi alle regole. Questa  un'indagine per omicidio piuttosto importante e, in quanto
vicecomandante della squadra di agenti speciali,  sotto pressione per ottenere dei risultati. Ai suoi
occhi, sei un'incognita. Tutto qui.
Ho l'impressione che preferirebbe che restassi tale.
Il suo sorriso si trasform in una risata soffocata, che presto svan. Guardala dal mio punto di vista,
David. Dopo quello che ti  capitato l'anno scorso
L'anno scorso era l'anno scorso, dissi, con un impeto che travalicava le mie intenzioni. Senti, so
che mi trovo qui solo grazie al tuo invito, ma se preferisci chiamare Paul o qualcun altro ad aiutarti, non
c' problema. Di certo, per, non posso battere in ritirata tutte le volte che le cose si complicano.
L'hai detto anche tu. Inoltre, adesso abbiamo trovato gli aghi.
Cos'altro pu accadere?
Tom continu a fissare cogitabondo i propri occhiali, senza smettere di pulirne le lenti, anche se ormai
dovevano essere immacolate. Rimasi in silenzio, sapendo che la decisione spettava a lui.
Rimettiamoci al lavoro.
Ma il sollievo che provai fu presto sommerso dal ripresentarsi dei miei dubbi. Mi ritrovai a domandarmi
se, in fondo, non sarebbe stato meglio che fosse Paul o un altro dei colleghi di Tom a prendere il mio
posto. Non ero andato l per partecipare a un'indagine, e la mia presenza stava provocando una serie di
attriti con Gardner. Tom era caparbio quanto l'agente del TBI, soprattutto riguardo ai suoi
collaboratori, ma io non volevo complicargli la vita.
Nonostante ci, adesso ero restio a farmi da parte. Non so se dipendesse da quanto era successo a
Kyle, o soltanto dal fatto che il mio istinto professionale si era finalmente risvegliato, ma qualcosa era
cambiato nella mia persona. Per molto tempo, avevo sentito la mancanza di una parte essenziale di me,
quasi fosse stata amputata dal coltello di Grace Strachan. Adesso la mia antica ossessione - il bisogno di
arrivare alla verit celata nel triste destino delle vittime - si stava ridestando. Potevo anche essere il
semplice assistente di Tom, ma sentivo comunque di avere un ruolo nell'indagine. Non sopportavo
l'idea di venirne escluso.
Almeno fintantoch avevo la possibilit di scegliere.
Mentre in una sala autoptica Tom cominciava a ricostruire lo scheletro che, come appena confermato,
apparteneva a Terry Loomis, io iniziai a esaminare il cadavere che occupava la bara di Willis Dexter in
un'altra. Era stato sciacquato con il tubo flessibile, ma avrei dovuto rimuovere i residui di tessuto molle.
Non avevo fatto molti progressi, quando la testa di Tom spunt dalla soglia.
C' una cosa che potrebbe interessarti.
Lo seguii lungo il corridoio fino all'altra sala. Aveva disposto le grandi ossa delle braccia e delle gambe
sul tavolo autoptico, sistemandole approssimativamente nella loro reale posizione anatomica. A una a
una, le altre ossa si sarebbero aggiunte a esse, finch l'intero scheletro non fosse stato ricomposto: un
lavoro meticoloso, ma necessario.
Tom si avvicin al teschio ripulito e posato a un'estremit del tavolo e lo sollev.
Belli, no? L'esempio pi perfetto di denti rosa che abbia mai visto.
Liberata dai residui di tessuto in decomposizione, la sfumatura rosa era inconfondibile. Qualcosa aveva
costretto il sangue a concentrarsi nella polpa dei denti di Terry Loomis mentre veniva ucciso, o subito
dopo.
La domanda era: che cosa?
Il capo non era piegato sufficientemente all'indietro perch ci possa essere stato determinato dalla
gravit, disse Tom, dando voce anche al mio pensiero. Se non fosse per la quantit di sangue
presente nel bungalow, direi che  stato quasi certamente strangolato.
Annuii. A giudicare da quel che avevo visto, Terry Loomis era morto praticamente dissanguato. C'era
un'unica incongruenza: se cos fosse stato, allora non avrebbe dovuto avere i denti rosa. E sebbene
esistesse la possibilit che le ferite rinvenute sul corpo fossero state inferte dopo il decesso, non
avrebbero sanguinato tanto copiosamente. Perci, anche se c'erano indizi sufficienti per attribuire la
causa della morte sia allo strangolamento sia alle lesioni da arma da taglio, non poteva trattarsi di
entrambe le cose. Una escludeva l'altra.
Quale delle due era quella esatta, allora?
Qualche traccia di tagli che arrivano fino all'osso? chiesi.
Se ci fosse stata, avrebbe indicato un'aggressione convulsa - e, dunque, il fatto che a provocare la morte
erano state le ferite.
No, per il momento.
E cosa mi dici dello ioide?
Intatto. Neanche questo ci pu fornire un qualche aiuto.
Se l'esile osso che circonda la laringe fosse stato spezzato, questo avrebbe significato che Terry Loomis
era morto quasi certamente strangolato. In caso contrario, comunque, non si poteva escludere nulla. 
un errore molto comune pensare che lo strangolamento provochi sempre la rottura dello ioide. Ma a
dispetto del suo aspetto delicato,  un osso pi resistente di quanto non sembri, e cos il fatto che
quello di Loomis fosse intatto non provava alcunch.
Tom fece un sorriso stanco. Strano, eh? Sarebbe interessante accertarsi se anche il cadavere nella bara
ha i denti rosa.
Se  cos, scommetto che si tratta di strangolamento, al di l della presenza di tagli.
Per saperlo, dovremo aspettare che il teschio sia pulito, dissi. I denti sono pesantemente cariati e, a
quanto pare, la vittima era un fumatore accanito. Ci sono troppe macchie di nicotina per rintracciare un
qualche scolorimento.
Be', immagino che dovremo solo Prima che potesse terminare la frase, la porta si spalanc, e
Hicks irruppe nella sala autoptica. Sul suo volto c'era un rossore alcolico. Il suo alito di vino e cipolla mi
raggiunse anche all'altra estremit della stanza. Evidentemente si era gustato un lauto pasto.
Ignorandomi, si diresse a grandi passi verso Tom; la sua testa pelata luccicava sotto le lampade a
fluorescenza.
Chi diavolo pensi di essere, Lieberman?
Se stai parlando di Kyle, mi dispiace
Dispiace? Il fatto che ti dispiaccia non  neanche lontanamente sufficiente! Usa i tuoi dannati allievi,
non uno dei miei 'aiutanti'! Sulle sue labbra, quel termine informale suonava come un insulto. Hai
idea di quanto potrebbe costarti se Webster decide di farti causa?
Per il momento, sono pi preoccupato per le sue condizioni.
Peccato non averci pensato prima, eh?! Prega che l'ago non fosse infetto, perch in questo caso la
responsabilit sar soltanto tua.
Tom abbass lo sguardo. Sembrava che non avesse n la volont n le energie per discutere. Lo e gi
cos.
Hicks stava per lanciarsi in un altro attacco, quando si accorse che lo stavo guardando. Mi fiss con
occhi furibondi.
Ha qualcosa da dire?
Sapevo che Tom mi sarebbe stato grato se non avessi interferito.
Morditi la lingua. Non dire una parola.
Ha una macchia di sugo di carne sulla cravatta, dissi, prima di potermi fermare.
Hicks socchiuse gli occhi. Fino a quel momento, credo che non avesse fatto caso alla mia presenza, se
non in quanto estensione di Tom. Adesso capii di esser finito anch'io nel suo mirino, ma non mi
importava. Gli Hicks di questo mondo sono sempre in cerca di pretesti per infuriarsi. Talvolta  meglio
accontentarli.
Annu, pensoso, come se stesse promettendo qualcosa a se stesso. Non finisce qui, Lieberman, disse,
lanciando un'ultima occhiata truce a Tom, prima di uscire.
Tom aspett che la porta si chiudesse alle sue spalle. David sospir.
Lo so, mi dispiace.
Lui soffoc una risata. A dire il vero, credo che fosse soltanto salsa di pomodoro. Ma in futuro
Si interruppe, ansimando e portandosi una mano al petto.
Feci per avvicinarmi, ma mi respinse con un cenno.
Sto bene.
Risultava piuttosto evidente che non era cos. Sfilandosi convulsamente i guanti, estrasse di tasca un
portapillole e si infil una pastiglia sotto la lingua. Un attimo dopo, la tensione cominci ad
abbandonarlo.
Nitroglicerina? chiesi.
Tom annu, mentre la respirazione tornava quasi alla normalit.
Era una cura standard per l'angina: quella sostanza dilatava i vasi sanguigni e permetteva al sangue di
circolare pi facilmente fino al cuore. Mentre riponeva il portapillole, il suo colorito appariva gi
migliorato, ma sotto le impietose luci dell'obitorio il mio amico sembrava ancora sfinito.
Bene, dove eravamo rimasti?
Al punto in cui stavi per tornare a casa, gli dissi.
Non  il caso. Adesso sto bene.
Mi limitai a fissarlo.
Sei peggio di Mary, borbott. E va bene, rimetto solo in ordine
Ci penso io. Vai a casa. Domani troverai tutto quello che ti serve.
Il fatto che non cerc di discutere era un chiaro segno della sua spossatezza. Mentre lo guardavo uscire,
provai un moto d'angoscia. Era curvo e fragile, ma aveva vissuto una giornata stressante. Dopo un buon
pasto e una notte di sonno, star meglio.
Riuscii quasi a convincermene.
Non c'era molto da rimettere a posto nella sala delle autopsie di Tom. Dopo aver finito l, tornai nella
mia, per riprendere a lavorare sui resti contenuti nella bara esumata. Volevo portare a termine la
rimozione dei tessuti molli e immergerli nella soluzione detergente per l'intera notte: stavo per
cominciare allorch fui sopraffatto da uno sbadiglio che minacci di slogarmi la mascella. Fino a quel
momento, non mi ero reso conto di quanto fossi stanco. L'orologio a muro segnava le sette passate, ed
ero in piedi da prima dell'alba.
Ancora un'ora. Ce la puoi fare. Mi voltai verso i resti sul tavolo.
Avevo gi mandato in laboratorio dei campioni di tessuto molle per determinare con maggior
precisione il tempo intercorso dal decesso, ma non avevo affatto bisogno dei risultati delle analisi sugli
acidi grassi volatili e sugli amminoacidi per capire che qualcosa non quadrava.
Due cadaveri, entrambi molto pi decomposti di quanto avrebbero dovuto essere. Si trattava di uno schema
ricorrente: almeno su questo ero d'accordo con Irving. Peccato che non riuscissi a capirne il senso.
Mentre prendevo il bisturi, la potente luce sospesa gettava una luce strana sul tavolo d'alluminio
costellato di segni. Parzialmente scarnificato, il corpo che giaceva su di esso assomigliava a una bestia
macellata da una mano inesperta. Mi chinai per iniziare a lavorare, e notai qualcosa al margine del mio
campo visivo.
Nella cavit dell'orecchio era rimasto intrappolato qualcosa.
Era una specie di semisfera allungata, delle dimensioni di un chicco di riso. Posai il bisturi, presi delle
pinzette e la liberai delicatamente dalla spirale di tessuto cartilagineo. La alzai per osservarla, e rimasi
sbalordito quando vidi di cosa si trattava.
Cosa diavolo?
Mi ci volle qualche secondo per accorgermi che il mio cuore batteva all'impazzata per l'eccitazione.
Mi guardai intorno in cerca di un vasetto per campioni; quando sentii bussare delicatamente alla porta,
sussultai. Mi voltai mentre Paul stava entrando.
Non ti disturbo, vero?
Niente affatto.' Si avvicin e abbass gli occhi verso il cadavere, valutando con sguardo professionale
la sagoma scarnificata. Doveva aver visto di peggio, proprio come me. A volte,  solo davanti alla
reazione - o alla mancanza di reazione - di un'altra persona che ci si rende conto di quanto si  abituati
alle scene pi grottesche.
Ho appena visto Tom. Mi ha detto che stavi ancora lavorando, cos ho pensato di fare un salto qui,
per vedere come procedono le cose.
Sono piuttosto indietro rispetto al programma. Non sai dove posso trovare dei vasetti per campioni?
Certo. Si avvicin a un armadio. Tom non mi sembrava in gran forma. Sta bene?
Non sapevo cosa rispondergli, poich non ero sicuro che Paul fosse a conoscenza della situazione di
Tom. Lui dovette intuire il motivo della mia esitazione.
Non preoccuparti: sono a conoscenza della sua angina. Ha avuto un altro attacco?
Non particolarmente grave. Comunque l'ho convinto ad andare a casa, dissi, grato di non dover
mentire.
Mi fa piacere sapere che d ascolto a qualcuno. Di solito, non si riesce a cacciarlo neanche a
bastonate. Paul mi porse un vasetto per campioni. E quello cos'?
Depositai il piccolo oggetto marrone nel barattolo di vetro e lo sollevai, affinch potesse vederlo
meglio. Un bozzolo vuoto.
Si direbbe quello di una mosca carnaria. Dev'essersi infilato nella cavit auricolare quando abbiamo
sciacquato il corpo.
Dapprima, Paul lo guard senza alcuna curiosit; poi, tutto d'un tratto, mi accorsi che aveva capito. Il
suo sguardo pass dal vasetto al corpo.
Proviene dal cadavere che avete esumato questa mattina?
Esatto.
Fece un fischio, togliendomi di mano il vasetto. Come diavolo  finito l?
Era quello che mi stavo chiedendo anch'io. Nel nostro campo, le mosche carnarie sono onnipresenti,
poich depongono le uova in qualunque apertura del corpo. Riescono a farsi strada ovunque, all'aperto
o al chiuso.
Tuttavia non avevo mai letto o udito che deponessero le loro uova dieci metri sotto terra.
Avvitai il coperchio del barattolo. Mi viene in mente una sola cosa: che il corpo sia stato lasciato in
superficie, prima di venir sepolto. Tom ti ha detto della decomposizione?
Del fatto che  pi avanzata di quanto dovrebbe essere dopo sei mesi? Annu. Il bozzolo  vuoto,
quindi il corpo dev'essere stato lasciato all'aperto almeno per dieci o undici giorni, perch l'insetto ne
uscisse. E se il decesso risale a sei mesi fa, significa che  avvenuto lo scorso autunno. Una stagione
tiepida e umida, quindi il corpo non si  mummificato come sarebbe accaduto durante l'estate.
I conti cominciavano a tornare. Che fosse un incidente o un piano ben architettato, il cadavere era stato
lasciato a marcire, prima di venir messo nella bara - e questo spiegava perch il processo di
decomposizione fosse cos avanzato. Paul rimase per un istante in silenzio. Sapevo a cosa stava
pensando: quando si volt verso di me, vidi che la sua eccitazione era pressoch identica alla mia.
La bara  ancora l?
Lasciammo la sala autoptica e andammo nel deposito: la bara e il contenitore d'alluminio erano ancora
l, in attesa che gli agenti della Scientifica venissero a prenderli. Quando aprimmo la cassa, il lezzo della
putrefazione fu tremendo. Il lenzuolo funebre era arrotolato al suo interno, macchiato e fetido.
Paul lo dispieg, aiutandosi con un paio di pinzette.
Fino a quel momento era stato il cadavere ad attirare l'attenzione generale, non ci in cui era avvolto.
Adesso che sapevamo cosa cercare, non era difficile trovarlo. Sul lenzuolo di cotone c'erano altri
bozzoli, mimetizzati nella melma viscosa e nerastra lasciata dal cadavere. Alcuni erano aperti e vuoti, gi
abbandonati come quello che avevo scovato; altri, invece, erano ancora integri. Non c'erano larve
perch, dopo sei mesi, i loro corpi delicati si erano disintegrati ormai da tempo.
Be', questo chiarisce la faccenda, disse Paul. La presenza di un bozzolo pu essere casuale, non
quella di cos tanti. Il corpo doveva essere in uno stato di decomposizione piuttosto avanzato, quando
l'hanno chiuso qui.
Allung una mano verso il coperchio della bara, ma lo fermai.
Quello cos'?
C'era qualcos'altro nascosto tra le pieghe del cotone. Prendendo le pinzette da Paul, lo estrassi
delicatamente.
Cos', una specie di grillo? chiese lui.
Non mi sembra.
Indubbiamente era un insetto: questo risultava evidente.
Lungo pi di due centimetri, era sottile e aveva un carapace segmentato. Era stato parzialmente
schiacciato, e la morte aveva fatto s che i suoi arti si contraessero, enfatizzando la forma a goccia del
corpo.
Lo posai su una parte abbastanza pulita del lenzuolo. Su quello sfondo chiaro, l'insetto sembrava
tremendamente alieno.
Paul si chin per osservarlo pi da vicino. Mai visto niente del genere. E tu?
Scossi la testa. Neanch'io avevo idea di cosa fosse.
Sapevo soltanto che non avrebbe dovuto essere l.
Dopo che Paul se ne fu andato, lavorai ancora un paio d'ore.
Il ritrovamento dell'insetto ignoto aveva spazzato via qualunque traccia della mia precedente
stanchezza, cos proseguii finch tutti i resti esumati non furono immersi nella soluzione detergente.
Ero ancora carico di adrenalina quando uscii dall'obitorio.
Paul e io avevamo deciso che era troppo tardi per disturbare Tom con la nostra scoperta, tuttavia avevo
la convinzione che fosse un grande passo avanti. Non sapevo come o perch - non ancora. Ma il mio
istinto mi diceva che quell'insetto era molto importante.
Era una bella sensazione.
Ancora assorto nei miei pensieri, attraversai il parcheggio.
Erano passate le dieci, e quest'area del complesso ospedaliero appariva deserta. Praticamente la mia
auto era quasi l'unica rimasta.
Il parcheggio era fiancheggiato da file di lampioni ma, nel suo interno, regnava un'oscurit pressoch
totale. Ero gi a met strada, e mi stavo infilando la mano in tasca per prendere le chiavi dell'auto,
quando mi si rizzarono i peli sulla nuca.
Improvvisamente capii di non essere solo.
Mi voltai di scatto, ma non notai niente di strano. Il parcheggio era una distesa di tenebre, e le poche
altre automobili risultavano percepibili soltanto come solide masse d'ombra.
Tutto era immobile, eppure non riuscivo a scrollarmi di dosso la sensazione che vicino a me ci fosse
qualcosa - qualcuno.
Sei solo stanco. Immagini cose che non ci sono. Mi riavviai verso la mia auto. I miei passi risuonavano
stranamente rumorosi sulla ghiaia.
Poi sentii una pietra rotolare alle mie spalle.
Mi voltai e fui accecato da una pugnalata di luce. Riparandomi gli occhi, mi sforzai di sbirciare al di l di
essa: una silhouette scura con una torcia in mano emerse da dietro la sagoma di un pick-up che
ricordava quella di un carro armato.
Si ferm a qualche passo di distanza, con il fascio di luce ancora puntato contro di me. Le spiace dirmi
cosa sta facendo qui?
Era una voce burbera e minacciosamente cortese, con un accento nasale e particolarmente pronunciato.
Dietro al bagliore della torcia, riuscii a distinguere le mostrine: mi rilassai, allorch capii che era una
guardia giurata.
Sto andando a casa, dissi. Non spost il fascio di luce dal mio volto. Il suo fulgore non mi
permetteva di vedere che l'uniforme.
Ha un documento?
Frugai in cerca del pass che mi era stato dato per accedere all'obitorio e glielo tesi. Non lo prese:
indirizz soltanto il fascio luminoso sulla tessera di plastica, prima di spostarlo verso il mio volto.
Non potrebbe dirigere la luce da un'altra parte? dissi, battendo le palpebre.
Abbass un po' la torcia. Lavorato fino a tardi, eh?
Proprio cos. Nel mio campo visivo danzavano macchie luminescenti, mentre i miei occhi si
sforzavano di adattarsi alla nuova condizione.
Risuon un ghigno gutturale. Il turno di notte  una merda, vero?
La torcia si spense. Non vedevo nulla, ma sentii i passi allontanarsi scricchiolando sulla ghiaia. La sua
voce fluttu fino a me nell'oscurit.
Guidi con prudenza.
Osservi le luci dell'auto che si perdono in lontananza, aspettando che spariscano prima di staccarti dal
retro del pick-up.
La gola ti duole per lo sforzo di rendere pi profonda la voce, mentre il cuore batte all'impazzata: non
sapresti dire se  per l'eccitazione o per la delusione.
Quell'idiota non si  reso conto di quanto poco ci sia mancato.
Sai di aver corso un rischio, affrontandolo in questo modo, ma non hai potuto farne a meno. Quando
l'hai visto attraversare il parcheggio, ti  sembrato un dono del cielo. Non c'era anima viva, e
probabilmente nessuno si sarebbe accorto della sua assenza il giorno dopo. Senza neppure pensarci, hai
seguito i suoi passi nelle tenebre, riducendo la distanza che vi separava.
Ma per quanto ti sia sforzato di non far rumore, deve aver sentito qualcosa. Si  fermato e si  voltato -
d'accordo, avresti potuto ucciderlo comunque, ma questo ti ha dato la possibilit di ripensarci. Anche se
il tuo piede non avesse urtato quella dannata pietra, avevi gi deciso che l'avresti lasciato andare.
Dio sa che non hai paura di correre dei rischi, tuttavia non ne valeva assolutamente la pena - per un
inglese di cui nessuno ha mai sentito parlare. Non adesso, quando la posta in gioco  cos alta.
Nonostante ci, la tentazione  stata forte.
Se non fosse stato per il progetto che ti attende domani, forse non ti saresti fermato.
Il pensiero ti fa sorridere, mentre pregusti ci che stai per compiere. Sar pericoloso, ma nessuno
ottiene grosse vincite giocando risultati scontati. Colpire e terrorizzare: ecco quello che vuoi. Hai tenuto
la fiaccola sotto il moggio a sufficienza, guardando i tuoi inferiori prendersi tutta la gloria.  giunta l'ora
di ottenere il riconoscimento che meriti. E da domani nessuno avr pi alcun dubbio su ci di cui sei
capace. Credono di sapere con chi hanno a che fare, ma sono molto lontani dalla verit.
Hai appena iniziato.
Inspiri profondamente la tiepida aria della notte di primavera, assaporando la dolcezza delle fioriture e
l'odore vagamente sciropposo dell'asfalto. Ti senti forte e sicuro di te, mentre sali sul pick-up.  ora di
andare a casa.
Domani ti aspetta una giornata piena di impegni.
9
Gli ultimi residui della bruma mattutina indugiavano sospesi tra gli alberi che fiancheggiavano il
sentiero. I raggi del sole ancora basso si aprivano un varco nella volta di foglie e rami giovani,
screziando il suolo con una luce degna di una cattedrale.
Una figura solitaria era seduta a leggere il giornale su una panchina da picnic di pino grezzo. Si udivano
soltanto il fruscio delle pagine e il sordo battito di un picchio su un albero poco distante.
Il lettore del quotidiano sollev pigramente lo sguardo quando un fischio acuto giunse dalla curva oltre
la quale il sentiero spariva alla vista. Un attimo dopo, apparve un uomo. Aveva un'espressione irritata e,
mentre camminava, studiava la boscaglia su entrambi i lati del viottolo, in cerca di qualcosa. In una
mano, teneva un guinzaglio, che faceva dondolare a tempo con il suo passo spedito.
Jackson! Qui, piccolo! Jackson!
I suoi richiami erano inframmezzati da alcuni fischi. Dopo un unico sguardo indifferente, il lettore
torn ai titoli del giornale.
Il padrone del cane si ferm, quando arriv alla sua altezza; poi si avvicin.
Per caso, ha visto un cane? Un labrador nero.
Il lettore alz gli occhi, sorpreso di esser stato chiamato in causa. No, non mi pare.
L'altro sbuff, irritato. Dannata bestia. Probabilmente sta correndo dietro agli scoiattoli.
Il lettore fece un sorriso di cortesia, prima di tornare al suo giornale. L'uomo col guinzaglio guard il
sentiero, mordendosi il labbro.
Le sarei grato se tenesse d'occhio qui intorno, disse. Se lo vede, non lo lasci andar via.  tranquillo,
non morde.
Certo, rispose l'altro, senza entusiasmo. Ma mentre il padrone del cane lasciava vagare lo sguardo
sconfortato, il lettore abbass di nuovo il quotidiano.
In effetti, qualche momento fa c'era qualcosa che faceva rumore tra i cespugli. Non ho visto cosa
fosse, ma poteva essere un cane.
Il padrone del cane tese il collo, per scrutare. Dove?
Laggi Il lettore fece un vago cenno verso la boscaglia.
L'uomo scrut in quella direzione, col guinzaglio che gli dondolava dalla mano.
Vicino al sentiero? Non vedo niente.
Con un sospiro rassegnato, il lettore chiuse il giornale.
Immagino che sia pi semplice se le faccio vedere
La ringrazio, disse il padrone del cane, con un sorriso, mentre entravano nella macchia.  da poco
che ce l'ho. Credevo di esser riuscito ad addestrarlo ma, di quando in quando, prende e se ne va.
Si interruppe per fischiare e chiamare ancora il cane. Il lettore lanci un'occhiata infastidita al
guinzaglio; poi rivolse di nuovo lo sguardo al sentiero. Non c'era anima viva.
D'un tratto, il padrone del cane lanci un grido e scatt in avanti. Si lasci cadere sulle ginocchia nei
pressi di una macchia di cespugli. Dietro di essa giaceva il cadavere di un labrador nero. Il sangue
macchiava la pelliccia scura sul cranio spaccato. Le mani del padrone rimasero sospese sopra di esso,
come se avesse timore a toccarlo.
Jackson? Oh, mio Dio, guardi la testa Cos' successo?
Gli ho spaccato il cranio, disse il lettore del giornale, avvicinandosi alle sue spalle.
Il padrone del cane fece per alzarsi, ma qualcosa gli serr il collo in una morsa. La pressione era
implacabile: soffoc il suo grido ancor prima che potesse articolarlo. Tent di rimettersi in piedi, ma era
sbilanciato, e sia le braccia che le gambe erano prive di forza. Si ricord troppo tardi del guinzaglio. Il
suo cervello tent di inviare gli ordini necessari ai muscoli, ma il mondo aveva gi cominciato a
sprofondare nell'oscurit. La sua mano si contrasse un paio di volte, ma l'oggetto gli scivol tra le dita
flosce.
In alto, tra i rami, il picchio inclin la testa per osservare la scena che si svolgeva sotto di lui. Accertatosi
del fatto che non rappresentava alcun pericolo, riprese la sua caccia di larve.
Il suo rat-a-tat echeggi nel mattino della selva.
Erano mesi che non mi svegliavo con una simile sensazione di benessere. Per una volta, nulla aveva
turbato il mio sonno, e il letto dava l'impressione che non mi fossi praticamente mosso per l'intera
notte. Mi stiracchiai; poi mi dedicai ai miei esercizi mattutini. Di solito, erano un'autentica fatica, ma
adesso non ebbi problemi.
Uscito dalla doccia, accesi il televisore, cercando un notiziario internazionale da guardicchiare mentre
mi vestivo. Passai da un canale all'altro, lasciandomi sommergere da un flusso di pubblicit e da banali
chiacchiere. Avevo appena abbandonato un'emittente locale quando mi resi conto di ci che avevo
visto.
Mi risintonizzai su quella stazione, e il volto velato di barba di Irving riapparve sullo schermo.
Sembrava sinceramente pensieroso mentre parlava con un'intervistatrice leziosa come un manichino da
vetrina.
 naturalmente. 'Serial-killer'  un'espressione enormemente abusata. A differenza di qualcuno che si limita a uccidere
varie vittime, un vero serial-killer  un predatore - un autentico predatore. Sono le tigri della societ moderna, che si
nascondono nell'erba alta. Dopo aver avuto a che fare con tutti quelli con cui ho avuto a che fare io, si impara a capire la
differenza.
Oh, per l'amor del cielo, gemetti. Mi torn in mente che, il giorno prima, Irving era arrivato in ritardo
all'obitorio perch aveva dovuto registrare un'intervista per la televisione, ma non vi avevo badato.
Vedendolo, mi si gel il sangue nelle vene.
Ma  vero che  stato chiamato dal TBI per fornire il profilo di un criminale, dopo il ritrovamento di un corpo mutilato
in un bungalow affittato sulle Smoky Mountains? insistette l'intervistatrice.
E che, all'interno della stessa indagine,  stato esumato un secondo cadavere in un cimitero di Knoxville?
Irving fece un sorriso affranto. Temo di non essere autorizzato a commentare le indagini in corso.
L'intervistatrice annu, comprensiva; i suoi capelli biondi e laccati non si mossero di un millimetro. Ma
visto che lei  un esperto di profili di serial-killer, presumibilmente pensano di trovarsi di fronte un tale soggetto, e di essere
solo all'inizio di una serie di omicidi, giusto?
Anche in questo caso, temo di non poter commentare. Ma sono certo che il pubblico trarr le proprie conclusioni
aggiunse innocentemente Irving.
Il sorriso dell'intervistatrice rivel una dentatura di un bianco perfetto, sotto il rossetto color sangue.
Pu almeno dirci se  gi arrivato a definire un profilo dell'assassino?
Insomma, Stephanie, sa perfettamente che non posso farlo disse Irving, con una cortese risatina. Posso dire
soltanto che tutti i serial-killer che ho incontrato - e, credetemi, non sono pochi - avevano un unico tratto distintivo. La loro
normalit.
L'intervistatrice inclin il capo, come se avesse capito male.
Mi perdoni, sta dicendo che i serial-killer sono normali? La sua sorpresa era manifestamente artefatta, come
se sapesse in anticipo ci che l'altro avrebbe detto.
Proprio cos. Ovviamente, non  questo che pensano di se stessi: al contrario. Ma, in realt, sono delle non-entit, quasi
per definizione. Dimenticatevi dell'affascinante psicopatico della fiction popolare: nel mondo reale, questi individui sono dei
poveri disadattati, per i quali uccidere  divenuto il bisogno primario. Astuti, certo Pericolosi, di sicuro. Ma il loro
tratto distintivo  la capacit di mescolarsi alla folla. E questo li rende particolarmente difficili da individuare.
Ed  anche ci che rende cos difficile la loro cattura, vero?
Il sorriso di Irving si allarg, fino a diventare un sogghigno da lupo. Ecco perch il mio lavoro pu dirsi una
grande sfida.
L'intervista termin, e la linea pass alla conduttrice in studio.
Questo era lo studioso comportamentale Alex Irving, autore del best-seller Ego incrinati, che ieri ha
rilasciato un'intervista a
Spensi bruscamente l'apparecchio. Il suo ego, invece, non ha nessun tipo di problema, borbottai,
buttando sul letto il telecomando.
Non si era giustificato in alcun modo per l'intervista, il cui unico scopo era quello di dare a Irving
l'opportunit di pavoneggiarsi in televisione. Mi chiesi se Gardner ne fosse al corrente. Per qualche
ragione, immaginavo che non avrebbe preso bene il fatto che Irving sfruttasse l'indagine per
promuovere il suo prossimo libro.
Tuttavia, neppure il compiacimento dello psicologo poteva rovinare la mia attesa impaziente, mentre mi
dirigevo in auto verso l'obitorio. Per una volta, arrivai prima di Tom - ma di poco.
Avevo avuto solo il tempo di indossare il camice, quando entr.
Notai con sollievo che aveva una cera migliore della sera prima. Un buon pasto e una notte di sonno
forse non sono una panacea, ma non fanno mai male.
Qualcuno non vedeva l'ora di essere qui, disse, appena mi scorse.
Ieri sera, Paul e io abbiamo scoperto qualcosa.
Gli mostrai i bozzoli e l'insetto misterioso, spiegandogli come l'avessimo trovato per caso.
Questa storia si fa sempre pi strana, disse, esaminando l'insetto. Credo che tu abbia ragione a
sostenere che il corpo si sia decomposto all'aria aperta, prima di venir sepolto. Quanto a questo
Tamburell delicatamente un dito sul vasetto che conteneva l'insetto morto.  non ho idea di cosa
sia. Ah. Avevo dato per scontato che Tom sarebbe stato in grado di identificarlo.
Mi dispiace deluderti. D'accordo per mosche carnarie e scarafaggi, ma non mi  mai capitato tra le
mani qualcosa del genere. Comunque so di qualcuno che dovrebbe poter aiutarci.
Non hai conosciuto Josh Talbot, vero?
Non mi pare. Avevo incontrato la maggior parte dei colleghi di Tom, ma questo nome non mi diceva
proprio nulla.
 il nostro entomologo forense. Quell'uomo  un'enciclopedia degli insetti ambulante. Se c' qualcuno
che pu dirci qualcosa al riguardo, quella persona  Josh.
Mentre andava a telefonare a Talbot, mi accinsi a sciacquare le ossa del corpo esumato che erano
rimaste immerse nella soluzione detergente per l'intera notte. Avevo messo ad asciugare nella cappa
chimica il primo osso quando Tom torn.
Siamo fortunati, disse. Anche se  in partenza per una conferenza in Australia, prima far un salto
qui. Dovrebbe arrivare tra poco.
Aveva appena terminato la frase quando qualcuno buss delicatamente alla porta. Non pu essere gi
qui, disse Tom, andando ad aprire.
Infatti non era Josh. Bens Kyle.
Nascondendo il proprio stupore, Tom si scost per lasciarlo entrare. Non mi aspettavo di rivederti
cos presto. Perch non ti prendi qualche giorno di vacanza?
Kyle sorrise. Me l'hanno proposto, ma non  giusto che gli altri debbano sobbarcarsi il mio lavoro. Mi
sento bene. E credo che sia meglio lavorare, piuttosto che starmene seduto a casa.
Come va la mano? gli chiesi.
La alz per mostrarla. L'unica traccia dell'accaduto era un piccolo cerotto sul palmo. Kyle la guard
come se non fosse parte di lui. Non c' molto da vedere, giusto?
Segu un silenzio imbarazzato. Tom si schiar la gola. Allora com' il morale?
Oh, abbastanza buono, grazie. Ci vorr un po' prima di avere i risultati degli esami, tuttavia cerco di
essere ottimista.
All'ospedale, mi hanno detto che  possibile fare una terapia profilattica per l'AIDS e per altre malattie.
Ma io penso che quel cadavere potrebbe non essere infetto. E anche se lo fosse, potrei non beccarmi
niente, giusto?
Dovresti comunque prendere in considerazione la faccenda, disse Tom. Fece un cenno d'impotenza.
Senti, mi dispiace per
No! I suoi modi bruschi rivelavano l'enorme pressione che Kyle avvertiva. Si strinse nelle spalle,
imbarazzato. Per favore, non si scusi. Stavo solo facendo il mio lavoro. Capita, no?
Il disagio era palpabile, e ci fu un momento di silenzio. Kyle lo viol.
Allora non c' Summer? Si sforz per mostrarsi disinvolto, ma non ebbe maggior successo
rispetto al giorno prima.
Non era difficile intuire il vero motivo della sua visita.
Temo che Summer non verr pi a darci una mano.
Ah. La sua delusione era evidente. Posso aiutarvi?
Grazie, ma David e io ce la possiamo cavare.
Certo. Kyle annu enfaticamente. Be', se avete bisogno di qualcosa, fatemelo sapere.
Va bene. Riguardati. Il sorriso di Tom dur solo finch la porta non si chiuse. Dio
Ha ragione, dissi. Stava facendo il suo lavoro. Non ha senso che tu ti senta in colpa. Ma, se proprio
vogliamo trovare un colpevole, quello sono io: io avrei dovuto aiutare Summer, non lui.
Non  stata colpa tua, David.
Ma neppure tua. Inoltre, non sappiamo ancora se l'ago fosse infetto. Forse se la caver.
Era una speranza esile, tuttavia non avrebbe giovato a nessuno che Tom continuasse ad arrovellarsi. Si
risollev.
Hai ragione. Ci che  stato,  stato. Concentriamoci solo per beccare quel figlio di puttana.
Era raro sentir imprecare Tom: il fatto che, in quel momento, non se ne rese neppure conto era un
chiaro segno della sua agitazione. Si avvi verso la porta, poi si ferm.
Me n'ero quasi dimenticato. Mary mi ha detto di chiederti se ti piace il pesce?
Il pesce? Il cambio d'argomento mi colse di sorpresa. S, perch?
Vieni a cena da noi, stasera, no? Inarc le sopracciglia, divertito dal mio imbarazzo. Ci saranno
anche Sam e Paul.
Non mi dirai che te n'eri dimenticato, eh?
Mi era completamente uscito dalla testa. No, naturalmente.
Lui sogghign: notai che il suo consueto humour era parzialmente tornato. Per carit! Non che tu non
abbia avuto altro a cui pensare, eh?
Ci sono duecentosei ossa nel corpo umano. Le loro dimensioni variano da quella del femore, il pesante
osso della coscia, ai minuscoli ossicini dell'orecchio interno, il pi piccolo dei quali ha la grandezza di
un chicco di riso. Dal punto di vista strutturale, lo scheletro  un miracolo di ingegneria biologica, pi
complesso e sofisticato di qualunque cosa l'uomo abbia progettato.
Ricomporlo non  un compito semplice.
Spogliate degli ultimi residui di tessuto in decomposizione, le ossa dell'uomo sepolto nella bara di Willis
Dexter raccontavano la propria storia. Adesso l'ascendenza afro-caraibica risultava lampante - evidente
sia dalla struttura ossea liscia e sottile, sia dalle orbite pi squadrate. Chiunque fosse, era stato un uomo
di altezza e corporatura medie e, a giudicare dal deterioramento delle articolazioni, doveva aver avuto
tra i cinquantacinque e i sessant'anni. Presentava un paio di antiche fratture al femore destro e all'omero
sinistro, causate probabilmente da incidenti infantili, e alcune tracce di fenomeni artritici alle giunture
del ginocchio e della caviglia. Il fenomeno risultava pi riscontrabile a sinistra, il che significava che era
questo il lato che preferiva nel camminare. L'anca sinistra rivelava una grave erosione, con la cavit e la
testa del femore bucherellati e consumati. Se quando era ancora in vita non avesse preso in
considerazione l'impianto di una protesi, presto sarebbe rimasto pesantemente sciancato.
Non che adesso facesse molta differenza.
Come nel caso di Terry Loomis, l'osso ioide era intatto. Ci non aveva implicazioni decisive, tuttavia
quando estrassi il teschio gocciolante dalla soluzione detergente sorrisi sinistramente a me stesso. I
denti erano ancora marroni e macchiati, ma al di sotto del punto in cui terminavano le gengive adesso
appariva una striscia di smalto intatto.
La sfumatura rosa era inconfondibile.
Stavo ancora esaminando il teschio quando Tom entr. Insieme a lui c'era un uomo sulla cinquantina,
basso e panciuto, i cui capelli radi e fulvi erano fiaccamente riportati sul cocuzzolo arrossato. Reggeva
una malconcia ventiquattr'ore in pelle, rigonfia di libri.
Josh, ti presento David Hunter, disse Tom, mentre si avvicinava.
David, lui  Josh Talbot. Quello che non sa degli 'scarafaggi', non merita di essere conosciuto.
Lo sa che odio quella parola, disse Talbot, affabilmente.
Si stava gi guardando intorno: gli occhi luccicavano nell'attesa impaziente. Il suo sguardo si pos sulle
ossa, ma non per molto.
Non era questo il motivo della sua venuta.
Allora, dov' l'insetto misterioso che avete in serbo per me?
Quando vide il vasetto per campioni, il suo volto si illumin.
Si chin per osservarlo. Be', questa s che  una sorpresa!
Lo riconosci?
Oh, s. Ed  anche piuttosto raro. Esiste solo un'altra zona del Tennessee in cui  stata confermata la
presenza di questa specie di Odonata.  gi stata avvistata da queste parti, ma non capita tutti i giorni di
imbattersi in una di queste bellezze.
Sono felice di saperlo, disse Tom. Credi di poterci 'rivelare' cos'?
Talbot sorrise. Le Odonata sono libellule. Quella che avete sotto gli occhi  una ninfa. Una Epiaeschna
heros, una delle specie pi grandi dell'America settentrionale.  diffusa in quasi tutti gli stati orientali e,
in misura minore, nel Tennessee. Ecco, ve la mostro.
Frug nella ventiquattr'ore, e ne estrasse un vecchio e voluminoso manuale pieno di orecchie.
Canticchiando tra s, lo pos sul banco di lavoro e cominci a sfogliarlo.
Si ferm e diede un colpetto su una pagina. Ecco. Epiaeschna heros. Migratrice, di solito si trova ai
margini boscosi delle strade e negli stagni, in estate e autunno. Ma, nelle regioni pi calde, gli adulti
possono deporre le uova in primavera.
La pagina mostrava la fotografia di un grosso insetto con la forma di un elicottero in miniatura. Aveva
le doppie ali e il corpo aerodinamico tipico delle libellule che avevo visto in Inghilterra: le somiglianze,
comunque, finivano qui. Il nostro esemplare era lungo quanto il mio dito e quasi altrettanto largo, con il
corpo marrone striato di un verde acceso. Ma la caratteristica pi sorprendente erano gli occhi: enormi
e sferici, di un blu vivido, elettrico.
Conosco dei cacciatori di libellule del Tennessee che sarebbero disposti a sacrificare un mignolo per
vedere una Epiaeschna adulta, si accalor Talbot. Guardate questi occhi! Incredibili, no? In una
giornata di sole, si possono vedere a un chilometro di distanza!
Tom aveva esaminato il libro. E cos quella che abbiamo trovato  la ninfa di una di queste?
O una naiade, se preferite. Talbot si tir le dita, appassionandosi all'argomento. Le libellule non
hanno uno stadio larvale.
Depongono le uova in acque stagnanti o con un moto assai lento, e quando le ninfe vengono alla luce
sono totalmente acquatiche. Almeno finch non raggiungono uno stadio di sviluppo intermedio. Allora
possono strisciare fino a una pianta o a uno stelo d'erba e compiere la loro metamorfosi in adulte.
Di solito, le libellule non sono attratte dalle carogne, vero? chiesi.
Oh, santo cielo, no. Talbot sembrava scioccato. Sono predatori. A volte, vengono definiti i falchi
delle zanzare: queste sono la componente principale della loro dieta. Ecco perch, di solito, vengono
avvistate vicino a specchi d'acqua
Comunque, le Epiaeschna hanno anche un debole per le termiti alate. Avete detto che questo esemplare
 stato trovato in una bara?
Esatto. Pensiamo che, probabilmente,  stato chiuso l dentro insieme al cadavere, gli spieg Tom.
Allora direi che il corpo deve esser stato lasciato vicino a uno stagno o a un lago. Con ogni probabilit,
a due passi dal bordo dell'acqua. Talbot prese il vasetto. Quando il nostro amico  uscito dall'uovo,
dopo la trasformazione in ninfa, evidentemente  stato raccolto insieme al resto. Anche se non fosse
stato schiacciato, trovandosi sepolto al freddo e al buio, sarebbe morto.
Esistono delle particolari zone in cui risulta pi probabile trovare questa specie? chiese Tom.
In qualsiasi bosco vicino a uno stagno o ad acque ferme, ma non nei pressi di correnti rapide o di
fiumi. Talbot diede un'occhiata all'orologio e ripose il libro nella ventiquattr'ore.
Scusate, adesso devo andare. Qualora troviate degli esemplari vivi, ricordatevi di farmi un fischio.
Tom accompagn Talbot fuori. Torn qualche minuto dopo, con un'espressione pensierosa sul volto.
Almeno sappiamo cos'abbiamo recuperato, dissi. E il fatto che il corpo sia stato lasciato vicino a
uno stagno o a un'acqua ferma fornisce almeno qualche elemento a Gardner.
Tom parve non aver sentito. Prese il teschio e lo esamin, come se non fosse pienamente consapevole
delle proprie azioni.
Pure quando gli dissi dell'osso ioide intatto e dei denti rosa, sembrava distratto.
Tutto a posto? gli chiesi, alla fine.
Pos il teschio. Dan Gardner mi ha chiamato un attimo prima che arrivasse Josh. Alex Irving 
scomparso.
Per prima cosa, pensai che doveva trattarsi di un errore: solo qualche ora prima avevo visto il profiler in
televisione. Poi mi ricordai che l'intervista era stata registrata il giorno precedente.
Cos' successo?
Nessuno lo sa con sicurezza. A quanto pare, dopo essere uscito stamane, non  tornato. Da quel
momento, nessuno l'ha visto.
Non  piuttosto prematuro parlare di scomparsa, dato che  passata soltanto qualche ora?
Be' Ma aveva portato il cane a passeggio. Lo sguardo di Tom era inquieto. L'hanno trovato con il
cranio sfondato.
Il sangue ruota vorticosamente, screziando di striature rosse l'acqua fredda che scende veloce nel
lavandino. Nello scolo resta impigliato un pezzo di carne scolorito fino a un rosa pallido, dopo che il
sangue ne  defluito. Lo spingi con il dito, finch non sparisce.
Fischiettando distrattamente, affetti dei peperoncini freschi e li lasci cadere nella padella con una
spolverata di sale aromatizzato all'aglio. Appena cominciano a sfrigolare, raccogli la carne a cucchiaiate
e la versi nel tegame. A causa dell'umidore, scoppietta e sibila quando si adagia sul condimento bollente,
sollevando una nuvola di vapore. Rimescoli rapidamente, poi lasci che rosoli. Dopo aver aperto il
frigorifero, prendi una confezione di succo d'arancia, del formaggio e della maionese.
Scegli un bicchiere che ti sembra ragionevolmente pulito - passi un dito sopra il vetro. La polvere
ricopre ogni superficie, ma non ci badi. E in qualsiasi caso, non ti importa. Di tanto in tanto, come se
un velo si fosse sollevato, ti accorgi della desolazione che ti circonda: ogni angolo  incrostato di detriti
accumulati durante gli anni, eppure ci non ti disturba. La decadenza appartiene all'ordine naturale delle
cose: chi sei tu per condannare la natura?
Bevi d'un fiato il bicchiere di succo d'arancia; ti asciughi la bocca con il dorso della mano, prima di
spalmare la maionese su due fette di pancarr e di ricoprirla di spesse fette di formaggio.
Dopo esserti versato dell'altro succo, raggiungi il tavolo al centro della cucina. Non  rimasto molto
spazio, cos appoggi il piatto in un angolo - in precario equilibrio - e avvicini una sedia. Il tramezzino
non sa pressoch di niente, come al solito, ma ti riempir lo stomaco. Il fatto di non poter pi sentire i
sapori e gli odori non ti d alcun fastidio - non pi.
Non quando hai cos tante altre cose da assaporare.
Adesso la situazione si evolver rapidamente: in qualsiasi caso, va bene cos.  proprio ci che ti
aspettavi:  quando sei sotto pressione che di il meglio di te. La situazione si sta evolvendo
esattamente come avevi previsto. Come avevi programmato.
Abbandonare tutto nel bungalow di montagna  stato un rischio - un rischio calcolato, per. Lavorare
lass, lontano dal tuo ambiente, ti ha fatto un effetto strano. La mossa del contenitore di pellicola 
stata particolarmente ispirata; comunque, abbandonare l il corpo affinch lo ritrovassero andava contro
la tua natura. E tuttavia era necessario. Volevi stupire, far colpo - e cosa c'era di meglio che lasciar loro
una scena del crimine con cui giocare? Che si scervellassero pure, tentando di prevedere la tua prossima
mossa. Non sarebbe servito a niente.
Prima che se ne fossero resi conto, sarebbe stato troppo tardi.
Finisci il tramezzino, mandandolo gi con il succo d'arancia che non sa di nulla - soltanto di freddo.
Mentre ti dirigi verso i fornelli per controllare la padella, ti accorgi di avere uno sbaffo di maionese
all'angolo della bocca. Sollevi il coperchio e inali l'improvvisa nuvola di vapore. Non senti l'odore, che ti
fa comunque lacrimare gli occhi:  un buon segno, questo.
La carne sta cominciando a prendere un bel colore. Maiale, non manzo, come al solito. Pi conveniente
- e, in ogni caso, non saresti in grado di avvertire la differenza.
Prendi un cucchiaio e assaggi. Anche se non senti il sapore,  talmente piccante che ti brucia la bocca.
Proprio come ci si aspetta da un buon peperoncino. Ci versi sopra un paio di barattoli di pomodoro;
poi togli la padella dal fuoco e la copri. Il maiale cuocer lentamente attraverso il proprio calore, e
quando tornerai sar pronto.
Hai sempre creduto che fosse giusto lasciar cuocere le cose nel proprio brodo.
Prendi il sacchetto di plastica con gli abiti sporchi da lasciare in lavanderia; poi ti ricordi che devi
acquistare altre provviste. Altre lattine di pomodoro. Inoltre, stai esaurendo le scorte di pile e di carta
moschicida. Esamini i nastri appiccicosi che pendono dal soffitto. O, almeno, che un tempo erano
appiccicosi: adesso sono punteggiati di mosche morte, oltre che dei resti di insetti pi grandi e colorati.
Per un attimo, sul tuo volto si dipinge un'espressione vacua, come se avessi dimenticato il motivo della
presenza di quei nastri.
Poi batti le palpebre e torni in te. Mentre esci, ti fermi accanto al tavolo. L'uomo che vi giace sopra,
legato stretto, solleva gli occhi terrorizzati verso di te; respira rumorosamente, ha la bocca imbavagliata.
Gli rivolgi un sorriso.
Non preoccuparti. Torno presto.
Sollevando il pesante sacchetto della biancheria sporca, esci.
10
Pian piano, emerse il quadro dell'accaduto. Irving abitava vicino a Cades Cove, un luogo ameno sulle
colline pedemontane delle Smoky Mountains. Ogni mattina, prima di colazione, portava il suo cane, un
labrador nero, a passeggio sul sentiero nel bosco dietro casa. Era una parte consolidata della routine di
Irving, che non mancava mai di menzionare nelle interviste che era cos felice di rilasciare.
Verso le nove, la sua assistente personale era entrata in casa - come faceva quasi tutte le mattine - e
aveva acceso la macchinetta del caff, in modo che la miscela francese preferita da Irving fosse pronta
al suo ritorno.
Quel giorno, per, non era tornato. L'assistente - la terza in due anni - aveva provato a chiamarlo sul
cellulare, senza ottenere risposta. All'avvicinarsi dell'ora di pranzo, non essendoci ancora alcuna traccia
di Irving, si era avventurata lungo il sentiero.
A meno di un chilometro dalla casa, aveva visto un poliziotto che parlava con un'anziana coppia, il cui
jack russell guaiva eccitato al guinzaglio. Mentre passava, aveva sentito casualmente che gli
raccontavano del cane morto che il loro terrier aveva trovato. Un labrador nero.
Comprese allora che il suo datore di lavoro non sarebbe tornato neanche per il pranzo.
Le ricerche nella zona portarono al ritrovamento di una sbarra d'acciaio macchiata di sangue vicino al
corpo del labrador; il terreno fangoso intorno a esso recava i segni di una lotta.
Ma sebbene ci fossero vari gruppi di impronte, nessuna era abbastanza definita per un calco.
Di Irving, nemmeno una traccia.
Non sappiamo con certezza cosa gli sia accaduto, ammise Gardner. Pensiamo che tutto il sangue
presente sulla sbarra appartenga al cane ma, finch non  stato esaminato in laboratorio, non possiamo
esserne sicuri.
Eravamo in uno degli uffici dell'obitorio, nel corridoio delle sale delle autopsie. Piccolo e privo di
finestre, avrebbe potuto essere quello di un'anonima attivit commerciale. Gardner era venuto su
richiesta di Tom. Questa volta, c'era anche Diane Jacobsen, fredda e inavvicinabile come sempre, con
un completo color antracite, la cui gonna le arrivava al ginocchio. Mi chiesi se avesse un guardaroba
pieno di abiti identici, che coprivano l'intero spettro delle sfumature neutre.
Anche se nessuno affront il vero motivo dell'incontro, eravamo tutti consapevoli di quale fosse.
Persino taciuto, creava una tensione palpabile in quell'ufficio angusto. Gardner aveva limitato
l'espressione della contrariet per la mia presenza a uno sguardo critico, senza dire alcunch. Sembrava
ancora pi oppresso dalle preoccupazioni del solito, e le pieghe sul vestito rispecchiavano quelle sul
volto, come se fosse sottoposto a una forza di gravit pi intensa di quella a cui eravamo soggetti noi.
Dovreste avere qualche teoria, disse Tom. Si sedette dietro la scrivania, ascoltando con
un'espressione meditabonda che, come sapevo bene, indicava l'attesa del momento giusto.
Era l'unico seduto. Anche se c'era un'altra sedia di fronte allo scrittoio, nessuno ne aveva approfittato.
Noi tre restammo in piedi, e la seggiola rimase vuota, come in attesa di un ospite in ritardo.
 possibile che Irving sia stato vittima di un'aggressione casuale, magari per una rapina, tuttavia 
ancora troppo presto per dirlo. In questa fase, non escludiamo alcuna possibilit, disse Gardner.
L'esasperazione di Tom stava cominciando a trasparire. Se  cos, dov' il corpo?
Stiamo ancora perlustrando la zona. Per quanto ne sappiamo, potrebbe essersi allontanato dopo
un'eventuale colluttazione.
Il cane  stato trovato in un bosco, a poco meno di un chilometro dalla strada pi vicina. Non sono
propriamente quattro passi, se devi trasportare un adulto sulle spalle, ma  l'unico modo in cui
qualcuno avrebbe potuto condurre Irving lontano da l. Per il momento, non abbiamo trovato che
impronte di piedi e di pneumatici di bicicletta.
Allora magari  stato costretto a camminare sotto la minaccia di un coltello o di una pistola.
Il mento di Gardner si protese caparbiamente. In pieno giorno? Improbabile. Ma, come stavo
dicendo, stiamo valutando tutte le possibilit.
Tom lo studi. Da quanto tempo ci conosciamo, Dan?
L'agente del TBI parve a disagio. Non lo so. Dieci anni?
Dodici. E questa  la prima volta che cerchi di prendermi per i fondelli.
Sei ingiusto! replic Gardner, rabbuiandosi in volto.
Oggi siamo venuti qui per un gesto di cortesia e
Andiamo, Dan, sai quello che  successo, proprio come lo so io! Non penserai seriamente che sia una
coincidenza il fatto che Irving sia sparito il giorno dopo aver parlato di un serialkiller in televisione?
In mancanza di prove, non ho intenzione di saltare alle conclusioni!
E che succede se qualcun altro tra coloro che partecipano alle indagini sparisce? Neanche allora vorrai
saltare alle conclusioni? In tutti gli anni dell'amicizia con Tom, non l'avevo mai visto cos arrabbiato.
Maledizione, Dan, ieri una persona  rimasta ferita dentro qui, forse gravemente, e adesso questo!
Ho una responsabilit nei confronti di quelli che lavorano con me. Se qualcuno di loro sta correndo dei
rischi, allora voglio saperlo!
Gardner non rispose. Mi fiss ostentatamente.
Mi trovi nella sala delle autopsie, dissi, avviandomi verso la porta.
No, David, hai diritto di ascoltare quanto me, replic Tom.
Tom cominci Gardner.
Gli ho chiesto di aiutarmi, Dan. Se deve correre dei rischi, ha il pieno diritto di conoscere la situazione
nella quale si  cacciato. Tom incroci le braccia. Poich io gli racconterei quello che mi dirai, pu
anche sentirlo dalle tue labbra.
Si fissarono. Gardner non mi dava l'impressione di essere un individuo che abbassasse facilmente lo
sguardo, ma sapevo che Tom sarebbe stato irremovibile. Lanciai un'occhiata alla Jacobsen, e notai che
era a disagio quanto me. Poi si accorse che la stavo osservando, e cancell ogni traccia di emozione dai
propri lineamenti.
Gardner sospir, rassegnato. Ges, Tom E va bene,  possibile che esista un rapporto tra i fatti. Ma
non  cos semplice da dimostrare. Ci sono state delle lamentele sul comportamento di Alex Irving. Da
parte delle sue studentesse. L'universit ha chiuso un occhio, perch  una celebrit; comunque, non
avrebbe avuto alcun problema a trovarsi un altro lavoro.
Poi una ragazza l'ha accusato apertamente di molestie sessuali, e questo ha dato la stura alle proteste. 
stata coinvolta la polizia, e pare che l'universit avesse intenzione di scaricarlo, anzich rischiare di venir
trascinata anch'essa in tribunale.
Ripensai alla sfacciataggine con cui Irving aveva flirtato con Summer, e anche con Diane Jacobsen,
nonostante che l'avesse appena zittita in pubblico. Non mi sorprese sapere che non erano state le
uniche. Evidentemente non tutte subivano il suo fascino.
E cos pensate che abbia inscenato la propria scomparsa? chiese Tom, dubbioso.
Come dicevo, stiamo valutando ogni eventualit. Ma su Irving non incombeva solo il procedimento
per molestie. Il fisco sta indagando per le tasse evase sui diritti dei libri e sulle apparizioni televisive.
Rischia una multa di oltre un milione di dollari, e forse addirittura una condanna al carcere. Era a un
passo dal disastro professionale ed economico.  possibile che gli sia sembrata un'occasione ideale per
cavarsi d'impiccio.
Tom si mordicchi il labbro, accigliato. Anche se fosse cos, sarebbe arrivato a uccidere il proprio
cane?
C' gente che ha fatto cose peggiori per molto meno. E non c' alcuna ragione per nascondervi che,
sulla sbarra usata per uccidere il cane di Irving, abbiamo trovato delle impronte digitali.
Dopo averle esaminate, abbiamo scoperto che corrispondono a quelle di un ladruncolo, Noah Harper.
 un delinquente abituale, e ha subito una serie di condanne per furto d'auto e furto con scasso.
Avete un sospetto, ma tu non mi sembri affatto contento, disse Tom.
Innanzitutto perch tutti i reati precedenti di Harper erano di basso profilo. E poi perch non si
hanno notizie di lui da quasi sette mesi. Non si  presentato all'ultimo appuntamento con il funzionario
di sorveglianza, e da allora nessuno l'ha pi visto. Tutti i suoi averi sono rimasti nel suo appartamento, il
cui affitto era pagato solo sino alla fine del mese.
 per caso un afro-americano? chiesi. Tra i cinquanta e i sessant'anni, leggermente claudicante?
Era impossibile non godersi la sorpresa di Gardner. Come fa a saperlo?
Credo che si trovi nella sala delle autopsie in fondo al corridoio.
Mi accorsi che quell'improvvisa folgorazione aveva aggiunto qualche nuova ruga al suo volto gi
raggrinzito. Sto perdendo colpi, disse, disgustato da se stesso.
La Jacobsen, confusa, guardava ora lui ora Tom. Intendete dire il corpo che era nella tomba di Willis
Dexter? Cio quello  Noah Harper?
La tempistica corrisponde, disse Gardner. Sennonch com' possibile che le sue impronte digitali
compaiano sull'arma usata per uccidere il cane di Irving?
Forse per la stessa ragione per cui quelle di Willis Dexter sono state trovate nel bungalow, sugger
Tom.
Mentre riflettevamo sulla cosa, sulla stanza scese il silenzio.
Nessuno aveva mai davvero escluso la possibilit che, dopo tutto, Willis Dexter non avesse inscenato la
propria morte, che l'assassino si fosse semplicemente appropriato del suo corpo e delle sue impronte
digitali. Comunque, non si poteva dire altrettanto in questo caso.
Al cadavere ritrovato nella bara di Willis Dexter manca una delle mani? chiese Diane Jacobsen.
No, risposi. E ci sono anche tutte le dita.
 possibile che qualcuno abbia conservato il contenitore della pellicola e la sbarra d'acciaio con le
impronte di Dexter e Harper, sugger Tom.
Il contenitore della pellicola, forse. L'impronta di Dexter era macchiata di un olio minerale usato nella
maggior parte delle preparazioni idratanti per neonati. Non c' modo di sapere da quanto fosse l,
disse Gardner. Ma le impronte di Harper sono rimaste sul sangue sulla sbarra. E risalivano solo a
qualche ora prima.
Allora il cadavere nella bara non pu essere quello di Noah Harper.  semplicemente impossibile,
insistette la Jacobsen.
Nessuno replic. Secondo ogni logica, quel che aveva detto era corretto, se le impronte erano state
lasciate quella mattina.
Ma a giudicare dalle espressioni dei presenti, nessuno ne era particolarmente sicuro.
Tom si tolse gli occhiali e cominci a pulirli. Ora che non li aveva indosso, sembrava pi stanco e, in
qualche modo, pi vulnerabile. Puoi anche dir loro quello che hai scoperto, David.
Gardner e Diane Jacobsen ascoltarono in silenzio la mia descrizione dello ioide intatto e dei denti rosa
del cadavere esumato.
Sembrerebbe quindi che Terry Loomis e lo sconosciuto nella bara siano stati uccisi nello stesso
modo, disse Gardner, al termine della mia esposizione. Si volt verso Tom. Pensi che questi denti
rosa possano essere la conseguenza di uno strangolamento?
Mi sembra pi probabile di un affogamento, disse garbatamente Tom, e io mi sforzai di non
sorridere. Non aveva accennato allo scherno di cui Gardner mi aveva fatto oggetto nel bungalow, ma
evidentemente non se l'era dimenticato. Non ci sarebbe alcun dubbio, se non fosse per l'evidente
perdita di sangue e per le ferite sul corpo di Loomis.
Gardner si gratt la nuca. Gli schizzi sul pavimento del bungalow sembravano autentici. Ma 
impossibile sapere se quel sangue appartenesse a Loomis fino alla consegna dei risultati dell'esame del
DNA.
Ci vorranno settimane, osserv Tom.
Esatto!  in questi momenti che vorrei che registrassimo ancora i gruppi sanguigni. Almeno
sapremmo se il sangue  dello stesso tipo. Ma, per voi, questo  un progresso! L'espressione di
Gardner non lasciava alcun dubbio sulla sua opinione in proposito. Far un salto in laboratorio. In
teoria, stanno gi seguendo una procedura d'urgenza, ma vedr se riescono ad accelerare ulteriormente
i tempi.
Non sembrava molto fiducioso. Sebbene quello del DNA fosse un metodo di identificazione e
confronto assai pi preciso della vecchia tecnica basata sui gruppi sanguigni, il procedimento era di una
lentezza estenuante. E ci accadeva su entrambe le sponde dell'Atlantico: avevo sentito pi di un agente
della polizia inglese lamentarsi del fatto che il test richiedesse molto pi tempo di quanto non risultasse
nei film o in televisione.
Di certo, nel mondo reale, procedura d'urgenza o no, bisognava aspettare dei mesi per questo tipo di
rilievi.
Tom esamin le lenti dei suoi occhiali, poi ricominci a pulirle.
Dan, non hai ancora risposto alla mia domanda. Dobbiamo preoccuparci?
Gardner alz le mani. Cosa vuoi che ti dica, Tom? Non sono in grado di leggere nella mente di quel
tizio: non so quale sar la sua prossima mossa. Mi piacerebbe conoscerla. Ma anche se fosse responsabile
della scomparsa di Irving, ci non significa che tutte le persone che stanno lavorando su questo caso
siano in pericolo. Mi dispiace da morire per Irving ma, diciamolo francamente, quell'uomo andava in
cerca di pubblicit.
Apparire in televisione o porsi in un certo modo avrebbe potuto aizzare una quantit di psicopatici - e
non solo questo.
Allora dobbiamo continuare come se niente fosse?
Entro limiti ragionevoli, s. Credimi, se pensassi che ci siano dei rischi concreti, vi farei sorvegliare
ventiquattr'ore al giorno. Ma considerando la situazione, ammesso che prendiate gli opportuni
accorgimenti, sono certo che non ci sia motivo di preoccuparsi.
Gli opportuni accorgimenti? ripet Tom, spazientito.
Cosa significa? Non accettare caramelle dagli sconosciuti?
Significa che dovete evitare di portare a spasso il cane in un bosco da soli, replic Gardner. Di
camminare in una strada buia di notte. Andiamo, Tom, non  il caso che te lo spieghi.
No, non  proprio il caso. Ripensai allo spavento provato la sera prima a causa di quella guardia giurata.
Probabilmente, in futuro avrei parcheggiato in luoghi meno isolati.
Va bene. Vada per gli opportuni accorgimenti, convenne Tom, sebbene non sembrasse affatto
contento. Si rimise gli occhiali.
Secondo te, quante probabilit ci sono di trovare Irving?
Stiamo impiegando tutte le risorse a nostra disposizione, disse Gardner, ritrovando la consueta
circospezione.
Tom non insistette. Tutti sapevamo perfettamente quali fossero le probabilit di cavarsela di Irving.
Chiamerai un altro profiler?
Stiamo valutando la cosa, disse Gardner, con prudenza.
Non abbiamo scartato definitivamente il profilo dell'assassino tratteggiato da Irving, ma stiamo
esaminando indicazioni alternative.
E Diane ha elaborato una teoria interessante.
I lineamenti solitamente impassibili della Jacobsen si animarono improvvisamente. L'arrossimento 
uno dei riflessi pi difficili da dominare. Per una persona che dava l'impressione di tenere molto
all'autocontrollo, immaginai che fosse qualcosa di esasperante.
Con tutto il rispetto per il professor Irving, non penso che si tratti di omicidi a sfondo sessuale, n che
l'assassino sia necessariamente gay, disse. Credo che Irving sia stato ingannato dal fatto che entrambe
le vittime erano di sesso maschile e siano state ritrovate nude.
Aveva espresso le medesime opinioni quando il profiler si era recato nel bungalow per vedere il cadavere
di Terry Loomis, ed era stata ripresa per aver osato contraddirlo. Per il bene dello stesso Irving, adesso
mi ritrovai a sperare che avesse ragione lei.
Quindi come li spiegherebbe? chiese Tom.
Eviterei di farlo, per il momento. Ma le azioni dell'assassino suggeriscono che non sta agendo per
motivi sessuali. Adesso, scordato ogni riserbo, si rivolgeva a Tom come a un suo pari. Abbiamo due
scene del crimine, e due gruppi di impronte digitali di individui che, con ogni probabilit, sono a loro
volta delle vittime. Poi ci sono gli aghi ipodermici conficcati nel cadavere trovato nella bara di Willis
Dexter - sembra che aspettassero soltanto che lo esumassimo. L'assassino ha deciso di rivelarsi,
costringendoci a girare in tondo per dimostrare chi  che regge le fila del gioco. Non gli basta uccidere,
vuole un qualche genere di riconoscimento. Concordo con il professor Irving sul fatto che gli omicidi
evidenziano un narcisismo patologico, ma direi che la cosa va ben oltre. Questo  un campo
psichiatrico che esula dalle mie competenze, tuttavia oserei dire che l'assassino ha tutti i tratti distintivi
del narcisismo maligno.
Tom aveva uno sguardo vacuo. Deve scusarmi, ma non ho idea di cosa significhi.
Ormai Diane Jacobsen era infervorata e non mostrava pi alcun imbarazzo. Tutti i narcisisti risultano
ossessionati dalla propria persona, ma quelli maligni lo sono pi degli altri. Possiedono una fiducia
patologica in se stessi - un senso di grandezza immanente - che esige attenzione e ammirazione. Sono
convinti di essere in qualche modo speciali, e vogliono che le altre persone lo riconoscano. Purtroppo
sono anche sadici privi di una coscienza morale. Non provano necessariamente piacere nell'infliggere
dolore, per godono della sensazione di potenza che gli deriva dall'atto. E sono indifferenti alle
sofferenze che possono provocare.
Si direbbe uno psicopatico, commentai.
Gli occhi grigi della Jacobsen si volsero verso di me. Non esattamente, sebbene si evidenzino alcune
caratteristiche comuni.
Pur essendo capace di un'estrema crudelt, il narcisista maligno pu provare ammirazione e persino
rispetto per altri individui. Ammesso che l'oggetto di tale rispetto possegga quelle che egli considera
caratteristiche 'adeguate' - di solito, un certo grado di successo o potere. Secondo Kernberg
Non credo che siano necessarie le note a pi di pagina, Diane, disse Gardner.
Lei parve accusare il colpo, ma prosegu. Il punto  che, a mio avviso, abbiamo a che fare con
qualcuno che sente il bisogno di dimostrare la propria superiorit - magari a se stesso, oltre che a noi.
Cova un risentimento generalizzato, e ha la sensazione che le sue capacit e il suo valore non siano
adeguatamente apprezzati. Ci spiegherebbe i comportamenti estremi cui  arrivato, e soprattutto
perch ha reagito cos alle dichiarazioni televisive del professor Irving. Quasi sicuramente non l'ha fatto
infuriare solo la storia di esser stato sminuito in tv, bens si  sentito ingiuriato perch qualcuno gli
rubava la scena.
Con questo, si d per scontato che sia responsabile anche di quanto accaduto a Irving, interloqu
Gardner, lanciandole un'occhiata di avvertimento.
Sembri un dannato avvocato, Dan, disse Tom, in modo assai diretto. Guard nel vuoto,
tamburellandosi distrattamente il mento con un dito. Cosa mi dici dei dipendenti dell'impresa di
pompe funebri? Hanno tutti un alibi per la sparizione di Irving?
Stiamo controllando in questo momento ma, per essere sincero, non riesco a immaginarmi che dietro
a tutto questo ci sia uno di loro. Sulla base di quanto abbiamo scoperto fino a questo momento, gli
unici due tizi che lavoravano l nel periodo in cui  stato sepolto Willis Dexter sono ultrasettantenni.
E York?
Sostiene di essere stato al lavoro dalle cinque di questa mattina. E, prima che tu me lo chieda, la
risposta : 'No, non c' nessuno che possa confermarlo', disse Gardner, con l'aria di un individuo
costretto a rifugiarsi in un angolo.
Una richiesta, borbott Tom. Esiste qualche traccia del dipendente misterioso che sostiene di aver
assunto?
Dwight Chambers? Stiamo ancora verificando.
Il che significa che la risposta : 'No.'Gardner sospir. York  tuttora uno dei sospetti. Ma chiunque
stia dietro a questa faccenda  troppo scaltro per attirare l'attenzione su di s. Stiamo effettuando
un'indagine approfondita su Steeple Hill: domani, a quest'ora, il posto pulluler di giornalisti. A
prescindere da ci che accadr, l'impresa di York  morta e sepolta. Fece una smorfia, quando si rese
conto di quel che aveva appena detto. E la battuta non era voluta.
A quanto ho avuto modo di vedere, non sarebbe comunque riuscito a tenere aperto ancora per
molto. La luce si riflett sugli occhiali di Tom, quando si alz dalla scrivania. Magari preferisce
lasciare il campo con un botto.
O forse  solo un'altra vittima. Non esplicitai il mio pensiero.
Stava diventando buio quando parcheggiai nella tranquilla strada fiancheggiata dagli alberi dove
vivevano Tom e Mary.
Anche stasera, avrei continuato di nuovo fino a tardi, se non fosse stato per l'invito a cena: dopo le
innumerevoli interruzioni di quella giornata, il fatto di dover lasciare il lavoro a met mi irrit. Ma non
per molto: non appena uscii dall'obitorio, sentii le dita d'acciaio della tensione che allentavano la presa
sulla mia nuca. Fino a quel momento, non ne avevo quasi avuto la consapevolezza, ma la scomparsa di
Irving, sommata a ci che era capitato a Kyle il giorno prima, mi aveva scosso pi di quanto pensassi.
Adesso la prospettiva della cena e di qualche drink con gli amici mi sembrava un tonico perfetto.
L'abitazione dei Lieberman era una graziosa costruzione dalla struttura in legno, dipinta di bianco e in
posizione piuttosto arretrata rispetto alla strada. Non mi sembr affatto cambiata dalla prima volta in
cui l'avevo vista, a parte la maestosa quercia che dominava il prato anteriore. Durante la mia ultima
visita era in pieno rigoglio, mentre ora gli acciacchi dell'et risultavano evidenti: quasi met dei rami
apparivano spogli e secchi.
Mary mi accolse sulla soglia. David!  davvero bello che tu sia qui, disse, sollevandosi sulla punta dei
piedi per baciarmi la guancia.
Era invecchiata meglio del marito. I suoi capelli di un biondo rossiccio avevano un riflesso spento, ma
conservavano il loro colore; il volto mostrava alcune rughe, tuttavia splendeva ancora di salute. Non
sono molte le donne che, superati i sessant'anni, possono ancora permettersi di indossare i jeans - Mary
era una di queste.
Grazie, sei davvero gentile, disse, prendendo la bottiglia di vino che avevo portato. Accomodati
nello studio. Sam e Paul non sono ancora arrivati, e Tom  al telefono con Robert.
Robert era il loro unico figlio. Lavorava per una compagnia di assicurazioni e viveva a New York. Non
l'avevo mai incontrato, e Tom non ne parlava spesso: avevo l'impressione che il loro rapporto fosse
piuttosto difficile.
Sembri in forma, mi disse, accompagnandomi lungo il corridoio. Molto di pi della settimana
scorsa.
La sera del mio arrivo, avevo cenato da loro. Mi sembr che fosse passata un'eternit. Dev'essere il
sole, dissi.
Be', qualunque cosa sia stata, ti ha fatto bene.
Apr la porta dello studio. In realt, era una vecchia serra, piena di piante lussureggianti e di sedie in
rattan con i cuscini.
Mi fece sistemare su una di esse e mi offr una birra; poi si scus e and a controllare la cena.
Le finestre di legno della serra davano sul giardino posteriore.
Nell'oscurit, riuscivo a malapena a intravedere le alte sagome degli alberi che si stagliavano contro le
luci gialle della casa adiacente. Era un bel quartiere. Una volta, Tom mi aveva raccontato che, negli anni
settanta, Mary e lui avevano rischiato la bancarotta per comprare quella casa semifatiscente, ma non se
n'erano pentiti neppure una volta.
Sorseggiai la birra fredda, sentendo che la tensione continuava a scivolare via. Rovesciando la testa
all'indietro, ripensai a ci che era accaduto. Era stata un'altra giornata piena di imprevisti: prima la
notizia di Irving e poi la visita di Gardner e di Diane Jacobsen mi avevano distolto dal mio vero lavoro.
Un'altra distrazione si era presentata nel tardo pomeriggio, con l'arrivo delle analisi riguardanti gli
amminoacidi e gli acidi grassi volatili rilevati nei campioni di tessuto di Terry Loomis. Tom era entrato
nella sala delle autopsie in cui stavo esaminando i resti della vittima ritrovata nella bara.
Be', avevamo torto, dichiar, senza preamboli. Secondo i miei calcoli, il tempo trascorso dal decesso
conferma la versione del responsabile del complesso dei bungalow. Loomis era morto soltanto da
cinque giorni, e non da circa sette, come credevamo noi. Ecco, dimmi cosa ne pensi.
Mi porse un foglio pieno di numeri. Una rapida occhiata bast a convincermi che aveva ragione: in
qualsiasi caso, Tom non commetteva errori in questi frangenti.
Mi sembra corretto, dissi, restituendoglielo. Ma continuo a non capire come sia possibile.
Neanch'io. Guard accigliato i numeri, come se l'avessero offeso. Anche tenendo conto del fatto
che la stufetta  rimasta accesa, non ho mai visto un corpo decomporsi fino quel punto dopo cinque
giorni. Era pieno di larve pronte a trasformarsi in pupe - e che diamine!
Le larve della mosca carnaria impiegano sei o sette giorni per diventare pupe. Anche se Tom e io
avessimo sbagliato i nostri calcoli sul tempo passato dal decesso, non avrebbero dovuto raggiungere
quella fase del loro sviluppo che il giorno dopo - come minimo.
C' solo un modo in cui possono essere arrivate l, dissi.
Tom sorrise. Anche tu ci hai riflettuto.
Qualcuno deve aver deliberatamente disseminato il corpo di larve. Era l'unica spiegazione possibile
per le condizioni del cadavere di Terry Loomis. Larve mature sarebbero state in grado di mettersi
immediatamente all'opera, anzich attendere che le uova si schiudessero. Ci non avrebbe accelerato
di molto le cose - di dodici o forse ventiquattr'ore, al massimo. Ma con tutte quelle ferite aperte sul
corpo sarebbe stato comunque sufficiente.
Tom annu. In particolar modo, perch la stufa era stata lasciata accesa per far salire la temperatura.
Inoltre, la grande quantit di larve presenti sul corpo non quadrava col fatto che le porte e le finestre
del bungalow erano rimaste chiuse. Evidentemente qualcuno ha deciso di dare una spinta alla natura.
Astuto Ma  difficile capire cosa sperasse di guadagnare quel tipo, a parte intorbidare le acque per un
paio di giorni.
Stavo pensando la stessa cosa. Forse era sufficiente. Ricordi quello che ha detto Diane Jacobsen?
Chiunque regga le fila di tutto questo, sta cercando di dimostrare qualcosa. Forse era semplicemente un
modo per farci capire quanto  scaltro.
 possibile. Tom mi rivolse un sorriso pensoso. E ci ti spinge a chiederti come faccia ad avere
tutte queste conoscenze in materia, no?
Era un'idea inquietante.
Stavo ancora rimuginando quando Tom entr nella serra. Si era rasato e cambiato, e aveva il tipico
colorito roseo di chi  appena uscito da una doccia bollente.
Scusa. Era la nostra telefonata mensile obbligatoria, disse.
L'amarezza nella sua voce mi stup. Sorrise, come se intendesse ammetterla, e si lasci cadere su una
sedia con un sospiro.
Mary ti ha offerto qualcosa da bere?
Alzai la birra. S, grazie.
Lui annu - ma sembrava ancora distratto.
Tutto bene? gli chiesi.
Certo. Tir irritato una fibra di rattan che sporgeva dal bracciolo della sedia. Riguarda solo Robert.
Doveva venirci a trovare tra un paio di settimane. Ora salta fuori che non ha tempo. Non  per me, ma
Mary non vedeva l'ora che arrivasse, e adesso Ah, be' tu non hai figli!
Il tentativo di sembrare disinvolto fall appena si rese conto della sua affermazione. Era una gaffe
innocente, ma parve sollevato quando il campanello annunci l'arrivo di Sam e Paul.
Scusate il ritardo, disse Paul, mentre Mary li accompagnava nella serra. Ho bucato mentre tornavo a
casa, e ho impiegato un secolo a pulirmi le mani da quel dannato sporco.
Adesso siete qui. Samantha, sei davvero radiosa, disse Tom, avvicinandosi per baciarla. Come stai?
Sam si sedette su una seggiola con lo schienale alto: i suoi movimenti risultavano goffi a causa del
pancione. Con i capelli raccolti in una coda di cavallo, il suo viso appariva giovane e pieno di salute.
Impaziente. Se la creatura non si d una mossa, presto avremo la nostra prima discussione.
Non farai in tempo ad accorgertene e dovrai gi accompagnarla a scuola, rise Tom.
L'arrivo di Sam e Paul gli aveva risollevato l'umore e, quando ci sedemmo a tavola, l'atmosfera era
serena e rilassata. La cena era semplice, e non particolarmente ricercata - salmone alla piastra con patate
arrosto e insalata -, ma Mary era una cuoca abbastanza brava da farla sembrare speciale. Mentre serviva
il dessert - torta calda di pesche ricoperta di gelato -, Sam si protese verso di me.
Come stai? Mi sembri meno inquieto dell'ultima volta che ci siamo visti, disse, con voce abbastanza
bassa perch nessun altro udisse.
Si riferiva all'episodio del ristorante in cui mi era parso di sentire il profumo di Grace Strachan.
Sembrava che fossero passate settimane, anche se era accaduto cinque giorni prima.
Ma da allora erano successe molte cose.
S, in effetti  cos. Sorrisi. A essere sincero, mi sento piuttosto bene.
Lei mi studi per qualche istante. S, si vede.
Dopo avermi stretto il braccio, si un nuovamente alla conversazione.
Finita la cena, Mary e Sam sparirono in cucina per preparare il caff, respingendo le nostre offerte di
aiuto. Sapete quanto noi che volete parlare di lavoro, e Sam e io abbiamo cose pi interessanti di cui
discutere.
Scommettiamo che si tratta di bambini? disse Tom, appena furono uscite. Si freg le mani. Be', io
mi far un bourbon.
Mi tenete compagnia? Ho bisogno di una scusa per aprire una bottiglia di Blanton's.
Solo un goccio, disse Paul.
David? Ho anche dello scotch, se preferisci.
Va bene il bourbon, grazie.
Tom armeggi nel mobiletto dei liquori, estraendone tre bicchieri e una caratteristica bottiglia con un
cavallo e un fantino in miniatura appollaiati sul tappo.  possibile avere del ghiaccio ma, se vado in
cucina, Mary mi far una lavata di capo perch bevo. Comunque, do per scontato che  qualcosa che
condividi anche tu, David.
Non avevo intenzione di sollevare alcuna obiezione. A volte, l'astinenza  pi dannosa dell'alcool. Tom
porse a ciascuno un bicchiere, poi sollev il proprio.
Alla vostra salute, signori.
Il bourbon era dolce, con un retrogusto di caramello. Lo sorseggiammo, assaporandolo in silenzio.
Tom si schiar la gola.
Dato che siete tutti e due qui, c' qualcosa che voglio dirvi.
In realt, non ti riguarda, David, per mi fa piacere che anche tu lo sappia.
Paul e io ci scambiammo un'occhiata. Tom guard pensoso il suo bourbon. Sapete che avevo in
mente di aspettare la fine dell'estate per andare in pensione. Be', ho deciso di non attendere fino ad
allora.
Paul pos il bicchiere. Stai scherzando.
L'ora  arrivata, disse Tom, semplicemente. Mi dispiace dirlo cos all'improvviso, ma Be', non 
un segreto che ultimamente la mia salute sia peggiorata. E devo tener conto di ci che  meglio per
Mary. Ho pensato che la fine del mese prossimo sarebbe un buon momento per lasciare.
Significherebbe soltanto anticipare di qualche settimana - e poi l'attivit del Centro non rester
paralizzata senza di me. Ho la sensazione che il prossimo direttore sar un tipo in gamba.
L'ultima frase era rivolta a Paul, ma questi non parve farci caso. L'hai gi detto a qualcun altro?
Solo a Mary. La prossima settimana, c' un consiglio di facolt.
Ho pensato che sarebbe un'ottima occasione per l'annuncio.
Ma volevo che voi lo sapeste prima.
Paul sembrava sbalordito. Ges, Tom. Non so cosa dire.
Che ne dici di 'Goditi la pensione!'? Tom fece un sorriso.
Non  la fine del mondo. Far ancora qualche consulenza, almeno lo spero. Diamine, potrei persino
cominciare a giocare a golf. Quindi, forza, niente musi lunghi. Facciamo un altro brindisi.
Allung la mano verso la bottiglia di Blanton's e riemp i nostri bicchieri. Avevo un nodo alla gola, ma
sapevo che Tom non voleva scene lacrimose. Alzai il tumbler.
Ai nuovi inizi.
Batt il suo bicchiere contro il mio. Brindiamo.
Il suo annuncio diede un sapore agrodolce al resto della serata.
Quando torn insieme a Sam, Mary sorrideva radiosamente, ma aveva gli occhi lucidi. Sam non tent
neppure di nascondere le proprie lacrime: lo abbracci cos stretto che lui dovette fare alcune acrobazie
per non schiacciarle il pancione.
Buon per te, aveva dichiarato, asciugandosi gli occhi.
Da parte sua, Tom aveva elargito grandi sorrisi, spiegando i progetti elaborati con Mary mentre le
teneva la mano. Ma, in sottofondo, c'era una tristezza che nessuna celebrazione avrebbe potuto
nascondere. Tom non stava semplicemente lasciando il lavoro.
Si trattava della fine di un'era.
Mi sentii estremamente felice di aver accettato il suo invito ad aiutarlo nell'indagine. Aveva detto che
sarebbe stata la nostra ultima occasione di lavorare insieme, ma non avevo idea che fosse anche l'ultimo
lavoro per lui. Mi chiesi se allora avesse gi preso quella decisione.
Poco dopo mezzanotte, mentre tornavo in albergo, mi rimproverai per non aver subito apprezzato
appieno l'opportunit che mi era stata data. Decisi di lasciarmi alle spalle i rimorsi, e di sfruttare al
massimo la collaborazione con Tom. Nel giro di un paio di giorni tutto sarebbe finito.
Perlomeno era quello che pensai. Non avrei dovuto illudermi.
Il giorno dopo, trovarono un altro cadavere.
Le immagini si formano lentamente, emergendo come fantasmi sul foglio bianco. La lampada getta un
bagliore rosso sangue sulla stanzetta, mentre aspetti il momento giusto; poi sollevi il foglio dei provini
dalla vasca con il liquido di sviluppo e lo immergi nel bagno d'arresto, prima di passarlo nel fissativo.
Ecco. Perfetto. Anche se non te ne accorgi, fischietti piano: un'esalazione ansante, quasi muta, che non rimanda a
nessun brano musicale in particolare. Per quanto angusta sia la camera oscura, adori stare l. Ti fa pensare alla cella di un
monaco: pacifica e meditativa,  un mondo autosufficiente. Immerso nella luce color carminio che trasfigura ogni forma, ti
senti isolato da tutto, finalmente in grado di concentrarti per portare alla vita le immagini, fissandole sulla carta lucida.
Ed  cos che dovrebbe essere. Il gioco cui ti stai dedicando - quello di costringere il TBI e i suoi
cosiddetti esperti a inseguire la propria coda -  un gradito sollievo e una lusinga per il tuo ego. Dio
sa che hai il diritto di concedertelo dopo tutti i sacrifici che ti sei sobbarcato. Comunque, non dovresti
dimenticare il fatto che  solo un diversivo. L'essenziale - il vero lavoro - avviene in questa stanzetta.
Niente  pi importante di questo.
Ci sono voluti anni per arrivare a questo punto: hai imparato attraverso i tentativi e gli errori. La prima
macchina fotografica l'hai comprata in un monte dei pegni, una vecchia Kodak Instamatic che, per
mancanza di esperienza, credevi adatta alle tue esigenze. Poteva catturare l'attimo - ma non nei dettagli.
Troppo lenta, troppo sfocata, troppo inaffidabile. Non si avvicinava neppure lontanamente alla precisione, al controllo
che volevi.
Da allora, ne hai provate tante. Per qualche tempo, ti sei entusiasmato per le macchine digitali, ma nonostante risultino
particolarmente pratiche mancano - e qui sorridi a te stesso - dell'anima della pellicola. I pixel non hanno la profondit, la
risonanza che stai cercando. Per quanto alta sia la risoluzione, per quanto realistici siano i colori, le immagini sono pur
sempre approssimazioni impressionistiche del soggetto. Mentre la pellicola ne cattura in parte l'essenza, in un traslato che
va al di l del processo chimico. Una vera fotografia  creata dalla luce, pura e semplice: una pennellata di fotoni che
lascia il segno sulla tela della pellicola. Esiste un legame fisico tra il fotografo e il soggetto che richiede discernimento,
abilit.  sufficiente lasciare il foglio troppo a lungo nel bagno di sviluppo perch l'immagine si trasformi in un disastro
scuro e incomprensibile.
Per un tempo troppo breve, invece, diventa una pallida opportunit mancata, abortita. S, la pellicola
era indubbiamente pi ardua e impegnativa.
In qualsiasi caso, nessuno ha detto che la ricerca sarebbe stata facile.
 proprio di questo che si tratta - di una ricerca. Il tuo Santo Graal: solo che hai la certezza che quello
che stai cercando esiste veramente. L'hai visto. E quello che hai visto una volta, puoi rivederlo.
Provi l'abituale nervosismo quando sollevi il foglio dei provini gocciolante dal bagno di fissaggio - con
cautela, poich una volta ti  schizzato il liquido negli occhi - e lo risciacqui nell'acqua fredda.  il
momento della verit. (Al tuo ritorno, l'uomo era pronto, la paura e l'ansia l'avevano reso tanto vigile da
scattare per un nonnulla - come accadeva sempre.) Anche se cerchi di limitare le tue aspettative, ti 
inevitabile pregustare speranzosamente il risultato, mentre di una scorsa alla carta lucida. Ma la tua
eccitazione scema man mano che esamini le immagini dei minuscoli provini, scartandole una dopo
l'altra.
Sfocata. No. No.
Inutile!
In un improvviso accesso di rabbia, strappi in due il foglio e lo getti via. Ti scagli contro le vasche di
sviluppo e le rovesci - sul pavimento, fiotti e schizzi di prodotti chimici. Alzi la mano per colpire gli
scaffali ingombri di bottiglie, prima di riuscire a trattenerti. Stringendo i pugni, resti immobile al centro
della stanza, col petto ansante per lo sforzo di soffocare la tua collera.
L'odore dei liquidi di sviluppo rovesciati riempie la stanzetta.
L'improvvisa rabbia svanisce mentre guardi il disastro.
Svogliatamente, cominci a raccogliere i pezzi strappati - decidi di lasciar perdere. Possono attendere. Le
esalazioni chimiche sono soffocanti; qualche schizzo ti  finito sul braccio. Sta gi cominciando a
pruderti: per le passate esperienze, sai che ti brucer, se non lo lavi.
Mentre esci dalla camera oscura, ti senti gi un po' pi calmo: la delusione sta svaporando. Ormai ci hai
fatto l'abitudine, e non hai tempo per indugiare in quella situazione. Hai troppe cose da fare, troppe da
preparare. Il pensiero rid elasticit al tuo passo. L'insuccesso  sempre frustrante, ma devi saper vedere
le cose in prospettiva. C' sempre una prossima volta.
11
Il mattino dopo, Tom mi chiam prima che lasciassi l'albergo.
Il TBI ha trovato dei resti umani a Steeple Hill. Fece una pausa. Non erano stati sepolti.
Per evitare di usare due auto, pass a prendermi in hotel.
Adesso non sarebbero sorte discussioni sull'opportunit della mia presenza: ormai esisteva un tacito
accordo sul fatto che non avrebbe lavorato da solo. Ripensando alla sera prima, mi chiesi quale fosse il
suo umore e se covasse qualche rimpianto per l'annuncio del suo pensionamento anticipato. Se era cos,
lo nascose assai bene.
Allora come ti senti? gli chiesi, mentre ci avviavamo.
Mi rispose con un'alzata di spalle. Andare in pensione non  la fine del mondo. La vita va avanti, no?
Ne convenni.
Questa volta, il sole era gi spuntato, quando ci avvicinammo ai cancelli malconci di Steeple Hill. La
fitta pineta che confinava con i suoi terreni risultava pressoch impenetrabile, come se tra quei tronchi
stretti l'uno all'altro fosse ancora notte.
Davanti al cancello del cimitero c'erano alcuni agenti di polizia in uniforme, che impedivano l'accesso
agli operatori della stampa gi raccolti l. Evidentemente la voce del rinvenimento era trapelata.
Sommata alla precedente esumazione, poteva dirsi una manna per i media affamati di notizie. Mentre
Tom rallentava per mostrare un documento, un fotografo si accosci per scattarci un'istantanea
attraverso il finestrino.
Digli che pu avere il mio autografo per dieci dollari, borbott Tom, entrando.
Superammo la tomba dell'esumazione di qualche giorno prima, dirigendoci verso l'edificio principale.
La cappella di Steeple Hill aveva l'aria di esser stata costruita negli anni sessanta, quando il sogno
americano si era impadronito persino dell'industria funeraria. Si trattava di un modesto tentativo di
scimmiottare il modernismo: un edificio di un solo piano col tetto piatto, che aspirava a imitare i canoni
di Frank Lloyd Wright, ma fallendo miseramente. I mattoni colorati di vetrocemento che formavano
uno dei muri accanto all'ingresso apparivano sporchi e incrinati; le proporzioni della costruzione erano
sbagliate, sebbene non fossi in grado di spiegare perch. Un campanile sorgeva dal tetto piatto, fuori
luogo come un cappello da strega su un tavolo. Sulla cima c'era un crocefisso di metallo che ricordava
due sbarre arrugginite saldate in tutta fretta.
Gardner era davanti alla cappella, intento a parlare con un gruppo di agenti della Scientifica dalle tute
bianche macchiate e sudicie. Appena ci vide, ci venne incontro.
 sul retro, disse, senza preamboli.
Mentre lo seguivamo lungo il fianco della cappella, nonostante il sole, cadde un'improvvisa pioggia, che
riemp l'aria di gocce argentate. Cess rapidamente com'era cominciata, lasciando minuscoli prismi di
luce a scintillare tra l'erba e sui cespugli.
Gardner ci condusse lungo un vialetto di ghiaia - che divenne sempre pi indistinguibile e invaso dalle
erbacce man mano che procedevamo. Quando raggiungemmo l'alta siepe di tasso che nascondeva alla
vista il retro, si era ridotto a poco pi di un sentiero creato da passi che avevano appiattito l'erba.
Se la facciata della cappella era fatiscente, dietro la siepe la rovina di Steeple Hill si rivelava
completamente. Il retro di un'orribile nuova ala si affacciava su un cortile recintato e disseminato di
attrezzi arrugginiti e recipienti vuoti. Mozziconi schiacciati erano sparsi sul selciato nei pressi della porta
posteriore, simili a losanghe di un bianco sporco. Su quello spazio regnava un'aria di abbandono e
degrado, dominata dalle mosche che tracciavano cerchi eccitati intorno alla spazzatura.
L dentro c' la camera mortuaria, disse Gardner, accennando alla nuova ala, La squadra della
Scientifica non ha ancora trovato niente, ma il Dipartimento per la Tutela dell'Ambiente non  troppo
contento della gestione di York.
Mentre ci avvicinavamo alla soglia, ci giunse lo strepito di un alterco. All'interno, vidi Diane Jacobsen:
era pi bassa di una testa dei tre uomini che stavano con lei, ma aveva il mento rivolto spavaldamente
all'ins. Immaginai che due degli uomini fossero i funzionari del Dipartimento per la Tutela
dell'Ambiente cui Gardner aveva accennato. Il terzo era York. La sua voce era quasi un urlo, vibrante
d'emozione, mentre menava fendenti all'aria col dito.
 scandalo! Questa  un'azienda rispettabile! Non tollero simili insinuazioni
Nessuno sta insinuando niente, signore, interloqu Diane Jacobsen, cortese ma energica. Tutto ci
riguarda un'indagine per omicidio, quindi  nel suo interesse collaborare.
L'impresario di pompe funebri aveva gli occhi fuori dalle orbite.  sorda? Vi ho gi detto che non so
niente! Avete idea del danno che state arrecando alla mia reputazione?
Sembrava che non si rendesse conto dello squallore che lo circondava. Vedendoci passare, si interruppe
a met della protesta.
Dottor Lieberman! grid, precipitandosi verso di noi.
Signore, le sarei grato se mi aiutasse a chiarire uno spiacevole equivoco! Da professionista a
professionista, potrebbe spiegare a queste persone che io non ho niente a che fare con una simile
storia?
Tom fece involontariamente un passo indietro, mentre l'impresario delle pompe funebri piombava su di
lui. Gardner si interpose tra loro.
Signor York, il dottor Lieberman  qui come collaboratore del TBI. Torni dentro, e l'agente Jacobsen
la
No, non lo far! Non ho intenzione di restare a guardare mentre il buon nome di Steeple Hill viene
trascinato nel fango! Nel sole mattutino, notai che l'abito di York era sudicio e sgualcito; sul colletto
della camicia campeggiava una striscia di forfora. Non si era rasato, e una glassa di basette grigie gli
incrostava le guance.
Diane Jacobsen gli si era messa al fianco, dimodoch l'impresario fosse bloccato tra lei e Gardner.
Accanto alla sciatteria di York, sembrava fresca come una rosa. Emanava un effluvio di sapone e una
fragranza morbida, non troppo elaborata.
Ma nel suo tono non c'era alcuna dolcezza, e aveva un contegno deciso, calmo e dignitoso. Deve
tornare dentro, signore.
I funzionari del Dipartimento per la Tutela dell'Ambiente hanno ancora qualche domanda da
rivolgerle.
York si lasci scortare nell'edificio, ma continu a fissarci da sopra la spalla.
Questa  una cospirazione! Una cospirazione! Credete forse che non sappia quello che sta succedendo?
Lo credete davvero?
La sua voce continu a echeggiare alle nostre spalle, mentre Gardner si poneva al fianco di Tom.
Scusa per questa scena.
Tom sorrise, ma sembrava scosso. Si direbbe piuttosto infuriato.
Il peggio deve ancora venire.
Gardner ci condusse nel boschetto dietro la camera mortuaria della cappella. L'impresa di pompe
funebri si affacciava su una pineta. Tra i tronchi era stato teso il solito nastro per delimitare la scena del
crimine: attraverso i rami, scorsi delle sagome vestite di bianco al lavoro.
Uno dei cani ha trovato dei resti umani, disse Gardner.
Sono disseminati ovunque ma, a quanto pare, appartengono a un'unica persona.
Sono sicuramente umani? chiese Tom.
Sembra proprio di s. All'inizio, non ne eravamo certi, perch erano terribilmente rosicchiati. Poi
abbiamo trovato un teschio, e quindi l'ipotesi che appartengano a un soggetto umano  diventata pi
plausibile. Ma dopo l'affare Tri-State, non vogliamo correre rischi.
Non lo biasimavo. Il crematorio Tri-State di Noble, in Georgia, era finito sulle prime pagine dei
quotidiani di tutto il mondo nel 2002, quando degli ispettori avevano trovato un teschio nei suoi terreni.
Si era rivelato la punta di un macabro iceberg.
Per una ragione che non riusc mai a spiegare in modo soddisfacente, il proprietario aveva
semplicemente conservato molti dei cadaveri che avrebbe dovuto cremare. I resti di oltre trecento
persone erano stati stipati in anguste cripte o abbandonati nel bosco circostante. Ne erano stati ritrovati
persino nell'abitazione del custode. Tuttavia, per quanto orribile fosse stata la vicenda del Tri-State,
esisteva un'importante differenza con la situazione attuale.
Nessuna delle vittime era stata uccisa.
Gardner ci condusse al margine del bosco, dove c'era un tavolo su cavalletti, ingombro di mascherine e
indumenti protettivi.
A qualche metro di distanza, i pini formavano quasi una muraglia.
L'agente del TBI guard dubbioso Tom, come se solo allora cominciasse a interrogarsi sull'opportunit
della sua richiesta.
Sei sicuro di sentirtela?
Sono stato in posti peggiori. Tom aveva gi cominciato ad aprire il sacchetto di una tuta usa-e-getta.
Gardner non sembrava affatto convinto di quella decisione ma, quando si accorse che lo stavo
osservando, cancell ogni traccia di preoccupazione dal proprio volto.
Allora ti lascio al lavoro.
Aspettai che fosse tornato nella camera mortuaria della cappella.
Ha ragione, Tom. L dentro sar dura.
Non avr problemi.
Dal suo atteggiamento caparbio, capii che tentare di dissuaderlo sarebbe stata una perdita di tempo.
Tirai su la cerniera della tuta e mi infilai i guanti e le soprascarpe. Quando Tom fu pronto, ci avviammo
nel bosco.
Fummo avvolti dal silenzio, come se fossimo stati bruscamente isolati dal mondo esterno. I rami di
pino stormivano sopra le nostre teste, e uno spesso tappeto di aghi verdi si stendeva sotto i nostri piedi,
come una stuoia di fibra di cocco, costellata di pigne cadute. Una fresca fragranza di abete si insinu
sotto la mia mascherina, offrendomi un gradito sollievo dopo lo squallore dell'impresa di pompe
funebri.
Ma non dur molto. Sotto ai pini, l'aria era densa e immobile - non c'era un alito di vento. Mi accorsi
quasi subito di aver cominciato a sudare, mentre ci chinavamo sotto i rami bassi e ci aprivamo la strada
verso l'agente biancovestito pi vicino.
Allora, cos'avete trovato? chiese Tom, sforzandosi di dissimulare il fiato corto.
Anche se era difficile distinguerli sotto gli ingombranti indumenti protettivi e le mascherine, riconobbi
l'uomo corpulento che avevo visto nel bungalow. Lenny? No, Jerry. Aveva il volto arrossato e imperlato
di sudore, e la tuta cosparsa di aghi di pino e frammenti di corteccia.
Oh, Dio, sar una giornata estremamente lunga, questa, ansim, raddrizzandosi. Abbiamo trovato
un teschio e i resti di una gabbia toracica, oltre a qualche altro osso. Sono sparsi ovunque, qui intorno,
anche quelli pi grandi. E questi dannati alberi sono un inferno. Pi in l, c' un recinto, ma  a pezzi, e
non pu bloccare il passaggio a nessuno. Sia che abbia quattro zampe o due gambe.
Vestiti?
No, ma c' qualcosa che assomiglia a un vecchio lenzuolo.
Forse c'era avvolto il corpo.
Ci allontanammo, dirigendoci verso il posto del ritrovamento pi vicino. Il terreno era disseminato di
bandierine, come il green trascurato di un campo da golf, ciascuna delle quali segnalava un diverso
reperto. Quella pi vicina era stata piantata accanto a ci che restava di un bacino. Era sotto un albero,
cosicch dovemmo chinarci quasi ad angolo retto per raggiungerla, scivolando sul tappeto di aghi di
pino che offriva un attrito assai scarso. Lanciai un'occhiata a Tom, sperando che questa acrobazia non
fosse superiore alle sue forze: a causa della mascherina che gli copriva il volto era difficile capirlo.
Il bacino era rosicchiato al punto da render molto difficile stabilire se fosse quello di un uomo o di una
donna, ma il femore che giaceva accanto a esso ci forn delle indicazioni. Anche se entrambe le
estremit del grande osso della coscia erano rigate e bucherellate dai denti di qualche animale, dalla sua
lunghezza si evidenziava chiaramente che era appartenuto a un uomo.
Assai grosso, disse Tom, accovacciandosi per esaminarlo.
Quanto doveva esser alto il suo proprietario?
Pi di uno e ottanta. Quant'era alto Willis Dexter?
Uno e ottantacinque. Tom sorrise dietro la mascherina: evidentemente aveva avuto il mio stesso
pensiero. Dentro di noi, si stava formando l'impressione di aver trovato l'uomo che avrebbe dovuto
essere seppellito molto tempo prima. Bene, vediamo cos'altro c'.
Mentre cercavamo di aprirci il cammino tra gli alberi, con i bassi rami che ci graffiavano, venimmo
inondati da una doccia di aghi. Tom non mostrava segni evidenti di affaticamento, ma era una prova
assai dura. Il sudore mi rigava il volto, e cominciavo ad avvertire dei crampi per il fatto di dover
avanzare accosciato.
L'odore di pino adesso era nauseante, e la pelle mi prudeva sotto quella tuta soffocante.
I resti di quello che un tempo era stato un lenzuolo giacevano a una certa distanza dal bacino. Sudici e
strappati, erano stati contrassegnati con una bandierina di diverso colore per distinguerli dalle ossa.
Vicino a essi, parzialmente nascosta dagli aghi di pino caduti che ingombravano il suolo, c'era una
gabbia toracica. Qualche formica sfrecciava alacremente su di essa, facendo provviste delle ultime tracce
di carne - ne erano rimaste davvero poche. Le ossa apparivano ripulite da tempo; inoltre, mancavano lo
sterno e alcune delle costole pi piccole.
Si direbbe che il corpo sia stato abbandonato qui, osserv Tom, mentre scattavo le fotografie. Dal
modo in cui sono sparpagliate le ossa, non mi sembra di notare niente di anomalo.
Direi che  opera degli animali, pi che di uno smembramento.
La natura aborre lo spreco, e un cadavere lasciato all'aria aperta diventa rapidamente una fonte di cibo
per gli animali selvatici dell'area. Cani, volpi, uccelli e roditori - persino orsi, in alcune zone degli Stati
Uniti - partecipano al banchetto, staccando e portando via tutto ci che riescono. Ma dato che il tronco
 troppo voluminoso perch i saprofagi - a parte quelli pi grandi - siano in grado di spostarlo, tende a
venir consumato in loco. E questo significa che solitamente la gabbia toracica indica il luogo in cui il
corpo si trovava in origine.
Tom scrut l'estremit di una delle costole. Mi fece cenno di avvicinarmi. Osserva qui: segni di sega.
Come la maggior parte delle altre ossa, la gabbia toracica era stata rosicchiata. Ma tra i segni dei denti
erano ancora visibili delle linee parallele: sottili striature che correvano lungo l'estremit dell'osso.
Sembrerebbe la traccia della lama di un seghetto da ferro.
Del tipo usato per le autopsie, dissi. Durante un esame autoptico, la procedura standard  quella di
tagliare la gabbia toracica su entrambi i lati dello sterno, in modo da poterla rimuovere e avere accesso
agli organi sottostanti. A volte si usa il costotomo, ma spesso si preferisce la rapidit della sega elettrica.
Che avrebbe lasciato esattamente segni identici a questi.
Sembra sempre pi probabile che abbiamo trovato Willis Dexter, no? disse Tom. Fece per
raddrizzarsi. Maschio, altezza corrispondente, e con segni di taglio autoptico sulle costole.
E i vestiti di Dexter erano bruciati nell'incidente d'auto.
In mancanza di un famigliare che ne fornisse altri, esistono considerevoli probabilit che sia stato
abbandonato nel lenzuolo con cui era arrivato dall'obitorio. Anche la tempistica sembra corrispondere.
Sulle ossa, non c' traccia di muschio o di licheni, quindi sono rimaste qui meno di un anno. E questo
sembra
Prese improvvisamente ad ansimare e si ripieg su se stesso, stringendosi convulsamente il petto. Gli
tolsi la mascherina: dovetti nascondere il panico che mi invase quando vidi il pallore cereo del suo
volto.
Dove sono le pastiglie?
Aveva la bocca deformata da una smorfia. Tasca laterale
Gli strappai la tuta, rimproverandomi: Non avresti dovuto permettergli di fare questo sforzo! Se avesse subito un
collasso l C'era una tasca con un bottone sulla coscia dei suoi pantaloni cachi. La aprii, ma non
riuscii a trovare le pastiglie.
Qui non ci sono. Mi sforzai di non lasciar trasparire la trepidazione dalla mia voce.
Il dolore lo costringeva a strizzare le palpebre di continuo.
Sulle sue labbra era apparsa una sfumatura bluastra. Camicia
Gli tastai la tasca della camicia e sentii una forma dura e tozza. Grazie a Dio! Tirai fuori il flacone, svitai
il tappo e lo piegai per far uscire una delle minuscole pastiglie. La mano di Tom tremava mentre se la
infilava sotto la lingua. Per qualche istante, non accadde nulla; poi la tensione cominci ad abbandonare
il suo volto.
Meglio? gli chiesi. Lui annu - era troppo debilitato per parlare. Rilassati un paio di minuti.
Poco distante si ud un fruscio: poi Jerry, il corpulento agente della Scientifica, ci raggiunse. Tutto
bene?
Prima di poter rispondere, sentii la mano di Tom stringersi intorno al mio braccio. S. Solo un po' di
fiato corto.
L'agente non appariva affatto convinto, ma ci lasci soli.
Appena si fu allontanato, le spalle di Tom si afflosciarono di nuovo.
Ce la fai a camminare? gli chiesi.
Trasse un respiro incerto. Credo di s셻
Forza, andiamocene da qui.
Penso di farcela. Ma tu continua.
Non ho intenzione di lasciarti
Mi strinse di nuovo il braccio. Nei suoi occhi c'era una tacita supplica. Per favore, David.
Non mi piaceva l'idea che tornasse indietro da solo ma, se avessi insistito per accompagnarlo, avrei
soltanto accresciuto la sua agitazione. Guardai attraverso gli alberi il margine del bosco, per capire
quanto fosse distante.
Me la prendo comoda, disse, intuendo i miei pensieri. E ti prometto di riposarmi appena arrivato.
Devi andare da un medico.
L'ho appena fatto. Un debole sorriso. Non angustiarti.
Cerca di finire qui.
Preoccupato, lo osservai mentre procedeva tra gli alberi, guardando attentamente dove metteva i piedi e
muovendosi con la prudenza di un anziano. Aspettai che raggiungesse il limitare della pineta e
scomparisse oltre i rami fitti, emergendo nella luce del sole. Poi tornai da Jerry, intento a esaminare
qualcosa sul terreno: forse era un frammento d'osso. Quando gli fui vicino, sollev lo sguardo.
Sta bene?
 solo il caldo. Prima hai detto di aver trovato un teschio?
Mi affrettai a cambiare discorso.
Mi condusse in fondo a un pendio, dov'era stata piantata un'altra bandierina.
Accanto a essa si stagliava la pallida cupola di un cranio umano, semisepolto tra gli aghi di pino. La
mandibola era sparita, e il teschio giaceva semirovesciato, simile a una sbilenca ciotola d'avorio sporca.
La ponderosit della struttura ossea suggeriva che fosse il cranio di un uomo; scorsi le linee di frattura
che si irradiavano sull'osso frontale. Era il genere di lesione provocata dall'impatto con un oggetto
piatto e duro.
Come il parabrezza di un'auto.
Adesso ero sicuro che si trattasse dei resti di Willis Dexter, che non avrebbero avuto molto da
comunicarci. Ora era quasi certo che la morte del meccanico fosse avvenuta in un incidente
automobilistico: no, non era stato vittima di un omicidio. Il suo unico legame con i delitti era costituito
dalla bara e dalla tomba di cui era stato espropriato dall'assassino. Se fossimo riusciti a stabilire che gli
mancava una mano, o anche solo un dito, avremmo almeno spiegato perch le sue impronte digitali
fossero finite sul contenitore della pellicola a distanza di tutto quel tempo dalla sua morte. Ma il carpo e
le falangi non erano ancora stati ritrovati, e data l'estensione del bosco risultava assai improbabile che
venissero rinvenuti in futuro. I resti erano stati passati accuratamente al vaglio dai saprofagi. Anche se
non erano ancora diventate cibo, ormai le ossa pi piccole potevano essere ovunque.
Un viaggio inutile, eh, dottore? disse allegramente Jerry, mentre fotografavo l'ultimo ritrovamento -
una costola rosicchiata al punto da essere ridotta a met delle sue dimensioni originali.
Non c' molto da dire, se non che si tratta di ossa umane.
E questo avremmo potuto confermarvelo anche noi. A ogni modo, se ha finito, non ci dispiacerebbe
cominciare a imbustare e impacchettare.
Era un'allusione assai poco velata. Stavo per accontentarlo, quando notai un'altra bandierina.
L cosa c'?
Solo alcuni denti. Devono essere caduti quando la mandibola  stata staccata.
Niente di strano, no. Di solito, i saprofagi mangiano prima la faccia, ed era altamente probabile che i
denti fossero caduti dalla mandibola mancante. Avevo quasi deciso di non prendermi il disturbo di
osservarli. Stanco e accaldato, volevo andare ad accertarmi della salute di Tom. Ma avevo imparato a
mie spese a non dare nulla per scontato.
Farei meglio a dare un'occhiata, dissi.
La bandierina era stata conficcata tra le radici esposte di un pino striminzito. Non era distante dal punto
in cui giaceva la gabbia toracica, ma solo quando fui molto vicino riuscii a scorgere le pepite d'avorio.
C'erano quattro molari, ricoperti di terriccio e quasi invisibili tra gli aghi di pino. Il fatto che li avessero
trovati dimostrava con quanta accuratezza fossero state svolte le ricerche. Ma mentre li guardavo, ebbi
la sensazione che qualcosa non quadrasse
Quando capii di cosa si trattava, dimenticai all'istante il caldo e il fastidio.
Che diavolo? Mi protesi per vedere meglio.
Sono solo dei denti, come le dicevo. Ora abbiamo finito? mi chiese Jerry, mentre li fotografavo.
L'allusione adesso era molto chiara.
Sono gi state scattate alcune fotografie?
Lessi nel suo sguardo che reputava idiota la domanda. Dottore, abbiamo fatto cos tante foto che ci
escono dal culo.
Mi rialzai. Ne farei ancora qualcuna. Vi serviranno.
Lo lasciai l a fissarmi, e mi avviai verso il margine del bosco.
Un rivolo di sudore mi scendeva lungo il dorso mentre abbandonavo il claustrofobico riparo offerto
dagli alberi e mi toglievo la mascherina, provando un senso di liberazione. Slacciandomi la tuta, passai
sotto il nastro che delimitava la scena del crimine; mi guardai intorno alla ricerca di Tom. Era a una
certa distanza, impegnato a parlare con Gardner e Diane Jacobsen all'ombra della siepe di tasso.
Sembrava che si fosse ripreso, ma il sollievo svan non appena vidi Hicks insieme a loro.
Un attimo dopo, udii le voci concitate.
 non  legale che partecipi a questa indagine! Lo sai meglio di me!
 ridicolo. Stai solo cavillando, Donald, disse Tom.
Cavillando? Il sole luccic sulla pelata del medico legale, mentre protendeva il mento. Credi che un
giudice stia 'cavillando' quando rigetta l'istanza di rinvio a giudizio perch un consulente tecnico ha
lasciato un assistente privo di supervisione, permettendogli di vagare sulla scena del crimine? Un
assistente che, con ogni probabilit, non sar pi nel paese quando il caso arriver davanti alla corte?
Non era difficile intuire di chi stessero parlando. Quando mi avvicinai, tacquero.
Come ti senti? chiesi a Tom. Cominciamo dalle cose pi importanti.
Sto bene. Avevo solo bisogno di un sorso d'acqua.
Guardandolo da vicino, mi accorsi che era ancora pallido: comunque, il suo aspetto era decisamente
migliorato. Poi mi lanci un'occhiata, per farmi capire che non avrei dovuto menzionare l'attacco
davanti agli altri.
Mi voltai verso Gardner. Qualche problema?
Puoi giurarci che c' qualche problema! interloqu Hicks.
Nonostante l'indignazione, non mi sfugg che si stava divertendo enormemente.
Forse dovremmo discuterne un'altra volta, sugger Gardner, con voce stanca.
Ma il medico legale non aveva nessuna intenzione di mollare la presa. No,  qualcosa che va risolto
subito! Stiamo lavorando a una delle indagini su un serial-killer pi importanti degli ultimi anni, in
questo stato. Non possiamo rischiare che dei dilettanti rovinino tutto!
Dilettanti? Temendo di perdere le staffe, decisi di tapparmi la bocca. Qualunque cosa avessi detto, avrei
soltanto peggiorato la situazione.
David  competente quanto me, da ogni punto di vista, disse Tom. Non aveva l'energia per discutere.
Hicks lo incalz con il dito.
Questo  irrilevante! Non avrebbe dovuto gironzolare indisturbato sulla scena del crimine! Cosa ne
dice, Gardner Ha intenzione di effettuare una vendita di biglietti, in modo che chiunque possa
entrare?
I muscoli della mascella di Gardner si irrigidirono, ma la frase aveva colpito nel segno. Non ha tutti i
torti, Tom.
Maledizione, Dan, David ci sta facendo un favore!
Ormai ne avevo abbastanza. Era ovvio come sarebbe finita.
Non c' problema. Non voglio rendervi le cose difficili.
Tom parve affranto, ma Hicks riusc a malapena a trattenere l'esultanza.
Senza offesa, dottor Hunter, no? Sono certo che lei goda di molta considerazione in patria, ma qui
siamo nel Tennessee.
Questi sono affari che non la riguardano.
Non mi fidavo ad aprir bocca. Diane Jacobsen stava fissando Hicks con un'espressione indecifrabile.
Gardner aveva l'aria di desiderare soltanto che quella faccenda finisse prima possibile.
Mi dispiace, David disse Tom, impotente.
Non c' problema. Gli porsi la macchina fotografica. Volevo solo andarmene. Dove, non era
importante. Ce la fai?
Non volevo aggiungere alcunch, almeno di fronte agli altri, ma Tom cap cosa intendevo dire. Mi
rivolse un rapido e imbarazzato cenno d'assenso. Quando stavo per voltarmi, mi ricordai di ci che
dovevo dirgli.
Date un'occhiata ai denti ritrovati laggi. Non appartengono agli altri resti.
Come pu dirlo? chiese Hicks.
Perch sono di un maiale.
Questo lo indusse al silenzio. Vidi un lampo di curiosit negli occhi di Tom. Premolari?
Annuii, sapendo che avrebbe capito. Ma fu l'unico. Hicks mi stava fissando torvamente, come se
sospettasse un qualche trucco.
Mi state dicendo che sono stati rinvenuti denti di maiale?
Cosa diavolo ci fanno l?
Non lo chieda a me. Sono solo un dilettante.
Era una frecciata d'accatto, ma non riuscii a trattenermi.
Mentre mi allontanavo, scorsi un sorriso sul volto di Tom: mi parve che potesse essercene un'ombra
anche su quello di Diane Jacobsen.
Questo, per, non mi fece sentire meglio. Tornai sui miei passi fino alla facciata della cappella; mi tolsi
la tuta con tale violenza che il sottile tessuto si strapp. Mi liberai di essa e la ficcai in un cestino di
plastica gi pieno a met di indumenti protettivi. Quando mi sfilai i guanti di gomma ne sgocciol il
sudore: sul terriccio si formarono delle chiazze scure che ricordavano un quadro astratto. Le mie mani
erano pallide e raggrinzite per esser rimaste chiuse troppo a lungo nel lattice asfittico, e per un attimo
ebbi un dj-vu.
Cosa? Cosa mi ricorda?
Ma ero troppo arrabbiato per soffermarmi a riflettere. E un pensiero pi pressante e reale mi aveva
attraversato la mente.
Ero venuto a Steeple Hill sull'auto di Tom. Dopo la mia grandiosa uscita di scena, mi ritrovavo
bloccato l.
Oh, fantastico. Gettai i guanti nel cestino e tirai fuori il cellulare, prima di rendermi conto di non
conoscere il numero locale dei taxi. Ma anche se l'avessi saputo, l'auto non sarebbe potuta entrare nel
cimitero.
Imprecai sottovoce. Avrei sempre potuto aspettare che Tom finisse, tuttavia il mio orgoglio non me lo
avrebbe permesso.
Bene. Vado a piedi. Ero consapevole della mia irragionevolezza, ma mi sentivo furibondo al punto che
non mi importava. Mi avviai verso il cancello.
Dottor Hunter!
Mi voltai e vidi Diane Jacobsen che veniva verso di me sul vialetto. Aveva il sole in faccia, la qual cosa
la costringeva a socchiudere le palpebre nella luce abbacinante. E questo fece comparire delle zampe di
gallina agli angoli degli occhi grigi, conferendole un'aria interrogativa - quasi comica - che ammorbidiva
i suoi lineamenti.
Il dottor Lieberman ha detto che  senza auto. Come fa a tornare in citt?
Me la caver.
La accompagno.
Lasci stare, grazie. Non ero dell'umore giusto per accettare favori.
Mentre si scostava una ciocca di capelli dal viso, sistemandosela dietro l'orecchio, aveva un'espressione
imperscrutabile.
Le sconsiglio di andare a piedi. Anche in considerazione di tutti i giornalisti che bivaccano l fuori.
Non ci avevo pensato. La rabbia cominci a svanire - mi sentii un perfetto idiota.
Vado a prendere la macchina, disse lei.
12
Il silenzio che regnava nell'auto non poteva essere definito cordiale, ma neppure imbarazzato. Io
non ero in vena di chiacchiere, e Diane Jacobsen sembrava assorta in altri pensieri.
La mia rabbia era sbollita, tuttavia c'era ancora un focolaio di risentimento che rifiutava di estinguersi.
Mi scostai la camicia dalla pelle: ero ancora accaldato e oppresso da un senso di disagio per il tempo
passato nella pineta.
Il sole aveva trasformato l'abitacolo dell'auto in un forno, ma l'aria condizionata stava finalmente
cominciando a vincere la calura. Di pessimo umore, guardavo fuori dal finestrino, osservando
l'interminabile susseguirsi di negozi e fast-food: vetro, mattoni e cemento sullo sfondo del verde scuro
delle montagne.
Ero pi che mai consapevole dell'estraneit del paesaggio.
Non appartenevo a questo luogo. E sicuramente non ero il benvenuto.
In fin dei conti, forse avrei dovuto cercarmi un volo per un rientro anticipato.
Forse non le piacer sentirmelo dire, ma Hicks non ha totalmente torto, disse la Jacobsen,
riscuotendomi dai miei pensieri.
Il dottor Lieberman  un consulente ufficiale del TBI.
Lei no.
So come agire in una scena del crimine, dissi, punto sul vivo.
Non ne dubito. Comunque, non sono le sue competenze a essere in discussione. Se arriviamo in
tribunale, non possiamo permetterci che un avvocato sostenga che non  stata seguita la procedura
corretta. Si volt per guardarmi: negli occhi grigi c'era un'espressione innocente. Dovrebbe saperlo.
Sentii la mia ira svanire insieme alla convinzione di essere dalla parte del giusto. Aveva ragione. E in
gioco c'era qualcosa di assai pi importante del mio orgoglio.
Il dottor Lieberman  malato, vero?
La domanda mi colse di sorpresa. Cosa glielo fa pensare?
Diane Jacobsen continu a fissare la strada. Mio padre aveva problemi di cuore. Aveva la stessa cera.
E cos' successo? chiesi.
 morto.
Mi dispiace.
 accaduto anni fa, disse, chiudendo l'argomento.
Il suo volto era studiatamente inespressivo, ma io intuii che si rammaricava di aver rivelato anche
soltanto un particolare della sua vita privata. Mi resi conto di quanto fosse attraente.
L'avevo gi notato, ovviamente, ma solo in modo accademico, come si potrebbero ammirare la
bellezza e le forme di una statua di marmo.
Adesso, per, negli angusti confini di quell'abitacolo, ne divenni fin troppo consapevole. Si era tolta la
giacca, e la camicetta bianca con le maniche corte metteva in risalto la tonicit dei muscoli delle sue
braccia. Aveva ancora la fondina della pistola agganciata alla cintura, in stridente contrasto con
l'eleganza del completo. Mentre azionava i pedali, sentivo il fruscio della gonna sulle gambe e la
fragranza fresca e pulita della sua pelle: era troppo lieve per appartenere a un profumo, e cos
immaginai che fosse quella di un sapone aromatico.
D'un tratto, fui irritato dall'acuta consapevolezza della sua presenza. Distolsi lo sguardo dalle sue labbra
carnose e lo rivolsi fermamente davanti a me - ora tenevo gli occhi fissi sulla strada. Se avesse capito a
cosa stavo pensando, probabilmente Diane Jacobsen mi avrebbe spezzato un braccio. Oppure mi avrebbe
sparato.
Qualche novit su Irving? chiesi, per scacciare quei pensieri.
Stiamo ancora compiendo delle ricerche. In altre parole: no. Il dottor Lieberman dice che i resti
trovati nel bosco appartengono probabilmente a Willis Dexter, afferm, in tono nuovamente
pragmatico.
Sembrerebbe cos. Le descrissi le fratture sulla fronte, e come esse corrispondessero al trauma
riportato da Dexter nell'incidente d'auto. Quadra tutto, mi pare. Qualcuno ha scambiato i corpi, poi ha
abbandonato Dexter nel bosco dietro la cappella, dove nessuno l'avrebbe trovato, a meno che venissero
compiute ricerche sistematiche.
Ma chiunque sia stato, doveva sapere perfettamente ci che sarebbe accaduto quando avremmo
trovato il corpo sbagliato nella tomba.  evidente, quindi, che voleva che scoprissimo anche questo.
Prima Loomis, poi i resti non identificati nella bara, e adesso questo. Ciascun cadavere conduceva al successivo,
come in una serie di scatole cinesi. Dev'essere qualcuno che aveva accesso a Steeple Hill, dissi.
Avete fatto qualche progresso nel rintracciare quel Dwight Chambers che York sostiene abbia
lavorato qui?
Stiamo ancora compiendo delle ricerche. Diane Jacobsen rallent, prima di fermarsi a un semaforo
rosso.  sicuro che siano denti di maiale?
S.
Perch pensi che siano stati lasciati l di proposito?
Non esiste altro motivo per cui potrebbero trovarsi l. Erano sopra la gabbia toracica, proprio dove
era probabile che ci fosse la testa, prima che i saprofagi si avventassero sul cadavere.
Nessuno dei denti recava la minima traccia di scalfitture o di altri danni. Se ci fossero state ancora le
gengive, i roditori le avrebbero rosicchiate. E questo sembra indicare che, quando furono lasciati l,
erano gi stati ripuliti.
Sopra gli occhi della Jacobsen comparve una piccola ruga.
Ma che senso ha?
Non lo chieda a me. Forse chi li ha lasciati l voleva soltanto mettersi in mostra.
Non la seguo. Sulla base di quali considerazioni lasciare dei denti di maiale  un modo per mettersi in
mostra?
I premolari del maiale assomigliano molto ai molari umani.
A meno di sapere ci che si sta cercando,  estremamente facile confonderli.
La sua fronte si distese. Quindi l'assassino intende dimostrarci che conosce persino questo genere di
dettagli. Proprio come le impronte lasciate sulle scene del crimine. Non ci sta soltanto mettendo alla
prova: vuole anche ostentare la sua scaltrezza.
Sussult, quando un clacson suon alle nostre spalle, avvertendoci del fatto che il semaforo era
diventato verde. Imbarazzata, ripart. Guardai fuori dal finestrino, dimodoch non si accorgesse del mio
sorriso.
Sembrano conoscenze piuttosto specialistiche. Chi pu avere accesso a simili informazioni? prosegu.
Aveva recuperato il proprio autocontrollo.
Non sono segrete. Chiunque abbia
Mi fermai.
Una formazione forense? disse Diane Jacobsen, completando la frase.
S, ammisi.
Per esempio, in antropologia forense?
O in archeologia forense, oppure in medicina legale. O in una qualsiasi dell'altra dozzina di discipline
forensi. Chiunque si prenda il disturbo di consultare saggi e manuali pu accedere a questo genere di
informazioni. Non significa che si debba cominciare a puntare il dito contro chi lavora in questo
campo.
Non stavo puntando il dito contro nessuno.
Nell'abitacolo scese il silenzio - inclassificabile: di certo, non rilassato. Riflettei sul modo di spezzarlo,
ma l'aura che circondava Diane Jacobsen rendeva impensabile qualsiasi tentativo di avviare una normale
conversazione. Guardai fuori dal finestrino, stanco e demoralizzato. Il traffico fluiva davanti ai miei
occhi; le auto scintillavano nel sole del primo pomeriggio.
Non ha una grande opinione della psicologia, vero? mi chiese Diane Jacobsen, all'improvviso.
Mi pentii di quello che avevo detto, ma ormai non c'era rimedio.
Credo che, a volte, si faccia troppo affidamento su di essa.  uno strumento utile, ma non  infallibile.
Il profilo di Irving pu essere una dimostrazione lampante.
Lei alz il mento. Il professor Irving si  lasciato sviare dal fatto che entrambe le vittime erano di sesso
maschile e sono state ritrovate nude.
Non crede che questo sia significativo?
Non reputo importante il fatto che fossero di sesso maschile.
E comunque penso che lei e il dottor Lieberman abbiate colto la vera ragione per cui i corpi erano
nudi.
Questa osservazione mi sorprese, ma solo per un istante.
Un corpo nudo si decompone pi rapidamente di uno vestito, dissi, irritato per non averci pensato
prima.
Lei annu. Sembrava desiderosa quanto me di lasciarsi alle spalle quel fugace momento d'imbarazzo. E
sia il cadavere di Terry Loomis sia i resti esumati erano in una fase di decomposizione pi avanzata del
normale, in considerazione del decesso.
Non  irragionevole presupporre che fossero nudi per quella ragione.
Un'altra opportunit per l'assassino di seminare confusione e dimostrare la propria astuzia. Comunque il corpo
esumato avrebbe dovuto venir spogliato per poter conficcarvi gli aghi, dissi. E, dopo questa
operazione, sarebbe stato troppo rischioso maneggiarlo pi di quanto non fosse strettamente
necessario.
Di sicuro, si poteva evitare di rivestirlo. Ma ci non cambia il fatto che tutte le vittime siano di sesso
maschile.
Quelle di cui siamo a conoscenza, vorr dire.
Pensa che ce ne siano altre, delle quali non abbiamo ancora trovato i corpi?
All'inizio, temetti di essermi spinto troppo in l. Diane Jacobsen non rispose. Poi ricordai a me stesso
che non era tenuta a farlo: non appartenevo pi alla squadra investigativa. Ormai ti eri abituato. Adesso sei
soltanto un turista.
Ma, proprio quando stavo per soprassedere sulla domanda, lei parve prendere una decisione. Sono
semplici ipotesi. Ma credo di poter concordare con il professor Irving sul fatto che abbiamo trovato
solo le vittime che l'assassino voleva farci trovare.
Il grado di brutalit e sicurezza di quell'individuo ci d quasi la certezza che ce ne siano altre. Nessuno
sviluppa una simile raffinatezza -  una parola che utilizzo in mancanza di un termine pi adeguato.
Non ci avevo pensato. Era un'idea inquietante.
Diane Jacobsen abbass l'aletta parasole quando, dopo una curva, si ritrov il sole in faccia.
Qualunque sia il programma dell'assassino, non credo che le caratteristiche fisiche delle vittime vi
giochino un qualche ruolo, prosegu. Abbiamo un impiegato trentaseienne di una compagnia di
assicurazioni, un ultracinquantenne di colore e, con ogni probabilit, uno psicologo quarantaquattrenne,
senza alcun legame evidente tra loro.
Questo suggerisce che abbiamo a che fare con un predatore opportunista, che sceglie casualmente le
proprie vittime. Che siano uomini o donne, dubito che per lui faccia una qualche differenza.
E cosa mi dice di Irving? Non  stato preso a caso, bens scelto deliberatamente.
Il professor Irving pu essere considerato un'eccezione.
Non credo che rientrasse nei piani dell'assassino, finch non  apparso in televisione, e allora ha agito
con estrema rapidit. E ci ci fornisce un elemento importante.
Oltre al fatto che  un pazzo pericoloso?
Un fugace sorriso addolc i suoi lineamenti. Oltre a questo.
Finora tutto indicava che si tratta di qualcuno che decide e pianifica le proprie azioni con estrema
attenzione. Gli aghi sono stati conficcati nel cadavere sei mesi prima che lasciasse le impronte di Dexter
nel bungalow. Questo  il segno di una mente metodica, disciplinata. Ma quanto  accaduto al
professor Irving mostra che, in quell'individuo, esiste anche un altro lato.
Un lato impulsivo e instabile. Se si stuzzica il suo ego, sar inevitabile che reagisca.
Notai che non stava pi neppure tentando di fingere che Irving potesse non essere un'altra vittima. 
una cosa positiva o negativa?
Entrambe. Significa che  imprevedibile - il che lo rende ancor pi pericoloso. Ma se agisce
impulsivamente, prima o poi commetter un errore. Dovette di nuovo socchiudere gli occhi, allorch
la luce del sole si rivers trasversalmente nell'abitacolo.
Ho lasciato gli occhiali da sole nella giacca. Me li potrebbe passare?
La giacca era ripiegata con cura sul sedile posteriore. Mi voltai e allungai una mano verso di essa. Dal
tessuto leggero si sollev una delicata fragranza; mentre ne frugavo le tasche, ebbi una bizzarra
sensazione di intimit. Trovai un paio di occhiali da aviatore e glieli porsi. Quando li prese, le nostre
dita si sfiorarono: aveva una pelle morbida e fresca, sotto la quale si avvertiva per un grande calore.
Grazie, disse, infilandoseli.
Un attimo fa, accennava a un programma, mi affrettai a dire. Mi sembrava che avesse detto che quel
tipo  in cerca di 'riconoscimento', che  un 'narcisista maligno'? Questo non spiega il suo
comportamento?
Lei reclin leggermente il capo. Con gli occhi nascosti dietro le lenti, risultava pi imperscrutabile del
solito. Spiega fino a che punto  disposto a spingersi, ma non perch uccide.
Deve ricavarne qualcosa, come se fosse tormentato da un prurito patologico che sta tentando di
placare. Se non  di natura sessuale, allora cos'?
Forse gode semplicemente nell'infliggere dolore, suggerii.
Lei scosse la testa. La piccola V apparve di nuovo sopra gli occhiali da sole. No. Forse gode del senso
di potere che ci gli infonde. Comunque, c' qualcosa d'altro: qualcosa che lo spinge a fare tutto questo.
Solo che non sappiamo di cosa si tratti.
La luce del sole fu improvvisamente oscurata da un pick-up nero che si affianc all'auto. Quel mostro
succhia-petrolio con i vetri bruniti torreggi su di noi, prima di lasciarci alle spalle.
Subito dopo averci superato, ci tagli la strada, ritornando bruscamente sulla nostra carreggiata.
D'istinto, premetti il piede, preparandomi all'urto. Ma sfiorando appena il freno, Diane Jacobsen sterz
sull'altra corsia con la destrezza insita in un movimento coreografico.
Fu uno sfoggio di abilit nella guida, ancora pi notevole perch il gesto venne compiuto con
nonchalance. Lanci uno sguardo irritato al pick-up che si allontanava sgasando, ma parve archiviare
immediatamente la faccenda.
Tuttavia quel piccolo inconveniente aveva alterato l'atmosfera nell'abitacolo. Lei ritorn al suo
atteggiamento distaccato, assorbita dalle questioni che avevamo discusso, o forse pentita di aver rivelato
troppo. In ogni caso, non ci sarebbe stato il tempo di proseguire la conversazione. Ormai non mancava
molto al centro di Knoxville. Il mio umore peggior man mano che ci avvicinavamo. Diane Jacobsen
mi lasci davanti al mio albergo: a quel punto, il suo riserbo era ormai diventato un muro
insormontabile. Si allontan dopo avermi rivolto un cenno impercettibile col capo - i suoi occhi erano
ancora nascosti dalle lenti -, e io mi ritrovai immobile sul selciato, con i muscoli irrigiditi per esser
rimasto per troppo tempo curvo sotto i pini.
Non avevo la minima idea di cosa fare. Non sapevo se fossi stato bandito anche dall'obitorio, e non mi
andava di chiamare Tom per chiederglielo. Non avevo neppure voglia di andare al Centro - almeno
finch la situazione non si fosse chiarita.
Fermo nell'accecante luce primaverile, con la gente affaccendata che mi passava accanto, mi resi
pienamente conto di ci che era accaduto. Finch ero stato con Diane, ero riuscito a ignorarne le
implicazioni, ma adesso dovetti guardare in faccia la realt.
Mi feci una doccia e mi cambiai. Poi usc dall'hotel e comprai un tramezzino, che mangiai in riva al
fiume, guardando i battelli a ruota carichi di turisti che mi sfilavano davanti con un grande sciabordio.
Nell'acqua c' qualcosa che offre una specie di conforto primordiale. Sembra che tocchi alcune corde
profonde nel nostro subconscio, risvegliando un qualche ricordo del ventre materno. Inspirai l'aria
leggermente paludosa, osservando uno stormo di oche che risaliva il fiume, e tentai di convincermi del
fatto che non mi stavo annoiando. A voler essere obiettivo, sapevo che non dovevo reputare un
affronto personale ci che era accaduto al cimitero. Ero finito sotto il fuoco di sbarramento di Hicks,
elemento sacrificale di politiche professionali che non mi riguardavano. Mi dissi che era sbagliato
pensare di aver perso la faccia.
Ma questo non mi fece sentire meglio.
Dopo pranzo, vagai senza meta per le strade, aspettando che il telefono squillasse. Era passato molto
tempo dal mio ultimo soggiorno a Knoxville, e la citt era assai cambiata. Comunque i tram c'erano
ancora - e la Sunsphere era sempre un elemento inconfondibile del profilo cittadino.
Io, per, non ero dell'umore giusto per fare il turista. Il telefono rimase ostinatamente muto - un peso
morto nella mia tasca.
Ero tentato di chiamare Tom, ma sapevo che non si trattava di una buona scelta. Mi avrebbe telefonato
appena possibile.
Alla fine, chiam nel tardo pomeriggio. Sembrava stanco, mentre si scusava per quanto accaduto la
mattina.
 solo Hicks a fare delle storie. Domani parler di nuovo con Dan. Appena le acque si saranno
calmate, sono certo che riuscir a farlo ragionare. Non c' motivo per cui tu non dovresti continuare a
lavorare con me, almeno all'obitorio.
Cosa farai nel frattempo? gli chiesi.  un lavoro troppo duro da gestire da solo. Perch non chiedi a
Paul di aiutarti?
Oggi Paul  fuori citt. Ma sono sicuro che Summer mi dar di nuovo una mano.
Affrontalo con calma, mi raccomando. Sei gi andato dal dottore?
Non preoccuparti, rispose, in un tono che mi fece capire come stessi sprecando il fiato. Mi dispiace
davvero per tutto questo, David, ma trover una soluzione. Devi solo tener duro per un po'.
Non potevo fare altro. Decisi di tentare di godermi il resto della serata. Un po' d'ozio non ti uccider. I bar
e i locali avevano cominciato a riempirsi di impiegati - persone che facevano una sosta, prima di tornare
a casa. Udii un mormorio di risate e conversazioni particolarmente invitante, e cos entrai in un posto
che aveva una terrazza in legno affacciata sul fiume.
Trovai un tavolo accanto al parapetto e ordinai una birra. Gustandomi l'ultimo sole, contemplai il lento
scorrere del Tennessee, le increspature e i mulinelli formati dalle correnti sulla sua superficie scintillante.
Pian piano, sentii che stavo cominciando a rilassarmi.
Quando finii la birra, mi dissi che non avevo alcuna valida ragione per andarmene, e cos chiesi il men.
Ordinai un piatto di linguine ai frutti di mare e un bicchiere di zinfandel californiano - solo uno, mi
ripromisi, dicendomi che l'indomani avrei dovuto alzarmi presto, a prescindere dal fatto che Tom non
avrebbe forse pi avuto bisogno del mio aiuto. Terminato quel piatto succulento e ricco d'aglio, la
questione non mi sembrava pi cos importante.
Ordinai un altro bicchiere di vino. Il sole sprofond dietro gli alberi ma, anche al calare del crepuscolo,
la temperatura rimase tiepida. I faretti che illuminavano la terrazza attirarono le prime falene.
Sbattevano e frullavano intorno al vetro - sagome scure contro le sfere bianche. Mi sforzai per ricordare
quando avevo visto questo scorcio di fiume durante il soggiorno a Knoxville. Immaginai che fosse
accaduto, ma non ne serbavo memoria. Avevo affittato un angusto appartamento a pianterreno in una
zona diversa - e pi economica - nei pressi della citt vecchia, che stava diventando sempre pi
signorile. Quando uscivo, tendevo ad andare nei locali nei dintorni, piuttosto che in quelli - pi costosi -
sulle rive del fiume.
Quel pensiero ridest altri ricordi. Dal nulla apparve il viso di una ragazza che avevo frequentato per un
certo periodo.
Beth, un'infermiera dell'ospedale. Non ripensavo a lei da anni.
Sorrisi, chiedendomi dove fosse adesso, cosa stesse facendo.
Chiss se le capitava di pensare allo studente inglese di antropologia forense che aveva conosciuto tanto
tempo addietro.
Poco dopo, ero tornato in Inghilterra e, qualche settimana pi tardi, avevo incontrato mia moglie Kara.
Il pensiero di lei e di nostra figlia mi port sul ciglio del consueto e vertiginoso abisso, ma ormai ero
abbastanza abituato per non lasciarmi risucchiare da esso. Cosa diceva quel verso di Beautiful Boy di John
Lennon? La vita  quello che accade mentre tu fai altri progetti Era un modo come un altro per esprimere
quell'idea.
Presi il cellulare e aprii la rubrica. Il nome e il numero di Jenny mi balzarono agli occhi ancor prima che
li evidenziassi.
Scorsi le opzioni, finch giunsi a Elimina. Tenni il pollice sospeso sopra il pulsante. Poi, senza
premerlo, chiusi di scatto il telefono e lo rimisi in tasca.
Finii il vino e tentai di orientare altrove i miei pensieri. Mi apparve cos l'immagine di Diane Jacobsen
seduta in auto, qualche ora prima, con le braccia toniche e abbronzate nella camicetta bianca con le
maniche corte. Mi resi conto di non sapere niente di lei. N quanti anni avesse, n dove abitasse, e
neppure se fosse originaria del Tennessee.
Comunque avevo notato che non portava alcuna fede alla mano sinistra.
Oh, dacci un taglio. Ma mentre ordinavo un altro bicchiere di vino, non potei fare a meno di sorridere.
Fuori sta facendo buio.  il punto di transizione tra due estremi: il giorno e la notte. Il paradiso e
l'inferno. La rotazione della Terra sorpresa in cuspide. N una cosa n l'altra, e tuttavia gravida del
potenziale di entrambe.
Se solo fosse cos semplice.
Pulisci con cura le lenti della macchina fotografica; poi le asciughi delicatamente con un quadrato di
morbida pelle di camoscio, finch il vetro finemente levigato non diventa lucido come uno specchio.
Inclinando le lenti in modo che riflettano la luce, le esamini in cerca di qualche residuo granello di
polvere che potrebbe intaccare la perfezione della superficie. Nessun corpo estraneo - ma le lucidi di
nuovo, per essere pi sicuro.
La macchina fotografica  l'oggetto cui tieni di pi. Da quando l'hai comprata, diversi anni fa, la vecchia
Leica ha dovuto affrontare prove ardue, e non ti ha mai tradito. Le sue immagini in bianco e nero sono
sempre cristalline, cos nitide e di grana fine che potresti sprofondare in esse.
Non  colpa della macchina fotografica, se non hai ancora trovato quello che stai cercando.
Ti sforzi di dire a te stesso che stasera sar come le altre volte, ma sai bene che non  cos. Finora hai
sempre lavorato col favore delle tenebre, agendo impunemente perch nessuno sapeva della tua
esistenza. Adesso tutto  cambiato. E sebbene la scelta di mostrarti alla ribalta sia stata tua - soltanto tua
-, ci modifica ogni cosa.
Nel bene e nel male, ora ti sei messo in gioco. Non puoi tornare indietro.
 vero, ti sei preparato. Non avresti cominciato questo gioco senza aver elaborato una strategia di fuga.
Quando sar il momento, potrai scivolare di nuovo nell'ombra, proprio come in passato. Ma prima devi
andare fino in fondo. E se la ricompensa pu essere immensa, i rischi sono altrettanto grandi.
Non puoi permetterti il minimo errore.
Cerchi ripetutamente di convincerti che quello che potrebbe accadere stasera non cambier il senso
complessivo dell'impresa e che, in qualsiasi caso, il tuo vero lavoro proseguir.
Ma tutto ci suona falso alle tue orecchie. La verit  che adesso la posta  molto pi alta. Anche se non vorresti
ammetterlo, gli insuccessi hanno preteso un pesante tributo. Hai bisogno di questo: hai bisogno della conferma che non
hai sprecato tutti questi anni.
La tua intera vita.
Finisci di lucidare le lenti della macchina fotografica, e ti versi un bicchiere di latte. Dovresti anche
mangiare qualcosa per assorbire l'acidit, ma un groppo allo stomaco ti impedisce di ingerire cibi solidi.
Il latte  aperto da un paio di giorni, e la pellicola in superficie ti fa capire che probabilmente  andato a
male. Ma questo  uno dei vantaggi di non essere in grado di sentire gli odori e i sapori. Lo bevi d'un
fiato, volgendo lo sguardo fuori dalla finestra, verso gli alberi che si stagliano contro il cielo. Quando
posi il bicchiere sul tavolo della cucina, il vetro striato di latte assume una trasparenza fantomatica nelle
tenebre che si addensano.
Quest'idea ti piace: un bicchiere fantasma.
Ma il piacere svanisce rapidamente. Questa  la cosa che pi odi: l'attesa. Adesso, per, non manca
molto. Guardi verso l'altra estremit della stanza, verso il retro della porta cui  appesa l'uniforme - 
appena visibile nella fitta penombra. Non supererebbe un esame ravvicinato, ma la maggior parte della
gente non osserva attentamente. In quella prima manciata di secondi, vede soltanto un'uniforme.
E tu non hai bisogno d'altro.
Ti versi un altro bicchiere di latte, poi guardi fuori dalla finestra mentre gli ultimi raggi di sole
abbandonano il cielo.
13
Il dentista giaceva nella stessa posizione in cui l'avevo visto l'ultima volta. Era ancora disteso
scompostamente supino, e palesava quell'immobilit che solo i morti possono conseguire.
Tuttavia, sotto altri aspetti, appariva cambiato. La carne si era seccata al sole; la pelle e i capelli si erano
distaccati da essa come una copertura sgradita. Nel giro di qualche giorno, il tessuto molle si sarebbe
ridotto ai caparbi tendini, e presto non sarebbero rimaste che le ossa.
Mi ero svegliato con un fastidioso mal di testa, pentendomi dell'ultimo bicchiere di vino bevuto la sera
prima. Il ricordo di quanto era accaduto il giorno precedente non contribu a risollevarmi l'umore.
Mentre facevo la doccia, mi chiesi come potevo occupare il tempo in attesa della telefonata di Tom. La
risposta era qualcosa di scontato.
Ne avevo abbastanza di fare il turista.
Il parcheggio era quasi vuoto, quando arrivai al Centro. Era ancora immerso nell'ombra e, mentre mi
infilavo la tuta, rabbrividii per il freddo del primo mattino. Tirai fuori il telefono, valutando se lasciarlo
acceso. Di solito, lo spegnevo prima di superare il cancello - mi sembrava irrispettoso turbare la quiete
che regnava all'interno con una conversazione telefonica -, ma non volevo perdere la chiamata di Tom.
Fui tentato di silenziare la suoneria, lasciando solo la vibrazione, ma sapevo che avrei trascorso le ore
successive in attesa del ronzio rivelatore.
Inoltre mi rendevo conto che, a essere realistici, Tom non avrebbe comunque telefonato a Gardner di
prima mattina.
Decisi quindi di spegnere il cellulare e di riporlo.
Mi misi la sacca in spalla e mi avviai verso il cancello. Anche se era molto presto, non ero il primo ad
arrivare. Appena entrato, vidi un giovane e una ragazza in divisa chirurgica - due specializzandi,
immaginai - che chiacchieravano tornando dal bosco. Quando mi passarono accanto, mi salutarono
amichevolmente; poi sparirono, diretti verso le loro occupazioni.
Dopo che si furono allontanati, il silenzio cal sulla radura circondata dagli alberi. Se non fosse stato
per il canto degli uccelli, avrei avuto la sensazione di essere l'unica creatura vivente.
Faceva freddo: il sole non era ancora abbastanza alto per penetrare tra il fogliame degli alberi. Mentre
risalivo il fianco boscoso della collina in direzione dei resti del dentista, la rugiada inizi a scurirmi il
fondo della tuta. Oltre ad altri fini, la rete metallica protettiva aveva la funzione di permettermi di
osservare la decomposizione del corpo senza che gli insetti o i saprofagi potessero raggiungerlo. Non
era certo una novit, ma io non avevo mai condotto personalmente quel tipo di ricerca.
Di sicuro, poter compiere delle osservazioni dirette era meglio che basarsi sul lavoro altrui.
Ero stato l qualche giorno addietro, cos avevo un po' di lavoro arretrato da sbrigare. Prima di infilarmi
nella porticina ricavata nella rete, estrassi dalla sacca un metro a nastro, un calibro, una macchina
fotografica e un bloc-notes; poi mi accosciai per mettermi al lavoro. Mi risult gravoso: il mal di testa
continuava a tormentarmi, pulsando dietro gli occhi, e il pensiero del telefono nella tasca era una fonte
di distrazione costante.
Quando mi accorsi di aver effettuato per due volte la stessa misurazione, cercai di scuotermi, irritato.
Andiamo, Hunter, concentrati.
 per questo che sei venuto fin qui.
Deciso a non lasciarmi pi distrarre, mi rimisi d'impegno al lavoro. Mentre sprofondavo nel
microcosmo della decomposizione, mi dimenticai temporaneamente dell'emicrania e del telefono.
A un occhio imparziale, la nostra dissoluzione fisica non appare affatto diversa da qualsiasi altro ciclo
naturale. E, come qualunque altro evento della natura, deve venir studiata prima di poter essere
compresa appieno.
Dopo qualche tempo, cominciai ad avvertire un certo disagio.
Sentivo il collo rigido e, quando interruppi il lavoro per fletterlo, mi accorsi di essere accaldato e
contratto. Adesso il sole era abbastanza alto da superare gli alberi; sotto la tuta, iniziavo a sudare.
Controllando l'ora, scoprii con una certa sorpresa che era quasi mezzogiorno.
Uscii dalla gabbia e richiusi la porticina alle mie spalle; poi mi stiracchiai, facendo una smorfia quando la
spalla scrocchi.
Mi sfilai i guanti e mi accinsi a estrarre la bottiglia d'acqua dalla sacca - bloccandomi non appena vidi le
mie mani. La pelle, costretta a lungo nei guanti di gomma, appariva pallida e raggrinzita.
Niente di strano ma, per qualche ragione, quella vista scaten un sommovimento nel mio subconscio.
Provavo la stessa sensazione di essere a un passo da una rivelazione che avevo sperimentato il giorno
prima a Steeple Hill - ed era altrettanto sfuggente. Sapendo che non dovevo cercare di interpretarla,
presi un sorso d'acqua. Mentre mettevo via la bottiglia, mi chiesi se Tom avesse gi parlato con
Gardner. Per un istante, la tentazione di accendere il telefono per controllare i messaggi mi allett, ma
la respinsi fermamente. Non lasciarti distrarre. Prima finisci quello che stai facendo.
Pi facile a dirsi che a farsi. Poich sapevo che era abbastanza probabile che Tom avesse chiamato,
questa consapevolezza turb la mia concentrazione. Comunque, mi rifiutai di cedere. Rientrai nella
gabbia e riservai una meticolosit quasi perversa alle ultime misurazioni, ricontrollandole e annotando
scrupolosamente i dati sul bloc-notes, prima di riporre tutto.
Dopo aver chiuso la porta nella rete metallica, mi avviai verso il cancello. Quando raggiunsi la mia auto,
mi tolsi la tuta e posai la sacca nel bagagliaio; poi mi concessi di accendere il telefono.
Subito un bip mi avvert dell'arrivo di un messaggio. L'ansia mi provoc un nodo allo stomaco. Era
stato trasmesso poco dopo il mio arrivo al Centro: provai una fitta di delusione, pensando che avevo
perso la telefonata di Tom solo per qualche minuto.
Ma il messaggio non riguardava lui. Era di Paul, il quale mi diceva che Tom aveva avuto un attacco di
cuore.
 difficile rendersi conto di quanto ci lasciamo influenzare dal contesto. Definiamo le persone in base
alla situazione in cui solitamente le vediamo, ma  sufficiente estrapolarle da quell'ambito e porle in un
contesto e in una congiuntura diversi, per accorgersi che la nostra mente vacilla. Ci che un tempo era
familiare, risulta strano e inquietante.
Non avrei mai riconosciuto Tom.
Una cannula dell'ossigeno infilata nel naso, una flebo nel braccio, fissata da strisce di nastro adesivo.
Alcuni fili lo collegavano a un monitor, sul quale dei tracciati fosforescenti riportavano l'attivit del suo
cuore. Nell'enorme camice ospedaliero, la parte superiore delle sue braccia appariva pallida e scheletrica,
con i muscoli infiacchiti di un anziano.
E, d'altronde, quella che giaceva sul cuscino era la testa di un anziano, con la pelle grigia e le guance
incavate.
L'attacco cardiaco lo aveva colpito all'obitorio, la sera prima.
Aveva lavorato fino a tardi, tentando di recuperare il tempo passato a Steeple Hill quel giorno. Summer
l'aveva aiutato ma, alle dieci, Tom le aveva detto di tornare a casa. Mentre la ragazza andava a cambiarsi,
aveva udito uno schianto in una sala delle autopsie. Si era precipitata l, e aveva trovato Tom sul
pavimento, semisvenuto.
 stata una fortuna che fosse ancora l, mi disse Paul. Se non l'avesse trovato, avrebbe potuto
restare in quelle condizioni per ore.
Quando arrivai al pronto soccorso, lui e Sam ne stavano uscendo, socchiudendo gli occhi per il sole
accecante. Sam appariva calma e maestosa, mentre camminava con un incedere solenne e il ventre
prominente tipico della maternit. Accanto a lei, Paul aveva un'aria smarrita e preoccupata. Aveva
saputo dell'attacco di cuore solo quella mattina, quando Mary l'aveva chiamato dall'ospedale. Nella
notte, avevano impiantato un bypass a Tom, che giaceva ancora incosciente nel reparto di terapia
intensiva. L'intervento era perfettamente riuscito, ma esisteva sempre il pericolo di un altro attacco. I
giorni successivi sarebbero stati cruciali.
Novit? chiesi.
Paul sollev una spalla.
Solo che  stato un attacco molto violento. Se non fosse stato cos vicino al pronto soccorso, avrebbe
rischiato di non farcela.
Sam strinse il braccio del marito. Per si  salvato. E adesso stanno facendo tutto il possibile per lui.
La TAC non ha rivelato niente di anomalo, e questa  una buona notizia.
Gli hanno fatto una TAC? domandai, sorpreso. Non era affatto un esame di routine per gli attacchi
di cuore.
All'inizio, i medici hanno temuto che avesse avuto un ictus, mi spieg Paul. Quando  arrivato al
pronto soccorso era in uno stato confusionale. Pare che pensasse che fosse successo qualcosa a Mary,
invece che a lui. Era molto agitato.
Andiamo, caro, era a malapena cosciente, insistette Sam.
E lo sai com' con Mary. Probabilmente aveva solo paura che si fosse arrabbiata.
Paul annu, ma notai che era ancora preoccupato. E lo ero anch'io. Lo stato confusionale poteva esser
dovuto al fatto che il cervello di Tom non aveva ricevuto una quantit sufficiente di ossigeno, oppure a
un embolo provocato dal malfunzionamento cardiaco. La TAC avrebbe dovuto evidenziare i segni di
un ictus: in qualsiasi caso, quello era un ulteriore motivo di preoccupazione.
Dio, come vorrei non essermene andato, ieri, disse Paul, col volto segnato.
Sam gli carezz il braccio. Non avrebbe fatto alcuna differenza.
Non avresti potuto aiutarlo. Sono cose che succedono.
Ma questa non avrebbe dovuto accadere.
Da quando avevo saputo dell'attacco cardiaco, non avevo smesso di rimproverarmi. Se avessi tenuto a
freno la lingua, anzich divertirmi a punzecchiare Hicks, il medico legale forse non si sarebbe
incaponito per farmi allontanare dall'indagine.
Avrei potuto sgravare Tom di una parte del lavoro, e forse addirittura riconoscere le avvisaglie del
malore e cercare di intervenire in qualche modo.
Ma non era stato cos. E adesso Tom era in terapia intensiva.
Come sta Mary? chiesi.
Si fa forza, disse Sam.  rimasta qui tutta la notte. Le ho proposto di tenerle compagnia, ma credo
che preferisca restare sola con lui. E il figlio potrebbe arrivare pi tardi, in aereo.
Potrebbe?
Se riesce a staccarsi da New York, disse Paul, con una certa amarezza.
Paul lo ammon Sam. Mi rivolse un sorriso. Se vuoi andare a salutare Tom, sono certa che Mary
apprezzer il gesto.
Sapevo che Tom non era in condizione di ricevere visite ma, nonostante ci, avevo deciso di andare.
Quando mi avviai, Paul mi ferm. Pi tardi, puoi passare dall'obitorio? Ho bisogno di parlarti.
Gli risposi di s. Stavo cominciando a rendermi conto del fatto che adesso era lui il direttore del Centro
di Antropologia Forense. La promozione non sembrava averlo reso felice.
Appena entrai nel pronto soccorso, fui aggredito dall'odore di antisettico. Il cuore cominci a battere
all'impazzata al ricordo del periodo trascorso in ospedale - scacciai prontamente il pensiero dalla testa. I
miei passi scricchiolarono sul pavimento plastico, mentre percorrevo i corridoi verso l'unit di terapia
intensiva dove era ricoverato Tom. C'era una finestrella sulla porta, attraverso la quale vidi Mary seduta
accanto al suo letto.
Bussai delicatamente. All'inizio, sembr non sentirmi; poi sollev lo sguardo e mi fece cenno di entrare.
Pareva invecchiata di dieci anni da quando ero andato a cena da loro, due sere prima, ma mi indirizz
un sorriso caloroso mentre si alzava dal capezzale del marito.
David, non era il caso che venissi.
L'ho appena saputo. Come sta?
Sussurravamo, anche se non c'era alcun rischio che disturbassimo Tom. Mary fece un cenno vago in
direzione del marito.
L'intervento del by-pass  riuscito. Ma lui  molto debole.
E c' il rischio di un altro attacco Si interruppe, mentre i suoi occhi si inumidivano. Si sforz di
riprendere il controllo di s. Ma conosci Tom.  robusto come una vecchia quercia.
Sorrisi per rassicurarla - anch'io avrei voluto essere rassicurato.
Ha ripreso conoscenza?
Non completamente. Si  svegliato un paio d'ore fa, ma non per molto. Sembra ancora confuso su chi
sia in ospedale.
Ho dovuto convincerlo del fatto che stavo bene. Fece un timido sorriso, da cui traspar la sua ansia.
Ha accennato a te, per.
A me?
Ha pronunciato il tuo nome - e sei tu l'unico David che conosciamo.
Credo che volesse dirti qualcosa. Una parola come 'spagnolo'. Mi guard speranzosa. Ti dice
qualcosa?
Spagnolo? Mi parve un vaneggiamento, e un'ulteriore prova del suo disagio mentale. Tentai di
nascondere la mia costernazione.
Non mi viene in mente niente.
Forse ho sentito male, disse Mary, delusa. Stava gi lanciando occhiate al letto, evidentemente
desiderosa di tornare accanto al marito.
Adesso dovrei andare, dissi. Se c' qualcosa che posso fare
Lo so. Grazie. Si interruppe, aggrottando le sopracciglia.
Me n'ero quasi scordata. Ieri sera, per caso, hai chiamato Tom?
No. Gli ho parlato nel pomeriggio: erano all'inarca le quattro.
Perch?
Fece un cenno vago. Oh, probabilmente non  nulla. Solo che Summer mi ha detto che il suo cellulare
 squillato subito prima dell'attacco. Mi chiedevo se fossi tu, ma non fa niente.
Non doveva essere importante. Mi abbracci con un gesto svelto. Gli dir che sei venuto. Ne sar
contento.
Ritornai sui miei passi e uscii. Dopo l'opprimente quiete dell'unit di terapia intensiva, il sole mi
trasmise una sensazione magnifica. Rivolsi il viso verso il suo bagliore, inspirando l'aria fresca per
spazzar via dai polmoni l'odore di malattia e antisettico.
Mi vergognavo ad ammetterlo persino di fronte a me stesso, ma non potevo negare che mi sentivo
davvero bene adesso che ero di nuovo all'aperto.
Mentre tornavo verso l'auto, ripensai alle parole di Mary.
Cos'aveva detto Tom? Spagnolo. Mi scervellai su quella parola, sperando di riuscire a trovarvi un senso, e
non solo un ulteriore segno della sua confusione. Ma, per quanto mi sforzassi, mi era impossibile capire
cosa potesse significare, n perch avesse voluto dirmela.
Assorto in questi pensieri, fu soltanto quando mi allontanai che ricordai l'altro particolare raccontatomi
da Mary.
Mi chiesi chi mai potesse aver chiamato Tom a quell'ora della sera.
Dalla padella  evaporato tutto il liquido. Si vedono viticci di fumo sollevarsi nell'aria, accompagnati dal
sibilo del contenuto che comincia a bruciare. Ma  solo quando il vapore inizia ad addensarsi sopra i
fornelli che riesci finalmente ad alzarti da tavola. I peperoncini anneriti sfrigolano per il calore.
L'odore deve essere molto forte, ma tu non senti nulla.
Ah, quanto vorresti essere altrettanto immune a ogni cosa.
Prendi la padella, ma la lasci cadere subito: il manico di metallo ti ha scottato la mano. Figlia di
puttana! Con l'ausilio di un vecchio asciugamano, la sollevi dal fornello e la sposti nel lavandino. Il
vapore si solleva sibilando, quando fai scorrere l'acqua fredda. Guardi quello scempio, indifferente.
Ormai tutto ha perso importanza.
Hai ancora indosso l'uniforme, ma adesso  macchiata di sudore e spiegazzata. Un'altra perdita di tempo. Un altro
fallimento: devi chiamarlo col suo nome. Vero ci sei andato davvero vicino. Ed  per questo che  cos difficile accettarlo.
Nascosto nell'ombra, col cuore che ti martellava nel petto, scrutavi durante la telefonata. Temevi che i nervi ti tradissero,
ma naturalmente non  accaduto. Il trucco  scioccarli, minare la loro compostezza, in modo che non possano pensare
lucidamente.
Tutto stava procedendo secondo i tuoi piani. La facilit del successo era quasi patetica.
Ma i minuti passavano, e lui continuava a non farsi vedere.
E poi  arrivata l'ambulanza. Non hai potuto far altro che osservare i paramedici che si precipitavano
all'interno dell'edificio, uscendone con la sagoma immobile assicurata alla lettiga.
Non ti  rimasta altra scelta che restare l a fissare, impotente, l'autolettiga che si allontanava.
Irraggiungibile.
Non  giusto. Ti  stato strappato proprio a un passo dal trionfo, dalla dimostrazione della tua
superiorit. Tutti questi piani, tutti questi sforzi per cosa?
Perch Lieberman ti imbrogliasse.
Merda!
Senti il rumore della padella che hai lanciato verso l'altra estremit della cucina e che lascia dietro di s
una scia di acqua e di carta moschicida ondeggiante. Resti immobile con i pugni chiusi, ansante,
tentando disperatamente di alimentare la rabbia, perch celata sotto di essa c' soltanto la paura.
Paura di fallire, paura del prossimo passo. Paura del futuro.
Perch - devi ammetterlo - cos'hai da esibire dopo tutti questi anni di sacrifici? Fotografie prive di
qualunque valore. Immagini che mostrano solo quanto ci sei andato vicino, che hanno catturato solo
colpi mancati per un soffio, uno dopo l'altro.
 per una simile ingiustizia che le lacrime ti bruciano gli occhi. Questa notte avrebbe dovuto
compensare la disperazione accumulatasi nel veder emergere dalla vasca di sviluppo una delusione dopo
l'altra. S, prendere Lieberman le avrebbe parzialmente indennizzate. Avrebbe dimostrato che sei
sempre meglio dei falsi profeti che sostengono di sapere tutto in materia.
Almeno questo te lo eri meritato, ma ti  stato strappato di mano. Lasciandoti con cosa? Nulla.
Soltanto la paura.
Chiudi gli occhi, e vieni assalito da un ricordo d'infanzia.
Ancora adesso ne avverti la potenza scioccante. Il gelo dell'ampia stanza echeggiante che ti penetra nelle
ossa mentre varchi la soglia. E poi l'odore. Riesci ancora a rammentarlo, anche se il tuo olfatto 
defunto da tempo - un ricordo olfattivo che rimanda al prurito fantasma di un arto amputato. Ti fermi,
sbalordito da ci che vedi. File di corpi pallidi, esanimi, da cui  stata prosciugata ogni stilla di sangue e
di vita. Riesci ancora a sentire la pressione della mano del vecchio sul collo, indifferente alle tue lacrime.
Vuoi vedere qualcosa di morto, da' un'occhiata qui! Niente di speciale, vero? Capita a tutti, che lo
vogliano o no. Anche a te. Da' una bella occhiata, perch tutto si riduce a questo. Alla fine, siamo solo
carne da macello.
Il ricordo di quella visita ti ha provocato gli incubi per anni.
Vedevi di sfuggita la tua mano, le ossa e i tendini rivestiti di un sottile strato di pelle - e ti ammantavi di
sudore. Guardavi la gente intorno a te, e di nuovo avevi davanti quelle file di cadaveri cerei. A volte,
scorgevi il tuo riflesso nello specchio del bagno, e immaginavi di essere uno di loro.
Carne da macello.
Sei cresciuto ossessionato da questa conoscenza. Poi, all'et di diciassette anni, hai guardato negli occhi una donna mentre
la vita - la luce - l'abbandonava.
E hai capito che, in fondo, eri qualcosa di pi che carne da macello.
Fu una rivelazione ma, col passare degli anni, ti  diventato sempre pi difficile conservare questa fede.
Ti sei deciso a dimostrarla, ma ogni fallimento non ha fatto che minarla ulteriormente.
E dopo tutto il lavoro e i progetti, dopo tutti i rischi, il fiasco di questa notte  stato quasi
insopportabile.
Asciugandoti gli occhi, torni al tavolo dove la Leica giace parzialmente smontata. Avevi cominciato a
pulirla, ma anche quel piacere si  ridotto in cenere. Ti lasci cadere sulla sedia e ne osservi i componenti.
In uno stato quasi letargico, prendi la lente e te la rigiri tra le dita.
L'idea appare dal nulla.
Un senso di eccitazione ti pervade man mano che prende forma. Come puoi aver trascurato una cosa
cos ovvia? Era l, che ti guardava negli occhi fin dall'inizio! Non avresti mai dovuto dimenticare che hai
un fine superiore. Hai perso di vista ci che  veramente importante, ti sei lasciato distrarre. Lieberman
era un vicolo cieco, ma  stato necessario che lo imboccassi.
Perch altrimenti non avresti compreso quale rara opportunit ti  stata data.
Mentre rifletti sulle azioni a venire, ritrovi la tua forza e la tua esuberanza.  la volta buona, lo senti.
Tutto il lavoro che hai fatto, tutte le delusioni che hai sopportato, avevano un fine.
Il destino che ha offerto ai tuoi occhi una donna morente, adesso  intervenuto di nuovo.
Fischiettando sommessamente, cominci a toglierti l'uniforme.
L'hai tenuta indosso per tutta la sera. Non c' tempo di portarla in lavanderia - comunque, puoi pulirla
con una spugna e stirarla.
Dovr apparire impeccabile.
14
Quando arrivai all'obitorio, alla reception era di turno l'addetto sovrappeso. Ha sentito del dottor
Lieberman? mi chiese.
La voce cantilenante era in stridente contrasto con la sua massiccia corporatura. Parve deluso dalla mia
risposta affermativa, e attacc a scuotere il capo, sconfortato. Che disgrazia!
Speriamo che se la cavi. Mi limitai ad annuire, prima di far scivolare il tesserino ed entrare.
Non mi presi il fastidio di indossare la divisa chirurgica.
Non sapevo se sarei rimasto l.
Paul era nella sala delle autopsie dove stava lavorando Tom.
Era intento a studiare il contenuto del fascicolo aperto sul banco di lavoro ma, quando entrai, sollev lo
sguardo.
Come stava?
Pi o meno come prima.
Accenn alle carte sul tavolo. Sotto la potente lampada a fluorescenza, la sua stanchezza, tradita dalle
ombre scure sotto gli occhi, risultava ancora pi evidente. Stavo scorrendo gli appunti di Tom.
Conosco abbastanza la situazione ma, se tu mi ragguagliassi, farei molto prima.
Paul ascolt in silenzio mentre gli spiegavo come il cadavere scoperto nel cimitero fosse con ogni
probabilit quello di Willis Dexter, e come le spoglie esumate dalla tomba di Dexter quasi certamente
appartenessero a un ladruncolo di nome Noah Harper. Gli descrissi i denti rosa rinvenuti sia sui resti di
Harper che su quelli di Terry Loomis, l'uomo ritrovato nel bungalow di montagna, evidenziando il fatto
che si trattava di un fenomeno in contraddizione con la perdita di sangue e le ferite sul corpo. Quando
gli dissi che lo ioide di entrambe le vittime era intatto, e che fino a quel momento non avevamo
riscontrato tracce di ferite di arma da taglio sulle ossa, sorrise stancamente.
Delle due una. La causa della morte pu essere lo strangolamento o l'accoltellamento, ma non
entrambe. Possiamo solo sperare di trovare qualche prova decisiva a favore dell'una o dell'altra ipotesi.
Abbass per un attimo lo sguardo sul fascicolo; poi parve riscuotersi. Allora, te la senti di andare
avanti?
Era quanto speravo di udire, ma le circostanze mi defraudarono di quella soddisfazione. S, ma non
vorrei creare ulteriori attriti. Non sarebbe meglio se fosse qualcun altro a prendere il mio posto?
Paul chiuse il fascicolo. Non ti sto chiedendo di essere cortese fino all'eccesso. Con Tom in ospedale,
il corpo docente sar con l'acqua alla gola. Far quel che posso, ma i prossimi giorni saranno frenetici.
Francamente, il tuo aiuto sarebbe prezioso, e mi sembra stupido non approfittarne, dal momento che
hai lavorato al caso fin dall'inizio.
E cosa mi dici di Gardner?
Questo  un obitorio, non una scena del crimine. Non sta a lui decidere. Gli ho fatto capire che, se
desidera il nostro aiuto, deve fidarsi del nostro giudizio, o cercarsi qualcun altro. E non vorr certo
farlo, ora che ha perso Tom, poco dopo essersi lasciato sottrarre Irving.
Mi sentii un po' in colpa. L'attacco cardiaco di Tom mi aveva quasi fatto dimenticare della triste sorte
del profiler.
E Hicks?
L'espressione di Paul si indur. Hicks pu andarsene al diavolo.
Evidentemente non era dell'umore giusto per fare concessioni.
Pensai che Gardner e il medico legale avrebbero notato un'enorme differenza allorch si fossero trovati
a lavorare con lui, invece che con Tom.
Va bene Paul, dissi. Devo continuare a ricomporre i resti esumati?
Per il momento,  qualcosa che pu aspettare. Gardner vuole una conferma del fatto che le ossa
trovate nel bosco appartengano a Willis Dexter. Summer ha cominciato a ordinarle: la nostra priorit
adesso  questa.
Mi voltai per andarmene, poi mi ricordai di quello che volevo chiedergli. Mary mi ha raccontato che
Tom ha cercato di dirle qualcosa. Pare che fosse una parola tipo 'spagnolo'. Ti dice niente?
Spagnolo? Paul mi guard con un'espressione vacua.
Non mi viene in mente nulla.
Andai quindi a cambiarmi. Paul doveva partecipare a una riunione straordinaria del corpo docente, ma
disse che sarebbe tornato prima possibile. Summer era gi nella sala autoptica dove erano stati portati i
resti rinvenuti a Steeple Hill, intenta a estrarre le ultime buste di reperti dalle scatole.
Per qualche ragione, non fui sorpreso quando vidi che Kyle la stava aiutando.
Immersi nella conversazione, non mi sentirono entrare.
Ciao, dissi.
Summer proruppe in uno strillo e si volt di scatto, lasciando quasi cadere la busta che aveva appena
preso. Oh, mio Dio! ansim. Si rilass quando vide che ero io.
Scusa, non volevo spaventarti.
La ragazza si sforz di fare un sorriso. Sotto i capelli ossigenati, il volto appariva arrossato e rigato da
alcune lacrime.
Non  niente, solo che non ti avevo sentito. Kyle mi sta dando una mano.
L'assistente dell'obitorio sembrava imbarazzato, ma al tempo stesso compiaciuto.
Come va, Kyle?
Oh, abbastanza bene. Agit la mano inguantata, quella in cui si era conficcato l'ago. La ferita si sta
rimarginando.
Se l'ago fosse stato infetto, non avrebbe avuto alcuna importanza che si stesse chiudendo. Anche lui
doveva esserne perfettamente consapevole. Se voleva fare buon viso a cattiva sorte, non mi sarei certo
opposto.
Summer mi stava raccontando del dottor Lieberman, disse.
Come sta?
 stabile. Suonava meglio che dire che non c'era stato alcun cambiamento.
La giovane sembrava sul punto di scoppiare in un pianto dirotto.
Vorrei aver potuto far qualcosa.
Te la sei cavata benissimo, la rassicur Kyle, con grande premura. Sono sicuro che si rimetter.
Summer gli rivolse un sorriso incerto. Lui contraccambi; poi gli sovvenne che io ero l.
Be', credo che adesso farei meglio ad andare. Ci vediamo dopo.
Il sorriso di Summer si allarg, e sul suo viso apparvero le fossette.
Bene, bene. Dopo tutto, forse da questa vicenda sarebbe nato qualcosa di buono.
Quando l'assistente se ne fu andato e finimmo di estrarre i resti, Summer mi sembr piuttosto apatica,
priva della sua consueta esuberanza.
Kyle ha ragione.  stata una fortuna che ieri sera tu fossi qui, le dissi.
Mentre scuoteva la testa, i suoi piercing luccicarono sotto le lampade che pendevano dal soffitto. Non
mi  stato possibile aiutarlo davvero. Ho la sensazione che avrei potuto fare qualcosa di pi. La
rianimazione cardiopolmonare, o tentare una qualche altra pratica.
Hai consentito che arrivasse in ospedale in tempo. E questa  la cosa pi importante.
Spero di s. Sembrava che stesse bene, capisci? Un po' stanco, forse, ma niente di pi. Ha scherzato sul
fatto che mi avrebbe offerto una pizza per avermi trattenuto qui fino a tardi. L'ombra di un sorriso le
attravers il volto. Alle dieci, mi ha detto di tornare a casa. Voleva controllare ancora una cosa, prima
di andarsene.
Questa frase risvegli la mia curiosit. Ti ha spiegato di che cosa si trattava?
No, ma immagino che riguardasse i resti trovati nel bungalow.
Sono andata a cambiarmi e, quando stavo per uscire, ho sentito squillare il suo cellulare. Hai presente la
sua suoneria, quella piuttosto abusata?
Tom avrebbe avuto da ridire sentendo definire abusata
Take Five di Dave Brubeck, ma io mi limitai ad annuire.
Non ci ho badato; poi c' stato un improvviso tonfo nella sala delle autopsie. Sono corsa l e l'ho
trovato steso sul pavimento. Singhiozz e si asciug frettolosamente gli occhi. Ho chiamato il
numero delle emergenze e gli tenuto la mano, continuando a parlargli finch non sono arrivati i
paramedici. Gli ripetevo che sarebbe andato tutto bene. Non sono sicura che riuscisse a sentirmi, ma 
quello che si deve fare, no?
Hai agito in modo impeccabile, la rassicurai. Era cosciente?
Non precisamente, ma non aveva neppure perso i sensi.
Continuava a ripetere il nome della moglie, come se fosse preoccupato per lei. Ho pensato che forse
non voleva che si spaventasse nell'apprendere la notizia, cos gli ho detto che l'avrei chiamata io.
Credevo che sarebbe stato meglio se l'avesse saputo da me, piuttosto che da qualcuno dell'ospedale.
Sono certo che Mary te n' grata, dissi, anche se quel genere di notizia era sempre terribile, a
prescindere da chi la comunicasse.
Summer singhiozz di nuovo e si soffi il naso. Una ciocca di capelli ossigenati si era liberata dal
cerchietto, facendola sembrare pi giovane di quanto non fosse.
Ho riposto i suoi occhiali e il suo cellulare nell'armadietto sopra il banco di lavoro della tua sala
autoptica. Spero di aver fatto la cosa giusta: erano sul pavimento, e non sapevo dove metterli.
Stavo per dirle che mi sarei preoccupato di consegnarli a Mary, ma poi le sue parole sortirono il loro
effetto. Vuoi dire che erano sul pavimento della sala delle autopsie dove lavoravo io?
S. Non l'avevo detto?  l che si  sentito male il dottor Lieberman.
Cosa ci faceva l? Avevo dato per scontato che Tom fosse nella sua sala, quando aveva avuto
l'attacco.
Non lo so.  importante? mi chiese, con aria preoccupata.
Cercai di rassicurarla, dicendole che non lo era. Tuttavia ero perplesso. Tom stava ricomponendo lo
scheletro di Terry Loomis.
Perch aveva sospeso il lavoro per controllare i resti esumati?
Quella domanda continu a tormentarmi mentre preparavamo per le radiografie il teschio e le altre ossa
ritrovate nel cimitero, ma ci volle un'altra ora prima che potessi approfondire la faccenda. Lasciai a
Summer il compito di cominciare a pulire le ossa, e andai a esaminare il luogo in cui Tom era caduto.
La sala sembrava identica a come l'avevo lasciata. Solo il teschio e le ossa pi grandi erano disposte sul
tavolo; le altre stavano ancora attendendo il proprio turno nelle scatole di plastica.
Rimasi a fissare la stanza per un po' di tempo, tentando di capire se era avvenuto qualche cambiamento
o spostamento, ma non notai alcuna variazione.
Mi avvicinai all'armadietto in cui Summer aveva riposto gli occhiali e il cellulare di Tom. Senza il loro
proprietario, gli occhiali mi parvero familiari e nel contempo derelitti - forse erano le mie emozioni che
li rendevano tali.
Me li infilai nel taschino. Stavo per fare lo stesso gesto con il cellulare, quando mi sovvenne un'idea: mi
bloccai. Il telefono mi pesava tra le mani mentre cercavo di stabilire se ci che avevo in mente
costituisse una violazione della privacy.
Dipende da cosa scopri.
Il cellulare era rimasto acceso tutta la notte, ma aveva ancora una buona carica. Non mi ci volle molto
per capire dove fossero registrate le telefonate in arrivo. L'ultima risaliva alle 22:03 della sera prima,
esattamente come aveva detto Summer.
Proprio quando Tom aveva avuto l'attacco cardiaco.
Mi dissi che poteva trattarsi di una coincidenza, che le due cose non erano necessariamente collegate.
Ma c'era solo un modo per scoprirlo.
Il display indicava un numero con il prefisso di Knoxville.
Lo digitai sul mio telefono. Nutrivo abbastanza dubbi su ci che stavo facendo, sebbene avessi deciso
di non usare il cellulare di Tom. In qualsiasi caso, continuavo a esitare. Puoi fare un tentativo. Sei arrivato
fino a questo punto.
Chiamai.
Ci fu un momento di silenzio, poi il segnale di linea occupata mi risuon nell'orecchio. Fu una doccia
fredda, e dovetti chiudere la telefonata e attendere un minuto prima di riprovare.
Questa volta suon libero. Mentre aspettavo che qualcuno rispondesse, il mio battito cardiaco cominci
ad accelerare.
Ma nessuno rispose. Il telefono continu a squillare - un suono ripetuto con monotona regolarit.
Rassegnandomi all'idea che nessuno avrebbe risposto, decisi di terminare la chiamata.
Il fatto che la linea risultasse occupata un minuto prima era spiegabile in diversi modi. La persona che
avevo chiamato poteva essere uscita, o aver deciso di ignorare la telefonata proveniente da un numero
sconosciuto. Era inutile fare troppe congetture.
Tuttavia, mentre raggiungevo l'altra sala autoptica, sapevo che non mi sarei sentito tranquillo finch
non avessi scoperto la verit.
Per il resto della giornata, fui troppo impegnato per pensare di ritelefonare. I resti trovati a Steeple Hill
dovevano venire puliti con grande cura, ma era un lavoro piuttosto semplice. I saprofagi e gli insetti
avevano gi staccato ogni traccia di tessuto molle, quindi si trattava sostanzialmente di sgrassarli con
l'ausilio di una soluzione detergente.
Quando stavo per immergerli nelle vasche, all'obitorio vennero consegnate le cartelle cliniche di Noah
Harper e di Willis Dexter. Sapendo che Gardner era ansioso di avere una conferma della loro identit,
lasciai a Summer l'incombenza di proseguire il lavoro per rivolgere la mia attenzione agli altri resti.
Tra le due vittime, Dexter si rivel quella pi facile da identificare.
Le radiografie del teschio recuperato nel bosco mostravano fratture identiche a quelle riscontrate
durante l'autopsia del meccanico. Era ci che ci aspettavamo, ma adesso avevamo la conferma ufficiale:
Willis Dexter non era l'assassino.
Era morto in un incidente d'auto, sei mesi prima.
Questo lasciava aperta la questione sull'identit del soggetto il cui corpo era stato lasciato nella sua
tomba.
Non esistevano molti dubbi riguardo al fatto che si trattasse di Noah Harper ma, per avere la certezza
assoluta, ci serviva qualcosa di pi dei vaghi riscontri relativi alla razza e all'et. A differenza di Dexter,
non c'erano autopsie o cartelle odontoiatriche che ci permettessero di giungere all'identificazione. E
anche se l'erosione delle articolazioni dell'anca e della caviglia che avevo riscontrato sul cadavere nella
bara potevano spiegare la caratteristica andatura claudicante, non esistevano rapporti radiologici.
L'assicurazione medica e le cure dentistiche erano lussi che un ladruncolo come Harper non poteva
permettersi.
Alla fine, furono le fratture al femore e all'omero riportate durante l'infanzia a consentirci di
identificarlo. Perlomeno queste erano state radiografate, e sebbene lo scheletro adulto fosse invecchiato
e consumato, le linee di faglia delle lesioni guarite da decenni erano ancora presenti.
Quando mi parve di aver sufficientemente dimostrato l'identit di entrambi i gruppi di ossa, si era fatto
ormai tardi. Summer se n'era andata da un paio d'ore, e Paul mi aveva chiamato per dirmi che la
riunione si era protratta oltre il previsto, e cos non sarebbe riuscito a passare dall'obitorio. Sapeva
gestire le proprie priorit: tornava a casa dalla moglie incinta, anzich lavorare fino a notte. Un uomo
avveduto.
Avrei voluto continuare, ma era stata una giornata spossante, sia dal punto di vista fisico che emotivo.
Inoltre, dopo la colazione non avevo pi toccato cibo. Per quanto desiderassi recuperare il tempo
perduto, morire di fame non mi sembrava una scelta proficua.
Mentre mi cambiavo, telefonai a Mary per conoscere le condizioni di Tom. Ma il suo cellulare era
spento, e ne dedussi che doveva trovarsi ancora in ospedale. Quando chiamai l'unit di terapia
intensiva, un'infermiera cortese mi disse che le sue condizioni erano stabili: questo significava che non
era sopravvenuto alcun cambiamento. Stavo per riporre il cellulare quando mi venne in mente il
numero preso dal telefono di Tom.
Me n'ero completamente dimenticato. Provai a chiamare mentre uscivo dall'obitorio, salutando con un
cenno l'anziano uomo di colore che adesso sedeva alla reception.
Il numero era occupato.
Almeno c'era qualcuno in casa. Spinsi la pesante porta di vetro e uscii. Il crepuscolo stava calando sui
terreni semideserti dell'ospedale, conferendo alla sera dei riflessi dorati, quando io chiamai per
l'ennesima volta il numero. Questa volta suon libero.
Rallentai, mentre aspettavo che qualcuno rispondesse.
Forza, rispondi.
Niente. Deluso, riagganciai. Ma mentre riponevo il cellulare, udii quello che mi parve una lontana eco.
Un telefono stava squillando poco distante.
Smise prima che avessi il tempo di capire dove fosse. Attesi, ma non sentii che il canto degli uccelli e il
lontano brusio del traffico. Quasi sicuramente stavo dando troppa importanza a quella che, con ogni
probabilit, era una semplice coincidenza.
Comunque richiamai.
Uno squillo solitario ruppe il silenzio della sera.
A una cinquantina di metri, parzialmente nascosto dai cespugli incolti, c'era un telefono pubblico.
Nessuno lo stava usando.
Sospettando che fosse un caso, terminai la chiamata. Lo squillo si interruppe.
Incamminandomi, ricomposi il numero. Il telefono pubblico riprese a squillare. Man mano che mi
avvicinavo, il suono diventava pi forte, in ritardo di una frazione di secondo rispetto al tut metallico
proveniente dall'altoparlante del mio cellulare.
Questa volta, aspettai di essere a qualche metro, prima di riagganciare.
Fu il silenzio.
Il telefono, riparato solo da una protezione semisferica di plastica, era esposto agli elementi. Il cespuglio
vi era cresciuto intorno e, di conseguenza, quella postazione sembrava sprofondare nel fogliame. Capii
perch la linea fosse occupata o nessuno rispondesse alle mie chiamate. Gli ospedali erano tra i pochi
luoghi in cui i telefoni pubblici venivano ancora utilizzati dai visitatori per chiamare i parenti o un taxi.
E tuttavia nessuno si sarebbe mai preso il disturbo di rispondere sentendo uno squillo.
Mi infilai nella semisfera, avendo cura di non toccare il ricevitore.
Non c'era dubbio sul fatto che qualcuno avesse chiamato Tom da l, la sera prima, tuttavia non riuscii a
capirne il motivo. Almeno finch non mi voltai verso il sentiero lungo il quale avevo camminato.
Nonostante i rami disordinati dei cespugli, si godeva di una visuale perfetta sull'ingresso dell'obitorio.
E su chiunque ne uscisse.
15
Quindi pensa che, ieri sera, l'assassino abbia chiamato il dottor Lieberman.
La voce di Diane Jacobsen era assolutamente priva d'inflessione, la qual cosa mi impediva di capire
come giudicasse la mia congettura.
Credo che sia possibile, s, risposi.
Eravamo nel ristorante del mio albergo; avevo gli avanzi della cena consumata a met nel piatto di
fronte a me. Avevo chiamato Gardner dall'ospedale, dopo aver recuperato il suo numero nella rubrica
del cellulare di Tom. Prevedendo il suo scetticismo, mi ero preparato con cura gli argomenti a sostegno
della mia ipotesi. Di certo, non avrei mai immaginato che non mi rispondesse, costringendomi a
descrivere la situazione alla sua segreteria telefonica.
Anzich entrare nei dettagli, avevo accennato soltanto alla possibilit che l'assassino avesse contattato
Tom; poi l'avevo pregato di richiamarmi. Davo per scontato che l'agente del TBI volesse ispezionare il
telefono pubblico, e magari rilevare le impronte sull'apparecchio, anche se dopo ventiquattr'ore
dubitavo che ci fosse ancora qualcosa da scoprire.
Non aveva per alcun senso aspettare l fin quando Gardner non avesse ricevuto il mio messaggio e si
fosse deciso a richiamarmi.
Sentendomi vagamente sciocco, avevo raggiunto la mia auto ed ero tornato in albergo.
Era passata quasi un'ora prima che qualcuno si mettesse in contatto con me. Avevo appena ordinato la
cena, quando era squillato il telefono: a chiamarmi era Diane Jacobsen, e non Gardner. Mi chiese il
numero che avevo preso dal cellulare di Tom, pregandomi poi di restare in linea. Mi lasci in attesa, e io
immaginai che stesse trasmettendo l'informazione a Gardner.
Allorch riprese la comunicazione, disse che mi avrebbe raggiunto nel giro di mezz'ora.
Non era ancora passata, quando sollevai lo sguardo e la vidi entrare nel ristorante. Spinsi via il piatto: il
mio appetito era improvvisamente sparito. Diane Jacobsen indossava un abito nero, la cui gonna
elegante frusciava a ogni passo mentre si avvicinava al mio tavolo. Avrebbe potuto essere una donna
d'affari giovane e ambiziosa, se non fosse stato per la pistola che intravidi sotto la giacca mentre si
sedeva. Non mi forn alcuna spiegazione riguardo al fatto che Gardner non mi avesse risposto e non
fosse venuto di persona, ma potevo immaginare.
Declinando il mio invito a mangiare o a bere qualcosa, mi aveva ascoltato senza commentare, mentre le
spiegavo dettagliatamente la faccenda della telefonata ricevuta da Tom.
Adesso cominciavo a pentirmi di essermi preso quel disturbo.
Ha il cellulare del dottor Lieberman? mi domand.
Lo tirai fuori dalla giacca e glielo consegnai. Me l'ero messo in tasca appena prima di uscire dalla mia
stanza. Per ogni evenienza.
Novit su Irving? le chiesi, mentre esaminava le chiamate ricevute da Tom.
Non ancora. Era ovvio che non mi avrebbe detto altro.
Copi il numero sul proprio cellulare, che poi ripose senza far commenti. Perch ha controllato il
telefono del dottor Lieberman?
Ero curioso di sapere chi l'avesse chiamato. Mi chiedevo se ci non fosse collegato con l'attacco
cardiaco.
La sua espressione era indecifrabile. Non le  passato per la mente di non essere autorizzato a farlo?
Certo. Ma, date le circostanze, ho pensato che Tom non avrebbe avuto niente da ridire.
Per non si  preso il disturbo di chiedere il permesso a qualcuno.
A chi? Dovevo chiamare la moglie al suo capezzale?
Io stavo pensando a Dan Gardner.
Certo, visto che la mia opinione gode di un credito particolare presso di lui.
Fu sorpresa dal suo sorriso quanto me. Illumin tutto il suo volto, mutandone i lineamenti, che
passarono da una grazia austera alla bellezza che impreziosisce la copertina di una rivista.
Un attimo dopo, spar: mi spiacque che non fosse durato di pi.
 solo un'ipotesi prosegu, riprendendo un contegno professionale. Forse non mostrava la stessa
risolutezza di qualche momento prima. Pu averlo chiamato chiunque.
Da una cabina proprio davanti all'obitorio? A quell'ora di sera?
Non rispose. I medici hanno detto quando il dottor Lieberman potrebbe essere in grado di parlare?
No. Comunque, probabilmente non avverr molto presto.
Ci interrompemmo quando la cameriera venne a portar via il mio piatto e a offrirmi la carta dei dolci.
Senta, io prendo un caff. Perch non mi fa compagnia? le dissi.
Diane Jacobsen esit, lanciando un'occhiata all'orologio. Per la prima volta, il suo viso lasci trasparire
un accenno di stanchezza.
Se facciamo in fretta Ordin un caff macchiato.
Sicura di non volere nient'altro? le chiesi.
Il caff mi basta, grazie, disse, quasi pentita anche di quella minima concessione a se stessa.
Immaginai che la glicemia della Jacobsen passasse sempre in secondo piano rispetto alla sua
autodisciplina.
Per un tacito consenso, sospendemmo la discussione, mentre aspettavamo che la cameriera tornasse
con quello che avevamo ordinato. Le dita di Diane Jacobsen tamburellavano incessanti sulla panchetta.
Aveva le unghie corte e senza smalto.
Lei  nata a Knoxville? le domandai, per rompere il silenzio.
In una cittadina vicino a Memphis. Dubito che ne abbia mai sentito il nome.
Era ovvio che neanche adesso avrei avuto la possibilit di udirlo. Ritentai di scoprire qualche particolare
della sua vita privata, quando la cameriera serv i caff.
Cosa l'ha spinta verso la laurea in psicologia?
Lei si strinse nelle spalle. Un gesto rigido e forzato.
Era uno dei miei interessi. Volevo approfondire.
Poi  entrata nel TBI. Perch?
Era una buona opportunit di lavoro.
Prese un sorso di caff, chiudendo l'argomento. Alla faccia del conoscerla meglio. Dubitavo che avesse un
qualche senso chiederle di un eventuale marito o fidanzato.
Solo per avere una visione completa, ammettiamo che lei abbia ragione sulla telefonata, disse,
abbassando la tazza.
Che senso avrebbe? Non star sostenendo che qualcuno ha agito per provocare volontariamente un
attacco cardiaco al dottor Lieberman?
No, naturalmente.
E allora perch chiamarlo?
Stavamo arrivando al punto focale. Per attirarlo fuori. Credo che Tom fosse la prossima vittima.
L'unico segno esteriore della sua sorpresa fu un rapido battito di ciglia. Vada avanti.
Tom era confuso subito dopo l'attacco: era convinto che fosse successo qualcosa a Mary. Anche in
ospedale hanno dovuto rassicurarlo continuamente sul fatto che stava bene. La cosa  stata attribuita al
malore - e se invece non fosse cos? E se qualcuno l'avesse chiamato per dirgli che la moglie aveva
avuto un qualche tipo di incidente?
La piccola ruga era riapparsa oltre le sopracciglia della Jacobsen.
Allora si sarebbe precipitato da lei.
Esattamente. Quando ricevi una telefonata del genere, dimentichi tutto il resto. Non ti preoccupi di
agire con cautela e di non andare a prendere l'auto da solo. Molli tutto, e vai. Lo sapevo fin troppo
bene. Il ricordo della voce del poliziotto che mi informava dell'incidente di mia moglie e mia figlia mi
ossessionava ancora. A quell'ora di sera, l'ospedale  praticamente deserto, e dalla postazione
telefonica da cui  partita la chiamata si ha una visuale perfetta sull'ingresso dell'obitorio.
Chiunque stesse usando quell'apparecchio avrebbe visto uscire Tom.
Perch non aspettare che finisse di lavorare?
Perch se intendeva aggredire o rapire Tom, non poteva correre il rischio che qualcuno uscisse
insieme a lui. Agendo in questa maniera, invece, avrebbe potuto scegliere l'ora pi propizia: il dottor
Lieberman sarebbe stato solo e vulnerabile.
Diane Jacobsen non era ancora convinta. Ma come pu essersi procurato il numero di cellulare del
dottor Lieberman?
Tom non ha problemi a darlo. Chiunque avrebbe potuto chiederlo alla sua segretaria, in universit.
Va bene. Il dottor Lieberman, per, non ha attirato l'attenzione come il professor Irving. Perch
sceglierlo come vittima?
Non ne ho idea, ammisi. Ma  stata lei a dire che chiunque tiri le fila di tutto questo ha una grande
opinione di s. Forse ha pensato che meccanici e ladruncoli non siano in grado di garantirgli il
riconoscimento che crede di meritare.
La Jacobsen guard nel vuoto, mentre rifletteva sulla mia affermazione.
Mi imposi di distogliere lo sguardo dalle sue labbra carnose.
 possibile, riconobbe, dopo qualche momento. Forse sta diventando pi ambizioso. Il professor
Irving potrebbe aver stuzzicato il suo appetito: ambisce a vittime di profilo pi alto.
A meno che Tom fosse il suo bersaglio principale fin dall'inizio.
Ero consapevole del fatto che forse stavo tirando troppo la corda. Diane Jacobsen corrug la fronte.
Non c' nessuna prova che possa dimostrarlo.
Lo so, replicai. Ma ho riflettuto su tutte le altre azioni dell'assassino. Accelerare deliberatamente la
decomposizione, sostituire denti di maiale a quelli umani, lasciare vittime con cause del decesso
apparentemente contraddittorie Sono tutte cose che avrebbero sicuramente dato pi di un grattacapo
a un antropologo forense. Adesso sembra che la prossima vittima fosse Tom. Non viene forse da
pensare che l'assassino potesse avere in mente questo fin dall'inizio?
Era ancora scettica. Il dottor Lieberman non  l'unico antropologo forense che lavora per il TBI.
Nessuno avrebbe potuto sapere con certezza che sarebbe stato coinvolto in questa indagine.
Non so Allora forse l'assassino ha solo messo gli occhi su chi  stato incaricato di indagare.
Comunque, non  un segreto che Tom sia solitamente la prima scelta del TBI. O che avesse deciso di
andare in pensione l'anno prossimo. E anche prima.
Allontanai il pensiero dei progetti rovinati di Tom e Mary e insistetti.
E se l'assassino avesse pensato che questa fosse la sua ultima opportunit per dimostrare la propria
forza, colpendo uno dei massimi esperti forensi del paese? Sappiamo che ha fatto in modo che il
cadavere di Terry Loomis venisse trovato nel bungalow al termine del periodo prenotato e pagato, e
che il dottor Lieberman era tornato da un mese di vacanza solo la settimana prima. Ci significa che
l'assassino ha affittato il bungalow pi o meno il giorno dopo il ritorno di Tom. E se non fosse una
semplice coincidenza?
Dalla fronte corrugata della Jacobsen, capii di essermi spinto troppo avanti. Non crede che sia
un'ipotesi piuttosto azzardata?
Sospirai. Cominciavo a nutrire anch'io qualche dubbio.
Forse. Ma abbiamo a che fare con un individuo che ha conficcato degli aghi ipodermici in un
cadavere, sei mesi prima di agire affinch venisse esumato. In confronto a questo, assicurarsi che la sua
prossima vittima fosse in citt non sarebbe risultato particolarmente difficile.
Diane Jacobsen tacque. Presi un sorso di caff, lasciando che traesse le proprie conclusioni.
Significa dedurre un sacco di cose da una semplice telefonata, disse, infine.
S, riconobbi.
Ma credo che valga la pena esaminare la faccenda con grande attenzione.
Una tensione della quale fino a quel momento non ero stato consapevole mi scivol di dosso. Non ero
sicuro se ci fosse dovuto al fatto che ora esisteva la possibilit che venisse seguita una pista
potenzialmente molto fruttuosa, o alla coscienza di esser preso sul serio.
Allora controllerete le impronte digitali sul telefono?
Una squadra della Scientifica  gi l, anche se dopo ventiquattr'ore dubito che gli esperti troveranno
qualcosa. Di fronte alla mia sorpresa, sulle labbra della Jacobsen si disegn un sorriso lieve. Non avr
pensato che ignorassimo una cosa del genere, vero?
La vibrazione del suo cellulare posato sul tavolo mi salv da una situazione imbarazzante: dover dare
una risposta. Scusi, disse, prendendolo.
Per la prima volta nella giornata, mi sentii davvero rilassato: bevvi il mio caff, mentre lei usciva per
rispondere. La guardai attraverso la porta a vetri: era assorbita dalla conversazione.
Non dur a lungo. Rientr dopo meno di un minuto. Mi aspettavo che si scusasse e se ne andasse, ma
si risedette.
Non accenn alla telefonata; ora, per, appariva di nuovo distaccata. Il calore che avevo ravvisato in lei
poco prima era sparito.
Spost con estrema cura il manico della tazza di caff, sistemandola al centro del piattino. Dottor
Hunter cominci a dire.
Mi chiamo David.
Parve colta alla sprovvista. Poi disse, passando al tu:
Senti, devi sapere
Attesi, ma non prosegu. Cosa?
Non importa. Qualunque cosa fosse stata sul punto di dirmi, ormai aveva cambiato idea. I suoi occhi
si posarono sul boccale di birra quasi vuoto che la cameriera non aveva ancora portato via. Scusa se te
lo chiedo: non dovresti evitare l'alcool?
Cio, tenendo conto delle tue condizioni.
Le mie condizioni?
La ferita. Inclin il capo, beffarda. Avrai senza dubbio immaginato che abbiamo fatto una piccola
indagine sul tuo passato.
Mi resi conto di tenere la tazza sospesa a mezz'aria. La posai con estrema cautela. Non ci avevo quasi
pensato. E quanto all'alcool, sono stato accoltellato: non aspetto un bambino.
I suoi occhi grigi mi scrutarono. Parlarne ti mette a disagio?
Ci sono argomenti pi piacevoli.
Dopo l'aggressione, hai ricevuto un'assistenza psicologica?
No. E non la voglio adesso.
Lei inarc un sopracciglio. Me n'ero dimenticata: non ti fidi degli psicologi.
Non  che non mi fido. Semplicemente, non penso che parlare di una cosa sia sempre il modo
migliore per affrontarla, tutto qui.
Meglio stringere i denti e via dicendo?
Mi limitai a guardarla. La tempia cominciava a pulsarmi.
La tua assalitrice non  stata catturata, vero? mi chiese, dopo un momento di silenzio.
No.
Non hai paura? Cio, che possa riprovarci.
Cerco di non perdere il sonno a furia di pensarci.
Per ogni tanto ci pensi, vero?
Mi resi conto di aver stretto i pugni sotto il tavolo. Quando li riaprii, avevo i palmi umidi. Che senso
hanno tutte queste domande?
Semplice curiosit.
Ci fissammo. Per qualche motivo, adesso mi sentivo pi calmo: era come se avessi varcato una soglia.
Perch stai cercando di provocarmi?
La fermezza del suo sguardo vacill. Sto solo
Ordini di Gardner?
Non sapevo da dove fosse uscita quella domanda ma, quando distolse lo sguardo, capii di aver colto nel
segno. Fu solo un istante - che mi bast.
Per l'amor del cielo, cos' questa storia? Un'indagine per appurare la mia affidabilit?
Naturalmente no, rispose, ma senza convinzione. Adesso toccava a lei evitare il mio sguardo. Dan
Gardner voleva soltanto valutare le tue condizioni psicologiche, ecco tutto.
Le mie condizioni psicologiche? Risi, incredulo. Sono stato accoltellato, mi sono lasciato con la mia
fidanzata, uno dei miei amici pi cari  in un letto d'ospedale, e qui tutti sembrano convinti della mia
incompetenza. Le mie condizioni psicologiche sono ottime, grazie.
Sulle guance di Diane Jacobsen comparvero due chiazze gemelle. Se ti ho offeso, mi scuso.
Non sono offeso, solo Non sapevo neanch'io che cosa fossi. A ogni modo, dov' Gardner?
Perch non  venuto?
In questo momento, ha un altro impegno.
Non sapevo cosa mi irritasse di pi: se il fatto che sentisse il bisogno di valutare le mie condizioni
psicologiche o se non considerasse la faccenda abbastanza importante da occuparsene personalmente.
In qualsiasi caso, perch preoccuparsene adesso? Il lavoro  pressoch finito.
Il rossore stava abbandonando le guance della Jacobsen.
Fiss meditabonda il suo caff; soprappensiero, fece scorrere un dito lungo l'orlo della tazza.
Ci sono stati degli sviluppi riguardo a Steeple Hill, disse.
Aspettai. I suoi occhi grigi incontrarono i miei. York  scomparso.
16
Con tutte le finestre illuminate e molti veicoli del TBI posteggiati davanti a essa, la casa di York aveva
l'aspetto surreale di un set cinematografico. Si trovava nel comprensorio di Steeple Hill, a una certa
distanza dal cimitero, nascosta dietro una collinetta nella pineta. Come la sede dell'impresa di pompe
funebri, era un blocco di cemento e vetro, un tentativo fallito di trapiantare il modernismo californiano
degli anni cinquanta nel profondo Sud. Un tempo, poteva aver destato una certa impressione ma,
adesso, circondata dagli ombrosi pinnacoli degli abeti, risultava solo triste e decadente.
Un viottolo di beole conduceva alla porta d'ingresso: le lastre apparivano soffocate dalla malerba che
cresceva disordinatamente.
Il nastro che delimitava la scena del crimine steso tutt'intorno alla casa le conferiva un'aria stranamente
festosa, sebbene quell'impressione venisse immediatamente contraddetta dagli agenti della Scientifica
che la ispezionavano vestiti di quelle tute che li facevano sembrare dei fantasmi. Su un lato della casa,
oltre un prato rettangolare e incolto, un vialetto conduceva a un garage. Quando la claire venne
sollevata, comparve soltanto una chiazza d'olio sul pavimento - nessuna automobile.
Era sparita insieme al suo proprietario.
Diane Jacobsen mi aveva ragguagliato sulla situazione durante il tragitto. York non ci sembrava un
sospetto plausibile per gli omicidi, altrimenti l'avremmo arrestato prima. Mi era parsa sulla difensiva,
come se si sentisse personalmente responsabile dell'accaduto. Ha alcuni elementi che possono
ricondurre al classico profilo del serial-killer - l'et, il fatto che  scapolo e solitario -, oltre all'esasperata
importanza che d alla propria persona: qualcosa di tipico dei narcisisti. Ma non ha precedenti penali,
neppure una diffida in giovent. Nessuno scheletro nell'armadio, almeno a quanto siamo riusciti a
scoprire.
A parte alcuni indizi, niente lo collega agli omicidi.
Secondo me, le prove indiziarie erano quasi schiaccianti, dissi.
L'abitacolo era troppo buio perch potessi vederla arrossire, ma ero certo che fosse accaduto. Solo
ammettendo che volesse attirare consapevolmente i sospetti su di s, guidandoci verso la sua impresa di
pompe funebri. Non sarebbe la prima volta che succede, ma la storia secondo cui avrebbe assunto un
lavoratore irregolare sembra confermata. Abbiamo trovato un altro ex dipendente che sostiene di
ricordare Dwight Chambers. Ci  parso che Chambers cominciasse a diventare un sospetto plausibile.
E allora perch arrestare York?
Perch con l'iscrizione nel registro degli indagati avremmo avuto pi tempo per interrogarlo. Diane
Jacobsen sembrava a disagio. Inoltre, avevamo la sensazione che potessimo beneficiare di alcuni
vantaggi, assumendo un atteggiamento attivo.
E un arresto qualunque  meglio di nessun arresto. La politica e le relazioni pubbliche erano identiche in tutto
il mondo.
Solo che York non aveva aspettato che lo arrestassero. Quel pomeriggio, quando gli agenti del TBI
erano andati a prenderlo, non c'era pi traccia di lui n al cimitero n a casa. La sua auto era sparita e,
quando i poliziotti avevano forzato la porta di casa, si erano trovati davanti i segni evidenti di una
partenza frettolosa.
E anche dei resti umani.
Li avremmo scoperti prima, se non fosse stato per un inghippo burocratico, ammise la Jacobsen. Il
mandato iniziale riguardava solo l'impresa di pompe funebri e i terreni di pertinenza, non la residenza
privata di York.
I resti sono recenti? chiesi.
Crediamo di no. Ma Dan vorrebbe che tu li vedessi.
Questo mi sciocc ancor pi della scomparsa di York. A quanto pareva, Paul non aveva potuto
esaminarli. Sam stava passando una brutta nottata. Avevano pensato che stesse per iniziare il travaglio,
ma anche se si era rivelato un falso allarme, Paul non aveva nessuna intenzione di lasciarla sola a
quell'ora della notte.
Cos aveva chiesto a Gardner di convocare me.
Quando l'avevo chiamato, Paul mi era parso stanco e ansioso.
Non che dubitassi della parola di Diane Jacobsen ma, prima di andare, volevo parlare con lui.
Ho detto a Gardner che dar un'occhiata domani mattina ma, se vuole un'opinione immediata, deve
rivolgersi a te. Spero che la cosa non ti dia fastidio, mi aveva spiegato. Gli risposi che non c'era alcun
problema, ma che ero sorpreso del fatto che Gardner avesse accettato. Paul fece una risata amara.
Non aveva scelta.
Evidentemente, non aveva perdonato Gardner per aver preso le parti di Hicks contro Tom. Sebbene
Paul fosse troppo professionale per lasciare che i suoi sentimenti turbassero un'indagine, questo non
significava che dovesse privarsi di qualche piccola soddisfazione.
Mi chiesi come l'avesse presa Gardner.
La Jacobsen non rimase a Steeple Hill. Dopo avermi salutato, era andata a controllare i progressi
compiuti dalla squadra della Scientifica che stava esaminando il telefono pubblico. Mi era stato indicato
un furgone dove cambiarmi; dopo averlo fatto, mi ero diretto verso la casa.
Gardner era davanti alla porta d'ingresso, intento a parlare con una donna dai capelli grigi in tuta bianca.
Indossava soprascarpe e guanti e, anche se mi lanci un'occhiata mentre mi avvicinavo, non interruppe
la conversazione.
Rimasi in fondo al viottolo e attesi.
Dopo un ultimo e conciso ordine all'agente biancovestita, Gardner si volt finalmente verso di me.
Nessuno dei due apr bocca. Il suo fastidio era quasi palpabile, ma qualunque cosa stesse pensando, la
tenne per s. Mi rivolse un cenno brusco.
 al piano di sopra.
La casa aveva la classica pianta rovesciata tipica del suo stile e della sua epoca, con le camere da letto al
piano terra e la zona giorno di sopra. In origine bianchi, dopo decenni di fumo di sigaretta i muri e i
soffitti erano adesso di un giallo sporco; la medesima patina ocra ricopriva le porte e i mobili come uno
strato di grasso. Al di sotto dell'odore pervasivo di tabacco rancido si avvertiva un lezzo stantio di
vecchi tappeti e lenzuola sporche.
Quella sensazione di abbandono e fatiscenza era resa pi acuta dal tumulto delle ricerche in corso. Gli
agenti della Scientifica stavano ispezionando cassetti e armadi: pescavano reperti della vita di York per
esaminarli. Mentre salivo al piano superiore, sentii i loro sguardi fissi su di me. C'era quell'atmosfera di
attesa impaziente che ricordavo di aver colto su molte altre scene del crimine in cui era avvenuta una
scoperta importante, oltre che una curiosit manifesta.
Evidentemente, la voce della mia reintegrazione si era gi diffusa tra gli agenti.
Gardner mi condusse lungo una scala, negli angoli della quale si annidava una coltre di polvere. Il primo
piano era occupato da un open-space, con la cucina a vista e il soggiorno.
Gran parte degli arredi della zona cottura sembravano originali: scaffalature e credenze con i vetri
smerigliati uscite direttamente da una pubblicit anni cinquanta del sogno domestico americano.
Gli altri mobili del soggiorno erano invece una congerie mal assortita di pezzi dei decenni seguenti. Un
frigorifero arrugginito ronzava rumorosamente, mentre un'imitazione di lampadario a bracci con
lampadine a torcia incombeva su un tavolo rigato e sulle relative sedie. Una poltrona in pelle imbottita
occupava il centro della sala: aveva i cuscini strappati e rattoppati alla bell'e meglio con pezzi di scotch
che ormai si stavano staccando.
Di fronte a essa c'era un enorme televisore a schermo piatto, l'unico elemento recente.
Nella stanza erano impegnati altri agenti della Scientifica.
La casa era sottosopra: era difficile stabilire quanto ci fosse dovuto alle ricerche o alle abitudini di
York. I vestiti erano sparsi ovunque; le scatole piene di cianfrusaglie e vecchie riviste erano state tirate
fuori dai vari stipi. Il lavandino e il tavolino per la colazione risultavano invisibili, sommersi dai piatti
sporchi, e i contenitori di cartone incrostati di cibo da asporto giacevano dove York doveva averli
abbandonati.
Molti componenti della squadra della Scientifica sospesero il proprio lavoro per osservarmi mentre
Gardner mi guidava nella stanza. Riconobbi la sagoma corpulenta di Jerry: era carponi sul pavimento,
intento a ispezionare i cassetti di un mobile scassato. Alz una mano inguantata per salutarmi.
Salve, dottore. Le sue guance ondeggiavano intorno alla mascherina, mentre masticava
vigorosamente una gomma.
Bel posticino, eh? E dovrebbe vedere la collezione di film di questo tizio. Il paradiso del porno,
archiviato in ordine alfabetico.
Secondo me, dovrebbe davvero uscire di pi.
Gardner si era avvicinato a una rientranza nei pressi del lavandino.
Chiss se saranno ancora qui, quando avrai finito.
Risuonarono delle risatine, ma non ero certo che stesse scherzando.
Di qui.
La rientranza ospitava un armadio a muro, la cui porta era tenuta aperta da una bietta. Il suo contenuto
era stato tirato fuori e sistemato sul pavimento: scatole di stoviglie scheggiate, un secchio di plastica con
una crepa laterale, un aspirapolvere rotto.
Un agente si chin di fianco a una scatola di vecchie attrezzature fotografiche: una reflex a obiettivo
fisso che aveva visto tempi migliori, un dispositivo per il flash antiquato, una serie di vetuste riviste di
fotografia, con le pagine sbiadite e arricciate.
A un paio di metri di distanza, separata dal resto delle cianfrusaglie e piazzata in un'area sgombra del
linoleum polveroso, c'era una malconcia valigia.
Aveva il coperchio abbassato ma soltanto socchiuso, come se il contenuto fosse troppo ingombrante
perch potesse restare piatto. Gardner chin lo sguardo su di esso, senza avvicinarsi.
L'abbiamo trovata nell'armadio a muro. Appena abbiamo scoperto cosa c'era dentro, ci siamo fermati,
in attesa di qualcuno che potesse dare un'occhiata.
La valigia sembrava troppo piccola per contenere un corpo umano. Almeno quello di un adulto.
Comunque, sapevo che ci non significava nulla. Anni prima, mi era stato chiesto di esaminare il
cadavere di un uomo stipato in una valigia pi piccola di questa. Le membra erano state ripiegate su se
stesse, le ossa spezzate e storte fino ad assumere una forma che nessun contorsionista al mondo poteva
sperare di eguagliare.
Mi accosciai accanto alla valigia. La pelle marrone era consumata e logora, ma priva della muffa e delle
macchie che avrei dovuto trovare se le carni si fossero decomposte al suo interno.
Ci avvalorava le affermazioni di Diane Jacobsen, la quale mi aveva detto che i resti non erano recenti.
Posso dare un'occhiata? chiesi a Gardner.
 qui per questo.
Ignorando la causticit del suo tono, allungai la mano verso il coperchio, consapevole di avere gli occhi
di tutti i presenti su di me, mentre lo sollevavo.
La valigia era piena di ossa. Fu sufficiente uno sguardo per capire che erano umane. Vidi quella che
sembrava una gabbia toracica intera, nella quale era stato conficcato un teschio con la mandibola ancora
attaccata, in modo che offrisse il caratteristico ghigno. Guardandolo, mi chiesi se la Jacobsen mi avesse
detto apposta quella frase, durante il tragitto: Nessuno scheletro nell'armadio, almeno a quanto siamo riusciti a
scoprire.
Adesso ne avevano trovato uno.
Le ossa avevano il medesimo color tabacco delle pareti, anche se dubitavo che in questo caso il
responsabile fosse il fumo.
Erano assolutamente pulite, senza la minima traccia di tessuto molle. Mi avvicinai e le annusai: non
percepii alcun odore, tranne quello di pelle ammuffita della valigia.
Presi una costola, piazzata in cima alle altre ossa. Era curva come un arco in miniatura. In un paio di
punti, scorsi delle scaglie traslucide che si stavano staccando dalla superficie: sembravano squame di un
pesce.
Qualche notizia di York?
Lo stiamo ancora cercando.
Pensate che se ne sia andato di propria volont?
Se intende chiedere se  stato rapito com' accaduto a Irving, la risposta : 'No.' Irving non ha preso la
sua auto e non ha fatto la valigia, prima di sparire, disse Gardner, seccamente.
Ora, cosa mi pu dire di queste?
Posai la costola e presi il teschio. Muovendosi, le ossa emisero un suono quasi musicale.
Appartengono a una donna, gli dissi, rigirandomi il cranio tra le mani. La struttura  troppo delicata
per essere quella di un uomo. E non  morta di recente.
Mi dica qualcosa che non so.
Va bene, acconsentii. Innanzitutto non  stata assassinata.
Fu come se avessi sostenuto che la Terra era piatta.
Questa non  la vittima di un omicidio, ripetei. Vede come sono ingiallite le ossa? Sono vecchie.
Quaranta o cinquant'anni, almeno. Forse di pi. Si pu notare che lo scheletro  stato trattato con un
qualche tipo di fissativo, che sta cominciando a staccarsi. Sono quasi certo che si tratti di gommalacca:
qualcosa che non si usa pi da anni. E guardi qui
Gli mostrai un piccolo foro, praticato con grande precisione alla sommit del teschio. L doveva
esserci una specie di vite, in modo che potesse venir appeso.  probabile che provenga da un qualche
laboratorio o che appartenesse a uno studente di medicina. Al giorno d'oggi, si usano modelli in plastica
ma, di tanto in tanto, capita di trovare ancora un vero scheletro.
 uno scheletro medico? Gardner lo fiss torvo. Cosa diavolo ci fa qui?
Riposi il teschio nella valigia. York ha detto che il padre ha aperto Steeple Hill negli anni cinquanta.
Forse era suo. Di sicuro,  vecchio abbastanza.
Dannazione. Gonfi le guance. Comunque preferirei che anche Paul Avery gli desse un'occhiata.
Come vuole.
Non credo che Gardner si rendesse conto dell'offesa implicita nelle sue parole. Dopo un ultimo
sguardo disgustato alla valigia, si diresse verso le scale. Abbassai il coperchio della valigia, e lo seguii.
Arrivederci, dottore, disse Jerry, con le mascelle che continuavano a muoversi ritmicamente. Un
altro viaggio inutile, eh?
Mentre passavo accanto alla credenza, mi fermai a osservare la messe di fotografie di famiglia
incorniciate: una storia per immagini della vita di York. Era un misto di ritratti in posa e di scatti in
vacanza, i cui colori estivi un tempo vivaci erano ormai sbiaditi. York era il soggetto della maggior parte
di esse: un bambino sorridente in pantaloncini su una barca, un adolescente apparentemente a disagio.
Una donna dall'aria affettuosa - forse la madre - compariva quasi sempre al suo fianco. A volte c'era
anche un uomo alto e abbronzato, con un sorriso da affarista: immaginai che fosse il padre. Poich non
si vedeva spesso nelle foto, pensai che la maggior parte le avesse scattate lui.
Gli ultimi ritratti effigiavano esclusivamente la madre di York, in varianti sempre pi curve e avvizzite.
Quella pi recente la mostrava in posa accanto a un lago, con una versione pi giovane del figlio: fragile
e grigia, ma sempre sorridente.
Era l'ultima.
Raggiunsi Gardner ai piedi della scala. Non aveva ancora accennato alla telefonata che Tom aveva
ricevuto la sera prima.
Non capivo se fosse perch non la riteneva rilevante, o se non volesse semplicemente ammettere che
mi ero reso utile. In qualsiasi caso, non avevo intenzione di andarmene senza affrontare la questione.
L'agente Jacobsen le ha detto del telefono pubblico? gli chiesi, mentre procedevamo lungo il
corridoio.
Me l'ha detto. Lo stiamo esaminando.
E cosa mi dice di Tom? Se la telefonata aveva lo scopo di attirarlo all'esterno, potrebbe essere ancora
in pericolo.
Le sono grato per avermelo fatto notare, disse, con gelido sarcasmo. Ne terr conto.
Ne avevo abbastanza. Era tardi ed ero stanco. Mi fermai a met del corridoio. Senta, non so se abbia
qualche problema, ma  stato lei a chiedermi di venire qui. Un po' di cortesia non guasterebbe.
Gardner si volt per fronteggiarmi, col volto che si rabbuiava.
Le ho chiesto di venire qui perch non avevo scelta.  stato Tom a coinvolgerla in questa indagine,
non io. E mi perdoni se i miei modi non sono di suo gradimento ma, nel caso non se ne sia accorto,
stiamo cercando di catturare un serial-killer!
Be', non sono io! replicai.
Ci fissammo torvi. Eravamo vicino alla porta principale: notai che, al di l della soglia, gli agenti
all'esterno si erano fermati per assistere all'alterco. Un momento dopo, Gardner trasse un profondo
respiro e abbass lo sguardo verso il pavimento.
Dovette fare un notevole sforzo per riprendere la calma.
Per sua informazione, ho disposto immediatamente ulteriori misure di sicurezza per proteggere Tom,
disse, con voce rigidamente controllata.  una semplice precauzione. Anche se lei avesse ragione sulla
telefonata, dubito che l'autore tenti una qualche sortita mentre Tom  in un letto d'ospedale. Ma non
voglio correre rischi.
Non erano esattamente delle scuse, ma potevo accontentarmi.
La cosa pi importante era che Tom fosse al sicuro.
Grazie, dissi.
Di niente. Non riuscii a stabilire se l'avesse detto in tono ironico. Ora, dottor Hunter, se ha finito, la
far riaccompagnare al suo albergo.
Mi avviai, ma non feci in tempo a raggiungere gli scalini sul fronte della casa che qualcuno chiam
Gardner dall'interno.
Signore? Venga a dare un'occhiata.
Un agente della Scientifica, con la tuta sudicia d'olio e terra, era apparso da una porta del corridoio.
Gardner mi lanci uno sguardo: capii immediatamente cosa gli stava passando per la testa.
Aspetti un attimo.
Si diresse lungo il corridoio, verso la porta. Esitai, poi lo seguii.
Non avevo nessuna voglia di restarmene l come uno scolaretto fuori dall'ufficio del preside, in attesa
che Gardner decidesse se aveva bisogno di me.
La porta si apriva direttamente sul garage. L'aria puzzava d'olio e umidit. Sopra le nostre teste c'era una
lampadina, la cui fioca luminosit era integrata dalla potente luce dei riflettori.
Il garage era ingombro di oggetti, come il resto della casa: scatole di cartone deformi, attrezzature da
campeggio ammuffite e attrezzi da giardino arrugginiti fiancheggiavano per tre lati il nudo rettangolo di
cemento dove avrebbe dovuto trovarsi l'auto di York.
Gardner e l'agente della Scientifica erano accanto a un vecchio schedario d'acciaio. Uno dei cassetti era
aperto.
 sotto una pila di vecchie riviste, stava dicendo l'agente.
All'inizio, ho pensato che fossero delle semplici fotografie, ma poi ho guardato pi attentamente.
Gardner le stava fissando. Ges Cristo.
Sembrava scioccato. L'agente aggiunse qualcosa, ma io non stavo prestando pi attenzione. I miei occhi
potevano gi vedere quello che aveva trovato.
Si trattava di una bassa scatola di cartoncino in formato protocollo, di quelle utilizzate per la carta
fotografica. Era aperta, e l'agente aveva disposto a ventaglio la mezza dozzina di istantanee che
conteneva: ritratti in bianco e nero, primi piani del volto di un uomo o di una donna, dal mento alla
fronte. Erano stati ingranditi fin quasi a grandezza naturale, e la perfetta messa a fuoco aveva colto i
tratti, i pori e i difetti nei minimi particolari - una frazione di secondo preservata con chiarezza assoluta.
Ogni volto era stravolto e scuro e, a un primo sguardo, aveva un'espressione quasi comica, come se
tutti i soggetti fossero stati colti sul punto di starnutire. Ma solo finch non si guardavano gli occhi.
Allora si comprendeva che non c'era nulla di neppure lontanamente comico in tutto questo.
Avevamo sempre nutrito il sospetto che ci fossero pi vittime di quelle ritrovate. Be', queste fotografie
lo confermavano.
A York non era bastato torturarle fino a ucciderle.
Le aveva anche fotografate in punto di morte.
Gardner parve accorgersi per la prima volta della mia presenza.
Mi lanci un'occhiata penetrante, ma il rimprovero che stavo quasi aspettando non arriv. Credo che
fosse anch'egli sotto shock.
Adesso pu andare, dottor Hunter.
Dopo essermi cambiato, fui riportato in albergo da un taciturno agente del TBI: quei volti stravolti
continuarono a ossessionarmi mentre percorrevamo le strade buie. L'inquietudine che trasmettevano
era difficile da spiegare. Non dipendeva tanto da ci che mostravano. Per me, la morte non era certo
una novit. Mi era gi capitato di lavorare a casi in cui gli assassini avevano preso dei trofei dalle
proprie vittime: una ciocca di capelli, il brandello di un abito crudeli memento mori delle vite che
avevano spezzato.
Ma qui era differente. York non era un assassino folle che si perdeva nella foga di una passione
perversa. Ci aveva sempre menato per il naso, manipolando il corso delle indagini fin dall'inizio.
Anche la sua uscita di scena era avvenuta con un tempismo perfetto. E le fotografie non erano i soliti
trofei. Erano state scattate con una cura e un'abilit che presupponevano un distacco scientifico,
calcolato. Un totale controllo.
Che le rendeva ancor pi terrificanti.
Quando tornai nella mia stanza, non avevo realmente bisogno di un'altra doccia, ma la feci comunque.
Il viaggio a casa di York mi aveva lasciato addosso una sensazione di sporcizia che penetrava ben oltre
la pelle. Simbolica o meno, l'acqua calda fu un sollievo. Al punto che mi addormentai non appena
spensi la luce.
Fui svegliato prima delle sei da un trillo insistente. Ancora mezzo addormentato, cercai a tentoni la
sveglia, prima di rendermi conto che il rumore proveniva dal mio cellulare.
Pronto? bofonchiai, non ancora perfettamente sveglio.
Le ultime tracce di sonno furono spazzate via quando sentii la voce di Paul.
Una brutta notizia, David, disse. Tom  morto stanotte.
Hai scelto bene il tempo. Sapevi che non sarebbe passato molto prima che gli agenti del TBI ti
arrivassero in casa, ma sei rimasto finch hai potuto. Se te ne fossi andato troppo presto, l'impatto
sarebbe stato attenuato. Se l'avessi fatto troppo tardi Be', questo avrebbe rovinato tutto.
 davvero un peccato che tu non abbia avuto pi tempo. Detesti la fretta: in questo frangente, per,
non c'era modo di evitarla.
Hai sempre saputo che si sarebbe arrivati a questo.
L'impresa di pompe funebri ha svolto pienamente il suo compito.
Avevi pianificato tutto con largo anticipo: cosa prendere con te e cosa lasciarti alle spalle. Ti  costato
un attento esame e una grande disciplina. Ma era giusto cos.
Certi sacrifici sono necessari.
Adesso sei quasi pronto per la prossima fase. Non devi far altro che aspettare - pazientemente. Non
manca molto. Un lavoretto finale per mettere gli ultimi pezzi al proprio posto, e l'attesa sar terminata.
Ammetti di essere un po' nervoso, ma  una buona cosa.
Non puoi concederti alcuna autoindulgenza. Quando si presenter l'occasione, dovrai essere pronto a
coglierla. Non puoi permetterti di sprecare opportunit simili. Lo sai meglio di chiunque altro.
La vita  troppo breve.
17
Alla fine, tutte le precauzioni per salvaguardare la sicurezza di Tom si erano rivelate inutili. I dottori e il
personale paramedico dell'unit di terapia intensiva erano stati avvertiti della necessit di un'attenta
sorveglianza - tacendo le motivazioni -, e un agente del TBI si era piazzato nel corridoio davanti alla
porta della sua stanza. Nessuno avrebbe potuto raggiungere Tom senza che fosse notato, ma anche se
ci fosse accaduto, Mary era sempre al suo fianco.
Ma nessuna misura di sicurezza gli aveva impedito di subire un arresto cardiaco alle quattro appena
passate di quel mattino.
I medici avevano tentato di rianimarlo, ma il suo cuore si era caparbiamente rifiutato di rimettersi in
moto. Testardo fino alla fine. Il pensiero continuava a frullarmi nella mente, ostinandosi a non
abbandonarla.
Ero intontito, incapace di assimilare l'accaduto. Dopo la telefonata di Paul, avevo chiamato Mary,
mormorando le solite, inutili parole. Poi ero rimasto seduto sul letto, senza sapere cosa fare. Tentai di
convincermi che, perlomeno, Tom era morto placidamente, con la moglie al fianco, che gli era stata
risparmiata l'estrema prova che aveva dovuto affrontare Irving. Ma era una magra consolazione. Anche
se York non l'aveva ucciso materialmente, Tom restava una sua vittima. Malato o no, aveva il diritto di
vivere il resto dell'esistenza in pace, a prescindere da quanto sarebbe potuta durare.
Ma gli era stata strappata.
Mi torn in mente un'immagine di York: sorrideva con falsa umilt mentre, quel mattino a Steeple Hill,
stringeva la mano a Tom, con aria entusiasta. Dottor Lieberman,  un onore Ho sentito parlare molto del suo
lavoro E del suo Centro, naturalmente.
Con ogni probabilit, gi allora rideva alle nostre spalle. Aveva pianificato tutto, e celava le sue colpe
pi grandi dietro le vistose - ma, tutto sommato, insignificanti - irregolarit del cimitero.
Non ricordo di aver odiato qualcuno quanto York in quel momento.
Deprimermi nella mia stanza d'albergo non avrebbe riportato in vita Tom, n contribuito a prendere
l'uomo che l'aveva indirettamente ucciso. Feci una doccia e mi vestii; poi andai all'obitorio.
I miei passi echeggiarono nel corridoio deserto. Le superfici fredde e piastrellate della morgue mi
parvero ancor pi tristi del solito. Mi sarebbe piaciuto vedere un volto familiare, ma Paul mi aveva detto
che prima di capitare l doveva partecipare a un'altra serie di riunioni, e dubitavo che Summer sarebbe
stata in condizione di aiutarmi, dopo aver appreso la notizia.
Per fortuna, scorsi Kyle. Stava spingendo un carrello lungo il corridoio quando uscii dallo spogliatoio.
Mi accolse con il consueto entusiasmo.
Salve, dottor Hunter. Questa mattina sono impegnato con un'autopsia, ma se dopo avesse bisogno di
me, non esiti a dirmelo.
Grazie, lo far.
Continu a ciondolarmi davanti. Ehm Summer viene pi tardi?
Non lo so, Kyle.
Ah. Grazie. Annu, cercando di nascondere la delusione.
Come sta il dottor Lieberman?
Sapevo che era ancora troppo presto perch la notizia della sua morte si fosse diffusa, ma speravo che
non me l'avrebbe chiesto.
 mancato questa notte.
Kyle rimase impietrito.  morto? Mi dispiace, non sapevo
Non c' ragione per cui avresti dovuto.
Vidi che si stava sforzando di trovare qualcosa da dire. Era una brava persona.
S, davvero brava, convenni. C'erano epitaffi peggiori.
Mentre mi dirigevo verso la sala delle autopsie, tentai di scacciare dalla mente i pensieri funerei, deciso a
concentrarmi sulle cose che dovevo fare. Ma ci si rivel impossibile in un ambiente che associavo cos
strettamente a Tom. Quando passai davanti alla sala in cui aveva lavorato, mi fermai per un attimo; poi
entrai.
Non sembrava affatto diversa dal giorno prima. Lo scheletro di Terry Loomis giaceva ancora sul tavolo
d'alluminio, ricomposto quasi interamente. Era come qualunque altra sala autoptica: non era rimasta
alcuna traccia della presenza di Tom. Stavo per uscire, quando notai il lettore cd di Tom sullo scaffale,
accanto all'ordinata pila di album di jazz. Fu allora che me ne resi davvero conto.
Tom era morto.
Rimasi immobile per un po', mentre la consapevolezza dell'irrevocabilit dell'accaduto si faceva
lentamente strada in me.
Poi, lasciando che la pesante porta si richiudesse alle mie spalle, uscii e mi avviai lungo il corridoio,
verso la sala delle autopsie dove mi attendevano le ossa di un ladruncolo.
La ricomposizione e l'esame dello scheletro di Noah Harper avrebbero dovuto essere gi ultimati. Il
ritardo non era colpa di nessuno, ma quell'incarico era stato affidato a me e, di conseguenza, mi sentivo
responsabile per il protrarsi dei tempi. Adesso ero deciso a portare a termine il lavoro, anche se avessi
dovuto restare in piedi tutta la notte.
Inoltre era qualcosa che mi forniva una distrazione - gradita.
Il cranio e le ossa pi grandi delle braccia e delle gambe erano state disposte sul tavolo in
un'approssimazione della reale posizione anatomica, ma il resto era stato ordinato solo sommariamente.
Per prima cosa, volevo ricomporre la spina dorsale - era la parte pi complicata del procedimento. La
colonna vertebrale pu essere considerata una sorta di guaina articolata che protegge il fascio di nervi
che corre al centro.  un ottimo esempio della genialit della natura, una meraviglia di ingegneria
biologica.
Ma, in quel momento, non ero dell'umore giusto per apprezzarla.
Partendo dalla vertebra cervicale, cominciai a far combaciare quelle articolazioni ossee irregolari.
Non andai lontano.
Le vertebre cervicali che formano il collo sono pi piccole di quelle toraciche e lombari della schiena.
Sono sette, numerate in ordine discendente a partire dal cranio, e ciascuna si incastra alla perfezione con
quella precedente e quella successiva.
Feci combaciare le prime cinque abbastanza facilmente ma, quando cercai la sesta, non riuscii a trovarla.
Forza, Hunter, concentrati. Esasperato, passai pi volte in rassegna le vertebre restanti. Ma l'unica cervicale
che riuscii a trovare aveva le dimensioni e la forma sbagliate. Era chiaramente la settima, non la sesta.
Ne mancava una.
E questo era impossibile. Sebbene fosse in uno stato di decomposizione piuttosto avanzato, il corpo di
Noah Harper era perfettamente integro quando l'avevamo esumato. Se non avessimo rinvenuto una
delle vertebre cervicali, ce ne saremmo sicuramente accorti.
E allora dov'era?
Stranamente sicuro delle mie azioni, mi avvicinai al microscopio sul banco di lavoro. Non provai alcuna
sorpresa allorch scorsi la vertebra sul piano sotto la lente. Semmai avrei dovuto intuirlo prima. Mi ero
chiesto cosa stesse facendo Tom, quando era stato colpito dall'attacco.
Adesso lo sapevo.
Guardai nell'oculare: l'immagine era sfocata. Corressi la messa a fuoco, finch i contorni della vertebra
non divennero nitidi. Era delicatamente scanalata e appuntita come un corallo; la sua superficie porosa
appariva bucherellata a causa dell'ingrandimento.
Le microfratture sembravano profonde come dirupi.
Raddrizzandomi, tolsi il pezzo di osso bianco da sotto l'ottica.
Le fratture erano quasi invisibili a occhio nudo. Ce n'erano due, una su ciascuna lamina, il sottile
ponticello che collega il corpo principale della vertebra al delicato arco neurale.
Provando una strana vertigine, posai il piccolo osso e ripercorsi il corridoio fino alla sala delle autopsie
dove aveva lavorato Tom. Andai dritto allo scheletro di Terry Loomis, e presi la sesta vertebra cervicale
dal tavolo autoptico, sollevandola verso la luce. Le fratture risultavano meno evidenti rispetto a quelle
sulle lamine che avevo appena esaminato. Ma comunque c'erano.
Ci siamo. Non provai alcuna soddisfazione: solo un'improvvisa ondata di tristezza. Era una scoperta di
Tom, non mia. Presi il mio cellulare e chiamai Paul.
Ho scoperto la causa della morte.
E cos si  trattato di uno strangolamento. Con calma, Paul abbass lo sguardo sulla vertebra che
teneva in mano. Eravamo nella sala autoptica di Tom. Gli avevo gi mostrato le fratture sulla sesta
vertebra cervicale di Noah Harper, prima di condurlo qui per visionare quelle dell'osso di Terry
Loomis.
Non immagino un altro modo in cui avrebbero potuto prodursi delle fratture cos precise, dissi. Un
colpo sulla nuca avrebbe potuto incrinare la vertebra, ma il danno sarebbe stato molto pi esteso. E le
possibilit che un simile trauma avesse provocato lesioni quasi identiche in due differenti vittime erano
troppo remote per poter essere prese seriamente in considerazione.
No, queste fratture erano dovute a qualcosa di pi preciso.
Di pi controllato.
La definizione era una parola che sembrava adattarsi perfettamente a York.
Almeno adesso sappiamo con certezza perch sia i denti di Loomis che quelli di Harper si
presentavano rosacei, convenne Paul. E ci spiega anche cosa stesse facendo Tom nell'altra sala
autoptica. Aveva trovato le fratture sulla vertebra di Loomis ed era andato a controllare se fossero
presenti anche su quella di Harper.  questo che pensi?
Pi o meno. Poi York l'aveva chiamato mentre era intento a esaminare la vertebra al microscopio. Mi
pareva che ci fosse qualcosa di ironico in tutto questo, ma non ero certo di capire il perch.
Paul osserv ancora la vertebra. Ges, fa venir voglia di piangere.
Sia dal tono di voce che dall'aspetto traspariva la sua spossatezza.
Per lui, la morte di Tom era stata un colpo durissimo, acuito anche dal falso allarme di Sam della sera
precedente.
Quando l'avevo chiamato, aveva interrotto una riunione del corpo docente, e la tensione accumulata
negli ultimi giorni mi era apparsa evidente fin dal suo ingresso nella stanza. Le rughe intorno ai suoi
occhi sembravano incise all'acquaforte; alcune chiazze nerastre di barba corta e ispida stavano gi
offuscando il pallore del mento rasato in tutta fretta.
Tent di soffocare uno sbadiglio. Scusa.
Vuoi un caff? gli chiesi.
Pi tardi. Fece uno sforzo per ricomporsi. E cosa mi dici delle vertebre cervicali dei resti trovati nel
bosco? Hai controllato anche quelle?
Mentre aspettavo che arrivassi. Ne mancano due, ma le altre sono intatte, compresa la sesta, spiegai.
Non era certo una sorpresa. Willis Dexter era morto in un incidente d'auto, non era stato ucciso come
Noah Harper e Terry Loomis.
Quindi si tratta di una pressione costante esercitata sul collo di entrambe le vittime, abbastanza intensa
da fratturare le lamine, ma non lo ioide. Paul sollev le mani e le osserv.
Ricordi quanto erano grandi le mani di York?
Non abbastanza per una cosa del genere. C'era un unico elemento delle mani di York che ricordavo:
le dita macchiate di nicotina. Ma sia Loomis che Harper erano adulti e, di conseguenza, solo una
enorme avrebbe potuto circondare il collo e fratturare la vertebra. E cos si sarebbe quasi certamente
spezzato anche lo ioide.
Con ogni probabilit,  stato impiegato una specie di laccio o una garrotta, e non si  trattato di uno
strangolamento manuale, disse Paul. Qualunque oggetto abbia usato, deve averlo stretto intorno al
collo esattamente nello stesso punto, provocando un'identica lesione alla vertebra in entrambi i casi.
Per mi sembra difficile stabilire con precisione cosa fosse, riflett.
Tom c' riuscito.
Mi guard sorpreso. Davvero?
Ricordi ci che ha detto a Mary quando l'hanno portato in ospedale? Spagnolo. Allora non capivamo
cosa potesse significare.
Un ulteriore segno della stanchezza di Paul fu il fatto che gli ci volle qualche attimo per trovare il nesso.
Argano spagnolo.
Cristo, avrei dovuto arrivarci.
E anch'io. Avvolgete una benda o un pezzo di stoffa intorno a una ferita sanguinante, poi infilate un
bastoncino sotto di essa e girate. Ecco, questo  un argano spagnolo. Nella sua versione pi essenziale
si tratta di una sorta di laccio emostatico improvvisato, che pu essere stretto o allentato a piacere:  un
semplice accorgimento che ha salvato un numero infinito di vite.
Ma non era con questo spirito che lo utilizzava York.
Pensai alle fotografie che il TBI aveva trovato nel suo garage.
All'espressione straziata delle vittime, ai loro volti scuri e gonfi. Soffusi di sangue man mano che York
stringeva l'argano, soffocandoli sempre di pi, facendo fuoriuscire la vita dai loro corpi.
E fotografandoli mentre ci accadeva.
Scacciai quelle immagini dalla mente. Forse York non si rendeva neppure conto di star lasciando delle
tracce visibili.
Non poteva sapere che la lamina aveva subito una frattura.
Magari si  accorto dei denti rosa ma, poich si tratta di un fenomeno piuttosto oscuro, probabilmente
non ne ha compreso l'importanza.
Ma c' la faccenda del sangue nel bungalow, disse Paul.
Loomis  stato strangolato, quindi non  possibile che tutto quel sangue fosse suo. E allora di chi
diavolo ?
Non sar un altro dei giochetti di York? dissi. Le analisi del DNA ci avrebbero fornito una risposta,
ma avevo l'impressione che non avremmo dovuto aspettare cos tanto. Se avessi avuto ragione,
l'avremmo scoperto in un tempo pi breve.
Paul pos la vertebra. Prima ho parlato con Gardner. Non l'ha ammesso esplicitamente, ma  evidente
che stanno prendendo molto sul serio la tua teoria su Tom. In poche parole, non possono escludere
che York abbia intenzione di rivolgere le proprie attenzioni su qualcun altro tra coloro che stanno
partecipando alle indagini, visto che con lui ha fallito.
Avrei dovuto immaginarlo ma, per qualche motivo, non era stato cos. Quanto era accaduto a Tom mi
aveva sconvolto, impedendomi di seguire l'idea fino alla logica conclusione.
E allora cos'ha intenzione di fare Gardner?
Paul si strinse nelle spalle. Non pu fare molto: semplicemente consigliare a tutti di essere cauti. Non
pu sorvegliare ogni persona coinvolta nelle indagini, e anche se volesse farlo, non avrebbe gli uomini
sufficienti.
Lo considero un avvertimento.
Paul sorrise, ma non sembrava affatto divertito. Di bene in meglio, eh? Questo viaggio di studio si 
rivelato un inferno?
Era cos. Comunque non ero pentito di essere l. Non mi sarei mai lasciato sfuggire l'occasione di
lavorare con Tom, a prescindere dal triste epilogo.
Sei preoccupato? gli chiesi.
Si pass una mano sul volto, raschiando le chiazze di barba corta e ispida. Non esattamente. Prima
York poteva beneficiare del fattore sorpresa, ora non  pi cos. Non sto dicendo che non prester
attenzione, ma non ho neppure intenzione di passare la vita a guardarmi le spalle, nel timore che
qualche psicopatico decida di prendermi di mira.
Dopo un po' ci si abitua, dissi.
Mi guard sbalordito; poi scoppi a ridere. S, immagino che tu ci sia riuscito. Torn serio. Senti,
David, se vuoi chiamarti fuori, nessuno potr biasimarti. Non  un problema tuo.
Erano parole dettate dalle migliori intenzioni, ma il fatto che ribadisse quel concetto fu comunque uno
schiaffo. Forse no.
Ma adesso ho l'impressione che lo sia.
Paul annu; poi controll l'ora e fece una smorfia. Scusa, ma devo andare. Un'altra maledetta riunione.
Nel giro di un paio di giorni, le cose dovrebbero sistemarsi. Adesso dovrei essere in due posti
contemporaneamente.
Quando la porta si chiuse alle sue spalle, il silenzio della sala delle autopsie parve stringersi su di me.
Abbassai lo sguardo sullo scheletro parzialmente ricomposto che attendeva sul tavolo di alluminio e
pensai a Tom.
Sgombrai la mente da queste tristi riflessioni, e mi rimisi al lavoro.
Lavorai fino a tardi, ancor pi di quanto mi fossi proposto.
Sia perch volevo recuperare il tempo perduto, sia perch l'idea di passare la serata da solo in albergo
non era molto invitante.
Fintantoch ero impegnato, potevo rimandare il momento in cui avrei dovuto confrontarmi con la
morte di Tom.
Comunque non era l'unica cosa che mi turbava. L'opprimente sensazione che avevo provato dopo la
visita di Paul si rifiutava ostinatamente di attenuarsi. I miei sensi sembravano stranamente acuiti. Dietro
al lezzo chimico dell'obitorio si insinuava un indefinibile odore biologico, un debole effluvio che faceva
pensare a un bancone di macelleria. Le piastrelle bianche e le superfici metalliche luccicavano
freddamente sotto le potenti luci. Avevo una percezione particolare del silenzio - ben superiore a quella
di qualsiasi altra cosa. Pi che udirlo realmente, avvertivo il ronzio remoto di un generatore e il lontano
plin di un rubinetto che sgocciolava. Nient'altro. Di solito, non mi accorgevo neppure del silenzio.
Che ora sentivo tutt'intorno a me.
Naturalmente sapevo fin troppo bene quale fosse il problema.
Finch Paul non vi aveva accennato, non avevo preso in considerazione l'idea che York potesse
accanirsi su qualcun'altra delle persone che partecipavano alle indagini. Tutte le mie preoccupazioni si
erano concentrate su Tom e, anche dopo quanto accaduto a Irving, avevo candidamente dato per
scontato che fosse l'unico a essere minacciato. Ma era un'ingenuit pensare che, con la sua morte, York
si sarebbe fermato.
Avrebbe semplicemente mutato le sue priorit, continuando ad agire.
Fino a quel momento, Paul non aveva veramente preso parte alle indagini: comunque, c'erano molte
altre persone in grado di soddisfare la predilezione di York per vittime di alto profilo.
Non ero cos presuntuoso da considerarmi una di esse. Nonostante ci, per la prima volta da giorni mi
ritrovai a palparmi lo stomaco, tastando il tessuto cicatriziale sotto il cotone della divisa chirurgica.
Erano le dieci passate quando finii. Le ossa di Noah Harper non mi diedero nessun'altra informazione
rilevante: d'altronde, non ci avevo fatto troppo affidamento. La vertebra cervicale fratturata aveva gi
fornito dati sufficienti. Mi cambiai e mi avviai lungo il corridoio principale. A quanto pareva, avevo
l'obitorio tutto per me. Non c'era traccia di Kyle: doveva aver finito il suo turno da svariate ore. Una
delle lampade a fluorescenza non funzionava, e aveva lasciato il corridoio nella penombra.
Davanti a me, scorsi una lama di luce che filtrava da sotto la porta di uno degli uffici. Mentre ci passavo
accanto, udii una voce all'interno.
Chi c'?
Riconobbi immediatamente quel modo di sbraitare iroso.
Sapevo che la cosa pi intelligente da fare sarebbe stata quella di tirare dritto. Nulla di ci che potevo
dire avrebbe cambiato le cose: di certo, non mi avrebbe restituito Tom. Lascia stare.
Non ne vale la pena.
Aprii la porta ed entrai.
Hicks sedeva dietro la scrivania; si era bloccato nell'atto di chiudere un cassetto. Era la prima volta che
lo vedevo, dopo la scena al cimitero. Per un attimo, nessuno dei due apr bocca. La lampada proiettava
un modesto cono di luce sulla scrivania, lasciando nell'ombra il resto del piccolo ufficio. Il medico
legale mi fissava arcigno.
Pensavo che fosse uno degli assistenti, borbott. Aveva davanti un bicchiere pieno a met di un
liquido scuro, e immaginai di averlo interrotto mentre riponeva la bottiglia.
Ero entrato l con l'intenzione di dire a Hicks quel che pensavo di lui. Ma, vedendolo quasi accasciato
dietro la scrivania, il desiderio di uno scontro si dilegu. Mi voltai per andarmene.
Aspetti.
Le labbra del medico legale presero a muoversi, come se stesse provando delle parole inconsuete, prima
di pronunciarle a voce alta.
Mi dispiace. Per Lieberman. Fiss il registro posato sulla scrivania; il suo indice pingue tracciava
motivi astratti su di esso.
Notai che il suo abito color crema era macchiato e spiegazzato; poi mi resi conto di averglielo visto
indosso in ogni nostro incontro. Era un brav'uomo. Non sempre andavamo d'accordo, ma era un
brav'uomo.
Non dissi nulla. Se stava cercando di placare la propria coscienza sporca, non gli avrei dato una mano.
Era qualcosa che non si aspettava da me. Sollev il bicchiere e lo osserv cupamente.
Ho fatto questo lavoro per pi di trent'anni, e sa qual  la cosa peggiore? Ogni volta che capita a
qualcuno che conosci, resti impietrito.
Arricci le labbra, come se stesse lambiccandosi sul concetto.
Poi port il bicchiere alla bocca e lo vuot. Chinandosi con un grugnito, apr il cassetto e ne estrasse
una bottiglia di bourbon quasi piena. Per un terribile momento, pensai che volesse offrirmi un goccio,
proponendomi un lacrimoso brindisi a Tom.
Ma si limit a riempirsi il bicchiere, prima di riporre nuovamente la bottiglia nel tiretto.
Rimasi immobile in piedi, in attesa di quel che avrebbe detto.
Ma lui si limit a fissare il vuoto, come se si fosse dimenticato della mia presenza o ne fosse angustiato.
Quell'impulso che l'aveva spinto a parlare sembrava essersi esaurito.
Lo lasciai cos.
Quell'incontro mi aveva turbato. La mia soddisfacente immagine in bianco e nero di Hicks era stata
minata. Mi chiesi quante altre sere fosse rimasto seduto da solo in quell'ufficio angusto: un uomo
solitario, la cui vita risultava immensamente vuota, se non fosse stato per il lavoro.
Era un pensiero angosciante.
Mentre uscivo dall'obitorio e mi dirigevo verso la mia auto, la perdita di Tom divenne un dolore fisico,
tangibile, dietro lo sterno. La notte era pi fredda del solito: fui percorso da un umido brivido, il quale
mi ricord che l'inverno era ancora storia recente. Il rumore dei miei passi echeggi tra gli edifici
immersi nell'ombra. Gli ospedali non erano mai veramente deserti ma, una volta terminate le ore di
visita, potevano risultare molto solitari. L'obitorio era sempre posto fuori dalla portata di occhi
indiscreti.
Comunque, non era lontano dal parcheggio dove avevo lasciato l'auto, in una zona aperta e abbastanza
illuminata. Mentre mi avvicinavo, l'avvertimento di Gardner risuon nella mia mente. Quello che mi era
parso un luogo sicuro alla luce del giorno, adesso assunse un aspetto completamente diverso. I vani
delle porte erano campiture nerastre; le zone erbose che avevo ammirato nel chiarore del sole erano
distese di oscurit compatta.
Mantenni un passo lento e regolare, rifiutandomi di cedere all'impulso primordiale di affrettarmi:
quando raggiunsi l'auto, per, provai un certo sollievo. Tirai fuori le chiavi e azionai il telecomando
mentre ero ancora a qualche passo di distanza.
Stavo aprendo la portiera quando mi resi conto che c'era qualcosa sul parabrezza.
Un guanto di pelle era stato infilato sotto uno dei tergicristalli, con le dita distese sul vetro. Mentre
allungavo il braccio per toglierlo, pensai che qualcuno doveva averlo trovato per terra, sistemandolo l
in modo che il proprietario lo vedesse.
Una voce subliminale tent di mettermi in guardia, dicendomi che non era il periodo dell'anno in cui si
portavano i guanti, ma ormai io l'avevo gi toccato.
Era freddo e untuoso, e davvero troppo sottile per essere un normale guanto.
Ritrassi la mano e mi voltai di scatto. Il parcheggio immerso nella penombra mi schern, silenzioso e
deserto. Con il cuore che batteva all'impazzata, mi girai di nuovo verso l'oggetto sul parabrezza. Non mi
azzardai a toccarlo di nuovo. Non era un guanto, adesso lo sapevo. E quella non era pelle animale.
Bens umana.
18
Gardner osserv un agente della Scientifica che sollevava il tergicristallo e rimuoveva con cura il
brandello di pelle con un paio di pinzette. Diane Jacobsen e lui erano arrivati venti minuti prima, seguiti
da un grosso furgone del TBI che ospitava il laboratorio mobile della Scientifica. Intorno all'auto erano
state disposte delle fotocellule, e l'intera area era stata delimitata con il solito nastro che segnalava la
scena del crimine.
Non avrebbe dovuto toccarlo, mi disse Gardner - e non era la prima volta.
Se mi fossi reso conto di cosa si trattava, non l'avrei fatto.
L'irritazione dovette trapelare almeno in parte dal mio tono.
In piedi accanto a Gardner, Diane Jacobsen distolse lo sguardo dalla squadra della Scientifica intenta a
rilevare la presenza di impronte sull'auto. Mi lanci un'occhiata leggermente preoccupata: oltre le sue
sopracciglia comparve la consueta ruga, ma non disse nulla.
Anche Gardner si fece silenzioso. Aveva con s una grossa busta di carta di manila: finora, per, non
aveva minimamente accennato al suo contenuto. Col volto privo d'espressione, osserv un agente della
Scientifica che riponeva con estrema cautela la pelle in una busta per le prove. Era una squadra diversa
da quella che avevo visto all'opera in precedenza. Mi chiesi se Jerry e i suoi colleghi fossero impegnati
su un'altra scena del crimine o se avessero semplicemente la serata libera. Non che avesse qualche
importanza, ma mi era pi facile pensare a ci che alle possibili implicazioni di questo nuovo sviluppo.
Reggendola con cura nella mano inguantata, l'agente ci port la busta. La sollev in modo che Gardner
potesse osservarla meglio.
 umana, non c' dubbio.
Non c'era bisogno che me lo dicesse. La pelle era di color marrone scuro, semitrasparente. Aveva una
forma troppo irregolare per essere un guanto, ma il mio errore era comprensibile.
Mi era capitato piuttosto spesso di vedere questo genere di reperti.
Ma non sul parabrezza della mia auto.
Questo significa che York ha scuoiato le sue vittime? chiese la Jacobsen. Stava sforzandosi
enormemente per apparire impassibile, ma anche la sua padronanza di s vacillava.
Non credo, risposi. Posso?
Allungai la mano verso la busta. L'agente della Scientifica attese un cenno d'assenso di Gardner, prima
di consegnarmela.
La alzai in modo che ricevesse una luce diretta. La pelle era lacera e strappata in diversi punti,
soprattutto sul dorso, ma conservava vagamente la forma della mano. Appariva morbida e flessibile; un
residuo oleoso era colato all'interno della busta.
Non  stata scuoiata, spiegai. Altrimenti sarebbe quasi piatta. Questa si presenta lacerata in diversi
punti, ma  pi o meno intera. Credo che si sia staccata da s.
I volti di Gardner e dell'agente della Scientifica non tradirono alcuna sorpresa; mi accorsi che Diane
Jacobsen continuava a non capire.
Staccata?
Dopo qualche giorno, la pelle scivola via dalla carne, spontaneamente.
Soprattutto alle estremit: cuoio capelluto e piedi
E le mani. Sollevai la busta. Sono quasi sicuro che  accaduto cos.
Lei fiss la busta, dimenticandosi la sua consueta diffidenza.
Vorresti dire che si  staccata da sola dal cadavere?
Pi o meno. Mi voltai verso l'agente della Scientifica, che ci aveva guardato accigliato. 
d'accordo?
L'uomo annu. C' una buona notizia:  ancora morbida.
Cos non dovremo inumidirla per prendere le impronte digitali.
Avvertii lo sguardo di Gardner su di me, e capii che aveva gi intuito le implicazioni. La Jacobsen,
invece, sembrava inorridita.
Siete in grado di ricavare delle impronte da quello?
Certo. Di solito, la pelle rinvenuta  secca e friabile, e cos va ammorbidita nell'acqua. Poi la si infila
come un guanto su un supporto, e si prendono le impronte.
Alz la mano e la agit a scopo dimostrativo.
Non ti vogliamo trattenere, Deke, disse Gardner. Con una certa vergogna, l'agente abbass la mano e
torn verso l'auto.
Gardner batt qualche colpetto sulla propria gamba con la busta di carta di manila. Mi rivolse uno
sguardo quasi arrabbiato.
Be', glielo dice lei o devo farlo io?
Dirmi cosa? chiese Diane Jacobsen.
La bocca di Gardner si appiatt in una linea sottile. Glielo spieghi.
Ci chiedevamo come York fosse riuscito a lasciare le impronte digitali delle vittime sulle scene del
crimine a mesi di distanza dalla loro morte dissi, quando lei si volt verso di me. Feci un cenno in
direzione dell'auto. Be', adesso lo sappiamo.
La piccola ruga spar dalla fronte di Diane Jacobsen. Vuoi dire che ha usato la pelle delle loro mani?
Indossandola come un guanto?
 la prima volta che mi trovo di fronte a un utilizzo simile, ossia per mettere delle impronte - ma
sembrerebbe proprio di s. Probabilmente  questo il motivo per cui il corpo di Noah Harper era in
uno stato di decomposizione cos avanzato. York aveva bisogno della pelle delle mani, prima di
scambiarlo con quello di Willis Dexter.
E poi aveva atteso ancora qualche giorno, prima di tornare nella pineta e raccogliere anche la pelle
staccatasi dalle mani di Dexter. I saprofagi non avrebbero perso tempo con brandelli di tessuto che si
stava seccando, quando avevano a disposizione l'intero corpo per banchettare. E se l'avessero fatto
 lui avrebbe usato semplicemente la pelle di qualcun altro.
Mi arrabbiai con me stesso per non averlo intuito prima. Il mio subconscio si era adoperato
enormemente per farmelo capire, provocando il dj-vu alla vista delle mie mani raggrinzite quando mi
ero tolto i guanti di gomma, ma io l'avevo ignorato.
Tom aveva ragione: aveva detto che avrei dovuto prestare pi ascolto al mio istinto.
E avrei dovuto prestare pi ascolto anche a lui.
Diane Jacobsen mi tolse di mano la busta per le prove. Mentre ne esaminava il contenuto, la sua
espressione tradiva un misto di disgusto e curiosit.
Deke ha detto che non  secca: significa che si  staccata di recente dal corpo?
Immaginai che stesse pensando a Irving. Sebbene nessuno l'avesse detto esplicitamente, tutti sapevamo
che ormai si doveva considerare morto. Ma anche se fosse stato ucciso subito dopo il rapimento,
avrebbe dovuto passare pi tempo perch la pelle si staccasse. Di chiunque fosse, non era sua.
Ne dubito, dissi. Sembra che sia stata lubrificata intenzionalmente, per conservarla e mantenerla
flessibile
Mi interruppi. Un pensiero mi aveva attraversato la mente.
Guardai il parabrezza dell'auto, e le macchie d'unto lasciate dalla pelle sul vetro.
Olio per neonati.
Gardner e la Jacobsen mi fissarono.
L'impronta sul contenitore di pellicola trovato nel bungalow mostrava tracce di olio per neonati,
dissi.
Irving la considerava una prova del fatto che gli omicidi erano a sfondo sessuale, ma si sbagliava.  la
sostanza che York ha usato per mantenere flessibile la pelle. I suoi oli naturali erano ormai seccati, e lui
voleva che le impronte fossero chiare. E cos l'ha ingrassata come un vecchio stivale.
Mi sovvenne la frecciata sarcastica di Irving. A meno che l'assassino abbia un debole per le lozioni idratanti. Si
era avvicinato alla verit pi di quanto non immaginasse.
Se York ha fatto incetta di impronte digitali delle sue vittime, perch non ha preso anche la pelle delle
mani di Terry Loomis? domand Diane Jacobsen. Quella  rimasta nel bungalow insieme al
cadavere.
Se ci fosse avvenuto, l'avremmo notato. E avremmo compreso quello che stava succedendo, disse
Gardner, in un tono reso brusco dal rammarico. York voleva decidere quando metterci in condizione
di capire le sue azioni.
Osservai gli agenti della Scientifica che cospargevano un'altra area dell'auto con la polvere per le
impronte. Stavano facendo un lavoro meticoloso. Anche se probabilmente inutile.
E allora perch adesso? chiesi.
Gardner si volt verso la Jacobsen. Lei si strinse nelle spalle.
Si sta di nuovo pavoneggiando: intende comunicarci che non ha paura di venir catturato. Ovviamente,
pensa che il fatto di conoscere questo elemento non ci servir a nulla. Comunque, prima o poi
l'avremmo capito da soli. Agendo in questo modo, per, ha l'impressione di mantenere il controllo della
situazione.
L'altra domanda rimase inespressa. Perch proprio io? Ma temevo di conoscere gi la risposta.
Gardner abbass lo sguardo verso la busta di carta di manila che teneva tra le mani. Sembr giungere a
una decisione. Diane la riaccompagner in albergo. Resti l finch non la chiamo.
Non lasci entrare nessuno nella sua stanza. Se qualcuno bussa e dice: 'Servizio in camera', si assicuri che
sia davvero cos, prima di aprire la porta.
E la mia auto?
Le comunicheremo quando avremo finito di esaminarla.
Si volt verso la Jacobsen. Diane, ti devo dire un paio di cose.
Si allontanarono quel tanto che bastava perch non potessi sentirli. Fu solo Gardner a parlare. Vidi
Diane Jacobsen che annuiva mentre lui le porgeva la busta. Anche se mi chiesi cosa potesse contenere,
in quel momento le mie preoccupazioni erano altre.
Mi voltai nuovamente verso le figure biancovestite che si affaccendavano intorno alla mia auto. La
polvere impiegata per il rilievo delle impronte digitali ne aveva sbiadito il colore, facendola sembrare
qualcosa di morto.
Mentre le osservavo, sentii un sapore amaro in bocca. Feci correre il pollice sulla cicatrice che mi
attraversava ancora il palmo della mano. Ammettilo. Sei spaventato.
Ero gi stato perseguitato da un assassino una volta. Avevo scelto di andare l nella speranza di
lasciarmi alle spalle quell'esperienza.
Adesso stava succedendo di nuovo.
Mentre Diane Jacobsen mi stava riaccompagnando in albergo cominci a piovere. Gocce panciute che
scivolavano sui vetri dell'auto in scrosci irregolari, spazzate via dai tergicristalli prima di riapparire un
attimo pi tardi.
Lontano dall'ospedale, le strade e i locali erano ancora affollati.
Ritrovarsi in mezzo alle luci scintillanti e all'animazione delle vie fu un sollievo, sebbene non riuscissi a
relazionarmi con la normalit che rappresentavano. Mi sentivo separato da esse da qualcosa che andava
ben oltre il semplice finestrino dell'auto, conscio dell'illusoriet del senso di sicurezza che infondevano.
Per una volta, non mi accorsi quasi della vicinanza di Diane Jacobsen. Fu solo quando infine cominci
a parlare che riportai la mia mente al momento presente.
Dan dice che Loomis e Harper sono stati strangolati con una specie di laccio.
Mi riscossi, sorpreso dal modo in cui aveva attaccato discorso.
Probabilmente qualcosa chiamato 'argano spagnolo'. Una sorta di laccio emostatico rivisitato.
Questo si adatta perfettamente a ci che sappiamo di York.
Deve apprezzare la sensazione di potere che un simile oggetto infonde. Di vita e di morte,
letteralmente, e assai pi gratificante del gesto di uccidere subito la vittima. Gli consente di avere un
controllo totale sull'operazione, decidendo esattamente quando esercitare una pressione sufficiente a
uccidere.
Mi lanci una rapida occhiata.
Scusa, forse ho mancato di tatto.
Mi strinsi nelle spalle. Non c' problema: mi sono reso conto di cosa sia capace York. Non credo che
sverr per i suoi giochetti psicologici.
 cos che giudichi quello che  successo stasera?
Se  fermamente intenzionato a colpirmi, che senso ha lanciarmi un avvertimento? Quando
pronunciai questa frase, mi ricordai di aver incontrato un altro assassino che aveva fatto esattamente la
stessa cosa.
Neppure la Jacobsen sembrava convinta. York ha bisogno di affermare la propria personalit. Per un
narcisista come lui, quanto accaduto con il dottor Lieberman deve aver rappresentato una terribile
umiliazione. Per rimediare alla dbcle, la sua autostima pretender qualcosa di ancor pi spettacolare.
E potrebbe essere proprio questo: avvertire la sua prossima vittima.
Io, per, continuo a non capire perch York dovrebbe disturbarsi a prendere di mira me. Tom e
Irving erano entrambi molto noti. Perch passare da bersagli di altissimo profilo a uno straniero del
quale nessuno ha mai sentito parlare? Non ha alcun senso.
Ai suoi occhi forse ce l'ha. Aveva parlato con voce piatta, guardando la strada. Ti ha visto lavorare
con il dottor Lieberman, non dimenticarlo. E sei un inglese, ospite del Centro.
York potrebbe pensare che un tipo come te pu fare pi colpo di qualcuno del posto.
Era un aspetto che non avevo considerato. Immagino che dovrei esserne lusingato, commentai,
tentando di scherzare.
Questa volta, non venni ricompensato con un sorriso. Non credo che dovresti prenderla alla leggera.
Credimi, non lo sto facendo. Posso farti una domanda? dissi, ansioso di cambiare argomento. Avete
saputo qualcosa dal laboratorio, a proposito dei campioni di sangue presi nel bungalow?
Ci fu una breve pausa, prima che rispondesse. Un'analisi completa del DNA richiede settimane.
Non era ci che le avevo chiesto: la sua evasivit, per, mi fece capire di essere sulla pista giusta.
Certo, ma ormai dovrebbero aver capito se si trattava di sangue umano o animale.
In qualunque altro momento, mi sarei goduto la sua sorpresa.
Come facevi a saperlo?
Diciamo che era un'ipotesi ragionevole. Allora il sangue era quello di un animale, eh?
Il profilo adombrato annu. Abbiamo ricevuto i risultati soltanto oggi, tuttavia avevamo gi capito che
qualcosa non quadrava. La Scientifica non era affatto convinta della copiosit e della diffusione degli
schizzi nel bungalow, anche se York  stato piuttosto abile nel contraffarli. Il laboratorio ha quindi
compiuto un test preliminare: subito  emerso che era piuttosto difficile che quel sangue fosse umano.
Comunque, abbiamo dovuto attendere che ricavassero il DNA per esserne sicuri.
Cos'era? Sangue di maiale?
Sorrise: nell'oscurit, riuscii a scorgere il bianco dei suoi denti. Adesso stai cercando di metterti in
mostra.
Be', forse un po'. Non era difficile come sembra, ammisi.
Una volta confermato che Terry Loomis era stato strangolato, risultava evidente che il sangue non
poteva essere suo. E questo implica che le ferite presenti sul suo corpo siano state inferte dopo il
decesso, e che gran parte del sangue rinvenuto nel bungalow aveva tutt'altra origine.
Continuo a non capire come facessi a sapere che era sangue di maiale cominci a dire. Poi si
rispose da s: Ah, ci sono. Dai denti che abbiamo trovato insieme al corpo di Willis Dexter.
Mi ero chiesto se il sangue non fosse di un animale gi prima. Ma, dopo averli visti, ho intuito che
probabilmente era anch'esso di maiale, spiegai. Sembra il genere di giochetto che piace a York.
Diane Jacobsen tacque. Il suo volto appariva marmorizzato dall'effetto della pioggia che cadeva sul
parabrezza e sul finestrino.
Nei fasci obliqui di luce gialla gettata dai lampioni, il suo profilo ricordava una scultura greca.
In realt, non dovrei dirtelo, disse lentamente. Non ci sono arrivati soltanto gli esiti dei campioni di
sangue presi nel bungalow. Quelli di Noah Harper sono risultati positivi al test sull'epatite C.
Dio, povero Kyle. A differenza del ceppo A e B, non esisteva un vaccino per l'epatite C. Il virus non era
necessariamente fatale, ma le cure richiedevano moltissimo tempo ed erano piuttosto fastidiose. Oltre al
fatto che, comunque, non offrivano garanzie.
Kyle lo sa? chiesi, a disagio, sapendo che sarebbe potuto capitare a me.
Non ancora. Dovr aspettare un po' di tempo prima di ricevere il risultato delle analisi dall'ospedale, e
Dan ritiene che sia inutile anticipare le sue preoccupazioni. Mi lanci una rapida occhiata. Questo 
strettamente confidenziale, lo sai, vero?
Naturalmente. Per una volta, ero d'accordo con Gardner.
Esisteva ancora qualche possibilit che Kyle non avesse contratto la malattia, ma non avrei puntato un
soldo su una scommessa cos azzardata.
Per poco, non sei stato costretto a farlo. Eravamo arrivati in albergo. Diane Jacobsen trov un parcheggio
vicino all'ingresso.
Mentre faceva manovra, incrociai nello specchietto il suo sguardo che controllava che non ci fossero
automobili.
Ti accompagno fino alla tua stanza, disse, protendendosi verso il sedile posteriore per prendere la
busta di carta di manila che Gardner le aveva dato.
Non  il caso
Ma stava gi scendendo dall'auto. Mentre entravamo, notai che era pi vigile e attenta del solito. I suoi
occhi erano in costante movimento: guizzavano tra i volti che ci circondavano in cerca di potenziali
minacce. Notai anche che camminava con la mano destra vicina alla pistola celata sotto la giacca. Una
parte di me non riusciva a prendere sul serio questa situazione.
Poi ricordai cosa era stato lasciato sul mio parabrezza.
Mentre salivamo in ascensore, un'anziana signora ci rivolse un sorriso ammiccante: non faticai a intuire
cosa stesse pensando.
Un'altra giovane coppia che se ne va a letto dopo una giornata in citt. Era un'illazione cos lontana dalla verit da
risultare quasi buffa.
La donna scese, e Diane Jacobsen e io restammo uno a fianco dell'altra nell'ascensore. Eravamo soli, e
la tensione tra noi pareva aumentare piano dopo piano. A un certo punto, le nostre spalle si sfiorarono,
provocando una scintilla di elettricit statica.
Lei si scost quel tanto che bastava per interrompere il contatto.
Quando le porte si aprirono, usc per prima, con la mano che s'infilava sotto la giacca per posarsi sulla
pistola, mentre controllava che il corridoio fosse deserto. La mia stanza era in fondo. Feci scivolare la
tessera magnetica nella scanalatura e aprii la porta.
Grazie per avermi scortato.
Sorrisi mentre lo dissi, ma adesso lei era calata nel proprio ruolo, efficiente. Quelle barriere che erano
momentaneamente cadute durante il tragitto in auto erano state rialzate.
Posso dare un'occhiata alla stanza?
Stavo per dirle che non era il caso, ma intuii che avrei solo sprecato il fiato. Mi scostai per lasciarla
passare.
Prego.
Rimasi accanto al letto, mentre ispezionava la stanza. Non era particolarmente grande, cos non ci volle
molto tempo perch si accertasse del fatto che York non era nascosto l. Aveva ancora la busta di carta
di manila che le aveva dato Gardner e, quando ebbe finito il controllo, la port dove io stavo
aspettando.
Si ferm a qualche passo di distanza: il suo volto era una maschera impenetrabile.
Un'altra cosa. Dan mi ha chiesto di mostrarti queste. Armeggi con la busta. C'era una telecamera
dall'altra parte della strada, di fronte alla postazione del telefono. Abbiamo recuperato le riprese dell'ora
in cui il dottor Lieberman ha ricevuto la chiamata.
Mi porse un sottile fascio di istantanee. Erano fotogrammi di una telecamera a circuito chiuso - di bassa
qualit e sgranate, con la data e l'ora stampate lungo la base. Riconobbi il tratto di strada dove era
collocata la semisfera di plastica con il telefono.
In primo piano, erano parzialmente visibili un paio d'auto e il profilo squadrato di un'ambulanza,
sfocato e indistinto.
Ma la mia attenzione fu catturata dalla sagoma scura colta nei pressi della postazione telefonica. La
qualit dell'immagine era cos scarsa che risultava impossibile distinguerne i lineamenti.
Aveva il capo chino, e il volto era soltanto una bianca falce di luna nascosta da un cappello scuro e a
punta.
Le altre fotografie raffiguravano il medesimo soggetto: la sagoma che attraversava frettolosamente la
strada, con le spalle incurvate e la testa bassa, che in questi scatti risultava ancora pi indistinta.
Il laboratorio sta tentando di ripulire le immagini, mi spieg la Jacobsen. Non possiamo dire con
certezza che sia York, ma l'altezza e la corporatura corrispondono.
Non me le stai mostrando solo per cortesia, vero?
No. Mi fiss risolutamente. Se sei il prossimo bersaglio di York, Gardner pensa che dovresti sapere
in che modo potrebbe cercare di avvicinarti.  possibile che gli abiti scuri e il cappello appartengano a
un qualche tipo di uniforme. E se osservi con attenzione quel tipo, sembra che porti al fianco una
torcia. Pu darsi che cerchi di spacciarsi per un agente di polizia o della vigilanza Hunter? Cosa c'?
Stavo fissando la fotografia, quando il ricordo mi torn alla mente. Torcia
Una guardia giurata, dissi.
Scusa?
Le raccontai dell'episodio di qualche sera prima, quando ero stato fermato nel parcheggio.
Probabilmente non significa nulla. Voleva solo sapere cosa stessi facendo l.
Diane Jacobsen si accigli. Quando  successo?
Dovetti ricostruire gli ultimi giorni. La sera prima che Irving venisse rapito.
Sei riuscito a vederlo chiaramente?
Teneva la torcia rivolta verso la mia faccia. Non sono riuscito a vedere pressoch niente
Ricordi qualche particolare? Il modo di fare o la voce?
Scossi la testa, tentando di rammentare. Non credo. Solo
Be', la sua voce sembrava strana, in qualche modo. Roca.
Come se stesse cercando di contraffarla?
 possibile.
E non l'hai detto a nessuno?
Allora non mi era sembrato importante. Senti, probabilmente si trattava solo di una guardia giurata. Se
era York, perch mi ha lasciato andare?
Hai detto che era la sera prima che il professor Irving venisse rapito. Forse aveva altri piani.
Questo mi ridusse al silenzio. La Jacobsen rimise le fotografie nella busta.
Faremo un controllo con la vigilanza dell'ospedale, per scoprire se  uno dei loro addetti. Nel
frattempo, chiudi la porta a chiave. Ti telefoner domani mattina.
Devo aspettare qui finch non mi chiamate?
Era di nuovo professionale, impenetrabile.  nel tuo interesse.
Finch non decidiamo come giocarcela.
Mi chiesi cosa intendesse dire, ma lasciai perdere. Le decisioni sarebbero state prese da Gardner o da
qualcuno ancora pi in alto - di certo, non da lei. Vuoi bere qualcosa prima di andare? Non so se il
minibar sia ben fornito, ma potrei ordinare dei caff o
No. La sua veemenza parve sorprendere entrambi. Grazie, ma devo tornare da Dan, prosegu, in
tono pi pacato.
Tuttavia il rossore che le saliva dalla base del collo era tremendamente espressivo.
Si era gi avviata verso la porta. Dopo avermi ricordato di chiuderla a chiave un'ultima volta, spar.
Cos' questa storia?
Mi chiesi se avesse frainteso la mia proposta di bere qualcosa, ma ero troppo stanco per
preoccuparmene a lungo.
Mi lasciai cadere sul bordo del letto. Sembrava impossibile che avessi saputo della morte di Tom solo
quella mattina. Avrei voluto richiamare Mary, ma ormai era troppo tardi. Mi presi la testa tra le mani.
Cristo, che disastro! A volte, avevo l'impressione di essere perseguitato dalla sfortuna e dalle disgrazie.
Mi chiesi se gli eventi avrebbero seguito lo stesso corso se non fossi venuto a Knoxville. Poi mi parve
quasi di sentire quel che avrebbe detto Tom: Piantala di prendertela con te stesso, David. Tutto questo sarebbe
successo comunque. Sei vuoi dare la colpa a qualcuno, dalla a York.  lui l'unico responsabile.
Ma Tom era morto. E York era ancora l fuori.
Mi alzai e andai alla finestra. Il mio fiato appann il vetro, riducendo il mondo esterno a un ammasso di
indistinte macchie gialle nell'oscurit. Quando lo pulii con il pugno, riapparve, accompagnato dallo
squittio della pelle sulla superficie liscia e trasparente. La strada sottostante era una vivida striscia di
neon, sulla quale i fari delle auto scivolavano in un muto balletto.
Tutte quelle vite, assorbite dalle proprie preoccupazioni, indifferenti le une alle altre. Osservandole si
fece strada in me l'acuta consapevolezza di quanto fossi lontano da casa - ed estraneo a questo posto.
Che tu sia estraneo o meno, adesso sei qui. Adattati.
Mi resi conto che non avevo ancora mangiato. Allontanandomi dalla finestra, allungai la mano verso il
men del servizio in camera. Lo aprii, ma mi bast dare un'occhiata alle entusiastiche descrizioni di cibi
pronti per decidere di posarlo. D'un tratto, non sopportavo pi l'idea di restare in quella stanza.
York o non York, non avevo intenzione di rimanere nascosto finch Gardner non avesse deciso come
agire. Agguantai la giacca e ripresi l'ascensore per scendere nella lobby dell'albergo.
Volevo solo andare al bar dell'hotel, aperto fino a tarda notte, per chiedere se fosse possibile avere
qualcosa da mangiare, ma mi ritrovai a superarlo senza fermarmi. Non sapevo dove fossi diretto: avevo
solo bisogno di essere altrove.
Fuori, la pioggia era cessata, ma l'aria risultava ancora umida per l'acquazzone. Il marciapiede era lucido
e scivoloso.
Mentre mi avviavo lungo la strada, le mie scarpe sollevarono alcuni schizzi. Avvertii una sensazione di
prurito tra le scapole, ma resistetti all'impulso di voltarmi a guardare. Forza, York.  me che vuoi? Eccomi!
Quella spavalderia si esaur rapidamente. Quando arrivai al primo ristorante ancora aperto, entrai. Il
men era composto principalmente da hamburger e pollo fritto, ma non mi importava.
Ordinai a caso, e restituii la lista alla cameriera.
Qualcosa da bere?
Una birra, grazie. No, aspetti Avete del bourbon? Del Blanton's?
S, abbiamo del bourbon, ma solo del Jim Beam o del Jack Daniel's.
Ordinai un Jim Beam con ghiaccio. Quando arriv, lo sorseggiai lentamente. Il bourbon lasci una scia
dolcemente infuocata nella mia gola, sciogliendo il nodo che si era formato.
A te, Tom. Prenderemo quel bastardo molto presto. Te lo prometto.
Per un po', credetti quasi a me stesso.
Le cinghie e i denti luccicano nella luce della lampada. Le lucidi ogni volta, incerando la pelle finch
non ritorna morbida e flessibile, e l'acciaio lavorato splende. Non ce n' realmente bisogno.  un vezzo,
lo sai. Ma questo rituale ti d un enorme piacere. A volte, ti sembra quasi di sentire l'intenso profumo di
cera del lucido per selle: probabilmente  solo la debole traccia di un ricordo, ma riesce comunque a
calmarti. C' qualcosa che ti affascina in questi preparativi, in questa specie di cerimonia.
Ti ricorda che ogni tua azione mira a un unico fine, che la prossima volta potrebbe essere quella del tuo
trionfo. S, lo sar.
Te lo senti.
Mentre lucidi amorevolmente la pelle, ti dici che non devi coltivare troppe speranze; in qualsiasi caso,
per, non puoi negare il fremito dell'attesa.  qualcosa che provi sempre prima di entrare in azione,
quando tutto  possibile, e la delusione  ancora confinata nel futuro. Ma questa volta  diverso. Pi
portentoso.
Speciale.
Lasciare la pelle sull'auto  stato un azzardo calcolato, ma ne valeva decisamente la pena. Avrebbero comunque finito per
capire quello che stavi facendo - meglio che avvenisse alle tue condizioni, con la possibilit di sfruttare quel gesto per
ottenere un effetto forte. Hai ancora il controllo della situazione: questo  l'importante. Quando si renderanno conto di ci
che sta succedendo sar troppo tardi, e allora
E allora
Ma  un pensiero da cui rifuggi. Non riesci a spingere il tuo sguardo cos lontano. Meglio concentrarsi
sul lavoro pi prossimo, sull'obiettivo immediato.
Ormai non manca molto.
Ruoti delicatamente il meccanismo, guardando la cinghia di pelle stringersi man mano che le ruote
girano e i denti ingranano con un sussurro meccanico. Soddisfatto, ci aliti sopra, prima di dare un'ultima
strofinata. Il riflesso restituisce il tuo sguardo, distorto e irriconoscibile. Resti a osservarlo, pervaso
dall'oscura inquietudine di pensieri che non riescono mai ad affiorare in superficie; poi lo spazzi via con
il panno.
Dici a te stesso che ormai non manca molto. Ogni cosa  al suo posto, pronta. La macchina fotografica
 carica e pronta all'uso, in attesa soltanto del suo soggetto. La divisa  spazzolata e linda. Be', non
proprio linda, ma abbastanza pulita da superare un esame superficiale. E non ti serve altro.
 soltanto una questione di tempismo.
19
Il mattino dopo, stavo indugiando sul secondo caff quando Gardner mi chiam.
Dobbiamo parlare.
Lasciai vagare lo sguardo tra i tavoli affollati, sentendomi in colpa per aver contravvenuto all'ordine di
restare nella mia stanza. Avevo considerato la possibilit di farmi portare la colazione in camera ma, alla
luce del sole, quella precauzione non mi era parsa pi necessaria. Se York fosse stato in grado di farmi
sparire in pieno giorno, allora ero davvero nei guai.
Sono al ristorante, dissi.
Avvertii il biasimo di Gardner all'altro capo della linea.
Resti l. Sto arrivando, mi disse. E riagganci.
Sorseggiai il caff ormai quasi freddo, chiedendomi se sarebbe stata la mia ultima colazione nel
Tennessee. Era tutta la mattina che mi sentivo sfasato. Avevo dormito male, svegliandomi con un senso
di pesantezza che all'inizio non avevo saputo a cosa attribuire. Poi mi era tornata in mente la morte di
Tom, seguita - un attimo dopo - dal ricordo della pelle lasciata sulla mia auto.
Di certo, non poteva dirsi il miglior inizio di giornata della mia vita.
Gardner non poteva trovarsi molto lontano quando aveva chiamato, visto che arriv nel giro di venti
minuti. Con lui c'era Diane Jacobsen: aveva la consueta aria distaccata e imperturbabile.
Il fatto di essere rimasta in piedi fino a tardi la notte prima non sembrava aver lasciato alcun segno su di
lei - se la sua vitalit faceva pensare a Dorian Gray, Gardner era il ritratto in soffitta. L'uomo appariva
sfinito: la pelle del suo viso era un reticolato di linee sottili e solchi profondi, come se fosse soggetto a
una pressione infinitamente pi intensa di quella sopportata da ciascuno di noi. Ricordai a me stesso
che ci non era dovuto solo alla tensione per la caccia a York - Tom era anche amico suo.
Mentre raggiungeva a grandi falcate il mio tavolo, seguito a un passo di distanza dalla Jacobsen, mi resi
conto che conservava il consueto portamento eretto.
Posso offrirvi un caff? dissi, mentre si sedevano.
Entrambi declinarono l'offerta. Gardner si guard intorno per esser sicuro che nessuno ci potesse
sentire.
La telecamera di sorveglianza mostra una persona che si avvicina alla sua auto alle nove meno un
quarto di ieri sera, disse, senza preamboli. Era troppo distante per cogliere i particolari, ma gli abiti
scuri e il cappello sembrano identici a quelli delle immagini della postazione telefonica. Inoltre, abbiamo
fatto un controllo con la vigilanza dell'ospedale: la persona che ha visto nel parcheggio non era uno dei
loro dipendenti.
York. L'amaro che avevo in bocca non aveva niente a che fare con il caff.
Anche se sarebbe impossibile dimostrarlo in tribunale, ne siamo convinti. Stiamo ancora tentando di
identificare le impronte digitali trovate sulla sua auto: sono cos tante che non  un'impresa facile. E, a
ogni modo,  molto probabile che York indossasse i guanti. Gardner si strinse nelle spalle. Non
abbiamo avuto fortuna neppure con la pelle rinvenuta sul parabrezza.
Le impronte non coincidono n con quelle di Noah Harper, n con quelle di Willis Dexter. Le
dimensioni della mano suggeriscono che appartenesse a una donna o a un adolescente ma, a parte
questo, non sappiamo nulla.
Un adolescente. Cristo. Sulla superficie del mio caff c'era un grumo di latte rappreso. Allontanai la tazza.
E cosa mi dite delle fotografie trovate a casa di York? Avete qualche idea su chi possano essere le
vittime?
Gardner si guard le mani. Le stiamo confrontando con i database delle persone scomparse e dei casi
di omicidio irrisolti, ma ci troviamo a operare in un mare di informazioni inutili.
E, in ogni caso, sar alquanto difficile scovare una corrispondenza.
Ricordando quelle facce stravolte, capii il motivo. Avete idea di dove possa essere York?
Da quando abbiamo fornito alla stampa la sua foto, ci sono stati alcuni avvistamenti non confermati.
Comunque, niente di preciso, rispose Gardner.  chiaro che ha un nascondiglio da qualche parte.
Non sembra che abbia ucciso le sue vittime a casa o a Steeple Hill, quindi deve averle portate in un
altro luogo.
Con ogni probabilit, un posto dove pu disfarsi facilmente dei cadaveri, senn ne avremmo rinvenuti
altri, oltre a quelli di Loomis e Harper.
Con le Smoky Mountains a due passi, sbarazzarsi dei corpi non doveva certo rappresentare un
problema. Secondo Josh Talbot, se una ninfa della Epiaeschna heros  finita sul cadavere di Harper, il
corpo dev'essere stato lasciato nei pressi di uno stagno o di un corso d'acqua lento.
Be', questo restringe l'area a quasi tutto il Tennessee orientale. Gardner fece un gesto irritato.
Abbiamo controllato gli avvistamenti segnalati di Epiaeschna, ma ci serve qualcos'altro per andare
avanti. Diane, perch non illustri al dottor Hunter la teoria che hai elaborato?
La Jacobsen tent di ignorare la richiesta: era pervasa da una forte tensione. Notai che una vena le
pulsava sul collo, segnando il tempo della sua eccitazione. Quando cominci a parlare, distolsi lo
sguardo.
Ho dato un'altra occhiata alle fotografie rinvenute a casa di York, esord. Sembra che siano state
scattate quando le vittime erano prossime al decesso - anzi, forse proprio in punto di morte. Avevo
dato per scontato che, per York, si trattasse solo di trofei. Ma se fossero solamente questo, ci si
aspetterebbe di veder inquadrata la gola, dal momento che le vittime sono state strangolate. Per la gola
non compare in nessuna immagine.
Inoltre, se York voleva solo rivivere gli omicidi, perch non li ha ripresi con una videocamera? Perch
fare dei primi piani strettissimi dei volti, e oltretutto in bianco e nero?
Magari  un appassionato di fotografia, dissi.
Proprio cos! La Jacobsen si protese. Pensava di essere stato astuto a lasciare l'impronta di Willis
Dexter sul contenitore di pellicola, ma ha rivelato pi di quanto non volesse. Le fotografie non sono
solo una raffica di istantanee prese rapidamente.
Secondo gli addetti del laboratorio, sono state scattate con poca luce e senza flash, usando una pellicola
molto sensibile.
Per ottenere una stampa di qualit in condizioni simili sono indispensabili una notevole abilit e
un'attrezzatura professionale.
Non  stata trovata una reflex, a casa sua? chiesi, ricordandomi della scatola di vecchie attrezzature
fotografiche.
Le foto non sono state scattate con quella, disse Gardner.
L'attrezzatura rinvenuta l non era utilizzata da anni: quindi, probabilmente, apparteneva al padre. A
giudicare dalle foto che si vedono in casa, il padre di York era un fotografo dilettante.
Pensai alle immagini sbiadite sulla credenza. In esse c'era qualcosa che mi inquietava: non riuscivo a
capire cosa.
Continua a sfuggirmi perch tutto ci sia cos importante, ammisi.
Perch le fotografie non sono dei semplici souvenir, per York. Ritengo che possano costituire un
elemento centrale delle sue azioni, disse Diane Jacobsen. Tutto quello che sappiamo di lui fa pensare
a un'ossessione nei confronti della morte.
Il suo passato, il modo in cui tratta i corpi delle vittime, la fissazione per un antropologo forense come
il dottor Lieberman.
Se analizziamo queste fotografie delle sue vittime in extremis, tutto ci indirizza verso un'unica
conclusione: York  un necrofilo.
Nonostante tutto, ero scioccato. Pensavo che fosse stato detto che non esisteva una motivazione
sessuale.
Infatti. La maggior parte dei necrofili sono maschi con una scarsa autostima. Sono attirati dall'idea di
un partner che non possa opporre resistenza, perch provano terrore di fronte all'eventualit di un
rifiuto. E ci non vale per York. Semmai, pensa che la societ non lo apprezzi abbastanza. E dubito
fortemente che sia attratto dalle sue vittime, vive o morte. No, credo che il suo disturbo assuma la
forma di una thanatophilia. Un'innaturale fascinazione nei confronti della morte stessa.
Stavamo entrando in un territorio inquietante. Sentii la prima stilettata dell'emicrania alle tempie.
Se  cos, perch non ha fotografato le vittime quando erano morte, invece che nel momento in cui le
stava uccidendo?
Perch non gli sarebbe bastato. Oltre alla necrofilia - e pi forte di essa - c' il narcisismo patologico
di York, ricordi?  ossessionato da se stesso. Se la maggior parte della gente ha paura di morire, per una
persona come lui il concetto di estinzione deve risultare intollerabile. Ha vissuto tutta la sua vita
circondato dalla morte. Adesso  guidato dal bisogno di comprenderla. Diane Jacobsen si appoggi allo
schienale della sedia, con un'espressione austera. Credo che sia per questo che uccide - e che fotografa
le sue vittime. Il suo io non sopporta l'idea che, un giorno, dovr morire anche lui. E cos sta cercando
delle risposte. In altre parole, sta tentando di risolvere l'enigma della vita e della morte in un modo
personale. E si  convinto del fatto che, se riuscir a scattare la fotografia decisiva, a fermare sulla
pellicola il preciso istante della morte, tutto gli diventer chiaro.
 una follia, protestai.
Non credo che la sanit mentale sia il tratto distintivo dei serial-killer, comment Gardner.
Aveva ragione, ma non era questo che intendevo. Non si era ancora raggiunta un'opinione univoca sul
momento esatto in cui la vita finiva. Era possibile rianimare persone il cui cuore si era fermato, e
persino un certo tipo di morte cerebrale non risultava sempre definitiva. L'idea che York pensasse di
poter fermare sulla pellicola l'attimo preciso in cui le sue vittime morivano mi inquietava
tremendamente.
Anche se ci riuscisse, quale vantaggio crede di ottenere? chiesi. Una fotografia non gli fornir alcuna
conoscenza.
La Jacobsen si strinse nelle spalle. Non importa. Fintantoch York ci crede, pu continuare nei suoi
tentativi.  alla ricerca di qualcosa, e non gli importa quante persone deve uccidere per trovarlo. Ai suoi
occhi, sono solo cavie da laboratorio.
Quando si rese conto dell'avventatezza delle sue parole, il rossore le sal dal collo al volto.
Mi dispiace, non intendevo
Non importa. Poteva anche non piacermi, ma essere conscio della mia situazione non contribuiva a
peggiorarla. A quanto mi pare di capire, risulta evidente che si tratta di qualcosa che York sta facendo
da parecchio tempo. Anni, forse.
Dio solo sa quanta gente ha gi ucciso, senza che nessuno lo sapesse. Avrebbe potuto continuare cos
all'infinito, e allora perch questo cambiamento? Cosa lo ha spinto a decidere improvvisamente di
mettersi in mostra, di attirare l'attenzione su ci che sta facendo?
Diane Jacobsen allarg le braccia. Difficile stabilirlo. Ma, secondo me,  proprio perch sta agendo da
molto tempo. Tu stesso hai affermato che ci che sta cercando di fare  impossibile, e forse ha
cominciato a rendersene conto anche lui. E cos ha deciso di rimediare, di compensare l'insuccesso
appagando il proprio ego in un altro modo.  per questo che ha preso di mira il dottor Lieberman, un
esperto di chiara fama in quel campo che York considera anche il proprio. Da un certo punto di vista, 
un classico esempio di rimozione - agisce per evitare la consapevolezza del proprio fallimento,
sforzandosi di dimostrare a se stesso che  comunque un genio.
L'emicrania si era trasformata in una costante e dolorosa pulsazione alle tempie. Me le massaggiai,
rammaricandomi di non aver preso dell'aspirina dalla mia stanza.
Perch mi state raccontando tutte queste cose? Apprezzo la vostra premura ma, in precedenza, non 
che foste ansiosi di mettermi a parte delle informazioni. E allora perch questo improvviso
cambiamento?
La Jacobsen lanci un'occhiata a Gardner. Fino a quel momento era sembrato contento che fosse lei a
parlare, ma adesso si impett in modo quasi impercettibile.
Date le circostanze, ci  parso che avesse il diritto di sapere. Mi osserv con un palese distacco, come
se mi stesse ancora valutando. Ci ha posto di fronte a un problema, dottor Hunter. York ci ha
mandato un messaggio, lasciando la pelle sulla sua auto. Non possiamo ignorarlo. Ha gi rapito - e, con
ogni probabilit, ucciso - Alex Irving e, se non fosse stato per l'attacco cardiaco, probabilmente avrebbe
preso anche Tom.
Non ho intenzione di permettere che altre persone coinvolte nell'indagine si aggiungano a loro.
Abbassai gli occhi verso i rimasugli del caff, sforzandomi di controllare la voce. Se volete, potete
sbattermi fuori dalle indagini. Di nuovo. Comunque, non ho intenzione di tornare in Inghilterra, se 
questo che state pensando.
Non era un gesto di spavalderia. Quanto meno, volevo restare per il funerale di Tom. Cascasse il
mondo, non me ne sarei andato senza dire addio al mio amico.
Gardner protese il mento. Non  cos che funziona. Se noi le diciamo di andarsene, lei se ne deve
andare. Anche se questo significherebbe accompagnarla all'aereo.
Be',  proprio quello che dovreste fare, replicai. Una vampata di calore mi invase il volto.
Dallo sguardo che mi rivolse Gardner, capii che gli sarebbe piaciuto enormemente trascinarmi fino alla
scaletta dell'aereo.
Poi, per, trasse un profondo sospiro.
Francamente, sarebbe meglio per tutti se lei tornasse a casa, disse, scontrosamente. Ma non  ci
che avevo in mente.
Se lei restasse, ne risulterebbero alcuni vantaggi. Almeno sapremmo dove concentrare l'attenzione.
Ci volle un attimo perch capissi cosa intendeva. Fui troppo sorpreso per parlare.
Sarebbe tenuto costantemente sotto sorveglianza, prosegu Gardner, in tono pragmatico. Non
correrebbe alcun rischio.
Non le chiederemmo di fare niente che non vuole.
E se fosse tutta la faccenda a non piacermi?
Allora la ringrazieremmo per il suo aiuto e la metteremmo su un aereo.
Provai un'assurda voglia di ridere. Sono queste le alternative?
Posso restare, ma solo se accetto il ruolo di esca per far uscire allo scoperto York?
S, le alternative sono queste, disse, in un tono che non ammetteva repliche. Se resta, dovrebbe
vivere sotto protezione ventiquattr'ore al giorno. E, senza una ragione estremamente valida, non
potremmo giustificare una spesa simile, visto che per salvaguardare la sua vita ci basterebbe rispedirla
semplicemente a casa. Comunque, la decisione spetta a lei. Nessuno la obbliga.
Il fugace sollievo che avevo provato era gi svanito. Gardner sbagliava: non c'era niente da decidere. Se
me ne fossi andato, York avrebbe semplicemente spostato la propria attenzione su un'altra vittima.
Non potevo permetterlo.
Cosa devo fare?
Fu come se una bolla di tensione venisse bucata. Sul volto di Gardner, per un attimo apparve un velo di
soddisfazione; l'espressione di Diane Jacobsen, invece, era pi ardua da interpretare.
Per un momento, parve rannuvolarsi, forse a causa di qualcosa di simile a un senso di colpa; poi spar
cos in fretta che mi dissi che potevo essermi sbagliato.
Per il momento, niente. Si comporti normalmente, disse Gardner. Se York la sta tenendo d'occhio,
non voglio che capisca che qualcosa  cambiato. Visto che si aspetta che prendiamo qualche
precauzione, non lo deluderemo. Piazzeremo una squadra davanti all'obitorio e all'albergo, a suo
beneficio.
Ma predisporremo anche una sorveglianza occulta, invisibile.
Anche a lei.
Annuii, come se tutto ci fosse perfettamente normale. E la mia auto?
Abbiamo finito di esaminarla. Gliela far riportare in albergo.
Stiamo ancora definendo i dettagli del piano ma, da domani, potr andare in giro da solo. Si comporter
come un normale turista, passeggiando sulle rive del fiume o sui sentieri, dove diventer un bersaglio
invitante. Vogliamo offrire a York un'opportunit irrinunciabile.
Non capir che  una trappola, se comincio ad andarmene in giro da solo?
Gardner mi lanci un'occhiata tagliente. Come ha fatto ieri sera, per esempio?
Mi ci volle un attimo per capire. Non avevo notato nessuno quando ero uscito dall'albergo,
contravvenendo alle sue istruzioni, ma avrei dovuto aspettarmelo. Alla faccia del gran gesto.
Inizialmente, forse York sar sospettoso, ma noi saremo pazienti, prosegu Gardner, dopo avermi
ripreso.  sufficiente che esca allo scoperto e fiuti l'aria che tira, e noi saremo pronti a prenderlo.
A parole, sembrava davvero semplice. Senza rendermene conto, avevo cominciato a grattarmi la
cicatrice sul palmo della mano. Quando mi accorsi che Diane Jacobsen mi stava osservando, smisi e
posai le mani sul tavolo.
Avremmo bisogno della sua collaborazione, dottor Hunter, disse Gardner. Ma, se preferisce,
domani a quest'ora sar gi a bordo di un aereo. Pu ancora cambiare idea.
No, non posso. Consapevole di avere lo sguardo della Jacobsen fisso su di me, scostai la sedia dal tavolo e
mi alzai.
Se questo  tutto, vorrei andare all'obitorio.
Per il resto della giornata il mio umore fu strano, agitato.
Avevo troppi eventi da assimilare. La morte di Tom, il fatto di essere il primo della lista di York e la
prospettiva di venir mandato in giro alla cavezza come un agnello sacrificale sgomitarono per farsi
spazio nella mia testa. Appena mi abituavo a una cosa, subito me ne veniva in mente un'altra - e mi
ritrovavo assediato emotivamente.
Purtroppo nessun'incombenza impegnativa mi attendeva all'obitorio.
I lavori pi difficili erano terminati, e non restava che ordinare e ricomporre i pochi resti dello scheletro
di Willis Dexter ritrovati nel bosco. Una semplice routine - e non ci sarebbe voluto molto tempo. I
saprofagi si erano portati via gran parte delle ossa, e quelle rimaste erano talmente rosicchiate che la
cosa pi difficile fu identificare alcune di esse.
E cos non c'era nulla a distrarmi, a impedire che i miei pensieri si riversassero in circoli viziosi. N c'era
qualcuno con cui parlare. Quel mattino, Summer non si era vista. Comunque, dopo la morte di Tom
non mi aspettavo che venisse pi. In ogni caso, non avrebbe avuto granch da fare. Anche se avrei
gradito un po' di compagnia, provai un vile sollievo quando un altro degli assistenti mi disse che quel
giorno Kyle non sarebbe andato al lavoro. Non era ancora informato dell'esito positivo del test per
l'epatite C effettuato sul sangue di Noah Harper, e fui felice di non doverlo affrontare.
Anche Paul non comparve per gran parte della mattina, impegnato con le sue riunioni. Era quasi l'ora di
pranzo quando arriv. Sembrava ancora stanco, sebbene non quanto la sera prima.
Come sta Sam? gli chiesi, quando entr nella sala delle autopsie.
Bene. In ogni caso, non ci sono pi stati falsi allarmi. Aveva intenzione di andare a trovare Mary,
stamattina. Ah e se non hai impegni stasera, sei invitato a cena.
In altre circostanze, sarei stato felice di accettare. La mia agenda non era certo fitta di impegni, e la
prospettiva di un'altra serata passata da solo in albergo era deprimente. Ma se York mi stava tenendo
d'occhio, l'ultima cosa che volevo era quella di coinvolgere Paul e Sam.
Grazie, ma non  la serata adatta.
Ah. Prese una vertebra toracica rosicchiata e se la rigir tra le dita. Ho parlato con Dan Gardner. Mi
ha detto della pelle lasciata sulla tua auto, ieri sera. E che ti sei offerto di aiutarli a catturare York.
Non avrei usato il termine offerto, ma fui felice che Paul lo sapesse. Mi stavo chiedendo quanto
potessi rivelargli.
Dovevo scegliere se aiutarli, o salire sul prossimo aereo per l'Inghilterra.
Stavo cercando di minimizzare. Non funzion. Paul pos la vertebra sul tavolo autoptico.
Sei sicuro di sapere in cosa ti stai cacciando? Non sei costretto a farlo.
E invece s. Sono certo che andr tutto bene. Comunque, adesso puoi spiegarti perch accettare di
venire a cena da voi non sarebbe una buona idea.
Per te, questo non  il momento di restare solo. E Sam vorrebbe vederti. Fece un sorriso forzato.
Fidati, se avessi pensato che ci fosse stata un'infinitesima possibilit di metterla in pericolo, non te
l'avrei chiesto. Non sto dicendo che York non sia pericoloso, ma non penso che sia cos folle da tentare
una qualche sortita adesso. Lasciare la pelle sulla tua auto  stata probabilmente una vuota minaccia. Ha
avuto la sua grande occasione con Tom, e non  riuscito a coglierla.
Spero che tu abbia ragione. Ma resto dell'idea che dovremmo rimandare.
Sospir. Be', la decisione spetta a te.
Quando usc, fui sommerso da un'ondata di depressione. Ero quasi tentato di chiamarlo per dirgli che
avevo cambiato idea.
Ma solo quasi. Paul e Sam avevano gi abbastanza preoccupazioni.
L'ultima cosa che volevo era caricarli di altri problemi.
Avrei dovuto immaginare che Sam non si sarebbe scoraggiata tanto facilmente.
Mi trovavo alla mensa dell'ospedale e stavo piluccando di malavoglia un'insalata di tonno e meditando
ombrosamente sul prosieguo della mia giornata, quando mi chiam.
Sam and dritto al punto.
Allora, c' qualcosa che non ti garba nel mio modo di cucinare?
Sorrisi. Non ho dubbi sul fatto che tu sia una cuoca fantastica.
Ah! E allora  la compagnia?
Non  neanche qualcosa che riguarda la compagnia. Ti sono grato dell'invito, sul serio. Ma stasera non
posso. Odiavo dovermi mostrare evasivo, ma non sapevo fino a che punto Sam fosse a conoscenza
della situazione. Non avrei dovuto angustiarmi.
Non c' problema, David. Paul mi ha spiegato quel che  successo. Ma vorremmo comunque vederti.
Sei stato gentile a preoccuparti per noi, ma non puoi scegliere di restare in quarantena finch quel
verme non viene catturato.
Volsi lo sguardo fuori dalla finestra: gente che camminava nella strada, presa dalla propria vita e dai
propri problemi. Mi chiesi se York fosse laggi, da qualche parte. A osservare.
 solo per qualche giorno, dissi.
E se le parti fossero invertite, ti rifiuteresti di vederci?
Non seppi cosa rispondere.
Siamo amici, David, prosegu Sam.  un periodo terribile, ma non devi rimanere solo. Lo sai
perfettamente anche tu.
Prima di rispondere, dovetti schiarirmi la gola. Grazie. Ma penso che non sia una buona idea.
Perlomeno, non adesso.
Facciamo un patto. Perch non lasci che la decisione venga presa da quel tizio del TBI? Se  d'accordo
con te, allora resti nella tua stanza a guardare un programma alla tv via cavo. Altrimenti, vieni a cena da
noi. Va bene?
Esitai. Va bene. Ora lo chiamo e sento cosa mi dice.
Mi parve quasi di vedere il suo sorriso all'altro capo della linea.
Posso risparmiarti l'incombenza. Paul gli ha gi parlato: ha detto che non ha niente in contrario.
Fece una pausa, lasciandomi il tempo di capire che ero caduto in una trappola.
Bene. E di' a Paul di prendere del succo d'uva, mentre venite qui, d'accordo? Ti siamo accanto,
aggiunse, dolcemente.
Quando chiusi il telefono, stavo ancora sorridendo.
Il traffico in uscita da Knoxville era tremendo, ma scem man mano che ci allontanavamo dalla citt.
Seguii Paul, tentando di non perdere di vista la sua auto nel flusso costante di veicoli. Avevo acceso la
radio, lasciandomi inondare dalla sua musica rilassante. Tuttavia continuavo a sentirmi nervoso e
agitato: guardavo nello specchietto ogni minuto per accertarmi di non essere seguito.
Prima di partire, avevo chiamato Gardner. Non  che non mi fidassi di Sam, ma volevo parlargli di
persona.
Ammesso che lei prenda la sua auto e non se ne vada a zonzo da solo, non esiste nessun problema,
aveva detto.
Quindi non pensa che li metter in pericolo?
Sospir. Poi avvertii una nota di esasperazione nella sua voce.
Senta, dottor Hunter, vogliamo che York pensi che si stia comportando normalmente. E ci significa
che non deve stare rinchiuso nella sua stanza d'albergo tutte le sere.
Ci sar qualcuno che mi segue, vero?
Se permette,  qualcosa che riguarda solo noi. Come le dicevo, per il momento deve comportarsi
normalmente.
Normalmente. C'era ben poco di normale in quella situazione.
Nonostante le rassicurazioni di Gardner, ero uscito dall'obitorio da una porta sul retro, anzich
dall'ingresso principale.
Poi avevo aggirato il complesso dell'ospedale, incontrando Paul presso un'uscita diversa da quella che
utilizzavo di solito. Non riuscivo comunque a scuotermi di dosso la sensazione che ci fosse qualcosa di
sbagliato. Mentre lo seguivo, allontanandomi dall'ospedale, avevo iniziato a controllare ripetutamente
nello specchietto retrovisore. Non avevo potuto scoprire se gli agenti del TBI - o qualcun altro - mi
stessero seguendo.
Fu solo quando mi immisi nel traffico del rientro, fondendomi nel suo flusso metallico, che cominciai a
convincermi di non essere pedinato.
Alla periferia di Knoxville, Paul parcheggi davanti a un negozio lungo la strada, per comprare il succo
d'uva. Mi consigli di restare nella mia auto: io, per, non ne avevo affatto voglia.
Cos entrai insieme a lui, acquistando una bottiglia di sirah della Napa Valley, sperando che si sposasse
con quello che Sam aveva cucinato. Mentre tornavamo alle auto, mi accorsi che l'aria puzzava di
benzina e gas di scarico - comunque, era una bella serata. Il sole stava cominciando a tramontare,
disegnando motivi dorati contro l'orizzonte; le pendici boscose delle Smoky Mountains si tingevano di
viola nel crepuscolo.
Sussultai, quando Paul imprec e si diede uno schiaffo sulla nuca.
Dannati insetti, borbott.
Sam e lui vivevano in un complesso residenziale sulle rive di un laghetto tra Knoxville e Rockford, a
sud. Poich era ancora in costruzione, man mano che ci addentravamo tra le abitazioni, i cumuli di terra
e le cataste di legname cedevano il posto a prati curatissimi e ad aiuole piantumate. La loro casa era
situata in una stradina laterale che, serpeggiando, costeggiava il lago e curvava intorno a ciascuna
propriet - ne risultava una piacevole sensazione di spazio e, nel contempo, di intimit.
Anche se il villaggio palesava ancora un'aria grezza e incompiuta, appariva ben progettato, con alberi,
verde e acqua in abbondanza.
Doveva essere uno splendido posto in cui vivere e costruire una famiglia.
Paul svolt nel vialetto d'accesso di una delle villette e parcheggi dietro la malandata Toyota di Sam.
Posteggiai l'auto lungo la strada e scesi per raggiungerlo.
Stiamo ancora allestendo la camera della creatura, quindi non badare al disordine, disse, mentre ci
avviavamo lungo il viottolo.
Non l'avrei certo fatto. Per la prima volta, ero felice di aver accettato l'invito, e il mio umore si risollev
come non accadeva da giorni. La loro casa sorgeva in una posizione leggermente arretrata rispetto alle
altre, e aveva quindi un giardino pi ampio. Dimostrando un raro senso di rispetto per l'ambiente, i
costruttori avevano edificato quella villetta tenendo conto di uno splendido acero adulto, che ora
appariva circondato da un tappeto erboso. Mentre ci passavamo accanto, ricordo di aver pensato che
sarebbe stato perfetto per l'altalena di un bambino.
 strano come queste cose restino impresse nella memoria.
Paul, aspetta un attimo!
Il grido arriv da una delle case vicine. Una donna stava attraversando a grandi falcate il prato, diretta
verso di noi. Era abbronzata e vestita con una tuta attillata, e aveva i capelli di un biondo troppo acceso
raccolti in un elaborato chignon: a un primo sguardo, le avrei dato pi di cinquant'anni. Ma quando si
avvicin riconsiderai la mia stima al rialzo: prima a sessanta e poi a settant'anni, come se stesse
invecchiando a ogni passo.
Oh, fantastico, mormor Paul, a fior di labbra. Riusc a esibire un sorriso deferente. Ciao, Candy.
Anche se il nome era troppo carino e giovanile, in qualche modo le si adattava perfettamente. Gli si
avvicin con l'atteggiamento di una modella invecchiata che non si rende conto del fatto che il suo
tempo  ormai passato.
Sono davvero felice di averti visto. La protesi dentaria - di un bianco fin troppo splendente - rendeva
la sua voce leggermente sibilante. Pos sul braccio di Paul una mano che rivelava alcune chiazze
rossicce e una pelle venata: ricordava il marrone stinto di un paio di vecchi mocassini. Non mi
aspettavo di vederti tornare cos presto. Come sta Sam?
Bene, grazie. Era solo un falso allarme. Paul fece per presentarmi.
Candy, questo 腻
Un falso allarme? La donna ci rimase male. Oh, Dio, ancora!
Dopo aver visto l'ambulanza, ero sicura che fosse la volta buona!
Per un attimo, l'atmosfera della sera parve sospesa. Sentivo il profumo dell'erba e dei fiori appena
sbocciati, il primo brivido della notte dopo un tepore primaverile. Il modesto peso della bottiglia che
stringevo in mano mi offriva ancora una promessa di normalit.
Poi quella sensazione and in frantumi.
Quale ambulanza? Paul sembrava pi confuso che preoccupato.
Come? Quella che  arrivata poco fa. Verso le quattro e mezzo, mi pare Il sorriso artefatto della
donna stava svanendo.
La sua mano cominci a muoversi avanti e indietro sul collo, all'altezza della gola. Te l'avranno detto,
spero. Pensavo
Ma Paul stava gi correndo verso la casa. Sam? Sam!
Mi voltai di scatto verso la sua vicina. In quale ospedale l'hanno portata?
Lei spost lo sguardo dalla casa nella quale era sparito Paul a me; le sue labbra cercavano le parole.
Io non ho chiesto. Il paramedico l'ha portata fuori su una sedia a rotelle, con uno di quegli aggeggi
per l'ossigeno sulla faccia. Non volevo essere d'impiccio
La lasciai stranita sul vialetto e andai a cercare Paul. La casa odorava di vernice e intonaco freschi, di
tappeti e mobili nuovi.
Lo trovai in piedi al centro della cucina, circondato da scintillanti elettrodomestici appena installati.
Qui non c'. Sembrava sbalordito. Ges, perch nessuno mi ha chiamato?
Sei sicuro di non avere messaggi in segreteria?
Attesi che controllasse. Digit il numero con mano tremante.
Rimase in ascolto; poi scosse la testa. Niente.
Prova in ospedale. Per caso, sai in quale avrebbe dovuto andare?
Al polo medico dell'universit, ma
Chiama!
Fiss il suo cellulare, battendo le palpebre, come un uomo che tenti di svegliarsi. Non ho il numero.
Cristo, dovrei saperlo!
Prova a chiedere al centralino.
Compose rapidamente il numero. Adesso stava cominciando a tornare in s; aveva superato lo shock
iniziale. Rimasi accanto a lui mentre chiamava l'ospedale, camminando avanti e indietro nella
tormentosa attesa di entrare in comunicazione con il reparto. Mentre sillabava le generalit di Sam per
la terza o la quarta volta, sentii avvicinarsi sempre di pi il presentimento che mi aveva perseguitato per
l'intera giornata. Poi la mia percezione riemp la stanza.
Paul riagganci. Non ne sanno niente. La sua voce era controllata, ma il panico stava per affiorare.
Ho parlato anche con il pronto soccorso. Non hanno ricoverato nessuno col suo nome.
D'un tratto, cominci a pestare di nuovo i tasti del telefono.
Paul dissi.
Dev'esserci un malinteso, mormor, come se non avesse sentito. Dev'essere stata portata in un altro
ospedale
Paul
Si blocc. I suoi occhi incrociarono i miei: in essi, scorsi la paura, quella consapevolezza che stava
tentando disperatamente di negare. Ma ormai n io n lui potevamo pi concederci un simile lusso.
Non ero io il bersaglio di York. Non lo ero mai stato.
Ero solo un suo diversivo.
20
La notte successiva fu una delle pi lunghe della mia vita.
Chiamai Gardner mentre Paul verificava in tutti gli ospedali della zona. Probabilmente aveva capito che
Sam non era ricoverata in nessuno di essi, ma l'alternativa era troppo terribile perch la prendesse in
considerazione. Fintantoch esisteva una possibilit - per quanto remota -, poteva aggrapparsi alla
speranza che si trattasse di un enorme malinteso, che il suo mondo riuscisse a tornare alla normalit.
Ma ci non sarebbe successo.
Gardner impieg meno di tre quarti d'ora per raggiungere i due agenti del TBI che erano subito arrivati
a casa di Paul. Si erano presentati nel giro di pochi minuti, entrambi in sudici abiti da lavoro, come se
fossero appena usciti da un cantiere.
Dalla rapidit con cui comparvero, capii che dovevano essere molto vicino. Sicuramente facevano parte
della squadra di sorveglianza che Gardner aveva predisposto per salvaguardare la mia persona. La quale
non era servita a niente.
Gardner e Diane Jacobsen entrarono senza bussare. L'espressione della donna appariva estremamente
controllata; quella del suo superiore, invece, era tesa e arcigna. Parl brevemente con uno degli agenti -
un mormorio soffocato -, poi si rivolse a Paul.
Mi racconti quel che  successo.
La voce di Paul tremava mentre spiegava ancora una volta ci che era accaduto.
Ha notato qualcosa fuori posto? Qualche segno di colluttazione?
Paul si limit a scuotere la testa.
Lo sguardo di Gardner si pos sulle tazze da caff sul tavolo.
Avete toccato niente?
Ho preparato del caff, dissi.
Nei suoi occhi lessi un rimprovero, al quale non diede voce.
Al diavolo, questo maledetto caff! Cosa avete intenzione di fare? sbott Paul. Quel bastardo si 
preso mia moglie, e noi rimaniamo seduti qui a parlare!
Stiamo facendo tutto quanto  possibile, disse Gardner, in tono sorprendentemente paziente.
Abbiamo comunicato ai dipartimenti di polizia e agli sceriffi del Tennessee orientale di rintracciare
l'ambulanza.
Comunicato? Per l'amor del cielo, mi dia qualche notizia riguardo ai posti di blocco!
Non possiamo fermare tutte le ambulanze nella remota eventualit che una sia quella di York. E i
posti di blocco non servono a molto, se ha un vantaggio di diverse ore. Adesso potrebbe aver gi
passato il confine con il North Carolina.
La rabbia abbandon Paul. Si afflosci sulla sedia, cereo in volto.
Forse non  importante. Ma stavo pensando all'ambulanza, dissi, scegliendo con cura le parole.
Non ne compariva una anche nelle riprese della telecamera di sorveglianza effettuate nei pressi della
postazione telefonica da cui York ha chiamato Tom?
Era poco pi di una sagoma bianca in primo piano. In circostanze normali, non ci avrei trovato niente
di strano - anche in quel momento, per, non ero sicuro che fosse un dettaglio importante.
Comunque preferivo parlare a sproposito, piuttosto che tacere e poi pentirmene.
Naturalmente Gardner era di diverso avviso.  un ospedale:  normale che ci sia un'ambulanza nei
paraggi.
Davanti al pronto soccorso, magari. Di certo, non nei pressi dell'obitorio. E, in ogni caso, non di
fronte all'ingresso principale: i cadaveri non passano da l.
Rimase in silenzio per un istante, poi si volse verso Diane Jacobsen. Di' a Megson di controllare. E di
mandarci i fotogrammi. Mentre lei usciva di gran carriera, si volt di nuovo verso Paul. Va bene.
Devo parlare con la vicina di casa.
L'accompagno, disse Paul, alzandosi.
Non  necessario.
Preferisco.
Notai la riluttanza di Gardner, ma annu. Questo gesto gli fece guadagnare punti nella mia
considerazione.
Rimasi solo in casa. La consapevolezza di essere stati giocati come sciocchi mi aveva lasciato l'amaro in
bocca. Il mio nobile gesto di accettare la proposta di Gardner di fare da esca adesso non sembrava
nient'altro che hubris. Dio, hai davvero un'opinione cos alta di te stesso? Avrei dovuto capire che York non
avrebbe perso tempo con me, quando c'erano bersagli pi allettanti.
Come Sam.
La cucina era immersa nella penombra; la luce del giorno stava svanendo. Accesi la lampada. Gli
elettrodomestici nuovi e i muri intonacati di fresco sembravano volersi beffare delle nostre
preoccupazioni, manifestando il loro ottimismo. In un'occasione, mi ero ritrovato nella stessa situazione
di Paul, seppure con una differenza fondamentale. Quando Jenny era stata rapita, sapevamo che il suo
aguzzino aspettava fino a tre giorni prima di uccidere le sue vittime. Ora nulla suggeriva che York
tenesse in vita i propri prigionieri pi dello stretto necessario.
Sam poteva essere gi morta.
In preda all'inquietudine, uscii dalla cucina. Era in arrivo una squadra della Scientifica, ma nessuno si
aspettava che gli addetti scoprissero qualcosa di significativo. Feci comunque attenzione a non toccare
niente, mentre mi recavo in salotto.
Era una stanza accogliente, allegra, con un divano, alcune sedie e un tavolino ingombro di riviste.
Recava l'impronta della personalit di Sam pi che di quella di Paul: quell'ambiente era stato progettato
accuratamente, pi per essere vissuto che ammirato.
Mentre mi voltavo prima di andarmene, il mio sguardo si sofferm su una piccola cornice appoggiata
sulla credenza in vetro affumicato. L'immagine era un motivo quasi astratto di bianchi e neri, ma quella
vista mi colp come un pugno nello stomaco.
Era un'ecografia del bambino di Sam che stava per nascere - la prima, forse.
Mi chiusi la porta della sala alle spalle e tornai in corridoio.
Mi fermai davanti all'ingresso, tentando di visualizzare ci che era accaduto. Qualcuno bussa alla porta.
Vedendo un paramedico, Sam apre. Dev'essere confusa:  convinta che ci sia un errore. Probabilmente sorride, mentre
cerca di chiarire l'equivoco.
E poi Cosa? Alcuni cespugli schermavano la soglia; il grande acero in giardino la nascondeva alla
vista. Ma York non avrebbe mai corso il rischio di essere notato. E cos, per entrare, doveva averla
ingannata o costretta con la forza, prima di sopraffarla e metterla sulla sedia a rotelle.
Poi l'aveva impudentemente spinta lungo il vialetto, fino all'ambulanza in attesa.
Notai qualcosa sul pavimento, accanto al battiscopa: macchioline bianche sulla moquette beige. Mi
chinai per osservarle da vicino: trasalii, quando la porta si apr di colpo.
Vedendomi acquattato nell'ingresso, Diane Jacobsen si ferm a guardarmi. Mi alzai e le indicai i puntini
bianchi.
Pare che York avesse fretta. E no, non ho toccato niente.
Lei esamin la moquette, poi lo zoccolino sopra di essa. C'erano alcuni segni sul legno.
Vernice. Deve aver urtato il battiscopa con la sedia a rotelle, disse. Ci chiedevamo come avesse fatto
York a trascinare Irving fuori dal bosco. Si trovava a oltre cinquecento metri dal parcheggio pi vicino.
Un tratto piuttosto lungo da percorrere, soprattutto con un adulto privo di sensi.
Pensi che abbia usato la sedia a rotelle anche l?
 un'evenienza che spiegherebbe molte cose. Scosse la testa, irritata per non averlo intuito prima.
Nei pressi del luogo in cui  sparito Irving, abbiamo trovato delle tracce simili a quelle lasciate da
pneumatici di bicicletta.  una zona molto frequentata dagli appassionati di mountain-bike, e cos non
l'abbiamo reputato un elemento significativo. Le gomme delle sedie a rotelle sono pressoch identiche.
E anche se York avesse incontrato qualcuno mentre spingeva lungo il sentiero la carrozzella con Irving
svenuto, quella persona non vi avrebbe trovato nulla di strano. Chiunque avrebbe pensato che stesse
semplicemente portando un invalido a prendere una boccata d'aria.
Tornammo in cucina. Notai che la Jacobsen lanci un'occhiata al bricco del caff, ancora pieno a met.
Senza chiederglielo, gliene versai una tazza e riempii la mia.
Allora, cosa ne pensi? le domandai, a bassa voce, mentre gliela porgevo.
 ancora troppo presto per dirlo disse. Poi si interruppe.
Vuoi che sia sincera?
No. Annuii.
Credo che siamo rimasti indietro un paio di passi rispetto a York, fin dall'inizio. Ci ha fatto credere
che il suo bersaglio fossi tu, e si  presentato qui mentre noi guardavamo da un'altra parte. Adesso
Samantha Avery sta pagando per i nostri errori.
Pensi che ci sia qualche possibilit di trovarla, prima che?
Diane Jacobsen contempl il suo caff, come se potesse divinarvi la risposta. Adesso York non vorr
certo indugiare. Sa che lo stiamo cercando, e dev'essere eccitato e impaziente. Se non l'ha gi uccisa, lo
far entro domattina.
Posai la tazza, improvvisamente colto dalla nausea. Perch proprio Sam? chiesi, pur conoscendo la
risposta.
York ha sentito il bisogno di riaffermare il proprio ego dopo il fallimento con il dottor Lieberman.
Almeno su questo avevamo ragione, replic amaramente la Jacobsen. Samantha Avery era perfetta:
oltre a essere la moglie del probabile successore di Lieberman,  incinta di oltre otto mesi. E questo la
rende doppiamente allettante. Gli assicura la prima pagina e, se abbiamo compreso correttamente il
senso delle fotografie, si attaglia perfettamente alla psicosi di York.  ossessionato dall'idea di fermare
sulla pellicola l'istante della morte, credendo che in qualche modo gli fornir le risposte che cerca. E
cos, dal suo punto di vista, quale vittima pu dirsi pi adatta di una donna gravida, che  letteralmente
'piena' di vita?
Cristo. Era folle, e tuttavia la cosa peggiore era rappresentata dalla logica perversa sottesa a tutto ci. Per
quanto sterile e disgustosa, dovevamo fare i conti con essa.
E allora? Non trover le risposte che cerca uccidendo Sam.
Sul volto di Diane Jacobsen campeggiava un'espressione vacua che non avevo mai visto in lei. Allora
York si dir che, dopo tutto, non era la volta buona, e continuer. Ormai deve essere conscio che il
tempo gioca contro di lui, anche se il suo orgoglio cerca di convincerlo del contrario, e questo lo rende
disperato. Magari la prossima volta trover un'altra donna incinta, o addirittura un bambino. In ogni
caso, non si fermer.
Pensai ai volti torturati delle fotografie e, all'improvviso, un'immagine di Sam consegnata alla stessa
sorte mi attravers la mente. Mi sfregai gli occhi, tentando di allontanarla.
E adesso cosa si fa?
Diane Jacobsen prese a guardare fuori dalla finestra, verso la notte incipiente. Speriamo di trovarli
prima che sia mattina.
Dopo meno di un'ora, l la quiete della sera era stata distrutta.
Su quel complesso residenziale cos tranquillo era calata un'orda di agenti del TBI, che bussavano a ogni
porta nella speranza di trovare altri testimoni. Molte persone ricordavano di aver visto un'ambulanza,
quel pomeriggio, ma nessuno l'aveva reputato un evento strano - le autolettighe non sollevano mai
alcun interrogativo. La vista di una di esse poteva risvegliare una curiosit morbosa, ma pochi si
sarebbero chiesti perch fosse l.
Sicuramente non i vicini di Sam e Paul.
Gardner non era riuscito ad apprendere alcunch da Candy.
La donna non ricordava molto, a parte il fatto che si trattava di un uomo di mezz'et, con indosso una
divisa da paramedico.
Be', sembrava una divisa: pantaloni scuri e camicia blu, con un distintivo sulle maniche. E un cappello
che gli nascondeva quasi completamente il volto. Un individuo corpulento, aveva aggiunto, esitante.
Bianco. O forse di origine messicana. Non di colore, in ogni caso. Almeno, non le era parso tale.
E non le era neppure sembrato strano che il paramedico alla guida dell'ambulanza fosse solo. Le
informazioni che era riuscita a fornire sul veicolo erano ancora pi vaghe. No, naturalmente non aveva
preso il numero di targa. Perch mai avrebbe dovuto? Era un'ambulanza.
Poich non sembrava legata, Samantha Avery doveva essere stordita o svenuta, disse Gardner,
mentre Paul parlava al telefono con la suocera.  possibile che abbia usato un qualche tipo di gas, ma
credo che la maschera dell'ossigeno servisse semplicemente a dissuadere i vicini dall'intervenire.
L'effetto del gas non  garantito, soprattutto con qualcuno che sta lottando, e la priorit di York doveva
essere quella di metterla fuori combattimento pi in fretta possibile.
Non penso che abbia usato la forza bruta, disse Diane Jacobsen.
Facendo perdere i sensi a una persona con la violenza c' la possibilit di procurarle una commozione
o un danno cerebrale, e non penso che York volesse andare incontro a un'evenienza del genere. Ha
bisogno che le vittime siano perfettamente lucide quando le uccide. Non correrebbe mai i rischi
connessi al colpire qualcuno alla testa.
L'ha fatto con il cane di Irving, le ricord Gardner.
 stato un caso. Il vero bersaglio era il suo padrone.
Gardner si premette le dita sulla radice del naso. Sembrava esausto. D'accordo. Ma evidentemente 
riuscito a far perdere i sensi a Samantha Avery in qualche modo. Comunque, il fatto che debba
aspettare che si riprenda bene, ci concede pi tempo.
Fu terribile dover distruggere anche quella tenue speranza.
Non necessariamente. Ha bisogno che le sue vittime siano incoscienti soltanto per il tempo necessario
a trasportarle sull'ambulanza.
Poi non ha pi alcuna importanza. Qualunque metodo usi, se perdono coscienza solo per qualche
minuto, probabilmente la riacquistano in un periodo altrettanto breve.
Non sapevo che fosse un esperto, disse Gardner, sarcastico.
Avrei potuto fargli notare che avevo esercitato la professione di medico, o che anch'io ero stato
narcotizzato. Ma non avrebbe avuto senso. Eravamo tutti sotto pressione, e Gardner pi di chiunque
altro. Nessuno ne stava uscendo con onore ma, in quanto titolare delle indagini, la responsabilit pesava
soprattutto sulle sue spalle. E non volevo aggiungervi un ulteriore fardello.
Specialmente per il fatto che c'era in gioco la vita di Sam.
Dal canto suo, Paul sembrava aver superato la fase di paura e panico, per entrare in uno stato di apatia
inebetita. Quando torn nella stanza dopo aver parlato con i genitori di Sam, si sedette senza aprire
bocca, riflettendo sull'incubo inaudito che aveva inghiottito la sua vita. I suoceri sarebbero arrivati in
aereo da Memphis il giorno dopo. Non aveva chiamato nessun altro: l'unica persona che voleva era
Sam: il resto della gente non contava.
Ero incerto su cosa fare. Anche se l non c'era alcun bisogno di me, non potevo lasciare solo Paul e
tornarmene in albergo.
Cos rimasi seduto accanto a lui, nel salotto, mentre gli agenti del TBI con l'alito che sapeva di caff si
affaccendavano tutt'intorno.
Le ore e i minuti si preparavano inesorabilmente a scandire la fine di un giorno e l'inizio di un altro.
Erano passate da poco le dieci quando Diane Jacobsen entr nella stanza. Paul sollev subito lo
sguardo, ma la speranza mor nei suoi occhi non appena lei scosse rapidamente il capo.
Nessuna novit. Volevo solo chiedere al dottor Hunter un paio di cose riguardo alla sua
dichiarazione.
Mentre la seguivo fuori dal salotto, Paul sprofond nuovamente nella letargia. La Jacobsen aveva un
fascicolo in mano, ma lo apr solo quando fummo in cucina.
Non volevo turbare Paul Avery, ma ho pensato che tu dovessi saperlo. Abbiamo ricontrollato le
riprese della telecamera di sorveglianza dell'ospedale intorno all'ora in cui York ha chiamato il dottor
Lieberman. Avevi ragione riguardo all'ambulanza.
Estrasse dal fascicolo un'istantanea in bianco e nero. Era il fotogramma che avevo gi visto, nel quale la
sagoma scura di York attraversava la strada nei pressi del telefono pubblico. Sul lato sinistro si scorgeva
la parte posteriore dell'ambulanza parcheggiata.
Era difficile affermarlo con certezza, ma era assai probabile che si stesse dirigendo verso di essa.
L'ambulanza  arrivata dieci minuti prima che York chiamasse e se n' andata dopo circa sette
minuti, disse Diane Jacobsen.
Non si vede il guidatore, ma la tempistica corrisponde.
Perch avrebbe aspettato dieci minuti prima di telefonare?
Forse ha dovuto attendere che non ci fosse nessuno in giro, o magari voleva soltanto assaporare quel
momento. Oppure trovare il sangue freddo per agire. In ogni caso, alle dieci  andato a telefonare, poi 
tornato e ha aspettato. Il dottor Lieberman sarebbe stato di fretta, quindi ci avrebbe messo al massimo
cinque minuti per uscire. Non vedendolo, York deve aver atteso un po' prima di capire che c'era
qualche intoppo e squagliarsela.
Mi immaginai la scena: York che controllava ansiosamente l'orologio e, non vedendo apparire la sua
vittima, perdeva pian piano la sicurezza in se stesso. Solo un altro minuto, solo un altro E poi si
allontanava, furibondo, per pianificare la prossima mossa.
La Jacobsen estrasse un'altra fotografia dal fascicolo. Era stata scattata in un'area del complesso
ospedaliero che non riconobbi.
Al centro c'era un'ambulanza in movimento, sfocata.
Questa  stata presa su un tratto di strada pi distante, qualche minuto prima che l'ambulanza
parcheggiasse vicino all'obitorio, disse. Abbiamo ricostruito il suo percorso attraverso altre
telecamere di sorveglianza:  sicuramente lo stesso veicolo. Si tratta dell'immagine migliore che abbiamo
scovato.
Non rivelava granch. La fotografia era stata ingrandita al punto che il soggetto risultava quasi
irriconoscibile, e aveva la tipica sfocatura dei fotogrammi tratti da un video. L'angolazione rendeva
impossibile scorgere il guidatore e, a quanto potevo vedere, non era possibile rintracciare alcun
elemento significativo nell'ambulanza: un furgone bianco e squadrato con le insegne rosse del pronto
soccorso del Tennessee.
Come fate a essere sicuri che sia quella utilizzata da York?
Perch non  una vera ambulanza. Gli stemmi sembrano autentici, ma solo fintantoch non li si
confronta con gli originali.
Inoltre  un modello di almeno quindici anni fa.  troppo vecchia per essere ancora in dotazione a un
ospedale.
Esaminai pi attentamente la fotografia. Ora che me l'aveva detto, mi resi conto che l'ambulanza
sembrava effettivamente piuttosto antiquata: in qualsiasi caso, avrebbe ingannato la maggior parte delle
persone. Persino in un ospedale. A chi sarebbe passato per la testa di osservarla attentamente?
Le restituii la fotografia. Sembra piuttosto convincente.
Ci sono aziende specializzate nella rivendita di vecchie ambulanze.  probabile che York abbia preso
un modello dismesso per quattro soldi e l'abbia ridipinto con i colori corretti.
Potete risalire alla provenienza?
Ci vorr qualche tempo, tuttavia non so quanto possa esserci utile. Probabilmente York ha usato la
carta di credito di una delle sue vittime per acquistarla. E anche se cos non fosse, dubito che ci
aiuterebbe a trovarlo.  troppo astuto.
E la targa?
Ci stiamo lavorando. In alcuni scatti, la targa  visibile, ma troppo sporca per venir decifrata. Pu
essere imbrattata di proposito, ma poich anche le fiancate del veicolo sono piene di schizzi, sembra
chiaro che di recente ha viaggiato in aree fangose.
Mi torn in mente quel che aveva detto Josh Talbot nell'identificare la ninfa di libellula trovata nella
bara. Il corpo deve esser stato lasciato vicino a uno stagno o a un lago. Con ogni probabilit, a due passi dal bordo
dell'acqua.
Almeno ora abbiamo un'idea pi chiara di cosa stiamo cercando, prosegu Diane Jacobsen,
riponendo le fotografie nel fascicolo. Possiamo diffondere una descrizione dell'ambulanza anche senza
il numero di targa. Se non altro, questo restringer un po' il campo.
Non abbastanza. York aveva avuto il tempo necessario per raggiungere la sua destinazione. Anche se non
avesse oltrepassato i confini dello stato, c'erano centinaia di ettari di montagne e foreste in cui far
perdere le proprie tracce.
E quelle di Sam.
Guardai Diane Jacobsen, e nei suoi occhi lessi gli stessi pensieri.
Nessuno parl, ma tra noi venne siglata una tacita intesa.
Troppo tardi. Per quanto fuori luogo in un simile frangente, d'un tratto mi resi conto di quanto fossimo
vicini, e dell'odore del suo corpo stanco per la lunga giornata che si insinuava sotto il leggero profumo.
Dall'improvviso imbarazzo reciproco, capii che anche lei ne era consapevole.
Farei meglio a tornare da Paul, dissi, allontanandomi.
Lei annu ma, prima che potessimo aggiungere qualcosa, la porta della cucina si apr e Gardner entr.
Bast un'occhiata al suo volto segnato per intuire che era successo qualcosa.
Dov' il dottor Avery? chiese a Diane Jacobsen, come se io non fossi nemmeno l.
In sala.
Senza dire una parola, usc di nuovo. La Jacobsen lo segu, cancellando accuratamente qualunque
emozione dal proprio volto. Mentre mi avviavo dietro di loro, l'aria parve improvvisamente
raffreddarsi.
Paul non sembrava essersi mosso da quando l'avevo lasciato.
Era ancora seduto ingobbito su una sedia; sul tavolino accanto, c'era una tazza di caff ormai freddo
che non aveva neppure toccato. Allorch vide Gardner, si irrigid - come un uomo che si prepari a
ricevere un violento colpo.
L'avete trovata?
Gardner scosse rapidamente la testa. Non ancora. Ma abbiamo ricevuto la denuncia di un incidente
stradale in cui  rimasta coinvolta un'ambulanza sulla 321, qualche chilometro a est di Townsend.
Conoscevo di nome la localit: una graziosa cittadina sulle colline ai piedi delle montagne. Gardner
esit.
Non  stato ancora confermato, ma pensiamo che sia York.
Incidente? Che genere di incidente?
Si  trattato di uno scontro con un'automobile. Il guidatore dice che l'ambulanza ha preso la curva
troppo velocemente, urtando di striscio la sua vettura che arrivava in senso contrario.
Entrambi i veicoli hanno fatto testacoda, e l'ambulanza  finita contro un albero.
Oh, Cristo!
 ripartita immediatamente ma, secondo il guidatore dell'auto, il parafango anteriore e almeno uno dei
fari erano rovinati.
E, a giudicare dal rumore che ha udito, pensa che possa aver riportato anche qualche danno al motore.
Ha preso la targa? chiesi.
No, ma un'ambulanza incidentata si nota molto pi facilmente.
Inoltre, adesso sappiamo la direzione presa da York.
Paul era scattato in piedi. Allora potete mettere dei posti di blocco?
Gardner parve a disagio. Non  cos semplice.
E perch mai? Per l'amor del cielo,  davvero tanto difficile trovare un'ambulanza incidentata sapendo
dov' diretta?
C' un problema: l'incidente  avvenuto sette ore fa.
Dopo le sue parole, nella stanza scese il silenzio.
Il guidatore dell'auto non ha sporto subito denuncia, prosegu Gardner. Ha pensato che fosse una
vera ambulanza, e temeva di finire nei guai. Ha chiamato la polizia solo quando la moglie l'ha convinto
a tentare di ottenere un risarcimento.
Paul lo stava fissando. Sette ore? Si risedette, come se le gambe non fossero pi in grado di reggerlo.
Comunque  una buona pista, insistette Gardner, ma Paul non lo stava pi ascoltando.
Se l' squagliata, vero? La sua voce era piatta e spenta.
Ormai pu trovarsi ovunque. E Sam potrebbe essere gi morta.
Nessuno lo contraddisse. Paul fiss Gardner con una tale intensit che persino l'agente del TBI parve
trasalire.
Promettetemi che lo prenderete. Non lasciate che quel bastardo se la cavi. Almeno promettetemi
questo.
Gardner sembrava in trappola. Far del mio meglio.
Io notai che, mentre lo diceva, evit di guardare Paul negli occhi.
21
Il mattino dopo fu trovata l'ambulanza. Avevo passato gran parte della notte su una poltrona,
dormendo a sprazzi. Mi era sembrata infinita. Ogni volta che mi svegliavo, controllavo l'orologio, solo
per scoprire che era passato appena qualche minuto.
Quando guardai fuori dalla finestra e vidi un bagliore dorato farsi strada nel cielo, ebbi la sensazione
che il tempo avesse ripreso a scorrere.
Dando un'occhiata all'altra poltrona, vidi che Paul era perfettamente sveglio. Sembrava non essersi
mosso per tutta la notte.
Mi alzai, irrigidito.
Vuoi un caff?
Scosse la testa. Flettendo il collo e le spalle, entrai in cucina.
Il caff era rimasto nel bricco riscaldato per tutta la notte, riempiendo la stanza di un odore di bruciato
stantio. Lo versai nel lavandino e ne preparai dell'altro. Spensi la lampada e mi avvicinai alla finestra.
Fuori, nella fioca luce dell'alba, il mondo stava cominciando a prendere forma. Al di l delle case di
fronte a quella di Paul, riuscivo a intravedere il lago: la superficie scura era coperta da una bruma
bianca. Si sarebbe trattato di una placida scena da primissima mattina, se non fosse stato per l'auto della
polizia parcheggiata fuori - un sinistro sprazzo di realt nella pace dell'alba.
Restai alla finestra, sorseggiando il caff. Un uccello cominci a cinguettare. Alla sua voce solitaria,
presto se ne unirono altre, in un coro in crescendo di canti. Pensai al fosco pronostico della Jacobsen:
Se non l'ha gi uccisa, lo far entro domattina.
Con un tempismo perfetto, le prime lame della luce del giorno toccarono il lago.
Sarebbe stata una splendida mattina.
Alle otto, cominciarono ad arrivare le prime troupe televisive e i cronisti. Il nome di Sam non era stato
rivelato alla stampa, ma era solo questione di tempo perch trapelasse. Gli agenti in uniforme
sull'autopattuglia si assicurarono che stazionassero fuori dalla propriet ma, in pochi attimi, la strada fu
invasa dalle squadre dei vari notiziari e dai loro veicoli.
Paul parve a malapena accorgersene. Alla luce del giorno, aveva un aspetto orribile: il volto grigiastro e
segnato. Sembrava sempre pi lontano, perso nella sua sofferenza privata. Si rianimava solo quando
squillava il telefono. Ogni volta, balzava in piedi, caricato da un'attesa spasmodica, ma si afflosciava
qualche attimo dopo, quando si rendeva conto che era solo un amico o un giornalista particolarmente
insistente. Dopo aver detto qualche parola, riagganciava e si ritirava nel suo guscio.
Ero in pena per lui, sapendo fin troppo bene cosa stesse provando.
Ma non potevo far nulla per aiutarlo.
Fu solo appena prima di mezzogiorno che questa routine si interruppe. Gli avanzi dei tramezzini si
stavano disseccando sui piatti accanto a noi. Io ne avevo mangiato met, Paul non l'aveva neppure
toccato. Stavo cominciando a pensare che fosse giunto il momento di tornarmene in albergo. L, non
ero di alcuna utilit e, nel giro di qualche ora, sarebbero arrivati i genitori di Sam. Quando il telefono
squill per l'ennesima volta, Paul lo agguant: dal modo in cui lasci ricadere le spalle, intuii che non era
Gardner.
Ciao, Mary, no, non ho Si interruppe e, di colpo, la sua postura sembr trasudare premura. Che
canale?
Lasci cadere la cornetta e afferr il telecomando del televisore.
Cosa c'?
Non credo che mi avesse sentito. Non appena lo schermo si illumin cominci a passare in rassegna i
canali: scorse una cacofonia di rumori e immagini, prima di bloccarsi improvvisamente.
 notizia dell'ultim'ora.  giunta la segnalazione di un'ambulanza abbandonata nell'area di Gatlinburg, nel parco
nazionale delle Smoky Mountains
Il volto di Paul sembrava collassato per l'impatto delle parole.
 il luogo esatto non  stato rivelato, e le fonti del TBI non hanno confermato che si tratti del veicolo impiegato ieri per
il rapimento di Samantha Avery, la trentaduenne incinta di Blount County. Si ignora il luogo in cui viene tenuta
prigioniera la donna scomparsa. Alcune voci non confermate sostengono che l'ambulanza  rimasta danneggiata in un
incidente
L'annunciatore prosegu, con voce ansiosa ed eccitata, mentre sullo schermo appariva una fotografia di
York - Paul aveva gi afferrato il suo cellulare. Squill ancor prima che potesse comporre un numero.
Gardner, pensai, e vidi la mia ipotesi confermata dalla sua espressione.
L'avete trovata? chiese Paul.
Lo vidi afflosciarsi lentamente, allorch ud la risposta di Gardner. Nel silenzio, riuscivo a sentire la
voce dell'agente del TBI, intubata e confusa. Paul lo ascolt, col volto contorto e pensoso.
E ha lasciato che lo sapessi dalla televisione? Ges Cristo, aveva detto che mi avrebbe chiamato se
avesse avuto notizie!
Non mi importa, doveva solo chiamarmi!
Riagganci. Mi diede le spalle, riprendendo il controllo di se stesso, prima di parlare.
Hanno trovato l'ambulanza mezz'ora fa, in un'area di sosta vicino alla I-40, disse, fiaccamente.
Pensano che York l'abbia abbandonata per rubare un'auto con cui raggiungere l'interstatale.
A quel punto, sarebbe stato a met strada dal North Carolina.
A meno che non fosse diretto a ovest. Adesso potrebbe essere anche sulla via del Messico. Potrebbe
essere ovunque!
Il telefono and in pezzi, quando lo scagli contro una parete, disseminando la stanza di frammenti di
plastica.
Ges Cristo, non resisto pi! Cosa dovrei fare? Restarmene seduto qui?
Paul
Ma si stava gi dirigendo verso la porta. Mi affrettai a seguirlo in corridoio.
Dove stai andando?
A vedere l'ambulanza.
Aspetta un secondo, Gardner Fanculo Gardner! Fece per aprire la porta d'ingresso. La fermai
con la mano. Togliti di mezzo, David!
Ascolta solo un secondo. Se esci adesso, le troupe televisive ti seguiranno fin l.  questo che vuoi?
La prospettiva lo blocc C' una strada sul retro? mi affrettati a proseguire, fintantoch avevo la sua
attenzione.
Questa curva dietro le case, ma non posso
Prendo la mia auto. La stampa non mi seguir, ma li distrarr.
Tu esci dal retro e tagli attraverso i giardini. Ci vediamo l.
Non sembrava del tutto convinto, ma si rendeva conto che era una proposta sensata. Pur riluttante,
annu.
Dammi un paio di minuti, gli dissi. E uscii prima che potesse cambiare idea.
L'accecante luce del sole fu come uno schiaffo. Andai dritto verso la mia auto, tentando di ignorare
l'improvviso clamore suscitato dalla mia apparizione. Gli inviati dei media balzarono in avanti - un
muro di telecamere e microfoni -, ma la loro eccitazione scem quasi subito. Quello non  Avery,
disse qualcuno, e fu come se avesse azionato un interruttore. Mi rivolsero qualche timida domanda ma,
poich non risposi, l'interesse svan rapidamente. Mentre salivo in auto e mi allontanavo, l'attenzione
delle troupe televisive e dei giornalisti si era nuovamente rivolta alla casa.
La strada piegava in una morbida curva, prima di compiere una sorta di inversione fin dietro la casa di
Sam e Paul. Tranne lui, la via era deserta. Corse verso di me, e io accostai. Apr la portiera ancor prima
che l'auto fosse ferma.
Imbocca la superstrada e dirigiti verso le montagne, disse, senza fiato.
Mentre ci lasciavamo alle spalle il complesso residenziale, nessun veicolo della stampa ci stava
seguendo. A parte le saltuarie e brusche indicazioni di Paul, procedemmo in silenzio.
Sull'orizzonte davanti a noi troneggiavano le Smoky Mountains, avvolte nella foschia. La vista di
quell'area montuosa che si estendeva in lontananza era una sorta di doccia fredda, poich ci apriva gli
occhi sull'inanit delle ricerche.
Il sole era alto sopra di noi, caldo come quello di una giornata estiva. Dopo un po' di strada, dovetti
azionare il tergicristallo per pulire il vetro dagli insetti morti. La tensione all'interno dell'abitacolo crebbe
mentre raggiungevamo le colline pedemontane e attraversavamo Townsend. Non lontano da l, York
aveva urtato l'auto proveniente in senso contrario, prima di andare a sbattere contro un albero. Qualche
chilometro dopo la cittadina, raggiungemmo un'alta quercia circondata da un nastro della polizia.
Mentre ci passavamo accanto, Paul lo fiss, incupito.
Nessuno dei due disse una parola.
Alcuni chilometri pi avanti, mi fece lasciare la superstrada: cominciammo a inerpicarci sulle montagne.
Si ergevano intorno a noi, facendo scivolare in un'ombra intermittente la strada che serpeggiava su di
esse. Incrociammo solo qualche auto: d'altronde, la stagione non era ancora abbastanza avanzata perch
ce ne fossero molte. La primavera era ovunque. Il sottobosco era coperto da un manto di fiori blu, gialli
e bianchi che screziava l'erba nuova. In qualunque altro momento, la bellezza degli Appalachi avrebbe
tolto il fiato: ora, per, sembrava solo uno scherzo crudele.
Prendi la prossima a destra, mi disse Paul. Era stretta e aveva il fondo di ghiaia, come la maggior
parte delle strade secondarie e delle carrarecce di quella zona isolata, oltre che essere abbastanza ripida
da mettere a dura prova il cambio automatico dell'auto. Dopo meno di un chilometro, si appian.
Superata una curva, fummo bloccati da un'autopattuglia. Dietro di essa, prima che gli alberi ci
impedissero la visuale, scorsi dei tavoli da picnic in legno e alcuni veicoli della polizia.
Abbassai il finestrino, mentre un vicesceriffo in uniforme si avvicinava all'auto. All'apparenza, aveva a
malapena vent'anni, ma camminava con l'andatura spavalda del veterano. Guard in basso, verso di me,
da sotto le larghe falde del cappello, tenendo una mano sulla fondina della pistola.
Tornate indietro.  proibito l'accesso.
Potrebbe dire a Dan Gardner che il dottor Hunter e cominciai a dire. Poi sentii aprirsi la portiera
del passeggero.
Quando mi voltai, vidi Paul che scendeva dall'auto. Oh, Cristo, pensai, mentre il giovane vicesceriffo si
precipitava a intercettarlo.
Si fermi immediatamente! Dannazione, le ho detto di fermarsi!
Mi affrettai a scendere dall'auto. Agguantai Paul mentre il vicesceriffo si piazzava sul viottolo davanti a
lui, estraendo la pistola. Fino a quel momento, non mi ero reso conto del fatto che detestavo le armi da
fuoco.
Va tutto bene,  tutto a posto, dissi, trattenendo Paul. Avanti, diamoci tutti una calmata!
Risalite in auto! Subito! strill il vicesceriffo. Strinse la pistola con entrambe le mani, puntandola
verso il terreno tra di noi.
Paul sembrava non avere alcuna intenzione di muoversi.
Nonostante il sole splendente, il suo sguardo appariva offuscato, perso nel vuoto. Non poteva mettere
le mani su York, ma il bisogno di scontrarsi con qualcuno lo stava divorando. Non so cosa sarebbe
potuto accadere: in quel momento, risuon una voce familiare.
Cosa diavolo sta succedendo?
Non avrei mai immaginato di esser felice di vedere Gardner.
L'agente del TBI stava scendendo lungo il viottolo a grandi falcate.
Il vicesceriffo guard torvamente Paul, con la pistola ancora puntata.
Signore, gli ho detto che non possono stare qui, ma non
 tutto a posto, disse Gardner, ma senza alcun entusiasmo.
Il suo abito appariva pi stazzonato del solito. Mi lanci un'occhiata gelida, prima di rivolgersi a Paul.
Cosa ci fa qui?
Voglio vedere l'ambulanza.
Lo disse con il tono privo di inflessione di chi ha preso una decisione irrevocabile. Gardner lo studi
per un istante, poi sospir.
Da questa parte.
Lo seguimmo lungo il viottolo. L'area di sosta era situata in una radura erbosa affacciata sulle colline
pedemontane. Si stendevano sotto di noi: chilometri di picchi e gole coperti dalla foresta - un oceano
immobile di verde. A questa altitudine, l'aria risultava pi fresca, ma era pur sempre tiepida, addolcita
dalla fragranza di pino e abete. Su un lato della radura, i veicoli della polizia erano posteggiati
disordinatamente davanti ad alcune auto civili.
Poco discosta, isolata da un nastro della scena del crimine, c'era l'ambulanza.
Anche da lontano, riuscii a scorgere i danni provocati dalla collisione. Su una fiancata correvano due
scanalature parallele, e il parafango appariva accartocciato come stagnola nel punto in cui doveva aver
colpito l'albero. Non mi stupivo del fatto che l'ambulanza fosse stata abbandonata. York era stato
fortunato ad arrivare fin l.
Paul si ferm davanti al nastro e fiss la parte posteriore del veicolo. Le portiere erano spalancate, e
consentivano di vedere barelle e stipetti rovinati. Un agente della Scientifica stava lavorando all'interno;
scorgemmo le cinghie che penzolavano da una delle cuccette, come se fossero state sciolte in gran
fretta.
Avvertii la presenza di qualcuno alle mie spalle e, quando mi voltai, vidi Diane Jacobsen. Mi guard con
un'espressione grave: dalle chiazze scure sotto i suoi occhi capii che Paul e io non eravamo gli unici a
non aver dormito.
Il volto di Paul era una maschera. Cos'avete scoperto?
Non parve accorgersi della leggera esitazione di Gardner.
C'erano dei capelli biondi sulla lettiga. Dovremo confrontarli con un campione di quelli di sua moglie,
ma non penso che ci siano molti dubbi. Sembra che York abbia preso una bella botta, nell'incidente.
Ci accompagn a vedere la cabina. La portiera del guidatore era aperta, e cos potemmo osservare
l'abitacolo sudicio e malconcio.
Il volante appariva deformato e leggermente fuori asse.
 probabile che York sia piuttosto conciato, visto che ha urtato il volante con una violenza da ridurlo
in quello stato, disse Gardner. Dev'essersi rotto almeno un paio di costole.
Per la prima volta, qualcosa di simile alla speranza traspar dal volto di Paul. Quindi  ferito? Meglio
cos, no?
Forse fu l'evasiva risposta di Gardner.
Nel suo tono c'era una certa irritazione, ma Paul era troppo preoccupato per accorgersene. Vorrei
restare qui per un po'.
Cinque minuti. Poi deve andarsene a casa.
Lasciando Paul da solo, mi allontanai con Gardner e la Jacobsen.
Aspettai fin quando non pot pi sentirci.
Cos' che gli state tacendo?
Gardner strinse le labbra, ma non ebbi modo di scoprire quel che avrebbe detto, perch qualcuno lo
chiam dal furgone della Scientifica.
Pu spiegarglielo, disse a Diane Jacobsen, prima di andarsene.
Come sempre, aveva un portamento perfettamente eretto.
Le ombre sotto gli occhi della Jacobsen rendevano la sua espressione ancora pi grave. Abbiamo
trovato delle macchie di sangue sull'ambulanza. Sulla lettiga e sul pavimento.
Immaginai Sam cos come l'avevo vista l'ultima volta. Oh, mio Dio. Non pensate che Paul abbia il
diritto di saperlo?
Quando sar tutto finito. Non tutte le macchie sono recenti, e non possiamo affermare con certezza
che si tratti del sangue di sua moglie. Il suo sguardo guizz verso Paul: fissava l'ambulanza.
Dan pensa che saperlo non gli sarebbe d'aiuto, in questo momento.
Pur riluttante, dovetti riconoscere che non aveva tutti i torti.
Non mi faceva piacere tener nascoste delle informazioni a Paul, ma la sua immaginazione doveva gi
torturarlo a sufficienza.
Come avete fatto a trovare l'ambulanza? le chiesi.
Si scost una ciocca di capelli dal viso. Dopo la denuncia del furto di un'auto: un SUV blu della
Chrysler. A circa cinquecento metri da qui affittano dei bungalow, ma non c' una strada che arrivi al
complesso. Gli ospiti lasciano le auto qui, e poi vanno a piedi. Probabilmente  il motivo per cui York
ha scelto questo posto: anche all'inizio della stagione un paio di bungalow sono sempre occupati.
Conoscendo la zona, sapeva che qui avrebbe trovato delle auto.
Osservai l'ambulanza sinistrata. Era stata lasciata all'aperto, a qualche metro da una macchia di cespugli
d'alloro. Non ha fatto molti sforzi per celare le proprie tracce.
Non era necessario. A volte, le auto restano qui per giorni, mentre i loro proprietari giocano a fare i
pionieri. York poteva ragionevolmente sperare che la scomparsa non sarebbe stata notata che questa
mattina, e magari anche pi tardi.  stata una fortuna che il proprietario abbia scoperto il furto prima.
Fortuna. Una cosa che fino a quel momento ci era mancata.
Mi sarei almeno aspettato che la parcheggiasse in modo che i danni fossero meno evidenti.
Diane Jacobsen alz stancamente le spalle. Immagino che avesse cose pi importanti a cui pensare.
Doveva trasportare Samantha Avery nell'auto, e non credo che sia stata un'operazione facile, se era
ferito. Nascondere l'ambulanza era l'ultimo dei suoi problemi.
In qualche modo, aveva ragione. A York serviva soltanto che nessuno la trovasse prima che avesse
raggiunto la propria destinazione. Poi non avrebbe pi avuto alcuna importanza.
Pensi che fosse diretto verso l'interstatale? chiesi.
Sembrerebbe cos. Dista solo qualche chilometro, e da l avrebbe potuto prendere la strada delle
montagne, tornare sui propri passi e andare a ovest, oppure dirigersi verso un altro stato.
Quindi potrebbe essere ovunque.
In sostanza, s. Sollev il mento, rivolgendo lo sguardo verso l'ambulanza, accanto alla quale c'era
sempre Paul. Sarebbe meglio riportarlo a casa. La sua presenza qui non giova a nessuno.
Non avrebbe dovuto apprenderlo attraverso la tv.
Lei annu, accogliendo la critica implicita nelle mie parole.
Dan lo avrebbe chiamato appena possibile. Comunque, se ci saranno novit, informeremo
immediatamente il dottor Avery.
Notai che aveva detto se, non quando. Man mano che il tempo passava, le probabilit di ritrovare Sam si
assottigliavano.
A meno che a deciderlo non fosse York. Mentre Diane Jacobsen raggiungeva Gardner vicino al furgone
della Scientifica, tornai da Paul. Aveva un'aria derelitta, l accanto all'ambulanza, intento a fissarla come
se potesse aiutarlo a divinare dove fosse sua moglie.
Ora dovremmo andare, gli dissi, dolcemente.
La combattivit che aveva mostrato fino a qualche minuto prima sembrava scomparsa. Guard ancora
per un istante l'ambulanza, poi si volt e torn con me all'auto.
Il vicesceriffo rivolse un'occhiataccia a Paul, quando gli passammo accanto, lungo il sentiero - un gesto
totalmente inutile.
Mentre ci allontanavamo dall'area di sosta, Paul sembrava non rendersi conto di nulla di ci che lo
circondava. Fu solo dopo diversi chilometri che apr bocca.
L'ho persa, vero?
Mi sforzai di trovare qualcosa da dire. Non puoi esserne sicuro.
E invece s. E anche tu lo sei. Come tutti quelli che erano l. Adesso le parole scivolavano fuori dalle
sue labbra come l'acqua da un bicchiere troppo pieno. Mi sforzo in continuazione di ricordare qual 
stata l'ultima cosa che le ho detto. Ma non ci riesco. Frugo costantemente nella memoria, senza trovare
niente di particolare. Lo so che non dovrebbe disorientarmi, eppure  cos. Semplicemente mi risulta
inaccettabile credere che l'ultima volta che l'ho vista tutto fosse normale. Com' possibile che non
abbia capito che stava per succedere qualcosa?
Perch  sempre cos, pensai, ma tacqui.
Ripiomb nel silenzio. Fissai intontito la strada davanti a me. Dio, non permettere che succeda. Ma era gi
successo, e i boschi silenziosi non offrivano alcun conforto. Gli insetti guizzavano nelle colonne di luce
spezzata, puntini insignificanti accanto alle querce e ai pini giganteschi che dimoravano l gi prima
della mia nascita. Una sottile cascata precipitava lungo una fenditura sul fianco della collina, formando
una spuma bianca sulle rocce scure. Passammo accanto ad alcuni tronchi caduti ricoperti di muschio; ne
vedemmo altri strangolati lentamente dai rampicanti. Nonostante l'enorme bellezza di quei luoghi, tutte
le forme vitali che vivevano l fuori dovevano lottare per la sopravvivenza.
Ma non tutti ce la facevano.
Non ricordo esattamente quando ebbi coscienza dell'inquietudine che adesso provavo. Sembrava
spuntata dal nulla, annunciandosi con un formicolio agli avambracci. Abbassai lo sguardo, e vidi che i
peli si erano rizzati; da un pizzicore analogo, capii che anche quelli sulla nuca si stavano sollevando.
E, come se non stesse aspettando altro, l'inquietudine sfoci in un senso di terribile urgenza. Strinsi il
volante. Cosa? Cosa c' che non va? Non lo sapevo. Accanto a me, Paul era ancora immerso nel
proprio silenzio tormentato. La strada davanti a noi era deserta, screziata dalla luce del sole e dalle
ombre degli alberi. Controllai lo specchietto retrovisore. Niente di strano.
Alle nostre spalle, la foresta si dispiegava nella sua indifferente monotonia. Ma la mia sensazione
permaneva. Diedi un'altra occhiata allo specchietto; sobbalzai quando qualcosa si schiant sul
parabrezza, con un sordo slap.
Un grosso insetto si era spiaccicato sul vetro in un groviglio di arti e ali. Lo fissai, mentre quel senso di
urgenza cominciava a prendere forma. Senza pensare a ci che stavo facendo, pestai sul pedale del
freno.
Anche se trattenuto dalla cintura di sicurezza, Paul si puntell contro il cruscotto. Mi fiss sbalordito,
mentre l'auto si bloccava in uno stridio di freni.
Ges, David! Si guard intorno, tentando di capire cosa mi avesse spinto a frenare. Cosa c'?
Non risposi. Rimasi seduto l a stringere il volante, col cuore che pulsava contro le costole. Stavo
ancora fissando il parabrezza.
Quella libellula era davvero grande, lunga quasi quanto un mio dito. L'urto l'aveva pressoch
spappolata, tuttavia riuscii a distinguere le striature tigrate sul corpo. I suoi occhi erano inconfondibili,
proprio come aveva detto Josh Talbot.
Il blu elettrico della Epiaeschna heros.
Un'acqua ferma.
22
Mentre innestavo la retromarcia, Paul mi guard come se fossi impazzito.
Cos'era? Cos'hai visto?
Non ne sono sicuro.
Mi voltai per guardare attraverso il lunotto, ispezionando i boschi mentre tornavo indietro. Talbot
aveva detto che l'Epiaeschna heros ama gli habitat umidi e boscosi. E, in mezzo a tutti gli altri insetti, tra
gli alberi, avevo intravisto uno scintillio azzurro cui la distrazione mi aveva impedito di far caso.
Almeno a livello conscio. Guardate questi occhi! Incredibile, no? In una giornata di sole si possono vedere a un
chilometro di distanza!
Aveva ragione.
Parcheggiai sul terrapieno accanto alla strada. Lasciando il motore acceso, scesi e mi avviai verso il
limitare della foresta.
Fui avvolto da un silenzio silvestre. Lame di luce solare spiovevano tra i tronchi e i rami degli alberi,
facendo risaltare le campiture di fiori selvatici che crescevano nell'erba.
Non vidi nulla.
David, per l'amor del cielo, potresti dirmi cosa sta succedendo?
Paul era in piedi accanto alla portiera del passeggero aperta.
Avvertivo una sensazione spiacevole, come durante una doccia gelida. Spiaccicata sul parabrezza c'
una Epiaeschna heros.
Abbiamo trovato una ninfa di quella libellula nella bara di Harper.
Mi sembrava di
Non finii la frase, imbarazzato. Mi sembrava di averne viste altre. Adesso pareva una forzatura.
Scusa, dissi, e mi voltai per tornare sull'auto.
E fu allora che vidi un luccichio azzurro in mezzo al verde.
Laggi, indicai, col cuore che mi batteva all'impazzata.
Vicino al pino caduto.
La libellula si muoveva a zig-zag tra le macchie di luce screziata; i suoi occhi blu splendevano come
neon, quasi avessero scelto proprio quel momento per mostrarsi e rifulgere. Ne scorsi altri in mezzo
agli alberi.
S, vedo. Paul stava scrutando il bosco, battendo le palpebre, come se si stesse svegliando. Credi che
sia importante?
Nella sua voce c'era una sfumatura d'incertezza - quasi di supplica -, e mi odiai per aver riacceso le sue
speranze. Al di l della scoperta delle Epiaeschna heros, mi dissi che York non avrebbe mai lasciato il
cadavere di Noah Harper cos vicino alla strada. E, anche se l'avesse fatto, non mi spiegavo come
questo avrebbe potuto aiutare Sam. Comunque sapevamo che si era diretto qui con l'ambulanza, e
adesso avevo trovato anche le libellule. Non poteva essere una semplice coincidenza.
O forse s?
Talbot ha detto che prediligono luoghi vicino all'acqua, no? disse Paul, con una certa eccitazione, che
probabilmente scaturiva dalla disperazione. Poco distante ci sar uno stagno o un lago. Hai una cartina
in macchina?
Non delle Smoky Mountains.
Si ravvi i capelli. Dev'esserci qualcosa! Magari un lento ruscello o una pozza d'acqua stagnante
Stavo cominciando a pentirmi di aver parlato. Le montagne e il loro habitat selvaggio coprivano oltre
duecentomila ettari.
Per quanto ne sapevo, le libellule potevano essere insetti migratori, ed era quindi possibile che fossimo
a chilometri dal luogo in cui deponevano le uova.
E tuttavia
Mi guardai intorno. Poco pi in l lungo la strada, vidi quella che mi sembr la confluenza di un
viottolo.
Perch non proviamo a dare un'occhiata laggi?
Paul annu, ansioso di aggrapparsi anche alla speranza pi tenue. Provai un'altra fitta di rimorso:
probabilmente avevamo il medesimo comportamento delle persone che stanno affogando e si
aggrappano a uno stelo. Risalii in auto e rimossi la libellula dal parabrezza. Accesi i tergicristalli, e gli
spruzzi d'acqua spazzarono via i resti dal vetro - fu come se non ci fosse mai stata.
Il viottolo era poco pi di un sentiero in terra battuta che si perdeva nella foresta. Non si era meritato
neppure la ghiaia, e dovetti rallentare a passo d'uomo per il suo fondo fangoso e pieno di buche. Rami e
cespugli raschiavano i finestrini. Diventavano pi fitti a ogni metro, finch fui costretto a fermarmi.
Il percorso era completamente ostruito dagli aceri e dalle betulle che si contendevano gli spazi con i
cespugli di lauro selvatico. Dovunque conducesse, non potevamo procedere.
Paul tir una manata al cruscotto per la delusione. Maledizione!
Scese dall'auto. Io lo imitai, spingendo la portiera per vincere la resistenza dei rami. Mi guardai intorno,
sperando di scorgere un'altra Epiaeschna heros - o un qualunque altro segno che potesse convincermi del
fatto che non stavamo perdendo il nostro tempo. Ma quei boschi deserti si beffarono di me.
Le spalle di Paul erano curve, sconfitte, mentre contemplava l'intrico della selva che ci circondava. La
speranza che l'aveva fugacemente infiammato si era spenta.
 inutile, disse, con il volto scavato dalla disperazione.
Ci troviamo a chilometri dal luogo in cui York ha abbandonato l'ambulanza. Diavolo, siamo quasi
dove ha avuto l'incidente.
Stiamo sprecando il nostro tempo.
Fui sul punto di rinunciare. Stavo per risalire in auto, ammettendo di aver avuto una reazione eccessiva.
Ma mi tornarono in mente le parole di Tom: Hai un ottimo intuito, David.
Dovresti imparare a fidartene di pi.
Nonostante i miei dubbi, l'intuito continuava a dirmi che eravamo sulla strada giusta.
Dammi solo un momento.
Sopra le nostre teste, le foglie stormirono nella brezza; poi torn il silenzio. Raggiunsi un tronco marcio
dal quale spuntavano pallidi funghi a forma di piatto, e mi arrampicai su di esso.
La vista da quel punto strategico non fu molto differente. A parte il viottolo invaso dalla vegetazione
che ci aveva condotto l, potei scorgere soltanto alberi. Stavo per scendere quando i rami sopra di me si
mossero, frusciando in un nuovo alito di vento.
Fu allora che lo avvertii.
Un lieve, dolciastro lezzo di carne in decomposizione.
Volsi il capo verso la brezza. Riesci?
Lo sento.
La voce di Paul era carica di tensione. Era un odore troppo familiare a entrambi, perch potessimo
sbagliarci. Poi la brezza scem, e l'aria ci offr soltanto la consueta fragranza della foresta.
Paul si guard intorno affannosamente. Hai capito da dove proveniva?
Gli indicai l'altro versante della collina, da cui mi sembrava che fosse spirato il vento. Da quella parte,
credo.
Senza dire una parola, si incammin a grandi passi nel bosco.
Lanciai un'ultima occhiata all'auto; poi mi affrettai a seguirlo.
Il cammino era molto difficoltoso. Non c'era pi la pista, e neppure un sentiero vago, e n lui n io
eravamo vestiti in modo adeguato per un percorso di quel tipo. Mentre cercavamo di farci strada su
quel terreno infido, restammo impigliati nei rami; il folto dei cespugli rendeva impossibile procedere in
linea retta. Per un po', impiegammo la sagoma dell'auto come punto di riferimento ma, quando spar
alla vista, fummo costretti ad affidarci all'intuito.
Se avanziamo ancora, finiremo per perderci, dissi ansimando, quando Paul si ferm per liberare la
giacca da un ramo basso. Non ha senso vagare senza una meta precisa.
Paul scrut gli alberi intorno a noi, mordicchiandosi il labbro mentre il suo petto si alzava e abbassava.
Per quanto cercasse disperatamente un qualsiasi indizio che potesse condurci da York e da Sam, sapeva
quanto me che l'odore che avevamo avvertito poteva essere quello di una carogna.
Ma prima che potessimo dire una sola frase, i rami e i cespugli intorno a noi tremarono: si era alzato il
vento. Quando sentimmo di nuovo il lezzo - pi forte che mai -, ci scambiammo un'occhiata.
Se era una carogna, doveva appartenere a un animale molto grosso.
Paul prese una manciata di aghi di pino e li lanci in aria, osservando la direzione in cui venivano
trasportati. Di qua.
Ci rimettemmo in marcia, pi sicuri di ci che stavamo facendo.
Adesso l'odore della putrefazione risultava percepibile anche in assenza di vento. Non c' bisogno di un
detector per sentirlo, Tom. A conferma del fatto che stavamo procedendo nella direzione giusta, scorsi il
luccichio metallico di una libellula che guizzava tra gli alberi sopra di noi.
Poi scorgemmo il recinto.
Parzialmente nascosto da piccoli pini e cespugli, era formato da assi di legno alte due metri e mezzo,
sormontate dal filo spinato.
Le tavole apparivano marce e, all'esterno di esse, correva quello che sembrava un reticolato molto pi
vecchio, arrugginito e parzialmente divelto.
Mentre procedevamo con cautela lungo la palizzata, Paul sembrava animato da un'energia quasi
febbrile. Poco pi avanti, una coppia di vecchi pilastri in pietra - di quelli che si vedono usualmente
accanto ai cancelli - campeggiava nella recinzione: il passaggio era sbarrato da assi di legno. Il terreno
prospiciente era invaso dalla vegetazione, tuttavia erano ancora visibili due profondi solchi paralleli.
Ruote, disse Paul. Se ci sono i pilastri, vuol dire che c'era un qualche tipo di strada. Potrebbe
trattarsi dello stesso viottolo che abbiamo seguito.
Se cos era, non veniva usato da lungo tempo.
Il puzzo della decomposizione adesso era molto pi forte, ma n lui n io facemmo commenti. Non ce
n'era bisogno. Paul scavalc il reticolato e afferr una delle assi. Si ud un crack mentre il legno marcio si
frantumava tra le sue mani.
Aspetta, dobbiamo chiamare Gardner dissi, prendendo il cellulare.
Per dirgli cosa? Aggred la palizzata, grugnendo per lo sforzo. Credi che moller tutto e correr qui
solo perch abbiamo sentito l'odore di qualcosa di morto.
Prese a calci un'asse, finch non si ruppe; poi si occup furiosamente di quella vicina, staccandola con
uno schianto da un chiodo caparbio. I cespugli oltre la recinzione fecero capolino attraverso il buco,
celando alla vista tutto ci che poteva aspettarci.
Strappando le ultime schegge di legno, Paul mi lanci una rapida occhiata.
Non sei obbligato a venire con me.
Poi si introdusse nel varco. Nel giro di pochi secondi non rimase che qualche ramo oscillante a
testimonianza del suo passaggio.
Esitai. Nessuno aveva notizia del fatto che fossimo l, e solo Dio sapeva ci che si trovava al di l della
palizzata. Ma non potevo lasciare solo Paul.
Mi infilai nell'apertura.
Avvertii un tuffo al cuore quando sentii uno strattone alla giacca. In preda al panico, la tirai con forza,
finch non mi accorsi che si era soltanto impigliata in un chiodo. La liberai con un colpo secco e
proseguii. Su questo lato, i cespugli crescevano rigogliosi fin sotto la palizzata. Davanti a me, sentivo i
sonori fruscii di Paul, che si apriva la strada in mezzo a essi. Mi impegnai per seguirlo, riparandomi il
volto con una mano dai vari rami che mi ghermivano gli occhi.
Superato l'ultimo cespuglio, per poco non andai a sbattere contro di lui.
Eravamo sbucati in un ampio giardino - o meglio, in quello che un tempo era stato un giardino: adesso
era un'area incolta e selvaggia. I cespugli ornamentali e gli alberi cresciuti spontaneamente si
ammassavano in una dura lotta per lo spazio. Ci fermammo all'ombra di un'enorme magnolia, avvolti
dal profumo dolce e quasi nauseante dei suoi fiori bianchi. Dritto davanti a noi c'era un vecchio
laburno, dai cui rami pesanti grondavano grappoli di fiori gialli.
L accanto si apriva uno stagno.
Un tempo, probabilmente era stato il cuore del giardino, ma adesso appariva melmoso e maleodorante.
Soffocati dalle erbacce, le sue rive si stavano lentamente disseccando; l'acqua verde e viscosa era coperta
da una pellicola torbida. Una nuvola di insetti simili a moscerini danzava sopra la sua superficie - atomi
di pulviscolo nella luce del sole.
Le libellule stavano pasteggiando con essi.
Ce n'erano dozzine. Centinaia. Il frullio delle loro ali riempiva l'aria. Anche se notai i colori iridescenti
di alcune specie pi piccole, a dominare la scena erano le Epiaeschna heros tigrate, con gli occhi che
splendevano come zaffiri mentre saettavano in un intricato balletto sopra l'acqua.
Quando mi spostai in cerca di una visuale migliore, sentii qualcosa che si spezzava sotto il mio piede.
Abbassai lo sguardo e vidi un pallido bastoncino bianco-verde nell'erba. No, due bastoncini. E poi,
come mettendo a fuoco un'immagine, mi resi conto che stavo osservando le ossa di un avambraccio
umano.
Lentamente, indietreggiai. Il corpo giaceva seminascosto dagli arbusti davanti ai miei piedi. Era ridotto
al mero scheletro, e in mezzo alle ossa coperte di muschio stavano gi crescendo ciuffi di lucente erba
primaverile.
Donna di colore, adolescente: la valutazione fu automatica.
Come se avesse aspettato quel momento, il lezzo della decomposizione soverchi nuovamente l'intenso
profumo della magnolia.
Accanto a me, Paul sussurr: Oh, mio Dio
Sollevai adagio lo sguardo. Le libellule non erano le uniche abitanti di quel luogo.
Il giardino era pieno di cadaveri.
Giacevano nell'erba, sotto gli alberi, in mezzo agli arbusti.
Molti erano soltanto ossa scarnificate abbandonate nella vegetazione; altri, invece, sembravano pi
recenti: cavit intestinali e cartilagini ospitavano ancora mosche e vermi. Non c'era da stupirsi se
nessuna delle precedenti vittime di York era stata ritrovata.
Aveva creato la sua Body Farm.
Lass c' una casa, disse Paul, con voce tremante.
Al di l dello stagno si ergeva il fianco di una collina coperta d'alberi. Verso la cima, in mezzo ai rami, si
intravedeva il profilo spigoloso di un tetto. Quando si diresse verso di esso, lo fermai.
Cosa stai facendo?
Si liber della mia presa. Sam potrebbe essere li!
Lo so, ma dobbiamo informare Gardner che E allora, diglielo! strill, mettendosi a correre.
Imprecai, con il telefono in mano. D'accordo, dovevo avvertire Gardner, ma innanzitutto dovevo
impedire a Paul di fare qualche sciocchezza.
Lo inseguii.
I cadaveri erano ovunque. Sembrava che fossero stati abbandonati senza alcun ordine o fine, come se
York li avesse semplicemente lasciati l a marcire. Le libellule svolazzavano e volteggiavano sopra di me,
mentre attraversavo veloce il giardino, indifferente alla morte che mi circondava. Vidi una Epiaeschna
heros che batteva delicatamente le ali, librandosi sopra un dito scheletrito - bella ma aliena. Quando
un'altra frull vicino alla mia testa, la scacciai disgustato.
Ero ancora a una certa distanza da Paul, che si dirigeva verso l'edificio che avevamo scorto in mezzo ai
rami. Quell'improbabile costruzione di tre piani in legno si ergeva come una scogliera sul costone della
collina. Adesso mi resi conto che era troppo grande per essere un'abitazione: pareva piuttosto un
vecchio albergo. Un tempo, doveva aver avuto un aspetto imponente, ma ora sembrava in malora
quanto i corpi disseminati sui suoi terreni. Forse le fondamenta si erano spostate, conferendogli un'aria
sbilenca, sinistra. Nel tetto di assi si aprivano alcuni buchi; le finestre ingombre di ragnatele ricordavano
gli occhi di un cieco: guardavano il mondo da una faccia grigia e consumata dagli elementi. A un
angolo, appoggiato come un ubriaco, c'era un vetusto salice piangente, i cui i rami coprivano i muri
quasi a nasconderne la fatiscenza.
Paul aveva raggiunto una terrazza invasa dalle erbacce che correva lungo l'intero lato dell'edificio.
Adesso avevo ridotto la distanza che ci separava, ma non abbastanza da fermarlo prima che si
precipitasse su una porta-finestra sbarrata da due assi incrociate e ne afferrasse le maniglie. Non si apr,
ma il rumore viol il silenzio del giardino.
Lo trascinai via. Cosa stai facendo? Ges, vuoi farti ammazzare?
Mi bast uno sguardo al suo volto per capire la risposta: non si aspettava di trovare Sam viva. E se lei
non c'era pi, per lui era indifferente vivere.
Spingendomi via, corse verso l'angolo dell'edificio, dove il vecchio salice sembrava sostenere il muro.
Anche se non volevo lasciarmi distanziare, mi rendevo conto di non poter procrastinare ulteriormente
la telefonata a Gardner. Lo chiamai in corsa, dopo aver visto con sollievo che il segnale era buono pure
lass. Non ci avrei sperato. Imprecai quando venni immediatamente trasferito alla segreteria. Non c'era
il tempo di provare a chiamare la Jacobsen: Paul era gi scomparso sotto i rami del salice. Ansante,
comunicai dove ci trovavamo, cercando di essere chiaro; poi chiusi il telefono e scattai per raggiungere
Paul.
Da vicino, la rovina dell'edificio risultava evidente. Il rivestimento ligneo era morbido come balsa e
crivellato di forellini.
Ripensando alla nuvola di minuscoli insetti di cui avevo visto cibarsi le libellule, mi tornarono in mente
le parole di Josh Talbot:
Le Epiaeschna hanno anche un debole per le termiti alate.
Qui ne avevano trovate in abbondanza.
In quel momento, per, avevo altre preoccupazioni. Vedevo di nuovo Paul: stava correndo lungo il
sentiero invaso dalla vegetazione che fiancheggiava il lato dell'edificio. Col petto in fiamme, feci un
ulteriore sforzo per abbrancarlo prima che arrivasse in fondo.
Levati!
Agit scompostamente il braccio: una gomitata mi inond di luce un occhio, ma non mollai la presa.
Ragiona un attimo:  davvero cos difficile? E se ha una pistola?
Tent di divincolarsi. Non mi importa!
Mi sforzai di tenerlo fermo. Se Sam  ancora viva, siamo la sua unica possibilit di salvezza! Vuoi
sprecarla in questo modo?
La frase colp nel segno. La frenesia abbandon il suo sguardo, e la sua resistenza cedette. Pur
diffidente, mollai la presa.
Non ho intenzione di aspettare che arrivi Gardner, disse, ansante.
Lo so, ma non possiamo semplicemente precipitarci dentro.
Se York  l, gli renderemmo le cose troppo facili.
Capivo perfettamente che ogni fibra del suo corpo avrebbe voluto abbattere un muro dopo l'altro,
finch non avesse trovato Sam, ma Paul si rendeva conto che avevo ragione. Anche se ormai York
poteva averci sentito, forse non si era accorto che eravamo solo in due. D'accordo, non avevamo un
grande vantaggio ma, annunciando il nostro arrivo, l'avremmo vanificato.
Muovendoci con cautela, ci avvicinammo al termine del sentiero.
Evidentemente eravamo arrivati all'edificio dal retro, poich ci ritrovammo davanti alla facciata. Il sole
primaverile era troppo basso per scavalcare il tetto: la costruzione proiettava una lunga ombra.
Attraversarla era come immergersi nell'acqua fredda. Su questo lato, persino gli alberi risultavano pi
cupi; pini e aceri torreggiami al posto delle specie ornamentali. La foresta si era ripresa quello che era
stato il giardino, e l'intrico dei rami sopra il vialetto d'accesso formava un tunnel scuro e claustrofobico
che si perdeva lontano.
Su un ciglio del viottolo c'era un cartello di legno deformato.
Le lettere apparivano sbiadite, ridotte a un azzurro fantasmatico che suggeriva un antico ottimismo:
Respira profondamente!
Sei arrivato a Cedar Heights, stazione termale e casa di cura! Sembrava risalire agli anni cinquanta e, a giudicare
dallo sfacelo, forse quella targa era stata dimenticata gi allora.
Ma non da York.
Parcheggiate disordinatamente lungo il vialetto c'erano diverse auto - rubate insieme alle vite dei loro
proprietari. Si capiva subito che alcune erano l da anni: avevano i tetti e i parabrezza coperti da
pacciame ed escrementi di uccelli. Due, per, apparivano pi pulite delle altre. La prima era un
gigantesco pick-up nero con i vetri oscurati.
La seconda era un SUV blu della Chrysler.
La consapevolezza del modo in cui York ci aveva ingannato mi fece venire l'amaro in bocca. Doveva
esser quasi arrivato qui, quando aveva avuto l'incidente. E cos, invece di rischiare che le inevitabili
ricerche si spingessero troppo vicino a Cedar Heights, aveva fatto una deviazione di chilometri, prima
di abbandonare l'ambulanza.
Poi aveva rubato un'auto ed era tornato indietro.
Il SUV era parcheggiato di fronte ai gradini in pietra che conducevano a una veranda coperta. In cima,
c'era una coppia di alte porte a doppio battente: un tempo, dovevano essere state imponenti, ma adesso
risultavano cadenti come il resto.
Una di esse era socchiusa.
Mentre salivamo gli scalini, Paul si chin e raccolse un puntone di legno che si era staccato dalla
veranda. Attraverso la porta aperta, vidi un vasto atrio immerso nell'ombra e gli ultimi gradini di un
ampio scalone. Paul allung il braccio per spalancare totalmente la porta.
In quel momento, il mio telefono squill.
A un volume che sembr incredibilmente alto. Subito, lo tirai fuori dalla tasca e vidi il nome di Gardner
sul display. Ges, non adesso! Armeggiai per rispondere pi rapidamente possibile, ma impiegai qualche
angoscioso secondo prima di zittire la suoneria.
La voce di Gardner mi giunse inframmezzata da un crepitio:
Hunter? Dove diavolo ?
Non ebbi il tempo di rispondere, n di fare qualsiasi altra cosa: in quel momento, risuon un urlo che
proveniva dalle profondit dell'edificio. Si spense immediatamente, ma Paul perse ogni freno.
SAM, TIENI DURO, STO ARRIVANDO! grid, e irruppe nell'ex casa di cura.
Oh, Cristo. Ma ormai non c'era scelta. Ignorando le rabbiose domande di Gardner, mi precipitai dietro a
Paul.
Inclini il capo, tendendo le orecchie. Presto saranno qui: hai solo qualche minuto. L'adrenalina freme
dentro di te. Adesso hai superato l'impatto dello shock, e sei di nuovo in grado di agire. Quando li avevi
uditi aprire la porta d'ingresso, l'incredulit ti aveva paralizzato. Avevi pensato che lasciare l'ambulanza
a chilometri di distanza li avrebbe portati fuori strada, permettendoti di rilassarti.
Non avresti dovuto essere cos ingenuo.
Il tuo primo impulso  stato quello di fuggire - impossibile, nemmeno da pensarci. Ti sei imposto di calmarti, di
ragionare!
E pian piano il tuo panico  diminuito, finch sei riuscito a capire cosa dovevi fare. Sei migliore di loro:
non dimenticarlo.
Migliore di tutti.
Puoi ancora ribaltare la situazione.
Per devi sbrigarti. Gli occhi della figura legata ti fissano, spalancati e pieni di terrore, mentre ti assicuri
che il bavaglio non scivoli nuovamente via. Non puoi permetterti che gridi ancora, rivelando loro dove
ti trovi - non per adesso. Mentre ti accingi a iniziare il lavoro, in te si fa strada un senso di spreco.
Non  cos che doveva finire, proprio quando eri davvero vicino Ma non c' tempo per i rimpianti.
Non c' tempo per nient'altro.
Solo per ci che va fatto.
Al termine, osservi la tua opera con disgusto. Gli occhi non stanno pi fissando te, n alcun'altra cosa.
Il tuo respiro fluisce a scatti furibondi, mentre ascolti gli intrusi che si avvicinano.
Be', facciano pure. Hai quasi finito. Resta solo una cosa da fare - e la sorpresa sar pronta.
Ti asciughi il volto dal sudore e prendi il coltello.
23
Paul attravers di corsa l'atrio. SAM? SAM!
Le sue urla rimbalzarono sulle pareti nude. L'interno della casa di cura era buio e vuoto, privo di mobili
e arredi. Le imposte delle finestre erano sprangate, e lasciavano filtrare soltanto qualche spiraglio di
luce. Mentre correvo dietro a Paul con il telefono premuto contro l'orecchio, ne ricevetti
un'impressione di spazio, polvere e rovina.
Mi dica qualcosa, dottor Hunter! Cosa sta succedendo? mi domand Gardner. La sua voce spariva
sistematicamente per la scarsit di campo.
Abbiamo trovato York, dissi, ansante.  in una vecchia casa di cura sulle colline, a venticinque,
trenta chilometri da dove ha abbandonato l'ambulanza. C'腻 Non trovai le parole per descrivere
l'incubo del giardino. Cominciai a spiegargli dove avevamo lasciato l'auto, quando il suo silenzio mi
blocc.
Gardner? Gardner?
La linea era caduta. Non avevo idea di quanto avesse sentito, e non ero neppure sicuro che avesse
capito qualcosa, tuttavia la situazione non mi consentiva di richiamarlo. Paul si era fermato al centro
dell'atrio.
SAM! DOVE SEI? SAM!
Paul! Lo abbrancai. Lui si liber della mia presa con uno scrollone.
Sa gi dove siamo! VERO, BASTARDO? sbrait. MI SENTI? STO VENENDO A
PRENDERTI, YORK!
Le sue parole di sfida rimasero senza risposta. I nostri respiri ansanti risuonarono cupamente nell'atrio
cavernoso. Le termiti - o forse alcuni cedimenti strutturali - avevano minato le fondamenta: su un lato,
il pavimento aveva una pendenza sgangherata, come nel castello della paura di un luna-park. La polvere
copriva tutte le superfici, simile a un feltro sporco. La carta da parati sbiadita e arricciata cascava dalle
pareti, e la balaustra si era staccata dallo scalone un tempo sontuoso al centro del vasto ambiente,
cosicch le colonnine sporgevano nel vuoto come denti dondolanti. Accanto a esso c'era un antiquato
ascensore, che doveva aver compiuto il suo ultimo viaggio decenni prima: la cabina di metallo
arrugginito appariva piena di rottami. Aleggiava un odore di umidit e vecchiume - ma anche di
qualcos'altro.
Sebbene lieve, il lezzo disgustosamente dolce della decomposizione era presente anche l.
Paul raggiunse di corsa lo scalone; i suoi passi rimbombavano sul pavimento di legno. La rampa che
conduceva nel seminterrato aveva ceduto, lasciando una voragine scura e un ammasso di macerie. Fece
per dirigersi verso il piano superiore, ma lo fermai, puntando il dito in una direzione. Un muro
sembrava prossimo al crollo; quello di fronte aveva un aspetto abbastanza solido. Scovai una porta di
servizio con la scritta Privato. Sulle liste del parquet che la separavano dall'ingresso c'era un intrico di
impronte e sottili tracce di gomme che poteva essere stato lasciato da una bicicletta.
O da una sedia a rotelle.
Stringendo in una mano il puntello di legno, Paul corse fino alla porta e la apr. Davanti a noi si
stendeva un buio corridoio di servizio, illuminato soltanto da una piccola finestra in fondo.
SAM! grid.
L'urlo si spense nel silenzio. Lungo il corridoio c'erano diverse porte. Precipitandosi, Paul le spalanc
una dopo l'altra.
Sbatterono contro le pareti con un rumore di sparo, rivelando credenze vuote e dispense che
contenevano soltanto ragnatele.
Lo seguii, finch non raggiungemmo l'ultima porta. La apr di scatto - e io dovetti socchiudere gli occhi
per l'improvvisa luce.
Fummo accolti da una cucina vuota.
Il sole pomeridiano spioveva obliquo dalle finestre sporche, immergendo la stanza in una luce verde
torbido simile a quella di un acquario. In un angolo c'era una brandina, sopra la quale era disteso un
sacco a pelo consunto. Accanto all'estremit inferiore del giaciglio si ergevano degli scaffali ricavati da
blocchi di calcestruzzo e assi grezze, incurvate sotto il peso di vecchi libri. Padelle unte ingombravano i
fornelli a legna; due grandi lavandini erano stipati di stoviglie sporche. Al centro della stanza
troneggiava un tavolo di pino costellato di segni.
Sul piano, alcuni piatti erano stati spostati per far spazio a una cassetta del pronto soccorso, da cui
usciva l'estremit di una benda. Ricordando il volante deformato dell'ambulanza, provai una feroce
soddisfazione.
Fu solo quando distolsi lo sguardo che mi accorsi della parete interamente rivestita di fotografie.
York aveva creato un mosaico delle sue vittime: immagini in bianco e nero di volti agonizzanti, identici
a quelli che avevo visto a casa sua. Troppi da accettare in una volta sola: uomini e donne di ogni et ed
etnia, che campeggiavano sul muro in una perversa galleria. Alcune fotografie avevano cominciato ad
arricciarsi e ingiallirsi. Portafogli, borsette e gioielli erano stati ammucchiati disordinatamente su uno
scaffale sottostante, abbandonati come le vite dei loro proprietari.
Avvertii un improvviso, delicato frullio di ali allorch qualcosa di appiccicoso mi sfior il volto. Mi
ritrassi, rischiando di rovesciare una sedia, prima di capire che si trattava solo di una striscia di carta
moschicida. Una Epiaeschna heros era rimasta intrappolata: era ancora viva, ma ormai senza speranza, e i
suoi disperati tentativi di liberarsi non facevano che peggiorare la sua situazione. Altre strisce di carta
moschicida pendevano nel locale, con le superfici costellate di mosche e insetti morti.
York non si era preso il disturbo di rimuoverle, limitandosi ad appendere nuove trappole - alla fine, non
era rimasto quasi pi spazio.
Paul attravers la stanza, dirigendosi verso un coltello a lama lunga appoggiato sui fornelli. Dopo averlo
preso, mi pass il puntello senza dire una parola. Sebbene il legno fosse marcio e tutt'altro che
resistente, lo presi.
Due porte conducevano fuori dalla cucina. Paul tent di aprire la prima, ma il telaio era deformato.
Diede una spallata, e l'uscio cedette con uno schianto. Sbilanciato, entr barcollando nell'altro
ambiente, andando a sbattere contro un cadavere pallido che pendeva dal soffitto.
Ges!
Si ritrasse, vacillando. Ma era solo la carcassa di un maiale, squartata a met e appesa per le zampe
posteriori a un gancio da macelleria. Quella stanzetta delle dimensioni di un armadio era soltanto
un'antiquata ghiacciaia, ma l'odore rancido e le mosche ronzanti suggerivano che la temperatura non
fosse abbastanza fredda. Sugli scaffali erano allineati alcuni tagli di carne, suddivisi in sacchetti e razioni;
la testa del maiale troneggiava su un piatto ovale insanguinato, simile a un'offerta sacrificale.
Denti e sangue di maiale. York non amava gli sprechi.
Paul la fiss per un istante, col petto che si alzava e abbassava tumultuosamente; poi raggiunse l'altra
porta, che si apr facilmente. Io trassi un sospiro di sollievo quando vidi che conduceva a una scaletta
che scendeva nell'oscurit.
Poi scorsi la sedia a rotelle abbandonata di lato.
Appariva malconcia e piena di graffi e, nella penombra, riuscii a notare alcune chiazze umide sul sedile.
Ricordando quanto mi aveva detto Diane Jacobsen riguardo alle macchie di sangue rinvenute
sull'ambulanza, lanciai un'occhiata a Paul: speravo che non le avesse notate. Invece non gli erano
sfuggite.
Scese gli scalini - tre alla volta.
Lo seguii, preoccupato dal cigolio e dal dondolio di quella scala traballante. In fondo, c'era un corridoio
buio e stretto.
Lame di luce filtravano dalle finestre e da una serie di portefinestre sbarrate con alcune assi: mi accorsi
che erano quelle che avevamo provato a forzare dall'esterno. La casa di cura era stata costruita sul
fianco della collina, e adesso eravamo al piano terra del livello pi basso. L, l'odore di decomposizione
era davvero intenso, ancor pi che all'esterno. Il corridoio era cieco, tranne una porta alla fine.
Un'insegna in ottone recava l'iscrizione Terme.
Paul si era gi diretto laggi, quando un improvviso rumore spezz il silenzio. Simile all'aria liberata da
una valvola, era un acuto gemito disumano e tormentato. Cess con la stessa rapidit con cui era
iniziato - ma non esisteva alcun dubbio sulla sua origine.
Proveniva dalle terme.
SAM! url Paul, lanciandosi verso la porta.
Non avrei potuto trattenerlo neppure se avessi voluto. Strinsi il puntello di legno con tutte le mie forze,
avvertendo una fitta alla mano. Gli ero subito dietro, allorch fece irruzione. Ebbi appena il tempo di
capire che ci trovavamo in un'ampia sala dalle pareti bianche piastrellate quando una sagoma comparve
su una soglia di fronte a me.
Ebbi un tuffo al cuore, prima di rendermi conto che era solo il mio riflesso.
Sulla parete di fronte era appeso un enorme specchio, la cui superficie appariva screziata e costellata di
scaglie. Davanti a esso, c'era una fila di fontanelle con i rubinetti polverosi e secchi.
Una luce torbida filtrava da una serie di alte finestre coperte di ragnatele, evidenziando le crepe del
rivestimento che andava dal suolo al soffitto. I cartelli di Sala trattamenti, Sauna e Bagno turco indicavano il
dedalo di stanze immerse nell'ombra che si aprivano sull'ambiente in cui ci trovavamo. In qualsiasi caso,
ce ne accorgemmo a malapena.
York aveva depositato anche qui le sue vittime.
In un angolo, accanto a un voltone nell'ombra, c'era una vasca di circa due metri per due. York l'aveva
trasformata in una tomba. I cadaveri la riempivano quasi completamente. Da una prima osservazione,
mi sembr che la loro decomposizione non fosse uniforme: riconobbi diverse fasi, nessuna avanzata
come quella delle vittime fuori.
L'odore era insopportabile.
Quella vista costrinse Paul a fermarsi - ma solo per un attimo.
Raggiunse rapidamente le porte con l'iscrizione Sala trattamenti, e apr di scatto quella pi vicina. Dava
su una stanza che, un tempo, probabilmente era stata usata per i massaggi.
Adesso era la camera oscura di York. Ci accolsero le esalazioni dei reagenti. Vasche di sviluppo e
contenitori per sostanze chimiche erano ammassati su una vecchia scrivania; alcune fotografie
pendevano da un filo sospeso sopra di essa.
Superandomi, Paul si precipit verso la stanza successiva.
L'odore mi lasci intuire quel che vi avremmo trovato, visto che soverchiava addirittura quello
pungente dei reagenti chimici.
Sopraffatto da un'improvvisa paura riguardo a ci che avremmo scoperto, esitai a guardare all'interno.
Mi sembr che anche Paul fosse preda delle stesse sensazioni. Tentenn, con un'espressione funerea sul
volto.
Poi spalanc totalmente la porta.
Sul pavimento di piastrelle giacevano altre vittime di York, ammucchiate una sull'altra - ricordavano la
legna da ardere. Erano ancora completamente vestite, e sembrava che fossero state trascinate l e poi
abbandonate, come se ai suoi occhi avessero perduto ogni interesse e le avesse lasciate dove capitava.
Il corpo che giaceva in cima avrebbe potuto essere quello di una persona addormentata. Nella luce fioca
che filtrava dalla soglia, la mano stesa e i biondi capelli che ricadevano liberi avevano un'aria
penosamente vulnerabile.
Dalle labbra di Paul usc un suono a met tra un singhiozzo e un grido.
Avevamo trovato Sam.
24
Fu come se tutta l'aria fosse stata aspirata dai miei polmoni.
Anche se mi ero ripetuto che probabilmente Sam era gi morta, che York non aveva alcun motivo di
tenerla in vita, non l'avevo mai accettato fino in fondo.
Bloccai Paul mentre cercava di lanciarsi in avanti. Non
Avevo visto le fotografie delle vittime di York. Non era opportuno che trovasse Sam in quelle
condizioni. Lott, ma poi le sue gambe cedettero. Fece un passo indietro, barcollando, e scivol sul
pavimento con la schiena contro il muro.
Sam Oh, Cristo!
Muoviti, mi dissi. Portalo fuori da qui. Si era afflosciato come un pupazzo rotto. Tentai di rimetterlo in
piedi.
Forza. Dobbiamo andare.
Era incinta. Voleva un maschio Oh Ges, Dio
Avevo un nodo alla gola. Ma non potevamo restare l - non senza sapere dove fosse York.
Alzati, Paul. Non puoi aiutarla.
Ma ormai non poteva pi udire le mie parole. Avrei riprovato a sollevarlo, ma sull'angusta stanza cal
improvvisamente l'oscurit. Mi voltai di scatto, solo per scoprire che la porta si era chiusa alle nostre
spalle. Mi affrettai a riaprirla, quasi aspettandomi di trovare York dietro di essa. Non c'era nessuno. Poi,
nella luce grigiastra che entrava dalla soglia e illuminava il corpo di Sam, notai qualcos'altro.
Un luccichio argenteo sotto la cascata di capelli biondi.
Provai una stretta al cuore, mentre mi avvicinavo ai corpi ammassati. Quell'emozione si fece ancora pi
intensa quando scostai delicatamente i capelli dal viso. Abbassando lo sguardo verso quel volto
conosciuto, mi sentii vacillare. Oh, Dio.
Dietro di me, udii Paul che cominciava a piangere.
Paul
Non sono stato all'altezza. Avrei dovuto
Gli strinsi le spalle. Ascoltami, non  Sam!
Paul sollev il volto rigato di lacrime.
Non  Sam, ripetei, lasciando la presa. Avvertii una fitta al petto, originata da ci che stavo per dire.
 Summer.
Summer?
Indietreggiai, mentre Paul si rialzava. Si avvicin timorosamente al corpo, come se continuasse a non
crederci.
Ma i piercing all'orecchio e al naso furono sufficienti a convincerlo del fatto che quel corpo non
apparteneva a sua moglie.
Rimase immobile, con la mano che impugnava il coltello inerte lungo il fianco, osservando i capelli
ossigenati che ci avevano tratto in inganno. La studentessa giaceva riversa, col capo girato da un lato. Il
suo volto appariva orribilmente congestionato, e l'unico occhio visibile era iniettato di sangue,
spalancato come se stesse ancora fissando qualcosa.
Avevo dato per scontato che Summer non fosse venuta all'obitorio a causa del dolore per la morte di
Tom. E invece era stata un'altra vittima di York.
Un tremito scosse Paul. Oh, Ges
Le lacrime gli rigavano il volto. Immaginavo la sua confusione: sollievo e, al tempo stesso, senso di
colpa. Qualcosa che provavo anch'io.
Mi pass accanto e usc dalla stanza.
SAM! SAM, DOVE SEI?
Il suo url riverber sulle pareti piastrellate della sala termale.
Lo seguii. Paul
Ma ormai era impossibile trattenerlo. Si ferm al centro della sala, con il coltello stretto in pugno.
COSA LE HAI FATTO, YORK? grid, con espressione stravolta. VIENI FUORI,
MALEDETTO CODARDO!
Nessuna risposta. Quando l'eco si spense, il silenzio parve condensarsi intorno a noi. Il lento sgocciolio
di un rubinetto invisibile scandiva i secondi, simile a un remoto battito cardiaco.
Poi udimmo qualcosa. Era flebile, un mero accenno di suono, ma inconfondibile.
Un gemito soffocato.
Proveniva da una delle altre sale trattamenti. Paul la raggiunse di corsa e spalanc la porta. Sui muri
erano state disposte delle lampade alimentate a batteria: adesso, per, nessuna era accesa. Ma dalla
soglia proveniva una luce sufficiente a vedere la sagoma immobile al centro della stanza.
Il coltello di Paul cadde sul pavimento con un rumore secco.
Sam!
Cercai a tastoni la lampada pi vicina e la accesi, socchiudendo gli occhi per l'improvviso bagliore. Sam
era legata a un vecchio lettino da massaggi. Una macchina fotografica era stata sistemata su un
cavalletto accanto alla sua testa, con l'obiettivo puntato sul volto; vicino c'era una sedia di legno. La
disposizione rispecchiava perfettamente quella che avevamo trovato nel bungalow montano. I polsi e le
caviglie erano immobilizzati da cinghie di pelle piuttosto larghe; una pi sottile le cingeva la gola,
abbastanza strettamente da affondare nella carne. Era collegata a un complicato sistema di ruote
dentate d'acciaio, da cui sporgeva una manovella in legno.
L'argano spagnolo di York.
Tutto questo mi risult chiaro fin dai primi secondi dell'ingresso nell'angusta stanza. Siamo arrivati troppo
tardi, pensai, osservando la tensione della cinghia intorno al collo. Poi Paul si spost di lato, e io vidi che
gli occhi di Sam erano spalancati e terrorizzati.
Mentre giaceva legata al lettino, il suo ventre di donna incinta sembrava incredibilmente grande. Aveva
il viso rosso e rigato di lacrime, e un grosso bavaglio di gomma che le attraversava le labbra. Quando
Paul glielo tolse, boccheggi - ma era la cinghietta intorno al collo a impedirle di respirare. Tent di
parlare, col petto ansante.
Va tutto bene. Adesso sono qui. Non muoverti, le disse Paul.
Mentre mi accingevo a slacciare le cinghie che bloccavano le caviglie di Sam, scivolai su qualcosa di
umido. Abbassai lo sguardo e vidi degli schizzi scuri sulle piastrelle bianche del pavimento. Ricordando
le macchie di sangue sull'ambulanza, raggelai: poi capii che quel liquido non era sangue.
A Sam si erano rotte le acque.
Sciolsi le cinghie alle caviglie con grande premura. Accanto a me, Paul allung la mano verso la
manovella dell'argano.
Non toccarlo! dissi. Chiss come funziona.
Sapevamo quanto fosse importante portare Sam fuori da l, ma la cinghia dell'argano affondava gi nel
suo collo. Se, per errore, l'avessimo stretta, avremmo rischiato di ucciderla.
Il volto di Paul appariva tormentato dall'indecisione. Cominci a ispezionare il pavimento. Dov' il
coltello? Posso tagliare
Le sue parole furono soverchiate da un urlo profondo e assordante.
Proveniva dalle nostre spalle, da dietro il voltone immerso nell'ombra vicino alla vasca. Divenne pi
acuto, quasi inumano, mentre riverberava sui muri, prima di svanire.
Il rubinetto lontano sgocciol nel silenzio. Paul e io ci guardammo.
Vidi che le sue labbra stavano formulando una domanda.
Poi York super la soglia, barcollando.
L'impresario delle pompe funebri era praticamente irriconoscibile.
Il suo abito scuro era sporco e macchiato; aveva i capelli arruffati. I tendini del collo sporsero simili a
matite mentre inveiva contro di noi, brandendo un coltello dalla lunga lama con entrambe le mani.
Anche dal punto in cui ero mi accorsi del sangue: gli lordava le dita e i polsi che, in quella penombra,
sembravano neri.
Mentre agguantavo il puntello di legno che avevo lasciato cadere, sentii le membra intorpidite e pesanti.
Portala fuori! dissi a Paul, con voce tremante. Poi avanzai per fronteggiare York.
Venne verso di me con una corsa strascicata, mugghiando e sferzando l'aria con violente coltellate. Il
puntello sembrava un'arma patetica tra le mie mani. Devi solo riuscire a fare in modo che abbiano pi tempo.
Dimentica tutto il resto.
Aspetta! gridai. O pensai di gridare - in seguito, non fui sicuro di averlo detto veramente.
Getta il coltello!
L'urlo arriv dal corridoio che conduceva alla scala. Con immenso sollievo, vidi apparire sulla soglia
Gardner, seguito da Diane Jacobsen. Entrambi impugnavano una pistola e la puntavano contro York.
Oh, grazie a Dio.
Getta il coltello! Subito! ripet Gardner.
L'impresario si era voltato verso di loro. Aveva la bocca aperta, ansante. Per un attimo, pensai che
l'avrebbe fatto - e che tutto sarebbe finito l.
Poi, con un urlo disarticolato, si lanci verso la Jacobsen.
Indietro! strill Gardner.
York grid qualcosa di incomprensibile, ma non si ferm.
Diane Jacobsen sembrava pietrificata. Mentre York le si avvicinava minacciosamente brandendo il
coltello, vidi il suo volto impallidire e irrigidirsi, ma non si mosse.
Risuonarono due spari.
Negli angusti confini della stanza piastrellata risultarono assordanti.
York parve inciampare. Barcoll di lato, abbattendosi sul grande specchio a muro: and in frantumi,
mentre lui si accasciava su una fontanella, trascinandola a terra in una cascata di frammenti di intonaco
e vetri argentati.
Gli echi dei colpi e della rottura dello specchio si spensero lentamente.
Le orecchie mi fischiavano in modo doloroso. Una fioca nebbiolina azzurra era ancora sospesa a
mezz'aria; un puzzo di cordite da fuoco d'artificio sovrastava persino il lezzo della decomposizione.
York non si mosse. Gardner si affrett a raggiungerlo.
Senza smettere di puntargli contro la pistola, tir un calcio alla mano che stringeva il coltello; poi si
inginocchi e gli tast la giugulare.
Senza alcuna fretta, si alz e ripose la rivoltella nella fondina.
Diane Jacobsen impugnava ancora la pistola, sebbene ora la puntasse verso il pavimento.
Mi mi dispiace, balbett, mentre le gote riprendevano colore. Non potevo
Non adesso, disse Gardner.
Dalla sala trattamenti giunse un improvviso singhiozzo.
Voltandomi, vidi Paul che aiutava Sam a mettersi seduta: si sforzava di calmarla, mentre tossiva e
boccheggiava. La cinghia dell'argano era stata tagliata, ma una linea di un rosso livido le cingeva la gola
come una bruciatura.
Oh, D-dio, pensavo Pen Pensavo
Ssh, stai bene.  tutto a posto, adesso non ti pu pi far del male.
Non riu-riuscivo a fermarlo. Gli ho detto che che ero incinta
E lui ha risposto Ha risposto che andava bene, che voleva aspettare finch finch Oh, Dio!
Si pieg su se stessa, scossa da una contrazione. Sta bene? chiese Gardner.
 in travaglio, gli spiegai. Dovete chiamare un'ambulanza
Sar qui a minuti. Stavamo tornando a Knoxville, quando ho sentito il suo messaggio. Ho chiesto
subito l'intervento dei rinforzi e del personale paramedico. Cristo, cosa diavolo credeva?
Ma non avevo tempo da perdere con l'indignazione di Gardner, n per chiedergli come fossero riusciti
a trovarci cos rapidamente, basandosi sulle mie confuse indicazioni. Quando mi avvicinai, il viso di
Sam era stravolto dal dolore.
Sam, sta per arrivare l'ambulanza. Ti porteremo in ospedale.
Io, per, devo chiederti se hai subito altre ferite, oltre a quella alla gola.
N-no, non credo. Mi ha semplicemente portato e lasciato qui! Oh, mio Dio, tutti quei corpi l fuori.
Sono morti!
Lascia perdere. Non devi preoccuparti. Puoi dirmi quando sono iniziate le contrazioni?
Tent di concentrarsi, mentre respirava affannosamente.
Non Nell'ambulanza, mi pare. Quando si  presentato alla porta, ho pensato che fosse un equivoco.
Ha detto che dovevo chiamare Paul e, nell'attimo in cui mi sono voltata, lui mi ha messo un braccio
intorno al collo e E ha cominciato a stringere.
Mi resi conto che stava descrivendo una stretta alla gola.
Eseguita correttamente era sufficiente a far perdere i sensi nel giro di qualche secondo, senza provocare
gravi conseguenze.
Ma un errore poteva facilmente portare alla morte della vittima.
Non che York si preoccupasse di simili dettagli.
Non riuscivo a respirare! singhiozz Sam. Tutto  diventato nero, e mi sono svegliata
nell'ambulanza, con questo dolore! Oh, Signore, fa un male terribile! Perder il bambino, vero?
Non perderai il bimbo, le dissi, con una sicurezza che non avevo. Adesso ti porteremo fuori da qui,
va bene? Devi solo resistere ancora un paio di minuti, o poco pi.
Entrai nell'area termale, chiudendomi la porta della sala trattamenti alle spalle. Tra quanto arriveranno
i paramedici? chiesi a Gardner.
Quass? Forse tra mezz'ora.
Troppo. Dov' la sua auto?
Parcheggiata qui davanti.
Ecco una piacevole sorpresa. Pensavo che avessero risalito il fianco della collina seguendo la strada
percorsa da Paul e da me, ma ero troppo preoccupato per Sam per lambiccarmi su questi dettagli.
Prima portiamo Sam fuori da qui, e meglio , dissi. Usando la sua automobile, possiamo incontrarci
a met strada con l'ambulanza.
Vado a prendere la sedia a rotelle al piano di sopra? chiese Diane Jacobsen.
Gardner replic con un rapido cenno di assenso, e lei si affrett a uscire. Scuro in volto, l'agente
osserv i cadaveri nella vasca.
Ha detto che ce ne sono altri l fuori?
E anche qui. Con un certo rammarico, gli dissi del corpo di Summer che giaceva nell'altra sala
trattamenti.
Dio onnipotente. Gardner sembrava sconvolto. Si pass una mano sul volto. Le sarei grato se si
fermasse qui. Vorrei sapere cosa  successo.
E chi li accompagner? Con Sam in quelle condizioni, Paul non era in grado di guidare.
Pu andare Diane. Conosce le strade meglio di lei.
Guardai i cadaveri distesi sul pavimento della sala termale.
Non volevo restare un minuto di pi. Anche se avevo una formazione da medico generico - e non da
ostetrico -, sapevo che a Sam sarebbe risultata pi utile una persona in grado di portarla all'ambulanza
rapidissimamente.
Se c'era un posto in cui avevo qualcosa da fare, era l.
Va bene, risposi.
Quando Diane Jacobsen se ne and con Paul e Sam, Gardner e io restammo accanto alle porte-finestre
aperte. Avevamo deciso che sarebbe stato meglio che uscisse da l, piuttosto che correre il rischio di
farle percorrere la scala pericolante. Gardner aveva telefonato per avere informazioni su dove si
trovassero ora la squadra dei rinforzi e l'ambulanza; poi era andato a ispezionare il piano per vedere se
ci fosse qualche altro modo di lasciare la sala termale. Rifer che le stanze oltre il voltone erano
inaccessibili.
Questo spiega perch York non se l' semplicemente squagliata, disse, fregandosi le mani per togliere
la polvere. Doveva essere quaggi, quando siete arrivati, e gli era impossibile uscire senza incrociarvi.
Sembra che met del pavimento del piano di sopra sia crollato qua sotto. Le termiti si stanno
mangiando tutto questo maledetto posto.
E, a loro volta, hanno attirato qui le Epiaeschna heros, pensai.
Alla fine, era stato lo stesso nascondiglio di York a tradirlo.
Esisteva una certa ironia in tutto questo, ma ero troppo stanco per soffermarmici.
La Jacobsen disse solo qualche parola, prima di partire con Paul e Sam. Immaginai che si stesse ancora
rimproverando per non esser riuscita a sparare a York. D'accordo, non era particolarmente facile, per
un agente poco impegnato sul campo, ma un'esitazione del genere poteva rivelarsi disastrosa. Se non
altro, avrebbe determinato una nota di biasimo sul fascicolo di servizio.
Se non fosse stato per Gardner, le conseguenze avrebbero potuto essere molto gravi.
Quando se ne furono andati, n lui n io accennammo a voler rientrare. Dopo gli orrori del complesso
termale con le finestre sbarrate, uscire alla luce del sole era come rinascere. La brezza spingeva quel
terribile fetore lontano da noi, e l'aria profumava d'erba e fiori appena sbocciati. Inspirai
profondamente, cercando di ripulirmi i polmoni dalla sozzura. Dal punto in cui eravamo, ci che
giaceva nel giardino era nascosto alla vista dagli alberi. Con le montagne verdi che si stagliavano
all'orizzonte, era quasi possibile pensare che quella fosse una normale giornata di primavera.
Vuole dare un'occhiata l sotto? chiesi, volgendo lo sguardo verso lo stagno che luccicava in mezzo
agli alberi.
Gardner non parve entusiasta dell'idea. Non ancora. Aspettiamo che arrivi il furgone della Scientifica.
Continuava a non dar segno di voler rientrare. Guardava lungo la costa della collina, in direzione dello
stagno, con le mani sprofondate nelle tasche. Mi chiesi se fosse per farle smettere di tremare. Aveva
appena ucciso un uomo e, per quanto inevitabile, non doveva essere facile fare i conti con una cosa del
genere.
Si sente bene? gli chiesi.
Fu come se una saracinesca si chiudesse sul suo volto.
Bene. Tir fuori le mani di tasca. Non mi ha ancora spiegato cosa diavolo pensavate di fare,
venendo qui per conto vostro. Ha idea di quanto sia stato irresponsabile?
Sam sarebbe morta, se non l'avessimo fatto.
La frase dissolse la sua collera. Diane pensa che York stesse aspettando fino all'ultimo minuto, quando
avrebbe partorito.
Che volesse approfittare di quell'opportunit. Due vite al posto di una.
Cristo. Contemplai le montagne, tentando di scacciare dalla mente l'immagine che aveva evocato.
Pensa che se la caver? mi chiese Gardner.
Spero di s. Ammesso che arrivassero in ospedale in tempo.
Ammesso che non sorgessero complicazioni nel parto. Bisognava sperare che un certo numero di cose
funzionassero, ma almeno adesso aveva qualche chance. Come avete fatto ad arrivare qui cos in
fretta? Non ero sicuro che aveste sentito le mie indicazioni.
Infatti non le abbiamo sentite. Quanto meno nessuna che avesse un qualche senso, disse, con
un'ombra dell'antica asprezza nella voce. Per non ne avevamo bisogno. Dopo che York ha lasciato la
pelle sul parabrezza, abbiamo sistemato un tracker sulla sua auto.
Un cosa?
Un rilevatore GPS per determinare la sua posizione. Sapevamo dove aveva lasciato l'auto, ma il
vecchio sentiero che ha preso non compare su nessuna mappa. Cos abbiamo imboccato quello pi
vicino - e ci ha portato dritto al cancello.
Avete messo un rilevatore satellitare sulla mia auto? E non vi siete presi il disturbo di dirmelo?
Non era indispensabile che lo sapesse.
Questo spiegava perch la sera prima non avessi notato nessuno che mi seguiva, e perch gli agenti del
TBI fossero arrivati a casa di Paul e Sam con tanta rapidit. Provai una certa irritazione per il fatto che
la polizia avesse pensato che non fosse il caso di informarmi ma, date le circostanze, non potevo certo
lamentarmi.
Ero solo felice che fosse giunta in tempo.
Come facevate a sapere di essere arrivati nel posto giusto? chiesi.
Si strinse nelle spalle. Non lo sapevamo. Per c'era un lucchetto nuovo su un cancello vecchio: quindi
appariva evidente che qualcuno volesse tener lontana la gente. Avevamo delle tenaglie nel bagagliaio: ho
tagliato la catena e siamo venuti a dare un'occhiata.
Inarcai un sopracciglio. Entrare in una propriet privata senza un mandato era un peccato grave - oltre
che un reato -, e Gardner era sempre stato molto pignolo riguardo a dettami etici e formalit. Si
rabbui.
Ho stabilito che la sua chiamata costituiva un motivo sufficiente. Sollev il mento. Forza, torniamo
dentro.
Mentre rientravamo nel corridoio, fummo avvolti dall'odore nauseabondo della decomposizione. La
luce proveniente dalle porte-finestre non raggiungeva la zona termale; dopo lo splendore del sole, il
fioco chiarore che arrivava dalle sale la rendeva particolarmente tetra. Anche se sapevo cosa aspettarmi,
ci non ridusse l'impatto della vista dei cadaveri ammassati nella vasca come spazzatura.
Il corpo di York giaceva dove l'avevamo lasciato, immobile come le sue vittime.
Buon Dio, come faceva a sopportare questo odore? disse Gardner.
Entrammo nell'angusta stanza in cui avevamo trovato Sam.
Le estremit recise della cinghia di pelle che le aveva stretto la gola - e che Paul aveva tagliato -, adesso
erano abbandonate come un serpente ucciso sul vecchio lettino da massaggi. L'argano assicurato
all'altra estremit era stato realizzato con enorme perizia. La cinghia era collegata a un complesso
ingranaggio di ruote dentate finemente lavorate, che venivano azionate da una manovella di legno
semilucido. Facendola ruotare, la cinghia si stringeva, e i denti delle ruote impedivano che si allentasse
quando la si rilasciava.
Uno strumento pi semplice sarebbe stato altrettanto efficace, ma non avrebbe soddisfatto York.
Narcisista com'era, non si sarebbe certo accontentato di una corda fissata intorno a un pezzo di legno.
Questa era l'opera che dava un senso alla sua vita.
Uno strumento pazzesco. Gardner sembrava quasi ammirato.
Improvvisamente si irrigid, inclinando il capo. Cos' stato?
Tesi le orecchie, ma udii soltanto l'incessante sgocciolio del rubinetto. Gardner era gi uscito dalla sala
trattamenti, con la mano posata sulla fondina. Lo seguii.
Nella sala termale niente era cambiato. York continuava a giacere inerte, e il sangue si era raccolto
intorno al suo corpo in una pozza nera come la pece. Gardner ispezion rapidamente l'area nei pressi
del voltone che conduceva alle stanze sbarrate.
Si rilass, lasciando che la giacca ricadesse sulla pistola.
Non era niente
Parve imbarazzato: comunque non potevo biasimarlo per il nervosismo. Anch'io mi sarei sentito
sollevato all'arrivo dei rinforzi.
Mi mostri gli altri cadaveri, disse Gardner, in tono nuovamente pragmatico.
Non lo accompagnai nella stanza in cui Paul e io avevamo trovato Summer. Avevo gi visto pi di
quanto non volessi.
Aspettai nell'area termale, in piedi accanto al cadavere di York.
Era disteso scompostamente tra i cocci dello specchio, le cui schegge sembravano isole d'argento in un
mare di sangue.
Abbassai lo sguardo verso la sagoma inerte, stupito dell'abisso che separava l'attuale immobilit dalla
tumultuosa energia che l'aveva pervaso fino a poco prima. Mi sentivo troppo svuotato per provare odio
o piet. Ogni vita sacrificata da York aveva rappresentato un futile tentativo di rispondere a un'unica
domanda: Tutto qui?
Adesso doveva aver trovato la risposta.
Stavo per volgergli le spalle, ma qualcosa mi trattenne Abbassai nuovamente lo sguardo su di lui,
chiedendomi se fosse solo la mia immaginazione. Non era cos.
C'era qualcosa di strano nei suoi occhi.
Attento a evitare il sangue, mi accosciai accanto al corpo.
Gli occhi ormai ciechi erano iniettati di sangue al punto da sembrare ustionati. Intorno a essi, la pelle
appariva infiammata e coperta di vesciche. Al pari della bocca. Mi chinai, ma mi ritrassi di colpo per le
pungenti esalazioni: avevo le lacrime agli occhi.
Reagenti chimici da camera oscura.
Il cuore mi batteva all'impazzata, mentre voltavo il corpo di York, mettendolo supino. La mano
insanguinata che stringeva ancora il coltello ricadde floscia. Ricordavo che Gardner le aveva dato un
calcio prima di controllare il battito cardiaco, ma l'arma era rimasta saldamente nel pugno privo di vita.
Adesso capii il perch.
Le dita di York, incrostate del sangue che si stava seccando, erano fissate al manico del coltello con una
serie di chiodi.
In quell'istante, tutto divenne chiaro. I gemiti strazianti e le urla incomprensibili di York; i convulsi
fendenti del coltello.
Doveva provare un dolore atroce, mentre cercava di togliersi i chiodi dalle dita, completamente cieco e
con la bocca ustionata.
Avevamo visto soltanto quello che volevamo vedere: l'assalto forsennato di un pazzo, ma York non ci
stava assalendo.
Ci stava implorando di aiutarlo.
Oh, buon Dio. Gardner! gridai, alzandomi in grande fretta.
Lo sentii che usciva dalla stanza alle mie spalle. Per l'amor del cielo, cosa diavolo crede di fare?
Ci che accadde dopo fu caratterizzato dalla vischiosa lentezza di un incubo vissuto nell'impotenza.
Alcuni rimasugli del grande specchio distrutto da York erano ancora appesi al muro di fronte a me.
Sulla loro superficie frammentata, vidi Gardner che passava accanto alla vasca. In quel momento, uno
dei corpi al suo interno si mosse. La voce mi mor in gola, mentre si staccava dagli altri per ergersi alle
spalle dell'agente.
Il tempo ricominci a scorrere. Lanciai un grido per avvertirlo: troppo tardi. Risuon un urlo soffocato
e, quando mi alzai, vidi Gardner che lottava per liberarsi dal braccio stretto intorno alla gola come una
morsa.
Stretta alla gola, pensai, intontito. Poi la sagoma alle sue spalle cambi presa, e fu uno shock riconoscerla
nel momento in cui una lama della luce sporca proveniente dalle finestre sbarrate saett sul suo volto.
Kyle respirava affannosamente, con la bocca aperta. I tratti paffuti del viso gli appartenevano, ma
questo non era il giovane assistente disponibile dell'obitorio. I suoi abiti e capelli apparivano incrostati
dal fluido dei corpi in putrefazione, e il suo volto aveva un pallore mortale, tubercolotico. Ma la cosa
peggiore erano gli occhi. Senza il consueto sorriso a mascherarli, avevano lo sguardo spento e vuoto di
un essere gi morto.
Muoviti, e lo ammazzo! ansim, stringendo la presa.
Con il volto congestionato, Gardner stava tentando di afferrare il braccio che lo soffocava, ma non
disponeva di un perno su cui fare leva per liberarsene. Provai un moto di speranza, allorch abbass
una mano verso la fondina che portava alla cintura.
Ora, per, stava gi perdendo coscienza: la sua coordinazione veniva meno a causa del sangue privo di
ossigeno. A un certo punto, la sua mano si afflosci.
Curvo sotto quel peso morto, Kyle volt il capo verso la sala trattamenti in cui avevamo trovato Sam.
L dentro!
Stavo ancora tentando di costringere la mia mente a riflettere.
Gardner aveva detto che sarebbero arrivati altri agenti del TBI - ma quando? All'incirca mezz'ora? E
quanti minuti erano gi passati? Non ricordavo. I frammenti dello specchio scricchiolavano sotto ai miei
piedi, mentre facevo automaticamente un passo in direzione della stanza. Poi vidi il lettino da massaggi,
con le cinghie di pelle slacciate, in attesa di una vittima.
Mi fermai.
Entra! Subito! rugg Kyle. Altrimenti lo ammazzo!
Dovetti umettarmi le labbra, prima di poter rispondere. Lo ucciderai comunque.
Mi fiss, come se avessi parlato in un'altra lingua. Adesso il pallore del suo volto risultava ancor pi
evidente, e creava un contrasto scioccante con la barbetta nera e la pelle livida sotto gli occhi. Un
lucente strato di sudore copriva la sua cute come vaselina. Indossava quella che sembrava la divisa di un
paramedico, sebbene fosse cos sporca che non era facile affermarlo con certezza.
Non avrebbe avuto difficolt a passare anche per una guardia giurata.
Avanti! Kyle diede uno strattone al collo di Gardner, scuotendo l'agente del TBI come una bambola.
Non riuscivo a capire se stesse respirando ma, se quella morsa si fosse protratta, di certo avrebbe subito
dei danni cerebrali qualora fosse sopravvissuto.
Mi chinai e raccolsi una scheggia dello specchio. Era lunga e sottile, come un coltello. I bordi mi
penetrarono nel palmo mentre la stringevo, sperando che Kyle non si accorgesse del tremito della mia
mano.
Mi guard infastidito. Cosa stai facendo?
Lascialo respirare.
Tent una risata di scherno, ma risult fragile come il mio frammento di vetro. Credi di potermi far
male con quello?
Non lo so, ammisi. Vuoi scoprirlo?
La sua lingua saett fuori dalle labbra. Kyle era un individuo corpulento, possente. Proprio come York. Se
avesse lasciato Gardner per scagliarsi contro di me, dubitavo che avrei avuto qualche chance. Ma i suoi
occhi continuavano a guizzare sulla scheggia di specchio, e in essi scorsi il dubbio.
Allent la presa quel tanto che bastava perch Gardner traesse qualche respiro affannoso; poi la strinse
di nuovo. Gli vidi lanciare un'occhiata alla soglia.
Lascialo andare, e ti prometto che non prover a fermarti.
Kyle proruppe in una risata sibilante. Fermarmi? Pensi che abbia bisogno del tuo permesso?
I rinforzi saranno qui a momenti. Se te ne vai adesso, potresti
E lasciare che tu gli dica chi sono? Credi che sia stupido?
Si potevano dire molte cose di lui, ma non questa. E adesso?
Non sapevo che fare. Ma pensavo che anche Kyle fosse nella stessa situazione. Boccheggiava, curvo e
paonazzo per lo sforzo di sostenere il peso di Gardner. Con la coda dell'occhio, vidi la pistola alla
cintola dell'agente. Per il momento, lui non ci aveva ancora pensato.
E se l'avesse fatto
Devo fare in modo che continui a parlare. Accennai al corpo di York. Ti sei divertito a torturarlo, eh?
Non mi avete lasciato scelta.
E, cos, era solo un diversivo? Hai compiuto quello scempio solo per potertela squagliare? Non
dovevo sforzarmi molto per assumere un tono indignato. E non ha neppure funzionato, giusto? Tutto
quel lavoro per niente.
Credi che non lo sappia? Dopo l'urlo, fece una smorfia, come se avvertisse una fitta. Guard
torvamente il cadavere dell'impresario di pompe funebri. Cristo, hai idea di quanto tempo ho perso per
tutto questo? Di quanti progetti ho dovuto fare. Non sarebbe dovuta andare cos! York era la mia via di
fuga, il mio fottuto lieto fine! Sarebbe stato ritrovato con la moglie di Avery: un perdente che aveva
preferito suicidarsi, piuttosto che lasciarsi catturare. Fine della storia! Poi avrei lasciato Knoxville per
ricominciare da qualche altra parte. E invece guarda cos' successo! Che spreco!
Non ci avrebbe creduto nessuno.
No? sbott. Hanno creduto alle fotografie che ho lasciato a casa sua! Hanno creduto a tutte le altre
cose che ho voluto fargli credere!
Era un riferimento a Sam, e il sangue mi puls nelle tempie.
E se ci avessero creduto fino in fondo, cosa avresti fatto? Ucciso altre donne incinte?
Non sarei stato costretto a farlo! La moglie di Avery era cos piena di vita! Era la volta buona, me lo
sentivo!
Come te lo sei sentito tutte le altre volte? Per esempio, con Summer? gridai, perdendo le staffe.
Era la cocca di Lieberman!
Le piacevi!
Le piaceva di pi Irving!
Lo shock mi ridusse al silenzio. Avevamo dato per scontato che Irving fosse stato colpito per
l'intervista televisiva. Ma il giorno in cui il profiler aveva flirtato con Summer, Kyle era l all'obitorio. E
quello successivo era sparito.
E adesso anche Summer giaceva nell'oscurit.
Ha soltanto ricambiato un sorriso. Per l'ego di Kyle evidentemente era stato sufficiente.
Mi sentivo nauseato. Ma ero riuscito a distrarre Kyle al punto da fargli mollare la presa su Gardner.
Quando vidi che l'agente del TBI stava ricominciando a battere le palpebre, dissi la prima cosa che mi
venne in mente.
Cos'avevi contro Tom? Era una minaccia cos grave?
Era un impostore! Il volto di Kyle si contorse in uno spasmo.
Il grande antropologo forense, l'esperto! Che si crogiola nella gloria, ascoltando jazz mentre lavora,
come se fosse in un wine-bar! Hicks era solo uno stronzo, ma Lieberman pensava di essere una persona
speciale! Con il pi grande mistero dell'universo proprio sotto il naso, non aveva abbastanza
immaginazione per guardare al di l della putrefazione!
Tom sapeva che non era il caso di perdere tempo alla ricerca di risposte che non avrebbe trovato!
Sentii Gardner ansimare di nuovo, ma non osai guardarlo. Non sai nemmeno cosa stai cercando,
giusto? Tutta la gente che hai ucciso, i corpi che hai ammassato - e per che cosa? Non ha nessun senso!
Sei come un bambino che tormenta un animaletto morto con un bastone
Taci! Dalla sua bocca usci uno spruzzo di saliva.
Perlomeno sai quante vite hai sprecato? urlai. E perch?
Per poter scattare delle fotografie? Credi che ti possano mostrare qualcosa?
S! Quella giusta pu farlo! Arricci le labbra. Sei peggio di Lieberman: vedi soltanto la carne da
macello! Ma non c' solo questo! Io non sono solo questo! La vita  binaria:  accesa o spenta!
Osservando gli occhi della gente, ho visto che svaniva, come se fosse stato azionato un interruttore!
Dov'era andata? Succede qualcosa, proprio in quel momento! Io l'ho visto!
Sembrava disperato. Improvvisamente mi resi conto che la disperazione era il suo stato d'animo. E il
nucleo dell'intera faccenda.
Ci eravamo sbagliati sull'identit dell'assassino, ma Diane Jacobsen aveva ragione su tutto il resto. Kyle
era ossessionato dalla propria condizione mortale. No, non ossessionato, come capii osservandolo.
Terrorizzato.
Come va la mano, Kyle? gli chiesi. Immagino che tu abbia semplicemente finto di ferirti con l'ago.
Tom pensava di farti un favore, chiedendoti di aiutare Summer, ma tu eri l soltanto per vedere se
qualcuno di noi si fosse punto, no? Cos' successo, dov'era finita la tua freddezza?
Sta' zitto!
Ma se stavi soltanto fingendo, perch sei impallidito a quel modo?  stato quando ti ho chiesto se
eri vaccinato, vero?
Non avevi pensato al rischio di beccarti un'infezione da una delle persone che avevi ammazzato, eh?
Ti ho detto di stare zitto!
Noah Harper  risultato positivo al test sull'epatite C. Lo sapevi, Kyle?
Bugiardo!
 vero. Avresti dovuto accettare il trattamento profilattico che ti hanno proposto all'ospedale dopo
l'incidente. Anche se non ti sei punto con uno di quegli aghi, era comunque una ferita aperta. E sul
guanto c'era del sangue coagulato. Ma allora avevi gi deciso che ti saresti dileguato in fretta, no? Era
pi facile fare lo struzzo che ammettere la possibilit di esser stato infettato da una delle tue vittime.
Il suo volto impallid ulteriormente. Gir di scatto il capo verso la sala trattamenti. Per l'ultima volta!
Entra l dentro, subito!
Non avevo la minima intenzione di varcare quella soglia.
Ogni minuto che riuscivo a farlo parlare era un momento guadagnato nell'attesa dell'arrivo dei rinforzi.
E, vedendo il suo pallore e sentendo il suo respiro affannoso, avevo cominciato a pensare anche a
un'altra cosa. Perch aveva deciso di nascondersi, scommettendo tutto sulla possibilit di squagliarsela
mentre eravamo distratti da York, anzich scappare finch gli era possibile? Forse per la stessa ragione per
cui non aveva ucciso Sam. La stessa ragione per cui non aveva ancora strozzato Gardner e sopraffatto me.
Perch non poteva.
Hai preso una bella botta nell'incidente, eh? dissi, tentando di mantenere un tono da conversazione.
Mi squadr con un'aria spaurita, mentre il suo petto si alzava e si abbassava con un ritmo irregolare.
Ho visto il volante dell'ambulanza. Dev'esser stato un bel trauma per le costole. Sai che  una delle
cause pi frequenti di morte negli incidenti stradali? Le costole si spezzano e perforano i polmoni. O il
cuore. Quante volte ti  capitato di vedere lesioni del genere all'obitorio?
Stai zitto.
Quel dolore penetrante, tagliente, che senti quando Be', sono i frammenti di osso che lacerano il
tessuto del polmone.  duro respirare, vero? E lo diventer sempre di pi, perch i tuoi polmoni si
stanno riempiendo di sangue. Stai morendo, Kyle.
CHIUDI QUELLA CAZZO DI BOCCA! grid.
Se non mi credi, guarda con i tuoi occhi. Accennai ai rimasugli di specchio sul muro. Vedi come sei
pallido?  a causa dell'emorragia. Se non ricevi in fretta un'assistenza medica, morirai dissanguato o
affogherai nel tuo stesso sangue.
Le sue labbra si mossero, mentre guardava il suo riflesso frammentato nello specchio. Non avevo idea
della gravit delle sue ferite: volevo solo stuzzicare la sua immaginazione. Per un narcisista come Kyle,
sarebbe stato sufficiente.
Si era dimenticato di Gardner. Adesso l'agente del TBI batteva forte le palpebre: stava riprendendo i
sensi. Lo vidi spostarsi leggermente, come se stesse valutando la stretta alla gola.
No, non adesso. Ti prego, stai fermo.
Arrenditi, mi affrettai a proseguire.
Ti avverto
Salvati, Kyle. Se ti consegni alla polizia adesso, potrai ricevere delle cure mediche adeguate.
Tacque per un istante. Con stupore, mi accorsi che stava piangendo.
Mi uccideranno comunque.
No, non lo faranno.  per questo che esistono gli avvocati.
E i processi durano anni.
Non voglio andare in prigione!
Preferisci morire?
Tir su col naso, cercando di soffocare le lacrime. Notai che l'eccitazione cominciava ad abbandonarlo,
e mi sforzai di non lasciar trapelare la mia speranza.
Poi la mano di Gardner prese ad avvicinarsi lentamente alla pistola.
Kyle se ne accorse. Merda! Serr con violenza la gola di Gardner. L'agente emise un rantolo
soffocato, e si tast fiaccamente la cintura, mentre Kyle cercava di prendere la rivoltella con la mano
libera. Mi lanciai verso di loro, sapendo che non sarei arrivato in tempo.
Dalla soglia giunse un rumore.
Incorniciata dalla porta, vidi Diane Jacobsen: aveva un'espressione vacua, forse per lo shock. Poi la sua
mano scost la giacca e afferr la pistola.
Lasciala! Lasciala! strill Kyle, voltandosi parzialmente in modo che il corpo di Gardner si
frapponesse tra loro.
Lei si blocc, con la mano posata sull'arma. Adesso Kyle aveva la pistola di Gardner, ma era stato
costretto ad assumere una posizione assai scomoda per tenerlo fermo. Il silenzio era spezzato soltanto
dal suo respiro affannoso. Gardner era immobile: il suo corpo sembrava un sacco che pendeva dal
collo; aveva il volto pi scuro che mai.
Kyle si umett le labbra; i suoi occhi guizzarono sulla pistola della Jacobsen.
Leva la mano dalla pistola e lascialo andare! disse lei.
Nonostante il tono autoritario, c'era ancora un tremito nella sua voce.
Kyle lo avvert. L'adrenalina gli aveva dato nuove energie.
Sorridendo, dondol la sua faccia di luna piena. Aveva ripreso il controllo della situazione. Si stava
divertendo.
Oh, non credo proprio. Penso che sia tu a dover abbassare la pistola.
Non se ne parla.  l'ultima opportunit che
Ssh Kyle pieg il capo in direzione di Gardner, come se lo stesse ascoltando. Sento il battito
cardiaco del tuo collega.
Diventa sempre pi debole. Rallenta Rallenta
Se lo uccidi, nulla mi impedir di spararti.
L'espressione compiaciuta abbandon il volto di Kyle. Di nuovo, la lingua rosa fece capolino tra le
labbra per inumidirle.
Facciamo un patto cominci a dire. Ma in quel momento, si sent un trapestio al piano di sopra.
Kyle spalanc gli occhi e, approfittando della distrazione della Jacobsen, afferr la pistola nella fondina
di Gardner, la estrasse e spar.
Vidi la Jacobsen vacillare, ma aveva gi fatto fuoco. Mentre Kyle abbandonava la presa di Gardner,
risuonarono altri due colpi, e un'area superstite dello specchio accanto alla mia testa esplose,
inondandomi di schegge. Poi la pistola di Kyle cadde sul pavimento con un rumore secco, e lui
stramazz come se i fili che lo reggevano fossero stati recisi.
Mentre mi precipitavo verso Diane Jacobsen, per la seconda volta durante quel pomeriggio le orecchie
mi fischiarono. Adesso era appoggiata allo stipite, e teneva la pistola ancora puntata sul corpo di Kyle.
Sul suo volto, c'era un pallore mortale, che contrastava enormemente con la macchia scura che si stava
espandendo sulla sua giacca. Era una chiazza umida e luccicante tra il collo e la spalla sinistra, e si
ingrandiva a vista d'occhio.
Lei batt le palpebre. Sono credo
Siediti. Non sforzarti di parlare.
Mentre le aprivo la giacca, lanciai una rapida occhiata alla sagoma immobile di Gardner. Non riuscivo a
capire se stesse respirando, ma la situazione della Jacobsen era pi urgente: se la pallottola aveva leso
un'arteria, avrebbe rischiato di morire dissanguata nel giro di pochi momenti. Dalle scale e dal corridoio
giunse un rumore di passi - io, per, me ne accorsi a malapena.
Quando liberai della giacca la spalla ferita, rimasi senza fiato vedendo la camicetta bianca intrisa di
sangue. Poi alcune figure irruppero dalla porta. Improvvisamente la stanza si riemp di grida.
Svelti, dobbiamo attaccai a dire, ma venni trascinato via e scaraventato sul pavimento a faccia in
gi. Oh, per l'amor del cielo! Feci per rialzarmi: qualcosa mi colp violentemente tra le scapole.
Stai gi! url una voce.
Gridai che non c'era tempo, ma nessuno mi diede ascolto.
Da quella posizione, non riuscivo a vedere che sagome di piedi.
Mi sembr che dovette passare un secolo prima che venissi riconosciuto e mi fosse permesso di
rialzarmi. Mi liberai rabbiosamente delle mani che mi aiutavano. Diverse persone erano accosciate
accanto a Gardner, al quale avevano fatto assumere la posizione di sicurezza illustrata in tutti i manuali
di pronto soccorso. Non era ancora cosciente, ma vidi che aveva ricominciato a respirare regolarmente.
Mi voltai verso Diane Jacobsen, di cui si stavano occupando due agenti. Le avevano tolto la camicetta
dalla spalla colpita. Il reggiseno sportivo bianco era diventato cremisi. C'era una tale quantit di sangue
che non si vedeva la ferita.
Sono un medico, fatemi guardare, dissi, inginocchiandomi accanto a lei.
Le pupille di Diane Jacobsen apparivano dilatate per lo shock. I suoi occhi grigi sembravano ingenui e
spaventati.
Pensavo che stessi parlando con Dan
Va tutto bene.
L'am L'ambulanza era solo a un chilometro, cos sono tornata indietro. Sapevo che c'era qualcosa
che non quadrava Farfugliava per il dolore. York non aveva portato con s neppure una
fotografia. I suoi genitori tutto il suo passato.
Non le avrebbe mai lasciate
Non parlare.
Provai un'ondata di sollievo quando vidi l'incavo pieno di sangue sul trapezio, il grande muscolo che
corre tra il collo e la spalla. La pallottola aveva lasciato un solco alla sua sommit ma, nonostante
l'emorragia, la lesione non sembrava particolarmente grave. Un paio di centimetri pi in basso o a
destra, e sarebbe stata tutta un'altra storia.
Comunque, il sangue continuava a fuoriuscire. Usando la camicia come un tampone, cominciai a
esercitare una pressione sulla ferita; poi arriv un altro agente, con la cassetta del pronto soccorso.
Si sposti, mi disse.
Indietreggiai per fargli spazio. Strapp l'involucro di una confezione di garza sterile. Premette la
compressa con una forza tale da lasciare senza fiato la Jacobsen; poi prese abilmente a fissarla sulla
ferita. Mi sembrarono gesti esperti, cos andai da Gardner. Era ancora privo di coscienza - un brutto
segno.
Come sta? chiesi all'agente inginocchiato accanto a lui.
 difficile dirlo, rispose. I paramedici stanno arrivando, ma ci aspettavamo di non averne bisogno.
Cosa diavolo  successo qui?
Non avevo l'energia per rispondergli. Mi voltai verso il punto in cui Kyle era disteso scompostamente.
Il petto e lo stomaco erano coperti di sangue, e i suoi occhi fissavano il soffitto.
Non si disturbi,  morto, mi disse l'agente, mentre mi chinavo per tastargli la giugulare.
Non lo era: non ancora. Sotto la pelle, avvertivo il fievole ritmo del battito cardiaco. Tenni le dita l,
guardando i suoi occhi spalancati, mentre il cuore scandiva gli ultimi balbettamenti.
Si fecero pi deboli - e gli intervalli tra di essi sempre pi lunghi - finch si fermarono.
Osservai i suoi occhi: se in essi c'era qualcosa, non riuscii a vederlo.
 ferito.
L'agente inginocchiato accanto a Gardner stava fissando la mia mano: gocciolava sangue. Dovevo
essermela tagliata profondamente con la scheggia di specchio - anche se non ricordavo quando fosse
successo. Il taglio si sovrapponeva alla vecchia cicatrice del palmo come una sottile bocca, dalle cui
labbra sgorgava il sangue.
Fino a quel momento, non avevo sentito nulla: ora cominci a bruciarmi di un dolore freddo, secco.
Strinsi il pugno. Me la caver.
Epilogo
A Londra pioveva. Dopo il sole splendente e le montagne lussureggianti del Tennessee, l'Inghilterra mi
parve grigia e smorta. La metropolitana era ancora congestionata dagli strascichi dell'ora di punta serale,
con i soliti pendolari sfiniti dalla giornata di lavoro stipati nei vagoni. Sfogliai il quotidiano che avevo
comprato all'aeroporto, provando il solito senso di disorientamento nel leggere degli avvenimenti
verificatisi durante la mia assenza. Tornare a casa dopo un lungo viaggio  come ritrovarsi trasportati
nel futuro di qualche settimana - una forma prosaica di viaggio nel tempo.
L, il mondo era andato avanti senza di me.
Il tassista era un garbato sikh: fu felice di guidare in silenzio.
Guardai le strade vespertine fuori dal finestrino, oppresso dal jet-lag e da un senso di sudiciume dopo
quel lungo viaggio.
Allorch imboccammo la mia via, in qualche modo mi parve diversa. Mi ci volle un attimo per capire il
perch. Quando ero partito i rami dei tigli rivelavano solo una pallida ombra di verde, mentre adesso
erano coperti di foglie nuove.
La pioggia si era ridotta a un'acquerugiola, e aveva steso sul marciapiede una lucida patina scura. Scesi
dall'auto e pagai il tassista. Presi la borsa e la valigia, e le portai davanti alla mia soglia; flettei
leggermente la mano, mentre le posavo. Non avevo pi una medicazione da qualche giorno, ma il
palmo era ancora piuttosto fragile.
Il rumore della chiave nella toppa echeggi nell'atrio angusto.
Anche se prima di partire avevo chiesto all'ufficio postale di trattenere la mia corrispondenza, sulle
piastrelle bianche e nere c'era comunque una massa di volantini e dpliant. La spinsi da parte con il
piede, mentre spostavo i bagagli dentro casa e chiudevo la porta alle mie spalle.
L'appartamento sembrava assolutamente uguale a come l'avevo lasciato, a parte la polvere accumulatasi
in quelle settimane.
Mi fermai per un istante oltre la soglia, trafitto dal consueto spasmo davanti al senso di vuoto che
ispirava. Stavolta non era acuto come mi sarei aspettato.
Posai la valigia sul pavimento e la borsa sul tavolo, imprecando quando un sordo rumore metallico mi
ricord ci che conteneva. Aprii la cerniera, aspettandomi di percepire il puzzo dell'alcool versato, ma
non si era rotto niente. Misi quella bottiglia dalla forma strana sul tavolo: appollaiati sul tappo c'erano
un minuscolo cavallo e un fantino, pietrificati in pieno galoppo.
Fui tentato di aprirla subito, ma era ancora presto. Almeno avrei avuto qualcosa da attendere con
impazienza.
Entrai in cucina. L'appartamento era piuttosto freddo, e mi ricord che, primavera o no, ero di nuovo
in Inghilterra. Accesi il riscaldamento centralizzato; poi riempii il bricco.
Erano settimane che non bevevo una tazza di t.
La spia della segreteria telefonica lampeggiava. C'erano oltre due dozzine di messaggi. Allungai
istintivamente la mano per premerla e ascoltarli; poi cambiai idea. Chi avesse davvero avuto urgenza di
contattarmi, mi avrebbe chiamato sul cellulare.
Inoltre ero sicuro che nessuno fosse di Jenny.
Mi preparai una tazza di t e la portai al tavolo da pranzo. Al centro, c'era una fruttiera vuota; sopra di
essa, un foglio di carta.
Lo sollevai. Era un appunto che avevo preso prima di partire:
Confermare orario d'arrivo a Tom.
Lo appallottolai e lo gettai nella fruttiera.
Cominciavo a sentire la mia vecchia vita che mi richiamava a s. Avevo l'impressione che un'eternit mi
separasse dal periodo trascorso nel Tennessee, dal giardino soleggiato pieno di libellule e cadaveri -
sebbene tremende, le scene da incubo della casa di cura iniziavano ad assumere l'aria fantasmagorica di
un sogno. Ma era stato tutto fin troppo reale.
A Cedar Heights erano stati trovati quarantun cadaveri: ventisette disseminati nei vari terreni, gli altri
nell'area termale e nelle sale trattamenti. Kyle non aveva fatto discriminazioni. Le sue vittime erano un
miscuglio casuale di razze, et e sessi. Alcune di loro erano morte da quasi dieci anni, e l'impresa di
identificarle non era stata ancora portata a termine. I portafogli e le carte di credito ritrovati avevano
solo parzialmente accelerato l'operazione - presto era apparso chiaro che c'erano pi cadaveri che
documenti di identit. Molte delle sue vittime erano vagabondi o prostitute, la cui sparizione non era
sempre stata notata, e tanto meno denunciata.
Se Kyle non avesse sentito il bisogno di dimostrare la propria superiorit, avrebbe potuto continuare
all'infinito.
Comunque, non tutti i cadaveri erano anonimi. Il corpo di Irving era stato trovato nella stessa stanza di
quello di Summer.
Tra le altre vittime identificate spiccavano tre nomi. Uno era quello di Dwight Chambers. Il suo
portafogli e la patente erano nella pila rinvenuta nella cucina della casa di cura; il suo corpo giaceva nella
sala termale, e ci confermava la dichiarazione di York sul lavoratore occasionale ingaggiato per Steeple
Hill.
Il secondo nome a far suonare un campanello d'allarme fu quello di Carl Philips, un paranoico
schizofrenico di quarantasei anni, sparito da un ospedale psichiatrico dello stato oltre un decennio
prima. Non solo i suoi resti erano i pi vecchi tra quelli recuperati nella casa di cura, ma suo nonno era
stato il fondatore di Cedar Heights. Philips aveva ereditato quella propriet in malora, senza mai
preoccuparsi di essa. Era rimasta abbandonata e dimenticata, abitata solo dalle termiti e dalle libellule.
Finch Kyle non l'aveva resa di nuovo funzionale.
Ma fu la scoperta della terza identit a provocare la maggiore costernazione. Si trattava di un assistente
d'obitorio ventinovenne di Memphis, la cui patente sbiadita fu trovata sull'armadietto sotto le fotografie
delle vittime. I suoi resti furono rinvenuti tra gli arbusti accanto allo stagno, e identificati grazie alle
cartelle odontoiatriche.
Il suo nome era Kyle Webster.
 morto da diciotto mesi, mi aveva detto Diane Jacobsen, quando l'avevo chiamata dopo aver visto
un servizio in televisione.
Il fatto che un impostore sia riuscito a ottenere un impiego all'obitorio sollever un polverone, ma va
detto che i documenti e le referenze erano attendibili. E la somiglianza del soggetto con il vero Webster
era sufficiente a ingannare chi l'avesse visto solo in fotografia.
Mi parve coerente con tutto ci che aveva fatto. L'uomo che avevamo conosciuto con il nome di Kyle
Webster si era divertito fin dall'inizio a depistarci. Non avrebbe dovuto sorprendere che avesse assunto
l'identit di una delle sue vittime con la medesima disinvoltura con cui si era impadronito della sua pelle
staccatasi dalle mani.
Se non era Kyle Webster, allora chi era? le chiesi.
Il suo vero nome era Wayne Peters. Trentun anni, originario di Knoxville. Aveva lavorato come
assistente d'obitorio prima a Nashville e poi a Sevierville, finch, un paio di anni fa, ha fatto perdere le
proprie tracce. Ma  la sua vita precedente a rivelarsi estremamente interessante. Di padre ignoto, la
madre mor quando era ancora molto piccolo, e cos  stato cresciuto dagli zii. Secondo tutti coloro che
l'hanno conosciuto, era dotato di una grande intelligenza, che l'aveva portato a distinguersi alle scuole
superiori e a presentare una domanda di preiscrizione alla facolt di medicina. Poi le cose cominciarono
a prendere una brutta piega. Intorno ai diciassette anni, le pagelle rivelano che si disinteress
improvvisamente degli studi. Non super gli esami e fin per lavorare nell'impresa di famiglia, fino a
quando questa non fall, dopo la morte dello zio.
Impresa di famiglia?
Suo zio era il proprietario di un piccolo mattatoio. Erano specializzati in suini.
Chiusi gli occhi. Maiali.
L'unica parente in vita rimase la zia, che  morta anni fa, prosegu Diane Jacobsen. Per cause
naturali, a quanto pare.
Ma non avrai difficolt a indovinare dove lei e lo zio siano stati sepolti.
Non c'era che un posto plausibile. Steeple Hill.
La Jacobsen mi forn anche un'altra informazione. Quando furono esaminate le cartelle cliniche di
Wayne Peters, si scopr che durante l'adolescenza si era sottoposto a svariati interventi per rimuovere
dei polipi nasali. Erano riusciti perfettamente, ma le ripetute cauterizzazioni avevano portato il ragazzo
a una condizione nota come anosmia. Anche se poco significativa per le indagini, permetteva di
rispondere alla questione del lezzo insopportabile sollevata da Gardner nella sala termale di Cedar
Heights.
Wayne Peters era privo dell'olfatto.
Le ricerche nella casa di cura proseguivano; si stavano compiendo alcuni scavi nella propriet per
assicurarsi che non celassero i resti di altre vittime. Ma il mio lavoro l era finito dopo il primo giorno. A
quel punto, non erano presenti solo altri docenti del Centro di Antropologia Forense ma, in
considerazione dell'entit delle ricerche, erano intervenuti gli operatori del DMORT1. Erano arrivati
con un obitorio mobile, e meno di ventiquattr'ore dopo che Paul e io avevamo scavalcato la recinzione
della casa di cura, i terreni circostanti brulicavano di attivit.
Dopo avermi educatamente ringraziato, mi avevano detto che mi avrebbero contattato se ci fosse stato
bisogno della mia 1 Disaster Mortuary Operational Response Team: organizzazione di privati cittadini,
coordinati da professionisti forensi e funzionari federali a riposo, che vengono messi a disposizione
delle autorit locali per svolgere compiti specifici e altamente specializzati nel campo
dell'identificazione delle vittime, nell'allestimento di obitori temporanei e nella ricerca e conservazione
dei reperti [N.d.T.]. presenza per chiarire alcuni punti della testimonianza verbalizzata.
Mentre mi accompagnavano in auto oltre le schiere di veicoli della stampa e della televisione piazzati
davanti ai cancelli della casa di cura, avevo provato un misto di sollievo e rimpianto. Mi seccava lasciare
quell'inchiesta, ma rammentai a me stesso che, in realt, non era una mia indagine.
Non lo era mai stata.
Ero pronto a prolungare il mio soggiorno nel Tennessee per partecipare alla funzione in memoria di
Tom, e persino a tornarvi in seguito, se fosse stato necessario. Ma, alla fine, non ce ne fu bisogno. A
prescindere dai fattori che avevano contribuito a essa, la morte di Tom era avvenuta in ospedale per
cause naturali, e in tal modo era stato possibile evitare le formalit di un'indagine. Ne fui contento per
Mary, anche se mi rimase una sensazione di incompiutezza. Ma quale morte non la lascia?
Non c'era stato nessun funerale. Tom aveva donato il suo corpo alla ricerca medica, anche se non al
Centro, per evitare di turbare i colleghi. Durante la funzione, Mary aveva conservato una grande
compostezza, senza cedere alle lacrime. Era accanto a un florido uomo di mezz'et che indossava un
completo impeccabile: non capii subito che era il figlio. Mostrava il contegno leggermente irritato di chi
ha di meglio da fare e, quando gli fui presentato, mi strinse la mano di malavoglia, freddamente.
Lavora nelle assicurazioni, vero? gli chiesi.
In realt, mi occupo di fondi assicurativi. Non ero sicuro di sapere quale fosse la differenza, ma non
mi sembrava che valesse la pena chiederglielo. Tentai un altro approccio.
Si ferma in citt per un po'?
Guard l'orologio, aggrottando le sopracciglia come se fosse gi in ritardo. No, ritorno a New York
con un volo del pomeriggio.
Ho dovuto spostare diversi appuntamenti. Non poteva capitare in un momento peggiore.
Mi morsi la lingua per evitare di replicare, rammentando a me stesso che, al di l dei suoi atteggiamenti,
era pur sempre il figlio di Tom e Mary. Mentre mi allontanavo, stava nuovamente controllando
l'orologio.
Anche Gardner e Diane Jacobsen avevano partecipato alla funzione. La Jacobsen era gi tornata al
lavoro, con una medicazione invisibile sotto la giacca. Tecnicamente, Gardner era ancora in licenza per
malattia. Aveva subito un attacco ischemico transitorio - un microinfarto cerebrale -, dopo essere stato
sottoposto a una prolungata stretta alla gola. Ci aveva determinato una leggera afasia e la perdita di
sensibilit su un lato del corpo - ma erano effetti temporanei. Quando lo vidi, l'unica conseguenza
evidente era un accrescimento delle rughe, che faceva assomigliare la pelle del suo volto a un velluto a
costine.
Sto bene, mi rispose, leggermente irrigidito, quando gli chiesi come si sentisse. Non c' ragione per
cui non possa lavorare.
Maledetti medici.
Diane Jacobsen mi sembr algida e inavvicinabile come sempre. Se non fosse stato per una leggera
difficolt a usare la mano sinistra, nessuno avrebbe immaginato che un proiettile l'avesse colpita.
Ho sentito che ricever un encomio, dissi a Gardner, mentre lei porgeva le condoglianze a Mary.
Stanno valutando la cosa.
A quanto ricordo, se lo merita.
L'agente parve rilassarsi. Anche secondo me, per quel che pu valere.
Osservai Diane Jacobsen che conferiva gravemente con Mary. Il profilo del suo collo era adorabile.
Gardner si schiar la gola.
Diane sta ancora tentando di superare un periodo difficile.
L'anno scorso si  lasciata con il partner.
Era il primo elemento autentico della sua vita privata di cui venissi a conoscenza. Mi stup che mi
avesse dato quell'informazione.
Anche lui era un agente del TBI?
No. Era un'avvocatessa.
Prima che se ne andassero, la Jacobsen venne a salutarmi.
Mi strinse energicamente la mano: sentii il calore e l'asciuttezza della sua pelle. Gli occhi grigi mi
sembrarono un po' pi cordiali del solito - ma forse era solo un effetto della mia immaginazione.
La vidi per l'ultima volta mentre tornava all'auto insieme a Gardner, aggraziata e atletica accanto alla
figura leggermente curva del collega.
La cerimonia fu semplice e commovente. Non ci furono inni, solo due pezzi jazz - tra quelli prediletti
da Tom - a segnare l'inizio e la fine: My Funny Valentine di Chet Baker e Take Five di Dave Brubeck.
Sorrisi quando li sentii. Nel mezzo, ci furono letture di amici e colleghi. A un certo punto, la solennit
della funzione fu violata dal pianto di un neonato. Thomas Paul Avery strill a voce spiegata,
nonostante gli sforzi della madre per calmarlo.
Nessuno ci bad.
Era nato poco dopo l'arrivo di Sam in ospedale, perfettamente sano e deciso a sbraitare il proprio
malcontento al mondo.
La pressione sanguigna di Sam aveva destato inizialmente qualche preoccupazione nei medici ma, dopo
il parto, era tornata a valori normali con notevole rapidit. Dopo due giorni, era di nuovo a casa, ancora
pallida e con gli occhi infossati, ma senza ulteriori segni esteriori della sua terribile avventura.
Pi che altro, mi sembra che sia stato un brutto sogno, disse, dopo che Thomas si fu addormentato
al termine della poppata.  come se fosse calato un sipario sull'accaduto. Paul teme che stia
rimuovendo, ma non  cos. Semplicemente,  pi importante quello che  successo dopo, capisci?
Stava contemplando il viso rosa e ancora raggrinzito del figlio; poi mi rivolse un sorriso cos indifeso da
spezzarmi il cuore.  come se tutto il male non contasse. Thomas ha cancellato ogni cosa.
Tra i due sembrava che fosse Paul a incontrare le maggiori difficolt a confrontarsi con gli avvenimenti
appena passati.
Nei giorni immediatamente successivi, sul suo volto campeggiava spesso un'ombra. Non c'era bisogno
di essere psicologi per capire che stava rivivendo quell'incubo, pensando ai tremendi rischi corsi, a
quanto fosse stato vicino a perdere tutto.
Ma quando era con la moglie e il figlioletto quell'ombra spariva.
Era ancora presto ma, osservando quel quadretto, sentivo che le ferite sarebbero guarite.
Di solito,  questo che succede, col tempo.
Il mio t si era raffreddato. Con un sospiro, mi alzai e andai ad ascoltare i messaggi.
Dottor Hunter, non ci conosciamo, ma il sovrintendente Wallace mi ha dato il suo numero. Sono Il suono del
campanello soverchi la voce. Fermai la segreteria e andai verso l'atrio. Gli ultimi raggi di sole
spiovevano con un bagliore dorato nell'ingresso, preannunciando l'estate. Allungai la mano per aprire la
porta, e fui improvvisamente sopraffatto da un dj- vu. Una giovane donna con gli occhiali da sole  in piedi
davanti alla soglia, nella luce del crepuscolo. Il suo sorriso si trasforma in un ghigno, mentre infila la mano nella borsa e ne
estrae un coltello
Scossi il capo, allontanando quel ricordo. Raddrizzando le spalle, feci girare la chiave nella toppa e
spalancai la porta.
Un'anziana signora mi sorrise radiosamente dal gradino.
Ah, dottor Hunter,  lei! Ho sentito dei movimenti, e volevo essere sicura che fosse tutto a posto.
Va tutto bene, grazie, signora Katsoulis. Era la vicina che abitava nell'appartamento sopra il mio.
Avevamo scambiato poche parole prima dell'aggressione che avevo subito l'anno precedente ma, dopo
quell'episodio, lei si era calata nel ruolo di vigilante. Con tutto il suo metro e cinquanta.
Ma non si limit a guardare me. Sbirci oltre l'ingresso, in salotto, dove i miei bagagli attendevano
ancora di venir disfatti.
Era un po' che non la vedevo.  stato in qualche bel posto?
Mi guard speranzosa. Sentii la bocca che cominciava a torcersi, mentre mi sforzavo di soffocare una
risata.
Solo un viaggio di lavoro. Adesso sono tornato.
...
FINE.
...
.
...
Ringraziamenti.
.
I sussurri della morte  un'opera di fantasia, ma il Centro di Ricerche Antropologiche del Tennessee 
reale. Un ringraziamento  dunque dovuto al professor Richard Jantz, direttore del Centro di
Antropologia Forense di Knoxville, per avermi accordato il permesso di raccontare dell'istituto e per il
suo aiuto riguardo agli aspetti tecnici. Il dottor Arpad Vass mi ha fornito con la consueta rapidit molte
risposte su questioni forensi e ha consentito a Tom Lieberman di prendere a prestito la sua ricerca,
mentre Kristin Helm, agente incaricata dei rapporti con il pubblico del TBI, si  rivelata una miniera di
preziose informazioni.
Un grazie anche ai miei agenti, Mic Cheetham e Simon Kavanagh, a Camilla Ferrier e a tutto lo staff
della Marsh Agency, a Simon Taylor e al team della Transworld, a Caitlin Alexander della Bantam Dell,
a Peter Dench, Jeremy Freeston, Ben Steiner e all'SCF. Vorrei anche ringraziare mia sorella Julie e Jan
Williams, senza i quali la stesura di questo romanzo avrebbe sicuramente richiesto tempi molto pi
lunghi: essendo ormai completamente guarito dalla sindrome da stanchezza cronica, posso consigliare il
Lightning Process a chi non sia ancora riuscito a vincerla.
Infine, come sempre, sono immensamente riconoscente a mia moglie, Hilary, senza la quale non ce
l'avrei mai fatta.
Simon Beckett, 2008
...
FINE.